UNA TUTA CHE SIMULA I POSTUMI DELL’ALCOOL

In Europa, le statistiche mostrano che l’abuso di alcool è uno dei fattori che aumentano le possibilità di essere coinvolti in incidenti mortali in 1 caso su 6. Allo scopo di mettere in luce gli elementi di rischiosità connessi a questo tipo di situazioni, la casa automobilistica Ford ha commissionato al Meyer Hentschel Institute (Germania) la ‘Hangover Suit’.

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Si tratta di una tuta del peso di circa 17 kg costituita da uno speciale gilet, polsiere e cavigliere, all’interno delle quali sono stati inseriti dei pesi per rendere realistica la tipica sensazione di pesantezza corporea, occhiali speciali che producono una visione distorta o alterata, utilizzando giochi di intensità luminosa e riverberi colorati difficili da sostenere per l’occhio umano, e cuffie attraverso le quali simulare effetti acustici in grado di stimolare l’ipersensibilità ai suoni, situazione classica dell’emicrania. Insieme, tutti i dispositivi sono in grado di riprodurre i sintomi dei postumi di una notte di bagordi come spossatezza, vertigini, testa pesante e difficoltà di concentrazione.

Inoltre, sottolinea Ford, anche quando i conducenti rientrano entro il limite legale di alcool, si espongono a un rischio che può essere letale quasi come quello a cui ci si espone mettendosi alla guida dopo aver assunto sostanze alcooliche, come accade agli automobilisti privati del sonno e agli effetti sui loro tempi di reazione. E non solo. Il progetto vuole porre attenzione anche al giorno dopo ‘una notte da leoni’ che può essere considerato altrettanto pericoloso. “La società è molto attenta a sensibilizzare l’opinione pubblica nell’evitare che i giovani possano cedere alla tentazione di mettersi al volante dopo una notte di bagordi. Ma molte volte coloro che si mettono alla guida la mattina dopo una notte del genere, non ottengono la stessa attenzione dalla collettività”, ha detto Jim Graham, Manager di Ford Driving Skills For Life. “La ‘Hangover Suit’ mostra quali siano gli effetti debilitanti dei postumi e il rischio che la guida in tali condizioni può presentare per tutti gli utenti della strada”.

“Abbiamo effettuato molti esperimenti per analizzare le risposte del corpo umano dopo una serata di bagordi partendo anche da noi stessi”, ha raccontato. Per la ‘Hangover Suit’ – Gundolf Meyer-Hentschel, CEO dell’Istituto Meyer-Hentschel – abbiamo introdotto delle cuffie che riproducono effetti acustici per stimolare il particolare aumento della sensibilità ai suoni come accade durante un’emicrania. Infine, “le cuffie insieme a speciali occhiali, simulano vertigini e gli effetti di un mal di testa accecante”.

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APNEE NOTTURNE E COLPI DI SONNO: I DETTAGLI SULLE LIMITAZIONI

Ne abbiamo già parlato ma rinfrescare le idee non guasta mai… soprattutto in vista dei nuovi dettagli!

Ricapitolando: si è scoperto che molti degli incidenti sono causati nientemeno che da colpi di sonno (e sai che novità) e che i soggetti che soffrono di apnee notturne sono quelli più a rischio. Secondo alcuni studi, infatti, le apnee notturne non permettono di smaltire il sonno in maniera adeguata durante la notte, causando nei poveri malcapitati (spesso inconsapevoli) accumuli di stanchezza che possono tradursi in difficoltà a mantenere la concentrazione durante il giorno, quando non addirittura in veri e proprio colpi di sonno.

Ed è a questo punto che interviene lo Stato… da adesso in poi, chi soffre di apnee notturne si vedrà negata la patente.

Ma cosa significa concretamente?

È proprio questa la novità… abbiamo finalmente i dettagli relativi al sistema di controllo messo in atto in sede di esame. Vediamoli…

È ovviamente premesso il fatto che chi volesse prendere la patente (o rinnovarla) è in teoria tenuto a segnalare eventuali sintomi che lascino intendere possa esserci un eventuale problema di apnee notturne. In questo caso si procederà. In primo luogo, a un colloquio medico seguito da un questionario e da alcuni test atti a verificare reazioni a particolari stimoli visivi.

Il decreto in questione stabilisce la necessità di un colloquio iniziale che dovrà individuare le prime condizioni di rischio, come per esempio il russare di notte, l’obesità, l’ipertensione arteriosa farmaco-resistente, il diabete ma anche varie cardiopatie, eventi ischemici cerebrali e broncopneumopatie.

Una volta accertata la presenza di un caso sospetto tocca al questionario; questo verterà sulla sonnolenza diurna e anticiperà la serie di test per il controllo dei tempi di reazione. Durante questi test l’esaminato dovrà rispondere, premendo un pulsante, a una sequenza di stimoli luminosi rossi e arancioni. Al termine della visita il soggetto sarà sottoposto a un ulteriore questionario sulla sonnolenza (quello di Epworth).

Una volta attestato il rischio il soggetto potrà essere limitato per quanto riguuarda l’uso della patente o gli potrà essere imposto un controllo periodico più frequente rispetto alla norma. Chi rientrerà nei casi di “rischio medio-basso”, per esempio, dovrà sottoporsi a rinnovo ogni 3 anni, nel caso delle patenti A, B, B+E, ogni anno, nei casi delle patenti C, C+E, D, D+E.

Insomma, colpi di sonno? stanchezza diurna?

Fare più pennichelle potrebbe non essere la soluzione…