REVISIONE AUTO: DOVE, COME, QUANDO E PERCHÉ

Revisione. A qualche automobilista, con un veicolo in là con gli anni, questa parola potrebbe far venire una sensazione di “orticaria”. Può infatti capitare che la revisione faccia emergere qualche anomalia che porti al fatidico enigma: è giunta l’ora di cambiare vettura?

Occorre, tuttavia, vedere la revisione auto sotto un’altra ottica: si tratta di una misura pensata per mantenere in circolazione veicoli in condizioni di sicurezza sia per noi che per gli altri automobilisti. Come prevede il Codice della Strada, infatti, “i veicoli a motore e i loro rimorchi devono essere tenuti in condizioni di massima efficienza, comunque tale da garantire la sicurezza e da contenere il rumore e l’inquinamento entro i limiti stabiliti dalla legge”.

Ma quando bisogna fare la revisione? La prima è obbligatoria dopo 4 anni dalla prima immatricolazione entro il mese di rilascio della carta di circolazione. Le successive revisioni devono essere effettuate con cadenza biennale entro il mese corrispondente a quello in cui è stata effettuata l’ultima revisione. Queste scadenze si applicano per autovetture, autocaravan, autoveicoli adibiti al trasporto di cose o ad uso speciale di massa complessiva non superiore ai 3.500 Kg e dal 2003 anche per motoveicoli e ciclomotori.

E quali sono le parti e le funzioni che la revisione passa sotto la lente di ingrandimento? L’esame periodico del veicolo verifica lo stato e l’efficienza dei seguenti dispositivi:

dispositivi frenatura (freno a mano, di servizio)
sterzo (cuscinetti, fissaggio, stato meccanico)
visibilità (vetri, specchietti, lavavetri)
impianto elettrico (proiettori, luci, indicatori)
assi pneumatici sospensioni
telaio (carrozzeria, porte, serrature, serbatoio)
effetti nocivi (rumori, gas di scarico)
identificazione veicolo (targa, telaio)
altri equipaggiamenti (avvisatore acustico, cinture anteriori e posteriori ove sia presente predisposizione).

Se l’esame ha esito positivo viene rilasciata un’etichetta adesiva che riporta l’esito della revisione, da applicare sulla carta di circolazione. In caso di esito negativo può essere indicato il termine ripetere: si dovranno effettuare le opportune riparazioni degli impianti indicati come non efficienti presso un meccanico di fiducia ed effettuare una nuova revisione entro un mese. Se viene invece indicato il termine sospeso si dovranno effettuare le opportune riparazioni e presentare una nuova richiesta di revisione per poter circolare.

Dove si effettua la revisione? L’esame periodico del veicolo può essere effettuato presso gli uffici della Motorizzazione civile e presso le officine autorizzate. Riprendendo l’esempio iniziale, in caso di veicoli più datati, potrebbe essere utile effettuare la cosiddetta “pre-revisione” per scoprire eventuali anomalie prima dell’esame. Su RiparAutOnline è possibile ottenere preventivi per la revisione presso le officine autorizzate richiedendo eventualmente anche la pre-revisione o le riparazioni dopo esito negativo di una prima revisione.

bannerino promo blog

Annunci

ALLA SCOPERTA DELLA TRASMISSIONE AUTO

Quando si parla di automobili sentiamo spesso parlare di trasmissione. Ci siamo però mai interrogati su cos’è esattamente questa parte meccanica e qual è il suo funzionamento? A prima vista sembrerebbe una cosa complicata, ma in realtà è molto più facile da capire rispetto a quello che appaia.

La trasmissione svolge un ruolo basilare nel funzionamento di un veicolo a motore. Senza di essa l’auto rimarrebbe ferma. Fondamentalmente, si tratta della parte meccanica che collega il motore e trasferisce la potenza da esso creata per muovere le ruote. Spetta infatti alla trasmissione, trasformare la velocità e la coppia in energia ed ottenere così il movimento dell’auto. Lo scopo principale della trasmissione è quindi far lavorare nel modo più efficiente possibile il motore, riducendo il consumo di carburante e ricevendo da esso il miglior valore di coppia. Il funzionamento ottimale di questo meccanismo porterà a migliori prestazioni del veicolo e a un maggiore comfort di guida.

Ma come si comanda questo congegno? Il funzionamento della trasmissione viene regolato dalle marce che vengono selezionate dal conducente del veicolo attraverso il cambio (manuale o automatico). Quest’ultima parte meccanica influisce sull’albero motore che, collegato al propulsore, determina le prestazioni e i livelli di coppia. È per questo che se inseriamo la marcia sbagliata, sentiamo il motore affaticarsi o, al contrario, andare “su di giri”. A quel punto sarà necessario cambiare rapporto senza dimenticare di… schiacciare la frizione! Nel caso di cambio manuale, infatti, solamente grazie a questo pedale potremo scalare o aumentare marcia.

E ora, capita l’importanza e il funzionamento della trasmissione, staremo più attenti all’utilizzo di frizione e cambio? E, soprattutto, se noteremo qualcosa di anomalo in uno di questi dispositivi (ad esempio il cambio che gratta) contatteremo subito un meccanico? Perché un corretto uso e una corretta manutenzione di queste parti sono fattori fondamentali per mantenere la trasmissione al meglio.

bannerino promo blog

TERGICRISTALLI CHE GRATTANO? ECCO COSA FARE

Il fastidio è indescrivibile, per alcuni è addirittura peggio delle unghie sulla lavagna. Quando piove, poi, diventano una vera e propria tortura (e finisce pure che vedi peggio di prima). Come evitare che accada? E cosa fare se già ci siamo, se il danno è fatto? Se i tergicristalli grattano sul parabrezza?
Innanzitutto, non esiste un solo metodo per far fronte al problema ma bisogna adattarsi alle varie situazioni che si presentano:

1. buona cosa è sicuramente pulire a fondo il parabrezza, questo potrebbe addirittura essere sufficiente a eliminare del tutto il problema. Per far ciò è consigliato usare dei prodotti appositamente creati per il vetro dell’auto ma anche l’aceto o il bicarbonato sparso su di un panno asciutto o leggermente umido. Cosa da non fare assolutamente, pulire il parabrezza con cere e oli, in quanto lo renderebbero troppo scivoloso creando non pochi problemi ai tergicristalli.

2. Bisogna cambiare regolarmente i tergicristalli. Non costano molto e, come sempre, una spesa maggiore sul prodotto, oltre che essere garanzia di qualità, si traduce spesso in garanzia di durata e, quindi, in un effettivo risparmio sul lungo periodo. È consigliata una frequenza annuale, tendenzialmente prima delle piogge.

3. Cercare di tenere sempre pieno il serbatoio del liquido lavavetri. Anche qui, meglio i prodotti specifici e, comunque, non usare il detersivo per i piatti perché sgrasserebbe troppo il vetro impedendo ai tergicristalli di scivolare adeguatamente.

4. Rimuovere con del semplice polish eventuali prodotti idrorepellenti applicati in precedenza sul parabrezza.

Si può anche intervenire direttamente sulle spazzole

Sollevate le spazzole e date un’occhiata alle lame: se sono rotte sono, chiaramente, da sostituire altrimenti, se il problema è un semplice indurimento, potete prendere un po’ di aceto, versarlo su un panno pulito e strofinare delicatamente le lame. Dopodiché prendete un altro panno (sempre pulito, ovviamente) e imbevetelo nell’acqua, strofinando nuovamente le lame per togliere, questa volta, l’aceto precedentemente applicato. Ora potete usare un po’ di vaselina, applicandola con un altro panno e lasciando, poi, asciugare per una decina di minuti; questo dovrebbe rinvigorire notevolmente i vostri tergicristalli.

Un altro metodo prevede l’utilizzo di olio: applicate dell’olio sulle gomme e lasciate agire per tutta la notte, la mattina togliete i residui dalle spazzole e spruzzate acqua… Come nuovi…

Terzo metodo… Alcol denaturato, quello usato per disinfettare. Applicate e aspettate, dovrebbe ammorbidire ben bene la gomma delle vostre spazzole.

Resta comunque il fatto che la migliore cura è sempre, in ogni caso, la prevenzione. Una buona manutenzione permette di ammortizzare costi e limitare eventuali interventi di recupero: si tratta di sicuro del miglior tipo di investimento a nostra disposizione… Il nostro tempo, le nostre cure, la nostra attenzione!

bannerino promo blog

FRENI AUTO: OCCHIO AL LIQUIDO (E ALL’UMIDITÀ)

Se parliamo di sicurezza stradale, i freni sono una delle parti meccaniche fondamentali in un’automobile. Senza di loro, non c’è modo di fermarsi rapidamente. Quanto detto può sembrare un’ovvietà, tuttavia è meglio ribadire il concetto, soprattutto per coloro che tendono a trascurare la manutenzione dell’impianto frenante.

Oltre alle pastiglie, ai dischi, uno degli elementi fondamentali dei freni è il liquido (spesso chiamato erroneamente “olio”). Anche se la strumentazione in dotazione alle automobili, soprattutto quelle di ultima generazione, offre indicazioni sulla sua mancanza e sulla presenza di anomalie nel sistema frenante, è consigliato tenere sotto controllo il livello del fluido. Per effettuare questa operazione, come prima cosa, sarà opportuno consultare il libretto di manutenzione del proprio mezzo e scoprire la posizione esatta del serbatoio. Una volta individuata la collocazione della vaschetta, noterete che il controllo sarà essenzialmente di tipo visivo. Il serbatoio, infatti, è generalmenre trasparente onde evitare l’apertura del tappo.

E cosa succederebbe se aprissimo la vaschetta? Il nemico numero uno del liquido freni è l’umidità. Si tratta infatti di una sostanza particolarmente “igroscopica” che tende ad assorbire umidità dall’aria circostante. La contaminazione del liquido tenderebbe a compromettere la sua funzionalità con conseguenze molto serie sull’impianto frenante. Il controllo del liquido freni, inoltre, è di tipo visivo perché è possibile riconoscere la sua alterazione attraverso la colorazione: nel caso il liquido si presenti “bruno” vuol dire che è entrato in contatto con agenti esterni.

Ma può accadere che il liquido freni si deteriori pur essendo stati attenti a non aprire il tappo della vaschetta? Può succedere che la presenza di microfori nel serbatoio permetta al liquido di entrare in contatto con l’esterno. Se constatiamo la presenza di questa problematica non servirà a nulla il classico rabbocco. Se vogliamo infatti evitare che ad un certo punto il pedale del freno non risponda più alla pressione del piede sarà meglio rivolgersi ad uno specialista. Perché come detto all’inizio, dai freni dipende la nostra sicurezza, ma anche quella altrui.

bannerino promo blog

OLIO MOTORE AUTO: QUANDO FARE CONTROLLO E CAMBIO?

Ci sentiamo spesso ripetere che l’olio è un ingrediente molto importante per la salute del proprio veicolo ed è fondamentale per il corretto funzionamento del motore. Ma a cosa serve esattamente? L’olio circola all’interno del propulsore per lubrificare le differenti parti meccaniche di cui è composto (ad esempio i pistoni) e allo stesso tempo ne permette la corretta pulizia portando via gli scarti della combustione. Un po’ come fa il sangue all’interno del corpo umano…

E adesso che conosciamo la sua funzione vitale, possiamo anche intuire l’importanza di tenere sotto controllo questo lubrificante e di sostituirlo al momento opportuno. E quali sono le tempistiche che regolano verifica e cambio olio? La regola generale è quella di controllare regolarmente il livello dell’olio nel motore ogni 2.000 km viaggiati. Se si utilizza l’auto principalmente per tragitti brevi, come gli spostamenti in città, è meglio aumentare il numero di controlli e fare una verifica ogni 1.000 km percorsi.

Per quanto riguarda la sostituzione, sul libretto di uso e manutenzione di ogni veicolo sono riportate la tipologia di olio consigliato e l’indicazione di quando è richiesto il cambio dell’olio. A questa operazione è consigliabile abbinare sempre la sostituzione del filtro: questo elemento serve a tenere pulito il lubrificante e per questo motivo si consiglia di cambiare entrambi gli elementi assieme.

A questo punto, a qualcuno potrebbe sorgere la domanda: vado in officina o mi sostituisco l’olio autonomamente? In questo secondo caso, è importante sottolineare che “la dispersione di olio usato danneggia l’ambiente” come ricorda il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati. “Attraverso la pratica del fai da te, il cittadino si ritrova ad essere detentore di un rifiuto pericoloso: bastano 4 chili di olio usato – il normale cambio di un’automobile – a inquinare una superficie di acqua grande come un campo da calcio”. È per queste ragioni che il COOU raccomanda di far svolgere il cambio dell’olio nelle autofficine o nelle stazioni di servizio in cui sono rispettate tutte le regole di sicurezza e dove lo smaltimento dell’olio usato viene gestito correttamente.

In linea con quanto consigliato dal COOU, se la vostra idea “fai da te” era dettata dall’esigenza di risparmiare, il suggerimento finale, è quello di fare una comparazione per il cambio olio su RiparAutOnline, il modo più semplice e veloce per trovare un’officina conveniente sia in termini di qualità che di prezzo, oppure approfittare dell’offerta valida ancora per pochi giorni, che potete trovare qui http://www.riparautonline.com/promozioni.html

SOSTITUZIONE DELLA CINGHIA DI DISTRIBUZIONE: ASPETTARE POTREBBE COSTARE CARO

A molti, almeno in passato, sarà capitato di udire il fischio di un veicolo in partenza e subito dopo sentire qualcun’altro urlare: “E’ ora di cambiare la cinghia!”. Ma se una volta esistevano le cosiddette “cinghie rumorose”, utilizzate dalle case costruttrici per avvertire gli automobilisti che era giunto il momento di mettere mano alla distribuzione, oggi non è più così. Occorre infatti tenere sotto controllo la scadenza riportata sul libretto di manutenzione che varia a seconda delle case e dei modelli. E una volta arrivato il momento indicato è meglio passare alla sua sostituzione: adottare la strategia “vediamo se dura”, potrebbe avere conseguenze negative sulla salute del proprio veicolo.

A cosa serve la cinghia di distribuzione? Questa parte meccanica controlla una delle principali funzioni del motore: l’interazione tra i pistoni e le valvole. Con una cinghia usurata, il loro movimento non sincronizzato potrebbe avere conseguenze disastrose causando danni irreparabili che potrebbero portare alla sostituzione dell’intero motore.

La cinghia si usura nel suo regolare funzionamento in quanto subisce sollecitazioni meccaniche. Il suo consumo, tuttavia, non dipende solo dai chilometri percorsi. Il materiale di cui è composta può infatti deteriorarsi a prescindere dal suo utilizzo. Quindi anche se guidate poco e non avete raggiunto il chilometraggio indicato, dopo alcuni anni è consigliato controllarne lo stato di usura. Se avete confidenza con la vostra auto potete farlo direttamente voi: aprite il cofano, rimuovete i coperchi che proteggono la cinghia e a quel punto dovreste essere in grado di effettuare una valutazione visiva del suo stato di usura.

La sostituzione della cinghia di distribuzione è un’operazione mediamente costosa, non tanto per il costo del materiale quanto per il tempo necessario per smontare le parti attorno alla cinghia, sostituirla e rimontare tutto. Non è un’operazione semplice se non si è esperti e, soprattutto, può richiedere molto tempo.

Molto spesso assieme alla cinghia di distribuzione vengono sostituite anche la pompa dell’acqua e la cinghia dei servizi. Questo perché si trovano vicine tra loro e accedervi in un secondo momento causerebbe un costo spropositato.

Se invece non siete degli esperti, occorrerà rivolgersi direttamente al meccanico. Non c’è da nascondersi dietro al fatto che si tratta di un’operazione onerosa per il portafoglio (da 400 a 600 euro a seconda del modello se si decide di sostituire tutto il kit distribuzione) e in tempi di ristrettezze economiche ci può essere qualcuno che si assume il rischio di rimandare la sostituzione. Il consiglio che possiamo dare è quello di fare un confronto su RiparAutOnline richiedendo preventivi per la sostituzione della cinghia di distribuzione: magari proprio vicino a casa vostra potrebbe trovarsi l’officina che propone un’ottima offerta in termini di qualità/prezzo.

Risparmiare sulle riparazioni auto senza rinunciare alla qualità

E’ possibile scegliere la miglior officina risparmiando tempo, soldi ed emissioni? Leggendo il Rapporto Riparazioni 2016 la risposta è “sì”. Giunto alla terza edizione, il documento targato RiparAutOnline consente di tracciare annualmente un quadro statisticamente rilevante dello ‘stato di salute’ dei veicoli circolanti in Italia, sugli interventi più richiesti alle officine e sui prezzi praticati da meccanici e carrozzieri, nonché di evidenziare i risparmi ottenuti attraverso il servizio online. Tra gli elementi più interessanti che emergono dall’analisi, c’è la conferma che cercare un’officina o una carrozzeria su RiparAutOnline risulta molto vantaggioso sotto diversi aspetti.

Iniziamo dal fattore “tempo”. Si dice che il “tempo è denaro”. La possibilità di richiedere preventivi alle officine più vicine senza recarsi fisicamente rispecchia a pieno questa filosofia. Un vantaggio che tradotto in termini monetari è molto significativo. Nel 2015 il risparmio economico complessivo permesso dal portale web ai suoi utenti, calcolato sommando tutte le richieste di preventivo e confrontando per ognuna la differenza tra il prezzo più alto e quello più basso proposto, è stato pari a 1.278.254 euro in un anno, in crescita rispetto ai 1.002.118 Euro del 2014, con una media di 60 euro a intervento.

Oltre al vantaggio strettamente monetario, dall’analisi emerge che la convenienza economica non comporta rinunce in termini di qualità. Il rapporto qualità/prezzo è uno degli obiettivi che da sempre si pone RiparAutOnline: in questo senso, le recensioni lasciate dai clienti sul portale sono un fattore fondamentale che guida la scelta dell’officina giusta. Il caso più virtuoso in questo senso arriva da Milano dove ha sede Protecno-Racing: prezzi competitivi e alte valutazioni degli utenti hanno permesso a questo centro di riparazione e manutenzione di distinguersi come “Miglior officina d’Italia 2015” tra le oltre 5.500 iscritte a RiparAutOnline.

Ecco il video della premiazione:


Ultimi, ma non per ordine di importanza, i vantaggi in termini ambientali. Cercare un’officina o una carrozzeria su RAO vuol dire anche meno emissioni di CO2: gli oltre 20.000 preventivi richiesti nel 2015 hanno evitato agli utenti di percorrere 506.109 km nel caso avessero dovuto contattare personalmente le officine. Moltiplicando il dato per lo standard di emissioni di anidride carbonica di un’autovettura (130 g/km), emerge che il risparmio di CO2 nel 2015 è stato pari a 65,79 tonnellate. E così, oltre al portafoglio, anche l’ambiente ringrazia.

bannerino promo blog

MISSION IMPOSSIBLE: CAMBIARE UNA RUOTA

Altro che “Mission Impossible”! Non serve mica Tom Cruise per cambiare una ruota dell’auto.

Certamente, alcune cose è meglio lasciarle fare a chi se ne intende davvero, senza improvvisarsi meccanici, col rischio di far più danni che altro (del resto le macchine d’oggi sono più elettroniche che meccaniche) ma saper cambiare una ruota, in caso di emergenza, può sempre tornare utile.

Premesso che farlo nel caldo del proprio garage o al freddo e al buio in autostrada da soli siano due cose completamente diverse, vediamo insieme quali sono i passi necessari…

  • Se ci si accorge di aver forato, la prima cosa da fare è anche la più semplice, FERMARE L’AUTO: bisogna accostare segnalando tutto con frecce e quant’altro; niente scene di panico, stile ‘mani strette al volante e occhi spalancati immobili a fissare il parabrezza’ né, tantomeno, sterzate brusche accompagnate da spinte feroci sul pedale del freno. Ecco, soprattutto il freno, usatelo con dolcezza ed evitate di inchiodare.
  • Controllare che la macchina sia in piano. Evitate di adoperare il crick nel caso in cui la macchina sia in pendenza… il rischio, in quel caso, potrebbe davvero essere da “Mission Impossible”.
  • Ovviamente… inserite il freno a mano e spegnete il motore.
  • Prendete il crick dal portabagagli e posizionatelo con cura. Il trucco è tastare con la mano lungo il fianco e al di sotto della macchina: in prossimità delle 4 ruote sentirete 4 scanalature (sono a circa una spanna dalle ruote) che indicano i 4 punti da far combaciare con la testa del crick. Dopodiché azionate lo strumento facendo attenzione a non sollevare troppo la macchina: una spanna da terra è più che sufficiente. Potrebbe essere utile, a questo proposito, effettuare l’operazione di sollevamento in due momenti: azionate il crick una prima volta fino ad alleggerire il peso dalla ruota che intendete sostituire; a questo punto allentate i bulloni senza toglierli. Azionate il crick una seconda volta fino a che la ruota perda il contatto col terreno; finite di svitare i bulloni.
  • La chiave per svitare i bulloni dovrebbe trovarsi anch’essa nel kit fornito insieme al ruotino (controllare, comunque, non ha mai fatto male a nessuno). Alcune macchine, le più recenti, potrebbero avere anche un bullone di sicurezza; questo ha la testa scanalata in maniera diversa rispetto agli altri bulloni presenti sulla stessa ruota. Oltre alla chiave, in questo caso, dovrebbe esserci anche un dado corrispondente: per il bullone in questione, utilizzate il dado applicandolo con cura alla chiave.
  • Una volta tolta la ruota, infilate il ruotino facendo attenzione a far combaciare perfettamente i fori; avvitate nuovamente i bulloni e abbassate la vettura azionando nuovamente il crick. A vettura a terra, stringete con forza i bulloni, magari aiutandovi col piede.
  • Ultimo consiglio: non avvitate seguendo un senso orario o antiorario ma incrociate i bulloni (primo in alto, secondo in basso e così via). In questo modo la ruota è stretta al disco in maniera più omogenea.

Alcune auto non hanno in dotazione il ruotino di scorta ma un kit per gonfiare temporaneamente la ruota bucata… come fare in quel caso?

tasto

Lo saprete nelle prossime puntate…

bannerino promo blog

Come sbrinare il parabrezza

Parola d’ordine: INVERNO!

E ci risiamo…

Suona la sveglia, ci alziamo dal letto, pit-stop al bagno e poi di corsa a fare colazione. C’è chi ci mette un’ora, chi in mezzora è già pronto, chi a volte fa in fretta e a volte proprio non riesce a uscire in orario. Ci sono quelli che il caffè lo prendono al bar e quelli/quelle che si truccano in ascensore per far prima. Chi vuole la musica, chi la televisione accesa, chi si accontenta di fischiettare sotto la doccia e chi <<…doccia la mattina? D’inverno? Mai…>>

Senza dimenticare quelli che staccano la sveglia, guardano fuori dalla finestra, si girano dall’altra parte e continuano beatamente a dormire…

Tutti diversi ma in realtà inesorabilmente uguali. Già, perché tutti (ma proprio tutti) abbiamo stretto almeno una volta i pugni davanti alla nostra auto, di mattina presto, d’inverno, magari in ritardo per andare al lavoro, con lo sguardo perso e sconsolatamente fisso…

  1. La maniglia della portiera: ghiacciata.
  2. Tutti i finestrini, gli specchietti e il lunotto posteriore: ghiacciati.
  3. Il parabrezza: ghiacciato, sotto uno strato di brina spesso due centimetri e mezzo. E meno male che non ha nevicato.
  4. Dentro la macchina fa talmente freddo che si sta meglio fuori a -5°.
  5. Niente paura, accendiamo l’aria: la Bora.

Ci guardiamo intorno e notiamo che tutte le macchine parcheggiate sono nella stessa situazione della nostra e magari scambiamo anche un cenno d’impotente rassegnazione con gli altri automobilisti, seduti come noi al voltante, con le mani sotto le ascelle.

Ok, siamo tutti sulla stessa barca… una rompighiacci nel Mare del Nord…

Come sbrinare il parabrezza

Un oggetto necessario, fondamentale, da salvaguardare a costo della vita è il RASCHIETTO: semplice strumento, acquistabile in qualsiasi negozio fai da te o di accessori per auto. Unica pecca? È un lavoro lento e faticoso, oltreché umido.

Soluzione più rapida è utilizzare una miscela di acqua tiepida (non bollente mi raccomando) e aceto. Versando il composto sul ghiaccio e aspettando qualche secondo le cose dovrebbero migliorare notevolmente. Sì lo so, l’odore di aceto ce lo teniamo…

Rimedio infallibile è il cosiddetto spray sghiacciante: si vende in bombolette e lo si può trovare nei negozi dedicati. Il problema è che ha, solitamente, un costo elevato.

In realtà, il trucco più semplice è quello di prevenire il tutto. La sera, prima di andare a dormire, versate dell’acqua mista ad alcool sul parabrezza: questo dovrebbe impedire il formarsi di ghiaccio. Il motivo è semplice l’alcol reagisce abbassando la temperatura di congelamento dei liquidi con cui si mischia. Bisogna, però, stare attenti alle parti in plastica; è consigliabile, infatti, non far entrare in contatto, per esempio, i tergicristalli con il liquido, in quanto a lungo andare potrebbero rovinarsi. Tale sistema è da evitare anche nel caso in cui il parabrezza sia scheggiato.

L’intervento migliore, però, resta il vecchio, caro, pannello di cartone; ogni sera, prima di abbandonare la vostra macchina alle intemperie della notte, fissatelo coi tergicristalli al vetro e non abbiate paura: di mattina basterà rimuoverlo e il gioco sarà fatto… pronti per andare al lavoro!

Hai il parabrezza scheggiato? tasto

P.S. se avete un box a disposizione, usatelo! La vostra auto vi ringrazierà, magari con qualche anno di prestazioni in più.

bannerino promo blog