MULTA A CASA? IL COMUNE CI METTE LO ZAMPINO…

Vigili da un lato! Automobilisti dall’altro!

Storia vecchia, questa, non c’è dubbio. Sembra una di quelle faide senza tempo che non spariscono mai, magari si sopiscono per un po’ ma solo per un po’, giusto il tempo per riorganizzare le idee, magari tirar fuori qualche trucco nuovo per non pagare una multa o scoprire che si può multare una vettura parcheggiata col finestrino abbassato per “favoreggiamento al furto”… e giù di nuovo botte (figurate s’intende), ricorsi infiniti e imprecazioni colorite che si arricchiscono ogni anno di più.

Ma se a volte non è colpa degli automobilisti – come in Molise dove una donna è stata multata mentre stava andando a pagare il ticket per regolarizzare l’avvenuta sosta – a volte non è neanche colpa dei vigili; già, a volte ci mette lo zampino il Comune e allora altro che botte, son botte da orbi…

Già perché cavilli e cavilletti, dettagli, clausole, scappatoie, trucchi, chi le conosce meglio di un azzeccagarbugli? Ma il Comune, ovvio!

Urge una precisazione, e mi raccomando, segnatevela perché è di quelle buone… PER I TEMPI DI DECORRENZA, LA MULTA STRADALE SI CONSIDERA NOTIFICATA DAL MOMENTO IN CUI IL CITTADINO LA RICEVE, NON DA QUANDO ESSA VIENE SPEDITA.

Quindi? direte voi… quindi i fatidici 5 giorni entro cui si ha il diritto allo sconto del 30% decorrono da quel momento, da quando vi arriva la busta a casa, non dalla data di invio…

Perché è così importante segnalarlo? Ci sarà scritto nella multa…

NO!

Perlomeno non in tutte…

L’intervento chiarificatore è stato l’ex Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi, il quale è intervenuto pesantemente contro il Comune di Milano annunciando addirittura un’interrogazione parlamentare.

Il problema, a quanto pare, è sorto a seguito della denuncia di un cittadino inviata allo stesso Lupi, dalla quale sarebbe emersa una irregolarità nelle notifiche inviate dall’amministrazione comunale: la legge relativa ai tempi per pagare e agli sconti di diritto sarebbe stata indicata in modo incompleto o peggio, in modo tale da essere fraintesa e indurre i cittadini multati a pagare cifra tonda.

“Vergogna” è stata la parola più gettonata dall’ex Ministro, che ha definito il tutto come un “trucchetto delle tre carte ai danni dei cittadini”.

“È l’ennesima prova che i comuni, o almeno, certi comuni, usano le multe per fare cassa e sistemare i loro bilanci […] questo è un rapporto perverso tra istituzioni e cittadini, una ulteriore tassazione mascherata”.

Dunque, ricapitolando, se vi arriva una multa a casa, avete 5 giorni di tempo per pagarla in una rata sola scontata del 30%, 5 giorni a partire dal momento in cui avete ritirato la lettera non da quando essa è stata spedita… ah, già che ci siamo… il Comune ha 90 giorni di tempo per spedirvela… 90 giorni DALLA DATA DELL’INFRAZIONE

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Conducenti Vs Autovelox 1-0. Gli apparecchi non sono a norma.

È iniziata l”estate e siamo ala resa dei conti: “Conducenti Vs Autovelox”, ultimo round e lo scambio si fa più serrato!

Dopo anni di multe e discussioni ecco che la neonata estate si preannuncia di fuoco. Sono migliaia, infatti, i ricorsi in arrivo dopo la drastica sentenza della Corte Costituzionale che ha sancito l’obbligo di controllare periodicamente le attrezzature autovelox pena la nullità delle multe: e siccome la maggior parte degli autovelox non è evidentemente a norma…

A spiegare nel dettaglio il problema in questione è il giudice Carosi, il quale ha sottolineato come l’ultima legge sul nuovo codice della strada dica espressamente che non è necessario controllare le apparecchiature di controllo della velocità: è proprio questo il punto principale su cui si è concentrata l’opposizione della Corte, la quale ha invece perentoriamente stabilito il contrario.

“Appare evidente che qualsiasi strumento di misura, specie se elettronico, è soggetto a variazioni delle sue caratteristiche e quindi a variazioni dei valori misurati dovute ad invecchiamento delle proprie componenti e ad eventi quali urti, vibrazioni, shock meccanici e termici, variazioni della tensione di alimentazione” dice la sentenza, la quale evidenzia anche come “l’esonero da verifiche periodiche, o successive a eventi di manutenzione, appare per i suddetti motivi intrinsecamente irragionevole” perché “i fenomeni di obsolescenza e deterioramento possono pregiudicare (…) la fede pubblica che si ripone in un settore di significativa rilevanza sociale, quale quello della sicurezza stradale”.

È chiaro come le conseguenze di questa decisione appaiano senza precedenti: le multe rilevate da apparecchi non sottoposti a manutenzione e taratura, infatti, potranno essere dichiarate nulle con un semplice ricorso. Per di più, i Comuni saranno costretti, da questo momento in poi, ad allegare ai verbali di multe sanzionate per mezzo di autovelox anche una attestazione che riporti la data esatta dell’ultimo controllo effettuato sull’apparecchio, pena la possibile impugnazione.

“Sarà possibile ora ottenere l’annullamento di migliaia e migliaia di multe per eccesso di velocità, laddove i Comuni non abbiano eseguito la manutenzione prevista dalla Corte Costituzionale” ha confermato infatti Carlo Rienzi, presidente della Codacons. Ma all’Adusbef vanno oltre e chiedono a tutti quelli che non hanno ancora pagato una multa di aspettare, in quanto sul sito dell’associazione verrà presto messo a disposizione degli utenti un modulo apposito che potrà essere scaricato e inviato all’autorità che ha emesso la multa chiedendo che la stessa sia annullata in autotutela.

Ma il discorso non vale solo per i dispositivi fissi. In precedenza, un decreto del Ministero dei lavori pubblici del 29 ottobre 1997 stabiliva che solo gli apparecchi automatici dovessero essere sottoposti a verifica metrologica presso la casa costruttrice e che per quelli mobili fosse responsabilità degli agenti vigilare su eventuali anomalie; con la stessa pronuncia, però, la Corte ha ora equiparato (per quanto riguarda il discorso manutenzione) tutti gli autovelox, anche quelli muniti di “meccanismi di autodiagnosi”.

È iniziata l’estate. È iniziata la stagione dei ricorsi…