SICUREZZA PASSIVA IN AUTO: L’AIRBAG

Tra i sistemi di sicurezza passiva che si sono più diffusi nel settore automobilistico, l’airbag è certamente tra quelli che ha avuto la più ampia affermazione, tanto che nella maggior parte dei veicoli è ormai diventato un dispositivo di serie. Ma cos’è e come funziona esattamente l’airbag? Una spiegazione dettagliata, comprese le cautele d’uso, la fornisce l’Automobile Club d’Italia sul suo sito:

L’airbag è un “pallone” di forma piatta che viene istantaneamente gonfiato appena inizia l’urto, fuoriuscendo da un apposito vano dotato di coperchio, dalla parte centrale dello sterzo se dal lato guidatore e dal cruscotto se dal lato passeggero. La sua funzione fondamentale, soprattutto negli urti a velocità maggiori, è di impedire il contatto della testa o e del volto dei trasportati con il volante od il cruscotto. Infatti, anche se il torace, il bacino e le gambe sono trattenuti dalla cintura di sicurezza, la testa rimane libera di muoversi in avanti e verso il basso.

Come si intuisce dalla descrizione, l’airbag va inquadrato in un’ottica integrata di sicurezza dei viaggiatori nell’abitacolo. Per una corretta funzionalità dell’airbag, infatti, è necessario indossare le cinture di sicurezza. Senza di queste l’impatto del cuscino potrebbe avere delle conseguenze molto gravi su guidatore e passeggeri. Allo stesso tempo è opportuno prestare attenzione alla giusta inclinazione del poggiatesta in modo da attutire correttamente l’eventuale colpo.

Per concludere, a tutti l’augurio di non trovarsi mai nella situazione di un airbag “esploso”, perché probabilmente vorrebbe dire che siete stati coinvolti in un sinistro. Ma cosa fare nel caso ci trovassimo in questa sfortunata situazione? A differenza di un paracadute, non può essere ripiegato e reinserito nell’apposito vano. L’airbag può essere usato una sola volta e, dopo il primo urto, deve essere cambiato. Per la sua sostituzione occorrerà rivolgersi ad uno specialista: nella speranza, lo ribadiamo, che ce ne sia bisogno il meno possibile (vista anche la spesa non indifferente per la sua sostituzione).

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BAMBINI E SICUREZZA AUTO: GUIDA ALLA SCELTA DEL SEGGIOLINO GIUSTO

Per tutti noi, la sicurezza in auto passa per le cinture allacciate. Per il trasporto dei bambini, tuttavia, data la loro dimensione e la loro fragilità occorre dotarsi di accessori particolari per la loro protezione: seggiolini o adattatori. Questi sistemi, che devono essere usati fin dai primi giorni di vita del bambino, non sono tutti uguali e vanno scelti in base al peso del bambino. In linea generale, i dispositivi di ritenuta sono obbligatori fino al raggiungimento di 36 chili di peso: fino a 18 kg si possono usare solo i seggiolini, oltre questo peso si possono utilizzare anche gli adattatori. Quest’ultimi sono dei piccoli sedili che, sollevando il bambino, permettono di usare le cinture di sicurezza dell’auto che però vanno passate sotto le alette poste ai lati, in senso longitudinale al torace.

La Polizia di stato, sul proprio sito, riporta informazioni utili per la sicurezza dei bambini in auto: I sistemi di sicurezza presenti negli autoveicoli non sono adatti a persone inferiori a 1.50 metri di altezza. Fino a 9 chili di peso il bimbo deve essere trasportato in senso contrario alla marcia dell’auto. Attenzione mai mettere il bambino sul sedile anteriore se la macchina è provvista di airbag, a meno che non possa essere disattivato. Il posto più adatto è il sedile posteriore, al centro, che protegge anche da eventuali urti laterali. Dopo 10 chili si può cominciare a sistemare il seggiolino in senso di marcia. Lo schienale del seggiolino deve essere ben appoggiato al sedile della macchina e le cinture presenti sul dispositivo devono sempre essere allacciate, anche per brevi tragitti.

Un’altra raccomandazione è l’omologazione del seggiolino o dell’adattatore. I più recenti sono quelli appartenenti a uno dei 5 gruppi di dispositivi costruiti secondo la normativa europea che riportano sul contrassegno le sigle: ECE R44-02 oppure ECE R44-03.

Gruppo 0 Bambini di peso inferiore ai 10 kg

Vanno montati in senso contrario a quello di marcia o in avanti se il bambino pesa almeno 6 kg. In questo gruppo sono comprese anche le “navicelle”, da fissare con le cinture dell’automobile.

Gruppo 0+ Bambini di peso inferiore ai 13 kg

Hanno le stesse caratteristiche di quelli appartenenti al gruppo precedente ma offrono una protezione maggiore alla testa ed alle gambe.

Gruppo 1 Bambini di peso compreso tra 9 kg e 18 kg

Sono montati nel senso di marcia e fissati con la cintura di sicurezza del veicolo.

Gruppo 2 Bambini di peso compreso tra i 15 e i 25 kg

Cuscini con braccioli omologati (si usano le cinture del veicolo con l’aggiunta di un dispositivo di aggancio che si fissa nel punto in cui la cintura incrocia la spalla).

Gruppo 3 Bambini di peso compreso tra 22 e 36 kg

Cuscini senza braccioli da utilizzare sul sedile del veicolo per aumentare, da seduto, la statura del bambino affinché possa fare uso delle normali cinture di sicurezza.

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REVISIONE AUTO: DOVE, COME, QUANDO E PERCHÉ

Revisione. A qualche automobilista, con un veicolo in là con gli anni, questa parola potrebbe far venire una sensazione di “orticaria”. Può infatti capitare che la revisione faccia emergere qualche anomalia che porti al fatidico enigma: è giunta l’ora di cambiare vettura?

Occorre, tuttavia, vedere la revisione auto sotto un’altra ottica: si tratta di una misura pensata per mantenere in circolazione veicoli in condizioni di sicurezza sia per noi che per gli altri automobilisti. Come prevede il Codice della Strada, infatti, “i veicoli a motore e i loro rimorchi devono essere tenuti in condizioni di massima efficienza, comunque tale da garantire la sicurezza e da contenere il rumore e l’inquinamento entro i limiti stabiliti dalla legge”.

Ma quando bisogna fare la revisione? La prima è obbligatoria dopo 4 anni dalla prima immatricolazione entro il mese di rilascio della carta di circolazione. Le successive revisioni devono essere effettuate con cadenza biennale entro il mese corrispondente a quello in cui è stata effettuata l’ultima revisione. Queste scadenze si applicano per autovetture, autocaravan, autoveicoli adibiti al trasporto di cose o ad uso speciale di massa complessiva non superiore ai 3.500 Kg e dal 2003 anche per motoveicoli e ciclomotori.

E quali sono le parti e le funzioni che la revisione passa sotto la lente di ingrandimento? L’esame periodico del veicolo verifica lo stato e l’efficienza dei seguenti dispositivi:

dispositivi frenatura (freno a mano, di servizio)
sterzo (cuscinetti, fissaggio, stato meccanico)
visibilità (vetri, specchietti, lavavetri)
impianto elettrico (proiettori, luci, indicatori)
assi pneumatici sospensioni
telaio (carrozzeria, porte, serrature, serbatoio)
effetti nocivi (rumori, gas di scarico)
identificazione veicolo (targa, telaio)
altri equipaggiamenti (avvisatore acustico, cinture anteriori e posteriori ove sia presente predisposizione).

Se l’esame ha esito positivo viene rilasciata un’etichetta adesiva che riporta l’esito della revisione, da applicare sulla carta di circolazione. In caso di esito negativo può essere indicato il termine ripetere: si dovranno effettuare le opportune riparazioni degli impianti indicati come non efficienti presso un meccanico di fiducia ed effettuare una nuova revisione entro un mese. Se viene invece indicato il termine sospeso si dovranno effettuare le opportune riparazioni e presentare una nuova richiesta di revisione per poter circolare.

Dove si effettua la revisione? L’esame periodico del veicolo può essere effettuato presso gli uffici della Motorizzazione civile e presso le officine autorizzate. Riprendendo l’esempio iniziale, in caso di veicoli più datati, potrebbe essere utile effettuare la cosiddetta “pre-revisione” per scoprire eventuali anomalie prima dell’esame. Su RiparAutOnline è possibile ottenere preventivi per la revisione presso le officine autorizzate richiedendo eventualmente anche la pre-revisione o le riparazioni dopo esito negativo di una prima revisione.

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AUTO E ANIMALI DOMESTICI: ACCESSORI PER TRASPORTARE IN SICUREZZA I ‘PASSEGGERI’ A QUATTRO ZAMPE

Il mondo degli accessori auto è un mercato molto vasto. A seconda dell’automobilista, o della famiglia che usa un veicolo, cambiano le necessità. C’è, per esempio, il caso di coloro che possiedono un animale domestico e hanno la necessità di viaggiare con lui in auto. Quali precauzioni bisogna prendere in questi casi?

Iniziamo vedendo qual è la norma che regola il trasporto di animali domestici. Si tratta dell’articolo 169 del nuovo Codice della strada (Trasporto di persone, animali e oggetti sui veicoli a motore) che recita: “(…) È vietato il trasporto di animali domestici in numero superiore a uno e comunque in condizioni da costituire impedimento o pericolo per la guida. È consentito il trasporto di soli animali domestici, anche in numero superiore, purché custoditi in apposita gabbia o contenitore o nel vano posteriore al posto di guida appositamente diviso da rete od altro analogo mezzo idoneo che, se installati in via permanente, devono essere autorizzati dal competente ufficio provinciale della Direzione generale della M.C.T.C”.

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In tema di animali, tuttavia, soprattutto nel caso di cani di grossa taglia, entra in gioco la questione dimensioni. Quali accorgimenti (e accessori) servono per viaggiare in tutta sicurezza con il nostro amicone a quattro zampe? Ecco qualche esempio che potrebbe esservi utile.

Bagagliaio con rete divisoria. È forse la modalità più diffusa. Il cane si abitua abbastanza facilmente a questa sistemazione: uno spazio dove può accomodarsi trovando una coperta o un cuscino “tutto suo”. Viaggiare nel bagagliaio, tuttavia, non è detto che sia la modalità più sicura. In alternativa, esistono accessori che permettono un viaggio più sicuro all’interno dell’abitacolo ma che richiedono una certa collaborazione da parte dell’animale.

Cintura di sicurezza per cani. Si tratta di imbracature che vengono agganciate alle cinture già presenti sulle vetture attraverso delle chiusure universali che si adattano a seconda della tipologia di auto. Sono sistemi molti versatili: nella maggior parte dei casi possono essere utilizzati anche agganciandoli al collare o alla pettorina.

Kennel o trasportino. Forse più adatta ad animali di piccola taglia, si tratta di una soluzione che garantisce l’incolumità del passeggero a quattro zampe in caso di incidente o frenate brusche. In questo caso, la grande sfida sarà quella di far abituare il cane (o il gatto) a star chiuso in una struttura di questo tipo. L’animale dovrà familiarizzare con il kennel finché percepirà la nuova sistemazione come un posto senza pericoli. Sarà poi nostro compito renderlo effettivamente sicuro attraverso il corretto fissaggio del trasportino all’interno dell’auto.

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FRENI AUTO: OCCHIO AL LIQUIDO (E ALL’UMIDITÀ)

Se parliamo di sicurezza stradale, i freni sono una delle parti meccaniche fondamentali in un’automobile. Senza di loro, non c’è modo di fermarsi rapidamente. Quanto detto può sembrare un’ovvietà, tuttavia è meglio ribadire il concetto, soprattutto per coloro che tendono a trascurare la manutenzione dell’impianto frenante.

Oltre alle pastiglie, ai dischi, uno degli elementi fondamentali dei freni è il liquido (spesso chiamato erroneamente “olio”). Anche se la strumentazione in dotazione alle automobili, soprattutto quelle di ultima generazione, offre indicazioni sulla sua mancanza e sulla presenza di anomalie nel sistema frenante, è consigliato tenere sotto controllo il livello del fluido. Per effettuare questa operazione, come prima cosa, sarà opportuno consultare il libretto di manutenzione del proprio mezzo e scoprire la posizione esatta del serbatoio. Una volta individuata la collocazione della vaschetta, noterete che il controllo sarà essenzialmente di tipo visivo. Il serbatoio, infatti, è generalmenre trasparente onde evitare l’apertura del tappo.

E cosa succederebbe se aprissimo la vaschetta? Il nemico numero uno del liquido freni è l’umidità. Si tratta infatti di una sostanza particolarmente “igroscopica” che tende ad assorbire umidità dall’aria circostante. La contaminazione del liquido tenderebbe a compromettere la sua funzionalità con conseguenze molto serie sull’impianto frenante. Il controllo del liquido freni, inoltre, è di tipo visivo perché è possibile riconoscere la sua alterazione attraverso la colorazione: nel caso il liquido si presenti “bruno” vuol dire che è entrato in contatto con agenti esterni.

Ma può accadere che il liquido freni si deteriori pur essendo stati attenti a non aprire il tappo della vaschetta? Può succedere che la presenza di microfori nel serbatoio permetta al liquido di entrare in contatto con l’esterno. Se constatiamo la presenza di questa problematica non servirà a nulla il classico rabbocco. Se vogliamo infatti evitare che ad un certo punto il pedale del freno non risponda più alla pressione del piede sarà meglio rivolgersi ad uno specialista. Perché come detto all’inizio, dai freni dipende la nostra sicurezza, ma anche quella altrui.

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COME COMPILARE IL CID

Questo piccolo grande incompreso: se lo cerchi stai avendo una brutta giornata, non sai mai dov’è, se lo trovi non sai mai come usarlo; tre lettere…

CID

Si chiama constatazione amichevole ma nove volte su dieci l’amicizia non c’entra, anzi, in alcuni casi il fatidico modulo blu rischia di far scoppiare delle vere e proprie faide. Il motivo è semplice, spesso lo si sottovaluta e lo si compila in maniera impropria o imprecisa, perdendo eventuali vantaggi in sede di risarcimento o addirittura passando dalla ragione al torto se interviene la malafede della controparte (cosa che purtroppo accade).

Fondamentale, quindi, è capire bene come compilare il CID o il CAI o il modulo blu o chiamatelo come volete…

Innanzitutto, il modulo è fornito dalla propria compagnia assicurativa ma può anche essere scaricato in PDF da internet; in entrambi i casi è gratuito. Vi abbiamo detto chi lo fornisce ma sapere dove trovarlo spetta a voi: il mistero del CID scomparso è noto nel mondo auto e controllare il cruscotto a volte non basta… già, perché molte volte sparisce nel nulla proprio nel momento in cui serve di più (prima c’era, lo giuro!). Comunque, il modulo è formato da più fogli colorati e in copia carbone; questo perché in caso di incidente basta compilarne uno solo e dividersi le copie.

Data e ora. Nella parte superiore del foglio, in alto a sinistra, scrivete data e ora dell’incidente (non quello della compilazione)

Colonne blu e gialla. Non importa quale colore scegliate, ma sceglietene uno per voi e uno per la controparte. Se ci sono più veicoli incidentati, serviranno più moduli. Nelle sezioni 1, 2, 3, 4 e 5 bisogna indicare il luogo, la presenza di eventuali feriti, danni e testimoni (seguite le istruzioni per i dettagli).

Sezioni 6, 7 e 8. Dovete inserire, rispettivamente, i dati dell’assicurato, quelli del veicolo (compresi i dettagli del rimorchio se presente) e i dati dell’assicurazione presenti sul proprio certificato.

Sezione 9. Qua vanno inseriti i dati del conducente. Fate attenzione, non sempre i dati dell’assicurazione coincidono con quelli del conducente e spesso ci si confonde tra proprietario e conducente.

Sezioni 10, 11, 12, 13 e 14. In queste sezioni bisogna descrivere l’incidente. Nella sezione 12 ogni conducente può barrare una o più caselle.

Sezione 15. Questa sezione è riservata alla firma. Se uno dei due conducenti non concorda con la dinamica descritta nel modulo, può rifiutarsi di firmare ma deve comunque inserire i propri dati.

Una volta compilato il modulo si separano i fogli ed entrambe le parti coinvolte provvederanno a consegnarli alle rispettive compagnie assicurative.

Se non trovate il CID nel cruscotto segnatevi sempre data, luogo, generalità del conducente, tipo e targa del veicolo coinvolto, denominazione e numero di polizza dell’altra compagnia di assicurazione e generalità di eventuali testimoni.

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Niente più patente a chi soffre di apnea notturna

Colpo di sonno, il terrore di ogni automobilista.

Per definizione si tratta di una momentanea perdita dello stato di veglia, capace di manifestarsi in maniera del tutto improvvisa. Nonostante ciò, l’evento è solitamente preceduto da segnali che potrebbero, in potenza, mettere sull’attenti il guidatore, anche se spesso, questi non è in grado di percepirli o crede (sbagliando) di riuscire a controllarsi.

Eppure a tutti è capitato almeno una volta di trovarsi al volante di un veicolo e rendersi conto di non riuscire a tenere gli occhi aperti: si abbassa il finestrino (aria in faccia così mi sveglio un po’), e si accende l’autoradio… il canto a squarciagola è un classico. Capita a tutti, certo, ma ad alcuni più spesso che ad altri. Si tratta, in questo caso, di soggetti che soffrono di apnee notturne, ossia di disfunzioni respiratorie mentre dormono e che possono, per questo, svegliarsi anche decine di volte in un’ora, accumulando sonno represso: il tutto senza neanche rendersene conto.

L’accumulo di stanchezza, ovviamente, può influire notevolmente sulle capacità di concentrazione e il rischio è più che concreto: si stima, infatti, che almeno un quarto degli incidenti gravi, in Italia, sia causato proprio da colpi di sonno e che il 5% della popolazione soffra di apnee notturne. Per questo motivo, il Governo ha emanato, per mezzo del ministero delle Infrastrutture, un decreto che impedisce di prendere la patente a chi soffra di SAHS (acronimo per sleep apnea-hypopnea syndrome). In particolare, “la patente non deve essere né rilasciata né rinnovata a candidati o conducenti affetti da disturbo del sonno causati da apnee ostruttive notturne che determinano una grave e incoercibile sonnolenza diurna, con accentuata riduzione delle capacità dell’attenzione”. Il decreto è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 22 dicembre 2015 a seguito del recepimento di una direttiva comunitaria sulle patenti di guida.

Adesso resta solo da stabilire le modalità per i test: non esiste ancora, infatti, un protocollo medico unificato in Europa che sia in grado di valutare con efficacia il problema. A questo proposito si è attivato il Ministero della Salute incaricando ben due commissioni tecniche di esperti. Purtroppo, però, sono già sorti alcuni inconvenienti: il primo incontro, infatti, era in programma già per la prossima settimana ma è slittato a data da definirsi.

“Forse non hanno capito quanto sia importante agire subito” ha commentato Pierluigi Innocenti, presidente dell’Associazione per i disturbi del sonno, “era ora che l’Italia si mettesse in regola, adesso però il ministero deve sbrigarsi a indicare le modalità per i test”.

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I 5 oggetti essenziali da portare in macchina

Dobbiamo sempre essere pronti per gli imprevisti, ma portare troppo carico con se, mentre siamo in macchina, potrebbe non far bene al consumo di carburante.

Per questo motivo è molto importante essere selettivi: poche cose ma essenziali e, soprattutto, in grado di salvarci la vita.

La nostra lista cercherà di aiutarvi nella scelta

CAVI DI AVVIAMENTO

Non hanno bisogno di presentazioni e non pesano nulla, quindi non incideranno sul consumo di carburante.

Non sono oggetti di uso comune, ma un unico utilizzo può essere semplicemente decisivo.

E ricordatevi che possono servire anche ad altre persone: amici con cui state facendo un viaggio o semplicemente ad altri automobilisti che potreste incontrare sulla vostra strada con la macchina in panne.

RUOTINO DI SCORTA

Dobbiamo aggiungere altro?

Molti potrebbero preferire un kit apposito per il gonfiaggio delle gomme (ne abbiamo parlato qui https://blog.riparautonline.com/2015/12/15/come-usare-il-kit-riparazione-gomme-invece-del-ruotino/), ma avere un ruotino di scorta nel baule non è mai una cattiva idea.

LIQUIDO PER I TERGICRISTALLI

Vedere bene la strada mentre si guida è vitale!

Per questo avere sempre un parabrezza pulito dovrebbe essere obbligatorio, quindi non mettetevi mai in viaggio senza liquido per pulire i vetri perché la prossima stazione di servizio potrebbe non essere così vicina 😉

UN PANNO

Sembrerà banale, ma avere sempre a portata un buon vecchio panno di stoffa può essere utile in molteplici situazioni.

Pulire il vetro dalla condensa, pulire le frecce se si percorre un terreno fangoso, pulire la propria targa..

Insomma, avrete capito che questo oggetto non è mai banale ma sempre in voga!

UNA COPERTA

Siete troppo stanchi per continuare a guidare e volete schiacciare un pisolino? Bene, meglio dormire al caldo!

State guidando da ore nei mesi invernali e le vostre gambe proprio non ce la fanno più? La coperta è ciò che fa per voi!

Siete bloccati nel traffico e fa un freddo cane e l’unica cosa che vorreste è scaldarvi per un attimo? Credo conosciate la risposta ormai..la coperta!

Dite la verità, non credevate che una coperta in macchina potesse servire a così tante cose vero?

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