COMPONENTI AUTO: L’ALBERO DI TRASMISSIONE

Che cos’è l’albero di trasmissione? Si tratta di un dispositivo che permette di trasferire l’energia prodotta dal motore alle ruote motrici collegando il cambio al differenziale. Normalmente è costituito da un albero con giunti cardanici e si utilizza sulle auto sia con motore anteriore che trazione posteriore.

Durante la guida gli alberi di trasmissione sono particolarmente sottoposti alle sollecitazioni. Diventa quindi particolarmente importante la qualità di questi componenti in quanto sono soggetti alle sollecitazioni generate dalla scatola del cambio. Inoltre il molleggiamento del veicolo agisce sugli snodi e sui manicotti. Sono proprio i manicotti a soffrire per le sollecitazioni alle quali sono sottoposti durante la guida, si logorano e nei casi peggiori si possono rompere. Come conseguenza il grasso necessario per la lubrificazione dello snodo esce senza incontrare ostacoli, lasciando penetrare sporco ed umidità.

728x90blu_newcta

“Per tutti questi motivi è basilare, quando si sostituisce un albero di trasmissione, usare materiali della migliore qualità”. È quanto sottolinea MEYLE che ha annunciato l’ampliamento del proprio programma introducendo 100 nuovi modelli di alberi di trasmissione che, come sottolinea il produttore tedesco, sono “capaci di soddisfare ogni esigenza per le applicazioni più popolari”.

Rispetto alla resistenza di cui devono essere dotati gli alberi di trasmissione, MEYLE-ORIGINAL che i propri componenti, sono fabbricati usando uno speciale acciaio, forgiato appositamente per queste applicazioni; il grasso utilizzato è stato selezionato proprio per le elevate sollecitazioni alle quali sarà sottoposto l’ albero stesso. Infine le fascette di fissaggio sono realizzate con qualità di primo equipaggiamento, per garantire la tenuta sicura dei manicotti. Ogni albero di trasmissione, conclude il produttore tedesco, MEYLE-ORIGINAL è stato controllato e testato in base a criteri qualitativi predefiniti. 

bannerino promo blog

Annunci

RESTAURARE UN’AUTO COSÌ COME UN’OPERA D’ARTE

Cosa hanno in comune il restauro delle opere d’arte con le automobili d’epoca? Molte cose, come testimonia il nuovo progetto nato dall’accordo tra il Museo Nazionale dell’Automobile “Avv. Giovanni Agnelli” (MAUTO) e la Fondazione Centro per la Conservazione e il Restauro dei Beni Culturali “La Venaria Reale”. Dalla sinergia di queste due realtà nasce il polo formativo specializzato nel restauro di vetture d’epoca. E così, per la prima volta, le tecniche utilizzate per riportare le opere d’arte al loro antico splendore saranno utilizzate per dare nuova vita al vasto patrimonio di veicoli custoditi nell’Open Garage all’interno del MAUTO – uno spazio di oltre 2.000 mq, visitabile su prenotazione, che oggi ospita circa 70 pezzi da collezione disposti in ordine cronologico.

728x90blu_newcta

Contestualmente, prenderà il via anche la fase di formazione del personale del museo, che seguirà insieme agli specialisti del CCR Venaria un workshop sulla Carrozza di Bordino, e l’attrezzamento dell’Open Garage, con l’obiettivo di ospitare in futuro un centro di Alta Formazione per restauratori di veicoli d’epoca. Il progetto prevede che, inizialmente, uno specialista del Corso Conservazione e Restauro dei beni Culturali imposti il metodo di ricerca sui materiali e gestisca la parte teorica di approfondimento sulle procedure costruttive applicate nelle diverse epoche. Seguirà poi un intervento pratico sulle vetture scelte dal parco macchine dell’Open Garage e risalenti alla fase artigianale/preindustriale della produzione, dal 1856 agli Anni Trenta.

Diversi partner privati hanno già aderito al progetto: il Mario Levi Group, da 70 anni azienda leader in Italia e all’estero nella gestione di tutti i processi produttivi della lavorazione delle pelli, la design house di fama internazionale Pininfarina, emblema dello stile italiano nel mondo, e l’Atelier Toppino di Piobesi d’Alba, officina e laboratorio mobile dove vengono realizzati restauri storici, conservativi e filologici di diverse tipologie di carrozzerie quali locomobili a vapore, tonneau, landaulet, limousine, double phaeton, chassis e automobili di interesse storico e collezionistico. Oltre a questi primi accordi, il MAUTO sta lavorando per coinvolgere laboratori artigiani e aziende del territorio, ciascuna specializzata in un settore specifico (verniciatura, lavorazione del legno, lavorazione del ferro): le diverse professionalità parteciperanno, intervenendo in loco o nelle rispettive sedi, mettendo a disposizione la propria attrezzatura (quando questa non può essere spostata) e trasmettendo le proprie competenze al team di restauratori.

bannerino promo blog

STUDENTI OGGI, MECCANICI AUTO DOMANI

I banchi di scuola sono uno dei luoghi dove imparare un mestiere, anche quello del meccanico. Tuttavia, può capitare che non sempre le figure che escono al mondo della scuola siano in linea con quello che viene ricercato dal mercato. Oppure, può succedere che le competenze acquisite nel percorso di studi risultino già superate per l’evoluzione tecnologica sempre continua e sempre più rapida. Può anche succedere, inoltre, che ci sia un eccesso di preparazione teorica a scapito di quella pratica.

Esistono tuttavia i modi e gli esempi che possono per superare queste contraddizioni. È il caso di Nissan che ha recentemente rafforzato la partnership con il Centro ELIS per un progetto volto a sostenere i giovani e ad avvicinare il legame tra mondo della scuola e delle imprese. Un modo per favorire anche la futura occupazione di questi aspiranti meccanici.

728x90blu_newcta

Il progetto annunciato dalla casa automobilistica giapponese prevede la realizzazione di un percorso formativo che porta l’esperienza e le competenze del mondo del lavoro dentro la scuola. Un progetto “sociale” e formativo a lungo termine che vuole avvicinare gli studenti in meccanica industriale al mondo del lavoro, mettendo a loro disposizione know-how, attrezzature tecniche e di diagnosi targate Nissan.

I banchi del lavoro saranno così al fianco dei banchi di scuola. Nissan Italia ha infatti messo a disposizione di ELIS un laboratorio meccanico di 25mq completo di 2 banchi di lavoro e 2 carrelli portautensili professionali per gli studenti neodiplomati del corso di specializzazione in meccanica industriale, provenienti dal Centro e Sud d’Italia e che affronteranno 5 mesi di formazione industriale in ELIS e 4 mesi di stage in aziende collegate.

Tramite le attrezzature e la formazione presso ELIS i giovani possono ora contare su un’ulteriore opportunità per crearsi un futuro lavorativo, con la eventuale possibilità, fa sapere la casa automobilistica, di “utilizzare le competenze acquisite per entrare a far parte anche del mondo Nissan come forza lavoro a supporto della Rete delle concessionarie o officine nell’ambito del post vendita”.

bannerino promo blog

IL RETTIFICATORE: SPECIALISTA TECNICO DI MOTORI

Sapete cos’è il rettificatore? Forse in molti ignorano la sua esistenza e solo gli addetti ai lavori conoscono l’importanza di questa figura. Il rettificatore, tuttavia, è il nucleo attorno al quale si muovono e si concentrano tutte le attività tecniche e commerciali della ricostruzione dei motori. A spiegare bene il compito di questa figura professionale è la FIR, Federazione Italiana Rettificatori Autoriparatori E Ricostruttori Di Motori, che ripercorre l’evoluzione di questo settore.

728x90blu_newcta

Oggi si utilizza il termine di ricostruzione del motore, piuttosto che rettifica, poiché negli anni questa attività si è oltremodo trasformata. In effetti alcuni decenni fa il rettificatore riceveva, da parte del meccanico, solo alcune parti del motore di un veicolo, sulle quali venivano eseguite le opportune lavorazioni di rettifica. Poi era il meccanico stesso che curava il riassemblaggio del motore, aggiungendo eventuali pezzi nuovi (pistoni, fasce elastiche, bronzine, valvole, guarnizioni, etc.), che venivano forniti al meccanico dal suo ricambista di fiducia. Oggi il meccanico invia al rettificatore, quasi sempre, tutto il motore da riparare, completo di tutte le parti che formano il motore stesso e spesso anche tutte le parti del complessivo dell’iniezione e/o della sovralimentazione (pompa iniezione, iniettori e turbocompressore).

È palese, quindi, sottolinea la FIR, che il rettificatore dei nostri tempi non è più un “semplice” utilizzatore di frese e levigatrici, ma un vero esperto motoristico, paragonabile, nel campo medico-scientifico, ad un cardio-chirurgo. In effetti il rettificatore contemporaneo apre il motore guasto, lo analizza pezzo per pezzo, anche mediante specifica strumentazione, analizza il guasto che ha causato l’eventuale rottura, decide gli interventi di rettifica e le sostituzioni necessarie e infine procede alla ricostruzione del motore, che tornerà a pulsare come quando era nuovo.  Il meccanico, successivamente, si occuperà della reinstallazione del motore ricostruito dal rettificatore, tenendo conto delle tante complesse attività di verifica di tutti gli impianti correlati al motore stesso, come, ad esempio, degli impianti di raffreddamento, di scarico, di aspirazione, di gestione del motore, del trattamento dei residui inquinanti, etc.

Chi rigenera il motore è molto spesso anche specializzato nella rigenerazione di parti connesse al motore, si pensi ad esempio al cambio, oppure al turbocompressore o addirittura all’apparato iniezione e altri componenti elettronici. “Colui che effettua la rigenerazione – conclude la FIR – è una figura sulla quale si può investire, affidandogli il proprio motore avendone la certezza che il lavoro venga effettuato nel rispetto dei parametri del produttore e con l’impiego di manodopera e di ricambi qualitativamente validi”.

bannerino promo blog

REBORN: COSÌ UN’AUTO TRADIZIONALE DIVENTA ELETTRICA

Trasformare un’auto tradizionale in un veicolo elettrico. È la suggestiva strada intrapresa da Reborn, un progetto, nato dalla collaborazione tra Confartigianato Treviso e Vicenza, attraverso una rete di imprese artigiane dei settori autoriparazione, elettromeccanica e metalmeccanica, che ha come obiettivi lo sviluppo di know how e innovazione tecnologica nel campo della riqualificazione di auto usate, con la trasformazione del motore a combustione interna in motore elettrico, nonché lo sviluppo di una rete di autofficine specializzate nell’attività di trasformazione.

728x90blu_newcta

La prima vettura prototipo, per la quale è stato messo a punto il metodo è una Fiat Panda. Nata con un propulsore a combustione interna, oggi dispone di un “cuore” elettrico, mantenendo tutte le funzionalità e le dotazioni originarie dell’auto, a partire dal cambio meccanico, con la stessa gamma di rapporti esistenti. Il risultato finale è un’auto, in movimento, molto silenziosa (produce solo un soffio anziché il solito rumore) ed economica, che percorre circa 100 km ad un costo di circa 2/3 euro.

Tra le sue finalità, Reborn si propone di assicurare anche un nuovo impulso economico al mondo dell’auto: la trasformazione dei veicoli tradizionali in auto elettriche avverrà all’interno di una tradizionale autofficina e risponderà alle esigenze di mobilità del singolo automobilista. Questo è quanto auspica Confartigianato che, su indicazione e stimolo delle associazioni di Treviso e Vicenza, ha già presentato le sue proposte tecniche al Ministero dei Trasporti affinché l’attività di riqualificazione sia facilmente realizzabile sotto il profilo tecnico e soprattutto normativo, consentendo la creazione di una nuova filiera in grado di divenire un modello esportabile anche verso altri Paesi dell’UE. “I vantaggi di questo progetto – si legge ancora nella scheda del progetto – non saranno solo in termini di costo della trasformazione ma anche soprattutto nel risparmio: per chilometro percorso, costi sociali e ambientali, ricordando inoltre gli obiettivi mondiale di riduzione del CO2 prodotti dai motori tradizionali”.

bannerino promo blog

FUTURE PATROL: UN CARRO ATTREZZI IN GRADO DI RIPARARE L’AUTO SUL POSTO

La richiesta di un carro attrezzi non è mai un piacere. E se questo accade quando siamo in viaggio per le vacanze, portare un mezzo in officina per un intervento può trasformarsi in un vero e proprio “incubo” con ore, se non giornate, perse in attesa della riparazione. Tutto ciò, senza pensare ai costi da sostenere per un’eventuale sistemazione in albergo o per lo spostamento con un mezzo sostitutivo.

728x90blu_newcta

Da oggi, tuttavia, il soccorso stradale guarda avanti con l’obiettivo di riparare sul posto i mezzi riducendo così i disagi per gli automobilisti. ACI Global ha presentato Future Patrol, un nuovo modello di carro attrezzi versatile, moderno e innovativo che rappresenta una “porta spalancata sul futuro”. Realizzato in partnership con Fiat Professional sul telaio del New Fiat Ducato 42.5 tons, nella versione Cabinato Maxi passo XXL, il Future Patrol è una vera e propria officina mobile. Sfruttando il know how anche dei partner tecnici del progetto – Omars per gli allestimenti speciali e Wurth per le dotazioni tecniche – il mezzo è in grado di risolvere sul posto la maggior parte delle problematiche legate al soccorso.

Il Patrol, infatti, è dotato della strumentazione tecnica più attuale e il suo particolare allestimento, appositamente messo a punto, gli consente di dispiegare una strumentazione da far invidia alle officine più moderne. Il Patrol può verificare e correggere gli errori della centralina motore, analizzare stato, carica e buon funzionamento della batteria, ma è anche capace di garantire la sostituzione degli pneumatici, la sostituzione delle pastiglie dei freni e molti altri interventi che possono rimettere in sesto l’automobile evitando gli inevitabili allungamenti dei tempi quando si deve riparare in officina. Se il problema non è risolvibile in loco il Future Patrol ha – per ogni evenienza – anche un pianale fisso con una portata di carico da circa 1.5 ton ed è in grado di raggiungere praticamente qualsiasi luogo e di intervenire anche in situazioni logisticamente difficili grazie all’innovativo sistema Traction Plus.

bannerino promo blog

COSTI MANUTENZIONE E RIPARAZIONE AUTO: ALCUNI INTERVENTI DIVENTANO PIÙ COMPLESSI

Gli ultimi dati confermano quanto già detto recentemente: dopo anni, riprende quota la manutenzione e le riparazioni auto da parte degli italiani. Secondo l’Annuario Statistico dell’Automobile Club d’Italia nel 2015 la spesa per la manutenzione/riparazione è cresciuta dell’+1% per un totale di 24 miliardi di euro. La conferma arriva anche dai recenti dati sul carico fiscale relativo all’automotive pubblicati da ANFIA: in Italia aumenta il gettito IVA relativo a manutenzione e riparazione degli autoveicoli e all’acquisto di ricambi, accessori e pneumatici, che registra un +6,8% rispetto al 2014 per un valore complessivo stimato in 9,90 miliardi di Euro, contro i 9,27 del 2014. “Il miglioramento del quadro economico e del clima di fiducia – sottolinea L’Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica – ha determinato un recupero degli interventi d’officina rinviati durante la crisi”.

728x90blu_newcta

Ma cosa incide sui costi per la manutenzione e la riparazione auto? A determinare il prezzo di un intervento non ci sono solamente le tasse. “L’avanzamento tecnologico degli ultimi anni – ha continuato ANFIA – se da un lato ha prodotto un allungamento degli intervalli di manutenzione delle vetture, offrendo prodotti sempre più affidabili, sicuri ed eco-friendly, li ha resi anche più complessi. Alcuni interventi, quando sono necessari, diventano più costosi, non solo per un incremento dei prezzi, ma anche per l’alto numero di ore dedicate. Anche i nuovi obblighi di legge relativi alla revisione dell’autoveicolo possono aver dato una spinta alla domanda di autoriparazione”.

Dal 1° gennaio 2015, infatti, è entrata in vigore la nuova procedura di revisione, che dovrebbe mettere fine alle cosiddette finte revisioni, eseguite in maniera approssimativa e superficiale. La nuova procedura prevede che la revisione sia effettuata tramite videosorveglianza e comunicata in tempo reale alla Motorizzazione. Questo implica nuovi oneri, ma anche una maggiore sicurezza dei dati, l’imparzialità dei risultati e lo stop alle frodi, diventando impossibile per gli operatori modificare un eventuale esito negativo della stessa.

Se alla fine di questo post siete preoccupati per i costi da sostenere in caso di manutenzione o riparazione, ricordate che esiste la possibilità di risparmiare senza rinunciare alla qualità degli interventi. Basta andare su RiparAutOnline per ottenere in pochi click i preventivi che fanno al caso vostro.

bannerino promo blog

VACANZE ALL’APERTO IN AUTO, ROULOTTE O CAMPER

Non solo l’albergo. Per le vacanze c’è chi preferisce modalità di alloggiamento più flessibili che concedono meno vincoli in termini di orario e itinerario. Un esempio su tutti il campeggio: in questo caso l’auto (o la moto) diventa la protagonista di queste vacanze all’aperto. Ma c’è chi preferisce qualche comodità in più. Allora, insieme all’auto, potrebbe trasportare con sé una vera e propria casa viaggiante, come nel caso della roulotte. O in alternativa, lasciare in garage la propria e salire a bordo di un camper.

Nel caso di roulotte (caravan) e camper (autocaravan) siamo di fronte a mezzi “speciali”. Il Codice della Strada riconosce la loro particolarità in quanto si tratta di veicoli caratterizzati da una carrozzeria permanentemente adibita sia al trasporto che all’alloggio. Tale classificazione deve essere presente sia sulla Carta di Circolazione sia sul Certificato di Proprietà. In genere, gli autoveicoli speciali sono sottoposti, ai fini della circolazione, alla medesima disciplina di auto e moto.

E per quanto riguarda la sosta? In genere non costituisce campeggio, ma a condizioni ben precise: il veicolo deve appoggiarsi sulle sole ruote (senza dunque ricorrere a sostegni, piedini, ecc.) e non emetta deflussi propri (il divieto vale sia per le acque chiare sia per rifiuti liquidi). Inoltre, il mezzo non deve occupare spazio (con verande o tende) in misura eccedente rispetto alle dimensioni del veicolo. Per quanto riguarda invece la sosta a pagamento, agli autocaravan vengono applicate tariffe maggiorate del 50%. Per venire incontro alle esigenze dei camperisti sono state realizzate opportune aree di sosta attrezzate, sia in Italia che all’estero, con impianti igienico-sanitari pronti ad accogliere i residui organici e le acque chiare e non.

In viaggio auguriamo a tutti di non aver problemi ma se nella vostra vacanza all’aperto aveste bisogno di un meccanico o carrozziere cosa potete fare? Vi ricordiamo che potete ricorrere a RiparAutOnline, portale che permette agli utenti di richiedere online preventivi per la manutenzione e la riparazione di auto, moto e anche roulotte e camper.

bannerino promo blog

GLI AUTOMOBILISTI ITALIANI TORNANO A RIPARARE LA VETTURA

Dopo anni di flessione e staticità, torna a crescere il mercato delle riparazioni e della manutenzione auto. La buona notizia per il settore arriva dal Barometro Aftermarket, rilevazione statistica interna al gruppo componenti ANFIA, che ha registrato un incremento del fatturato del 4,3% nel 2015 rispetto all’anno precedente, che era risultato pressoché allineato al 2013 (+0,4%).

Guardando all’andamento delle singole famiglie prodotto, riportano una crescita a due cifre (+13,4%) i componenti di carrozzeria e abitacolo, che recuperano rispetto alla flessione a due cifre (-18,4%) del 2014. In crescita anche i componenti motore (+9,4%), i componenti undercar (+4,6%), dopo un 2014 a -8,5%, e i materiali di consumo (+2,5%), mentre l’unica categoria in calo è quella dei componenti elettrici ed elettronici (-7,4%), che già risultava in ribasso del 23,5% nel 2014.

Visti i dati, gli operatori del settore sono fiduciosi. “Se nel 2014 le uniche famiglie prodotto in crescita erano i componenti motore e i materiali di consumo, sintomo di una tendenza degli automobilisti a concentrarsi sugli interventi di riparazione e manutenzione indispensabili o comunque urgenti, rimandando il più possibile gli altri, nel 2015 assistiamo a una ripresa per quasi tutte le famiglie” ha commentato Paolo Vasone, Coordinatore della Sezione Aftermarket del Gruppo Componenti ANFIA.

Certo, resta il fatto che ci vorranno anni per rinnovare un parco circolante italiano molto invecchiato durante la crisi, a causa del continuo rinvio della sostituzione dei veicoli, che ha portato l’età mediana delle autovetture circolanti dai 7,5 anni del 2003 a quasi 10 a fine 2014, incidendo, almeno in parte, sulla domanda di riparazione. Anche in questo senso, tuttavia, c’è ottimismo grazie al “crescente orientamento alla qualità, all’efficienza e all’affidabilità dei prodotti”. Questo elemento, secondo ANFIA, ha condotto ad un allungamento del ciclo di vita di alcuni componenti, mentre l’innovazione tecnologica ha determinato l’ingresso di nuovi articoli nel portafoglio prodotti del mercato dei ricambi. “Il ruolo sempre più centrale dell’elettronica e della telematica, inoltre, ha contribuito a ridurre il margine d’errore umano negli interventi di manutenzione e riparazione o montaggio. Questo significa anche che il mondo dell’autoriparazione, oltre a doversi necessariamente tenere al passo con l’evoluzione delle tecnologie, maturando un adeguato grado di competenze, deve puntare – ha concluso Vasone – su un elevato livello di servizio per la fidelizzazione dei clienti”.

bannerino promo blog