LA PAURA DI GUIDARE L’AUTO DI NOTTE

Quanti di voi temono la guida notturna? Secondo gli esperti, la paura del buio, o nyctophobia, deriverebbe dai nostri antenati, che sin dall’Era Preistorica, trascorrendo le loro vite all’interno delle caverne, sarebbero stati esposti alla paura degli attacchi dei predatori notturni.

Oggi è più probabile che il pericolo si verifichi, invece, mentre ci si trova al volante. Stando ad uno studio condotto da Ford (su un campione di 5.030 automobilisti in Italia, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito) in vetta alle preoccupazioni legate alla guida durante le ore notturne ci sarebbero il timore dell’oscurità e il terrore di investire pedoni, ciclisti o animali di grande taglia presenti sul percorso del veicolo. Tra le migliaia di conducenti intervistati in tutta Europa, l’81% ammette di temere particolarmente la guida nelle ore notturne. Più della metà, dichiara che la poca visibilità è fonte di stress, e più di un terzo teme l’eventualità di essere coinvolto in un incidente. Dei conducenti intervistati, 1 su 5 ha manifestato timori per l’investimento di un pedone.

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Nel 2014, in Europa, oltre il 20% degli incidenti stradali fatali ha coinvolto pedoni, dei quali oltre il 50% sono deceduti in seguito ad incidenti verificatisi dopo il tramonto. Per tutelare l’incolumità dei pedoni, l’Ovale Blu ha sviluppato un sistema di frenata automatica d’emergenza con assistenza pre-collisione e riconoscimento dei pedoni (Pre-Collision Assist with Pedestrian Detection) che fa arrestare il veicolo automaticamente in caso di mancata reazione da parte del conducente agli avvisi di pericolo, in modo da funzionare anche di notte.

Per lo sviluppo della tecnologia di riconoscimento dei pedoni, ora in grado di funzionare anche di notte, gli ingegneri dell’Ovale Blu hanno prima testato il sistema su circuiti chiusi con impianti dotati di manichini a grandezza naturale. Il team di sviluppo ha poi trascorso mesi testando e perfezionando il sistema sulle strade di città ad alta densità pedonale, come Parigi e Amsterdam, per verificare l’affidabilità di questo tipo di tecnologia in condizioni reali, percorrendo oltre 10.000 chilometri di guida cittadina.

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Ecco come funziona il sistema. La tecnologia di riconoscimento dei pedoni si avvale di un radar installato nel paraurti frontale e di una telecamera integrata nel parabrezza, che grazie a un database di forme ‘pedonali’ permettono al sistema di distinguere con precisione le persone dagli altri oggetti presenti sulla e ai bordi strada. La telecamera riesce a ‘catturare’ oltre 30 fotogrammi al secondo, più rapida di un proiettore cinematografico. Il flusso video in tempo reale e l’ampio angolo di visuale consentono al sistema di individuare i pedoni, anche in condizioni di scarsa illuminazione, ad esempio illuminati solo dai fari.

In caso di possibile impatto, il sistema avverte il guidatore, e in assenza di una reazione agli avvisi di pericolo, se la collisione diventa imminente l’auto frena automaticamente. La versione più avanzata del Pedestrian Detection sarà introdotta a bordo della prossima generazione di Ford Fiesta, in arrivo presso gli showroom all’inizio della prossima estate.

In conclusione, oltre al prezioso supporto della tecnologia, ecco alcuni consigli utili per guidare con maggiore sicurezza nelle ore notturne:

– Assicurarsi che i finestrini e gli specchietti siano puliti e privi di ghiaccio o condensa

– Assicurarsi che i fari siano puliti e tenere sempre a bordo le lampadine di ricambio

– Sulle strade non illuminate, utilizzare i fari abbaglianti ricordandosi di abbassarli al sopraggiungimento degli altri veicoli (se non si dispone di abbaglianti automatici)

Non guidare se ci si sente stanchi ed evitare di farlo per oltre 2 ore senza fermarsi

– Programmare regolarmente controlli della vista

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20 ANNI DI CRASH-TEST EURO NCAP

Più di 78.000 vite umane salvate, 1.800 i veicoli testati, 630 le valutazioni di sicurezza, 160 i milioni di euro investiti dal 1997 ad oggi. E’ il bilancio che l’European New Car Assessment Programme traccia da quando vent’anni fa, grazie a questo programma europeo di valutazione dei nuovi modelli di automobili, vennero introdotti severi crash test sulla sicurezza delle autovetture nuove.

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Fino al 4 febbraio 1997 – quando, per la prima volta in Europa, Euro NCAP diffuse i primi risultati di crash test realistici e confrontabili da parte di esperti indipendenti – era impossibile per i consumatori confrontare i livelli di sicurezza dei diversi modelli di autovetture. Le industrie automobilistiche, infatti, erano tenute al solo rispetto di requisiti di legge minimi per l’esecuzione dei crash test sui veicoli nuovi, i cui risultati non venivano resi pubblici.

I primi test evidenziarono carenze nella sicurezza delle autovetture più diffuse, costringendo a ripensare il modo in cui i veicoli venivano progettati, per prevenire gli incidenti e salvare vite umane. Dopo vent’anni, 9 auto su 10 tra quelle vendute nel mercato europeo dispongono di una valutazione Euro NCAP e l’industria automobilistica supporta attivamente lo sviluppo di nuovi requisiti che consentano di raggiungere le massime valutazioni di sicurezza. Alcune tecnologie per la sicurezza, che non esistevano o costituivano al più dotazioni opzionali – airbag per guidatore e passeggeri, airbag laterali, segnalatori di mancato utilizzo delle cinture e dispositivo di controllo elettronico della stabilità – sono ormai standard di serie in tutte le vetture vendute in Europa.

I test Euro NCAP sono divenuti ancora più severi e i veicoli oggi possono raggiungere una valutazione massima di 5 stelle, attribuita non soltanto per la capacità di proteggere gli occupanti del veicolo e i pedoni, ma anche rispetto alla capacità di evitare in primo luogo la collisione. I test riproducono le condizioni reali di un incidente che potrebbero portare al decesso o al ferimento delle persone coinvolte. I veicoli che ottengono le valutazioni massime, devono dimostrare di essere dotati di tecnologie di serie che consentono di evitare o almeno ridurre la violenza degli impatti, e che, in caso di impatto inevitabile, offrono adeguate protezioni agli occupanti e agli altri utenti della strada.

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“Siamo molto fieri – ha dichiarato Michiel van Ratingen, Segretario Generale Euro NCAP – che il nostro programma di test abbia portato a miglioramenti importanti nei veicoli e abbia reso l’Europa l’area mondiale con il più basso tasso di incidenti mortali”.

“Euro NCAP ha permesso a milioni di consumatori di scegliere con consapevolezza e fiducia la vettura più sicura disponibile sul mercato. Tuttavia, negli anni più recenti, abbiamo assistito ad un rallentamento nel ritmo di miglioramento, quindi, non dobbiamo abbassare la guardia. Vogliamo far sì che, nei prossimi 20 anni, le strade d’Europa divengano ancora più sicure, non solo per gli occupanti degli autoveicoli ma per tutti gli utenti della strada. Già ora sottoponiamo a test molti più aspetti della sicurezza dei veicoli di quanto non facessimo nel 1997 e siamo intenzionati a proseguire in questa direzione. Il prossimo anno – ha concluso Michiel van Ratingen – sottoporremo a test i sistemi che riconoscono ed evitano l’impatto con i ciclisti e stiamo pianificando una roadmap particolarmente impegnativa per il periodo 2020-2025”.

UNA TUTA CHE SIMULA I POSTUMI DELL’ALCOOL

In Europa, le statistiche mostrano che l’abuso di alcool è uno dei fattori che aumentano le possibilità di essere coinvolti in incidenti mortali in 1 caso su 6. Allo scopo di mettere in luce gli elementi di rischiosità connessi a questo tipo di situazioni, la casa automobilistica Ford ha commissionato al Meyer Hentschel Institute (Germania) la ‘Hangover Suit’.

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Si tratta di una tuta del peso di circa 17 kg costituita da uno speciale gilet, polsiere e cavigliere, all’interno delle quali sono stati inseriti dei pesi per rendere realistica la tipica sensazione di pesantezza corporea, occhiali speciali che producono una visione distorta o alterata, utilizzando giochi di intensità luminosa e riverberi colorati difficili da sostenere per l’occhio umano, e cuffie attraverso le quali simulare effetti acustici in grado di stimolare l’ipersensibilità ai suoni, situazione classica dell’emicrania. Insieme, tutti i dispositivi sono in grado di riprodurre i sintomi dei postumi di una notte di bagordi come spossatezza, vertigini, testa pesante e difficoltà di concentrazione.

Inoltre, sottolinea Ford, anche quando i conducenti rientrano entro il limite legale di alcool, si espongono a un rischio che può essere letale quasi come quello a cui ci si espone mettendosi alla guida dopo aver assunto sostanze alcooliche, come accade agli automobilisti privati del sonno e agli effetti sui loro tempi di reazione. E non solo. Il progetto vuole porre attenzione anche al giorno dopo ‘una notte da leoni’ che può essere considerato altrettanto pericoloso. “La società è molto attenta a sensibilizzare l’opinione pubblica nell’evitare che i giovani possano cedere alla tentazione di mettersi al volante dopo una notte di bagordi. Ma molte volte coloro che si mettono alla guida la mattina dopo una notte del genere, non ottengono la stessa attenzione dalla collettività”, ha detto Jim Graham, Manager di Ford Driving Skills For Life. “La ‘Hangover Suit’ mostra quali siano gli effetti debilitanti dei postumi e il rischio che la guida in tali condizioni può presentare per tutti gli utenti della strada”.

“Abbiamo effettuato molti esperimenti per analizzare le risposte del corpo umano dopo una serata di bagordi partendo anche da noi stessi”, ha raccontato. Per la ‘Hangover Suit’ – Gundolf Meyer-Hentschel, CEO dell’Istituto Meyer-Hentschel – abbiamo introdotto delle cuffie che riproducono effetti acustici per stimolare il particolare aumento della sensibilità ai suoni come accade durante un’emicrania. Infine, “le cuffie insieme a speciali occhiali, simulano vertigini e gli effetti di un mal di testa accecante”.

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CRAST-TEST EURO NCAP: ECCO I MIGLIORI TRE MODELLI DEL 2016

Hyundai Ioniq (segmento B), Toyota Prius (segmento C) e Volkswagen Tiguan (suv). Sono i tre migliori modelli del 2016 in fatto di sicurezza secondo i crash-test Euro NCAP – il progetto internazionale del quale è partner l’Automobile Club d’Italia – assegnando alle tre auto il punteggio massimo: le 5 stelle, sinonimo di eccellenza.

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A partire da quest’anno nei crash test Euro NCAP è stato applicato il nuovo protocollo “Dual Rating”, che prevede una doppia valutazione: equipaggiamento base (quasi una dotazione di serie) ed equipaggiamento avanzato (solo nel caso il ‘Safety Pack’ opzionale sia disponibile almeno nel 50% dei modelli venduti nei Paesi europei).

Nella protezione di adulti e bambini molto buoni i risultati della Hyundai Ioniq (rispettivamente 91 e 80%), mentre l’ibrida giapponese, la Toyota Prius, pur nella configurazione base, eccelle nella sicurezza attiva (85%) e nella protezione dei pedoni (77%). Per quanto riguarda la Volkswagen Tiguan ottima la protezione dei bambini trasportati con un rilevante 84%, la tedesca, poi, si distingue non solo per l’alto livello di sicurezza garantito a tutti gli occupanti sia sui sedili anteriori che posteriori, anche se di corporatura diversa, ma soprattutto per la salvaguardia dei pedoni grazie ai sensori installati sul cofano che lo alzano per attutire il colpo al momento dell’impatto.

Secondo il presidente dell’ACI, Angelo Sticchi Damiani, “lo schema di valutazione doppia, con e senza ‘Safety Pack’, ha consentito ai costruttori di includere queste tecnologie per la sicurezza con più gradualità, mantenendo prezzi di accesso competitivi per i modelli base. Siamo, quindi, lieti di vedere una vasta diffusione dei sistemi AEB anche se solo come optional”. I risultati dei test, infatti, hanno messo in evidenza l’importanza, in termini di performance di sicurezza, del freno automatico di emergenza (Autonomous Emergency Breaking AEB), un dispositivo che viene declinato con parole e tecnologie lievemente differenti da costruttore a costruttore.

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ITS: SISTEMI DI TRASPORTO INTELLIGENTI

Partiamo dal capire cosa sono. I Sistemi di trasporto intelligenti, detti anche ITS (o Intelligent Transportation Systems), sono tecnologie applicate ai veicoli e alle infrastrutture stradali in grado di consentire, attraverso la raccolta e l’elaborazione di dati, una più efficace gestione dei flussi di traffico e della mobilità. Ora un’elaborazione dell’Osservatorio Autopromotec formulata sulla base di uno studio realizzato da Ertico (associazione tra società operanti nel settore europeo dei trasporti), in collaborazione con Acea (l’associazione dei costruttori europei di automobili), passa in rassegna i principali vantaggi che si possono ottenere attraverso l’utilizzo degli ITS.

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Si parte dall’aspetto ambientale. Nello studio vengono analizzate le applicazioni ITS che hanno le maggiori potenzialità per ridurre l’impatto ambientale del settore dei trasporti, specificando, ovviamente, che il loro contributo alla causa ambientale può essere più o meno significativo a seconda di fattori esterni come, ad esempio, il tipo di veicolo, il tipo di strada (urbana, extraurbana), il tipo di viaggio (a breve o lunga durata) o lo stile di guida. Lo studio è stato quindi condotto su un campione rappresentativo di mezzi pesanti con PTT (peso totale a terra) superiore a 3,5 tonnellate, come veicoli industriali e autobus, che per loro conformazione consumano di più e sono potenzialmente più inquinanti.

Tra i principali Sistemi di Trasporto Intelligenti applicati ai veicoli vengono i citati i cosiddetti dispositivi di eco-routing (navigatori satellitari intelligenti che suggeriscono il percorso migliore per ottimizzare i consumi di carburante) e i sistemi di supporto alla guida ecologica (Eco-driving Support Service), i quali complessivamente garantiscono una riduzione media del 13% delle emissioni di CO2. Un’altra tecnologia come il Predictive Powertrain Control, sistema che rivela le caratteristiche del tracciato stradale che il veicolo deve affrontare intervenendo su regolazione della velocità, frenata e gestione del cambio, è in grado di ridurre i consumi di carburante e quindi le emissioni di CO2 del 5%.

Per quanto riguarda invece gli ITS applicati alle infrastrutture stradali, tra le soluzioni al momento più promettenti per limitare l’impatto sull’ambiente vi sono, sempre secondo lo studio, gli strumenti di gestione del traffico che regolano l’immissione dei veicoli in autostrada (-5% di CO2) e i sistemi di assistenza per la ricerca del parcheggio collegati in tempo reale ai navigatori dei veicoli (-2% di CO2). La somma delle percentuali di riduzione delle emissioni di CO2 per l’insieme delle applicazioni ITS citate dà un totale del 25%.

Infine, lo studio ha rilevato che gli ITS hanno un impatto molto positivo anche sulla sicurezza e in particolare sulla diminuzione di incidenti stradali, proprio perché tali tecnologie hanno una grande influenza sulla velocità di guida del veicolo, sui tempi di reazione, accelerazione e decelerazione.

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INFORMAZIONE E MOTORI: ‘AUTO GREEN’ ARGOMENTO PIÙ TRATTATO NEL 2016

Benché i veicoli ibridi ed elettici siano solo il 2,2% di quelli immatricolati nel Paese nell’ultimo anno (periodo gennaio-novembre 2016), l’alimentazione “pulita” rappresenta il tema di cui si è parlato di più sui media nel 2016 in relazione al settore automobilistico. È quanto emerge da uno studio sul settore automotive condotto in occasione del Motor Show di Bologna 2016 da L’Eco della Stampa, leader italiano e tra i più importanti operatori europei nell’industria del media intelligence, che ha analizzato gli articoli apparsi sulle principali testate italiane nel corso dell’anno. L’analisi, fanno sapere, è stata effettuata per ricerca di parole chiave su un panel comprendente oltre 14.000 testate italiane stampa e web nel periodo compreso tra il 01/01/2016 e il 05/12/2016.

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Motori ecologici: elettrico su tutti. Sono stati oltre 187.000 gli articoli che giornali e siti web hanno dedicato alle auto ecologiche. In particolare a generare interesse è soprattutto l’alimentazione elettrica, citata in ben 78.218 articoli. Ampio spazio anche alla futuristica auto solare, con 19.471 pezzi. Seguono i carburanti alternativi più diffusi, metano e GPL, rispettivamente a quota 6.394 e 5.723. All’idrogeno sono dedicati 3.301 articoli. Quando si analizzano i marchi automobilistici maggiormente associati al tema delle auto ecologiche, a piazzarsi al primo posto è Tesla (12.625 pezzi), seguita da BMW (8.138) e Volkswagen (7.395).

Tecnologia: curiosità per la guida autonoma. Grande attenzione anche alla tecnologia applicata al mondo delle quattro ruote, che fa registrare 93.017 articoli. Il tema principe è quello dell’auto connessa, di cui si è parlato in 28.593 casi. Forte curiosità ha destato anche l’auto a guida autonoma: il tema è stato trattato in 22.235 pezzi, spesso dedicati alle grandi aziende tech che hanno tentato l’avventura della “self-driving car”. A farla da padrone è Google, con 3.432 articoli, seguita da Apple a quota 1.783 e da Microsoft, a grande distanza, con soli 385 pezzi.

Sicurezza stradale: poca attenzione. Fanalino di coda è la grande emergenza dell’incidentalità sulle strade, a cui è stata riservata molta meno attenzione. Di sicurezza stradale parlano solo 34.147 articoli, appena un quinto di quelli dedicati ai motori ecologici e un terzo di quelli relativi alla tecnologia in auto. Quasi la metà (15.362) cita il tema dell’omicidio stradale. Tra i principali fattori di rischio al volante, lo spazio maggiore è dedicato alla velocità, di cui si parla in 6.541 pezzi. Sale, però, anche la consapevolezza sull’uso del cellulare alla guida, che è trattato in 2.968 articoli. Di guida sotto gli effetti di alcol e droga si parla in 2.237 casi.

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‘TUTTA UN’ALTRA AUTO: INTELLIGENTE, SICURA E SOSTENIBILE’

Cresce l’attenzione per motorizzazioni a basse emissioni e sui combustibili alternativi Gpl e metano, con la nuova frontiera del biometano che promette un´auto a gas con bilancio di CO2 nullo. Si avvicina la prospettiva dell´idrogeno come combustibile completamente pulito e rinnovabile; parallelamente cresce l’offerta e la quota di mercato di modelli ibridi (con trazione garantita da motore tradizionale e motore elettrico), incluse le auto ibride plug-in. Sulla mobilità elettrica si sta riscontrando un crescente interesse globale e nazionale dove stanno maturando le condizioni tecnologiche e infrastrutturali per il decollo di questa forma di mobilità. Quella che oggi abbiamo davanti, come sottolinea il tema dell’edizione 2016 di ‘H2R – Mobility for sustainability’ è “tutta un’altra auto”, che oltre ad essere intelligente e sicura, sarà più sostenibile. 

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H2R è il più importante salone italiano dedicato alla mobilità sostenibile che si svolge nell’ambito della manifestazione Ecomondo a Rimini da martedì 8 a venerdì 11 novembre 2016. Dopo le undici edizioni capitoline, dal 2013 si è trasferita alla Fiera della città romagnola che le ha riservato una prestigiosa posizione centrale nella ‘Hall Sud’: l’area espositiva a cura delle Case Partner (hanno partecipato alle precedenti edizioni: Arval, Bmw, Bosch, Fiat Chrysler Automobiles, Ford, Hyundai, Enel, Landi Renzo, Lexus, Mazda, Mercedes-Benz, Mopar, Nissan,Porsche, Volkswagen, Volvo, Toyota), le conferenze e i convegni di H2R richiamano l’attenzione degli oltre 100.000 visitatori di Ecomondo. L’area Test Drive – che invita a sperimentare le tecnologie più avanzate in tema di contenimento di emissioni e consumi – viene ottimizzata di anno in anno e prevede un percorso di prova esterno al quartiere fieristico.

Per creare una società sorretta da un’economia sostenibile è determinante il contributo di una mobilità sempre più compatibile con la salvaguardia dell’ambiente in cui si muove” sottolineano gli organizzatori dell’evento. E a testimonianza di quanto sta avvenendo, H2R in questa quattro giorni, “propone un’offerta di modelli sempre più all’avanguardia, dal forte potenziale sociale, economico ed ambientale che si presta ad un confronto costruttivo con tutti gli attori presenti a Ecomondo in un susseguirsi di appuntamenti e convegni”.

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SICUREZZA AUTO BAMBINI: SOLO 4 GENITORI SU 10 USANO IL SEGGIOLINO

Circa il 60% dei genitori italiani non usa il seggiolino auto per il proprio figlio, un dato che, distribuito su tutto il territorio nazionale, dice che il sistema di ritenuta è usato di più al Nord (61,80%), meno al Centro (42,20%) e decisamente poco al Sud, dove la percentuale scende e si attesta intorno al 23,80% (fonte sistema Ulisse, ISS-MIT). È il dato allarmante emerso dal convegno “Vai sul sicuro”, il primo mai fatto in Italia con il focus puntato esclusivamente sulla sicurezza in auto dei bambini. Ad organizzare l’evento a Milano è stato Cercaseggiolini, il primo portale di informazione italiano interamente dedicato al settore dei seggiolini auto e alla sicurezza dei più piccoli durante gli spostamenti in macchina.

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Durante il convegno, si sono analizzate le abitudini degli italiani (fonte Altroconsumo) che acquistano un seggiolino nuovo (85%), ma il 33% di loro non allaccia tutte le volte il bambino per tragitti brevi, in zone con poco traffico, soprattutto se il bambino ha fra i 4 e i 7 anni (45%) e soprattutto al Sud (49%), e non lo allaccia perché il rischio è basso (75%), perché fa i capricci (28%), perché va piano (25%) o perché un altro passeggero tiene in braccio il bambino (14%). Abitudini e convinzioni assolutamente sbagliate se si considerano i dati ISTAT del 2015, secondo i quali 40 bambini sono morti in incidenti stradali, di cui 17 (il 42,5%) fra gli 0 e i 4 anni, 11.407 sono stati i feriti, di cui 2839 (25%) fra gli 0 e i 4 anni. Anche se l’Italia si sta avvicinando all’obiettivo “vision zero” per la mortalità sulle strade dei bambini, il campanello d’allarme è proprio la percentuale di vittime fra gli 0 e i 4 anni che è passata dal 19,3 % del 2001 al 42,5% del 2015. Fra questi, molto elevata è la percentuale di vittime su strade urbane, a riprova del fatto che non sono più sicure, nonostante la velocità contenuta.

Molti relatori, infine, hanno sottolineato come, in base ai risultati dei crash test e alla nuova normativa europea, sia molto più sicuro posizionare i seggiolini sul sedile posteriore in senso contrario di marcia per i bambini fino ai 15 mesi (meglio ancora sarebbe fino ai 4 anni, quando le ossa del cranio si sono ormai formate e irrobustite).

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DISTRARSI IN AUTO, UNA DELLE MAGGIORI CAUSE DI INCIDENTI STRADALI

La generale sottovalutazione delle conseguenze della distrazione e la mancata conoscenza dei sistemi di sicurezza a bordo figurano oggi tra i principali fattori di rischio per gli automobilisti. Un tema molto importante che è stato al centro dell’ultimo #FORUMAutoMotive, il serbatoio di idee e centrale di dibattiti sui temi della mobilità a motore che si è svolto a Milano presso l’Auditorium Robert Bosch.

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Al centro dell’evento, come sottolinea il titolo, “La sicurezza. Non è (solo) un optional”, con rappresentanti delle Case automobilistiche, motociclistiche e del mondo dei mezzi pesanti che si sono confrontate sulle strategie messe in campo per aumentare la sicurezza sui veicoli che percorrono quotidianamente le nostre strade. Oggi la distrazione è tra le maggiori cause di incidente stradale. Il numero di episodi imputabili alla guida distratta è cresciuto in maniera esponenziale.

Tra i principali fattori di distrazione, oltre all’uso dello smartphone alla guida per telefonare, inviare/leggere messaggi e scattare foto, ci sono anche i dispositivi di bordo (di navigazione, di intrattenimento ecc.) che spesso distolgono l’attenzione dalla strada. Si è parlato del tema “distrazione” anche nella sessione riservata ai giovani driver, “Sicurezza anche online”, in cui si è cercato di comprendere che ruolo riveste l’aspetto della sicurezza nelle scelte, soprattutto negli acquisti online, delle nuove generazioni.

Spazio, infine, al tema “L’aspetto etico comportamentale” che ha messo a confronto Forze dell’Ordine, associazioni di categoria del mondo automotive (case auto, componentistica, concessionari, noleggiatori, assicurazioni, mondo delle due ruote, automobilisti, pneumatici) con i rappresentanti delle Istituzioni sulla necessità di diffondere una maggiore cultura dei dispositivi di sicurezza, rendendo quelli opzionali più accessibili, e sulle misure e gli interventi normativi utili in tale ottica.

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