RIDURRE L’ATTRITO: UNA SFIDA IMPORTANTE PER L’INDUSTRIA DELL’AUTO

Sapete cos’è la tribologia? E cosa c’entra con l’auto? La tribologia è la disciplina che si occupa dello studio dell’attrito, adesione e lubrificazione. Ridurre l’attrito è una sfida molto importante per le industrie automobilistiche e non solo. L’attrito e l’usura provocano, infatti, costi enormi all’economia globale e all’ambiente. Le attuali tecnologie per contrastare le perdite di energia per attrito sono principalmente basate sui materiali.

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All’avanguardia negli studi in questo campo c’è il Dipartimento di Scienze Fisiche, Informatiche e Matematiche (FIM) di Unimore – Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia che ha una consolidata esperienza nello studio dei materiali e delle superfici. Unimore ha stretto recentemente una collaborazione con Toyota Central R&D Labs. Il gruppo giapponese potrà così avvalersi delle competenze e degli studi di ricerca nel settore della tribologia condotti presso il dipartimento dell’Ateneo emiliano dalla equipe della dott.ssa Clelia Righi che guida un gruppo di ricerca che si dedica, in particolare, alla individuazione dei materiali più performanti per ridurre l’attrito mediante simulazioni al calcolatore.

Ad attrarre l’interesse di Toyota Central R&D Labs. è stato soprattutto l’approccio pioneristico adottato dalla dott.ssa Righi, che si basa su simulazioni di dinamica molecolare ab initio. Queste simulazioni consentono di aprire una finestra sull’interfaccia sepolta ed “osservare” le reazioni chimiche che avvengono tra i due materiali in moto. Ottenere questo tipo di informazioni mediante gli esperimenti è molto difficile. Le simulazioni al calcolatore rappresentano, dunque, uno strumento importantissimo per comprendere il funzionamento di materiali lubrificanti e disegnarne di nuovi, sempre più efficienti e meno dannosi per l’ambiente.

La collaborazione tra Toyota Central R&D Labs. e il gruppo della dott.ssa Clelia Righi riguarda i ricoprimenti a base di carbonio simili al diamante, diamond like carbon (DLC), usati nei motori della auto Toyota per ridurre l’attrito e l’usura. Lo scopo è quello di descrivere in modo realistico i processi tribochimici che regolano il comportamento lubrificante. Le metodologie sviluppate e i risultati ottenuti in questo studio consentiranno di costruire una conoscenza a carattere più generale sul ruolo degli stress meccanici nell’attivazione delle reazioni chimiche.

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ANCHE L’AUTO VA ‘IDRATATA’: CONSIGLI UTILI PER GUIDARE CON IL CALDO

Guidare un’auto con l’abitacolo surriscaldato può essere molto pericolo. Questa situazione, infatti, rallenta le reazioni e così 35 gradi all’interno di un veicolo possono equivalere all’assunzione di alcol con un tasso di 0,5 grammi per litro di sangue. Viste le prime temperature roventi e l’estate ancora tutta da vivere, torna d’attualità l’avvertimento lanciato l’anno scorso dai tecnici Seat che diffusero i risultati di accurate ricerche effettuate assieme ad esperti del settore sulla guida ad alte temperature. “Quando è molto caldo, la gente di solito presta attenzione ai consigli quando deve andare fuori di casa e camminare per strada – aveva sottolineato Angel Suarez, ingegnere presso il Centro Tecnico Seat a Martorell (Barcellona) – ma pochissimi sono consapevoli che è altrettanto importante seguire alcuni importanti regole durante la guida in condizioni di caldo intenso”.

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A questo proposito ecco alcuni consigli utili. Uno degli errori più comuni che i guidatori fanno quando si utilizza il climatizzatore è di non aerare correttamente la macchina prima di avviarla. Se apriamo i finestrini per circa 30 secondi prima di accendere l’aria condizionata il picco iniziale di calore si dissipa da solo.

I tecnici Seat raccomandano anche di regolare il climatizzatore, se è previsto, sull’impostazione auto in modo che l’aria fresca venga distribuita uniformemente all’interno dell’abitacolo. Anche se fuori è molto caldo “non conviene impostare la temperatura sotto ai 21 gradi in modo da non far aumentare il consumo di carburante”.

E non dimenticate di ricordare che per le auto vale la stessa regola per gli essere umani: sotto al solleone bisogna “idratare” anche la macchina, controllando cioè che i livelli dell’olio e del liquido dell’impianto di raffreddamento siano a posto, così come devono essere verificate – a freddo – le pressioni di gonfiaggio dei pneumatici.

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FUMO DALLA MARMITTA AUTO: COSA NON VA? QUESTIONE DI COLORE

Segnali di fumo. I film western e i fumetti hanno reso celebre questo mezzo di comunicazione utilizzato dai nativi americani. Riportando queste immagini al mondo automobilistico, possiamo dire che, in un certo senso, anche la nostra vettura, quando emette “segnali di fumo”, vuole comunicarci qualcosa. In linea di massima non sono buone notizie. Tuttavia, molto dipende dal colore.

Quando esce fumo bianco dalla marmitta potrebbe trattarsi, nel migliore dei casi, di condensa che si è formata nel tubo di scappamento. Questo accade spesso in inverno e alle basse temperature: occorrerà far girare qualche minuto il motore della macchina osservando se dalla marmitta fuoriescono goccioline bianche. Se le cose stanno così, l’umidità presente all’interno si esaurirà e la marmitta tornerà a funzionare regolarmente. Se invece il fumo bianco persiste ed è accompagnato da una perdita di prestazioni del motore, allora dobbiamo preoccuparci. Potrebbe esserci acqua laddove non dovrebbe trovarsi. O potrebbe essere un problema legato ai bulloni o alla guarnizione della testata. Soprattutto in quest’ultimo caso, meglio rivolgersi subito ad un’officina.

E se il fumo che esce dalla marmitta è di colore nero? In questo caso è molto probabile la presenza di un’anomalia nel processo di combustione. La prima cosa da fare è controllare lo stato di manutenzione dell’olio motore e dei filtri. Se questi dispositivi sono a posto e il problema persiste, allora sarà il caso di rivolgersi ad un meccanico.

C’è, infine, il caso del fumo blu (o azzurro). Questo tipo di alterazione si verifica maggiormente nelle auto più anziane. Il colore blu indica generalmente un eccessivo consumo di olio da parte del mezzo. Si tratta di una situazione molto rischiosa: la mancanza di olio potrebbe compromettere la corretta lubrificazione del motore con conseguenze gravi per l’auto (e il portafoglio). Anche in quest’ultimo caso, meglio ricorre ai ripari rivolgendosi ad un esperto.

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L’inverno sta arrivando! I nostri consigli

L’inverno sta arrivando!

E’ il momento quindi di preparare la propria auto per il cambio stagionale.

Noi siamo qui per darvi tutti i consigli necessari, per non lasciarvi soli in questo momento difficile.

Per alcune cose potrete provvedere da soli, per altre sarà necessario l’aiuto di un professionista e chi meglio di noi può indirizzarvi verso una delle nostre officine?

La sicurezza prima di tutto

Prima di metterti alla guida controlla di avere sempre con te un giubbino catarinfrangente, una torcia, guanti per il montaggio delle catene e un triangolo luminoso. Oltre a questo è sempre meglio che il cellulare sia carico (ma non usarlo mentre sei al volante!) e che nel cruscotto ci sia un raschietto per il ghiaccio.

Per viaggi lunghi ricordati di tenere i cavi di avviamento a portata.

Controllo professionale

Il freddo può danneggiare il tuo veicolo in molti modi; per evitare che questo accada puoi chiedere l’aiuto di un professionista.

Il cambio delle gomme, il controllo dell’olio, dei freni e del livello della batteria potrebbero essere cose che non sei in grado di fare da solo, ma sono essenziali per te e per la tua macchina, soprattutto in questo periodo.

Il ghiaccio e il sale possono danneggiare la verniciatura e favorire la ruggine, mentre le basse temperature fanno perdere potenza più velocemente alla batteria.

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Cosa posso fare da solo?

Assicurati che le tue gomme invernali siano a norma, che non siano troppo consumate e che il battistrada sia abbastanza spesso.

Assicurati che il radiatore del liquido di raffreddamento e il liquido per il lavaggio del parabrezza siano anti gelo. Si può controllare con una semplice prova: prendi un campione di liquido e mettilo per una notte nel freezer. Se la mattina dopo il liquido sarà ghiacciato è il momento di cambiarlo!

Tieni sempre puliti i tergicristalli e gli ugelli lavacristalli che potrebbero essere intasati facilmente da sporcizia e calcare; fate in modo che lo spruzzo sia rivolto verso il vostro vetro e non verso quello del veicolo accanto 😉

Per concludere è bene ricordare che il primo accorgimento è la prudenza:

velocità moderata (soprattutto con la neve), distanza di sicurezza adeguata, utilizzo del freno motore per ridurre la marcia, piede leggero sul pedale del freno, partenze e fermate progressive per evitare slittamenti.

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