Bocciare all’estero… procedimenti più semplici per i risarcimenti!

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Una delle più grandi paure degli automobilisti bocciare con l’auto (peggio se nuova, ancora peggio se appena uscita dal carrozziere). Ma una delle più grandi paure di chi boccia, il peggio del peggio, resta sempre e comunque bocciare all’estero

…fino a ora…

Alcune novità, infatti, renderanno molto più semplice (per nostra fortuna) ottenere risarcimenti a seguito di incidenti stradali con macchine straniere avvenuti in territori all’interno dei Paesi membri dell’Unione Europea, anche in caso di contenzioso.

A rinnovare il discorso è stata nientemeno che la Corte Suprema, con una sentenza che promette di alzare il tiro su un argomento di sempre maggiore attualità; il pronunciamento in questione stabilisce che, nel caso in cui il danneggiato non trovi un accordo riguardo il risarcimento con l’assicurazione italiana mandataria di quella straniera coinvolta nel sinistro, avrà facoltà di adire a vie legali in Italia citando direttamente la mandataria. Se si volesse intentare un’azione civile, poi, questa potrà essere proposta nel tribunale competente nel proprio luogo di residenza, come specifica il Regolamento europeo 44/2001.

In pratica, da adesso in poi, in caso di ragione, la liquidazione potrà essere richiesta direttamente nel nostro Paese…

La decisione della Corte ha riguardato un incidente avvenuto in Spagna, alle Canarie ed è stata emessa il 18 maggio di quest’anno dalla Terza Sezione Civile con il codice 1021. L’argomento, lungi da essere di nuovo interesse, ha visto prese di posizione differenti negli anni passati, in alcuni casi anche con orientamenti diametralmente opposti rispetto a quelli previsti dallo stesso ordinamento comunitario. L’Unione Europea, infatti, per quando riguarda le proprie normative prevede che l’assicurazione straniera coinvolta nomini una compagnia in Italia che funga da mandataria, col compito di raccogliere informazioni e adottare misure necessarie a liquidare i danni causati dal proprio assicurato a un cittadino italiano, con veicolo immatricolato nell’Unione Europea ma incidentato al di fuori del territorio nazionale italiano. Per di più, già per la Cassazione, nel caso in cui manchi un accordo tra le parti è possibile, per il danneggiato, convenire l’assicurazione mandataria in vece della compagnia mandante.

Il Codice delle Assicurazioni, inoltre, all’articolo 298, prevede che gli aventi diritto possano richiedere un risarcimento direttamente alla Consap, l’organismo di indennizzo italiano che dal 2003 gestisce il Fondo di garanzie per le vittime della strada, “nel caso in cui l’impresa di assicurazione non abbia designato un mandatario per la liquidazione dei sinistri nel territorio della Repubblica”.

Quattro dritte per i 4zampe sulle 4ruote

Viaggetto in programma? Magari in auto? Magari all’estero? Magari con cane o gatto al seguito? Magari cane e gatto…?

Bè, in caso non lo sapeste, non basta caricare in macchina il proprio animale di compagnia, farlo star comodo e partire alla volta di “esotiche terre straniere” ma è necessario prendere tutta una serie di provvedimenti, burocratici e non, per evitare di incorrere (anche involontariamente) in pesanti sanzioni economiche.

Prima di entrare nel vivo del discorso, però, è necessario sottolineare che ogni Stato possiede una propria legge in materia ed è quindi opportuno informarsi prima della partenza su quali siano le disposizioni vigenti del caso; le conseguenze possono andare da una multa salata al categorico “dieto front”, con rischio, in alcuni casi, di vedersi addirittura sottrarre e porre in quarantena il fido/micio di turno!

Detto ciò, cerchiamo di capire ciò che bisogna fare per viaggiare in tutta sicurezza all’interno del territorio dell’Unione Europea

I Regolamenti chiamati in causa sono due, UE 576 del 2013 e, sempre dello stesso anno, UE 577, entrati entrambi in vigore il 29 dicembre 2014: essi disciplinano nel dettaglio non solo gli spostamenti di animali domestici all’interno degli Stati membri ma anche la loro reintroduzione da Stati terzi.

Prima di tutto, per i cani è obbligatorio il microchip o un tatuaggio di riconoscimento (e fino a qui tutto abbastanza normale).

Ma anche questo non basta.

Aprite bene le orecchie (o in questo caso gli occhi)… i nostri “simpatici amici” devono avere nientemeno che il PASSAPORTO!

Sì, avete capito bene ma niente paura, non serve la solita trafila necessaria per ottenere il fatidico passaporto umano in quanto si tratta, in questo caso, di un documento facilmente ottenibile: basta, infatti, rivolgersi a un qualsiasi veterinario autorizzato.

È fondamentale, comunque, che tale documento contenga registrazioni valide di almeno una vaccinazione antirabbia; il Ministero della Salute specifica, inoltre, che nel caso in cui la vaccinazione in questione sia la prima in assoluto, essa non debba essere somministrata ad animali con meno di 12 settimane di età. L’animale sottoposto a trattamento, poi, non può in nessun caso attraversare il confine se non dopo 21 giorni dalla fatidica punturina.

Particolari vaccini sono poi richiesti a seconda dello Stato che si sceglie di visitare: Finlandia, Irlanda, Malta e Regno Unito, per esempio, chiedono che l’animale sia vaccinato anche contro la tenia echinococcus con una specifica procedura; ogni dettaglio è comunque disponibile sul sito dell’Unione Europea.

È comunque vietato trasportare più di cinque animali domestici se non si vuole rientrare nelle norme relative al commercio degli stessi, fatti salvi i casi di trasferimenti per partecipazioni a mostre, concorsi o eventi sportivi.

P.S. …il passaporto è necessario anche per i furetti