DALL’INDUSTRIA DEI VIDEOGAME A QUELLA DELL’AUTOMOTIVE

Espandere il proprio know-how nei campi dell’intelligenza artificiale, dei big data, della realtà virtuale, della produzione intelligente e della connettività. Per questo motivo, il Gruppo Volkswagen ha deciso di reclutare sempre più personale altamente qualificato proveniente da una varietà di settori dell’high-tech, dall’industria dei videogame e dalla ricerca di alto livello.

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E così, nei prossimi tre anni, il Gruppo Volkswagen assumerà più di 1.000 specialisti dell’Information Technology, metà dei quali lavorerà a Wolfsburg. Saranno impegnati nel cuore dell’organizzazione IT nella sede centrale, così come nei laboratori IT di Wolfsburg, Berlino e Monaco, nei quali vengono create nuove soluzioni negli ambiti dei big data, dell’Industria 4.0, dell’internet delle cose, della connettività, dei servizi di mobilità e della realtà virtuale.

In particolare, nel corso degli ultimi mesi, l’IT del Gruppo ha già reclutato nuovo personale altamente specializzato proveniente da una varietà di settori e Paesi – inclusi esperti di robotica, di design thinking e ricercatori nel campo dell’intelligenza artificiale. Questi nuovi assunti sono impiegati in unità come il Virtual Engineering Lab, il Data Lab, lo Smart Production Lab, l’Ideation Hub o l’IT di Gruppo a Wolfsburg.

“Stiamo affrontando le maggiori sfide del futuro – digitalizzazione, sviluppo di software, mobilità elettrica, guida autonoma e servizi di mobilità – con le persone migliori. Per questi settori, stiamo rafforzando il nostro team con esperti di prima classe” ha concluso Karlheinz Blessing, Membro del Consiglio di Amministrazione del Gruppo Volkswagen Responsabile per le Risorse Umane.

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RIDURRE L’ATTRITO: UNA SFIDA IMPORTANTE PER L’INDUSTRIA DELL’AUTO

Sapete cos’è la tribologia? E cosa c’entra con l’auto? La tribologia è la disciplina che si occupa dello studio dell’attrito, adesione e lubrificazione. Ridurre l’attrito è una sfida molto importante per le industrie automobilistiche e non solo. L’attrito e l’usura provocano, infatti, costi enormi all’economia globale e all’ambiente. Le attuali tecnologie per contrastare le perdite di energia per attrito sono principalmente basate sui materiali.

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All’avanguardia negli studi in questo campo c’è il Dipartimento di Scienze Fisiche, Informatiche e Matematiche (FIM) di Unimore – Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia che ha una consolidata esperienza nello studio dei materiali e delle superfici. Unimore ha stretto recentemente una collaborazione con Toyota Central R&D Labs. Il gruppo giapponese potrà così avvalersi delle competenze e degli studi di ricerca nel settore della tribologia condotti presso il dipartimento dell’Ateneo emiliano dalla equipe della dott.ssa Clelia Righi che guida un gruppo di ricerca che si dedica, in particolare, alla individuazione dei materiali più performanti per ridurre l’attrito mediante simulazioni al calcolatore.

Ad attrarre l’interesse di Toyota Central R&D Labs. è stato soprattutto l’approccio pioneristico adottato dalla dott.ssa Righi, che si basa su simulazioni di dinamica molecolare ab initio. Queste simulazioni consentono di aprire una finestra sull’interfaccia sepolta ed “osservare” le reazioni chimiche che avvengono tra i due materiali in moto. Ottenere questo tipo di informazioni mediante gli esperimenti è molto difficile. Le simulazioni al calcolatore rappresentano, dunque, uno strumento importantissimo per comprendere il funzionamento di materiali lubrificanti e disegnarne di nuovi, sempre più efficienti e meno dannosi per l’ambiente.

La collaborazione tra Toyota Central R&D Labs. e il gruppo della dott.ssa Clelia Righi riguarda i ricoprimenti a base di carbonio simili al diamante, diamond like carbon (DLC), usati nei motori della auto Toyota per ridurre l’attrito e l’usura. Lo scopo è quello di descrivere in modo realistico i processi tribochimici che regolano il comportamento lubrificante. Le metodologie sviluppate e i risultati ottenuti in questo studio consentiranno di costruire una conoscenza a carattere più generale sul ruolo degli stress meccanici nell’attivazione delle reazioni chimiche.

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QUALE FUTURO PER L’AUTO A GUIDA AUTONOMA?

C’è chi dice che sarà il futuro. C’è invece chi è scettico sulle sue effettive possibilità. Stiamo parlando dell’auto a guida autonoma, un’innovazione che desta sempre maggior interesse nel comparto automobilistico. A guardare gli articoli pubblicati sulle riviste specializzate, infatti, sono sempre più numerosi i marchi che stanno sperimentando l’auto senza conducente. Negli ultimi tempi, tuttavia, sono apparse anche le prime notizie che parlano di “incidenti” e “ripensamenti” in questo ambito.

Analizzando un po’ il funzionamento di questi sistemi, si comprende però che l’auto senza conducente potrebbe essere effettivamente l’evoluzione successiva data dall’integrazione di molteplici innovazioni che fanno già parte delle recenti autovetture e che ci assistono nelle manovre più difficili. Ci sono già auto che si parcheggiano “da sole” o auto che frenano “da sole”. Mettere insieme queste funzioni attraverso un unico cervello artificiale sarà proprio compito delle auto a guida autonoma: questo computer si occuperà di raccogliere, elaborare e dare i comandi automatici per far muovere l’auto.

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Protagonista di questa potenziale rivoluzione è il mercato statunitense. Ma anche in Italia cresce l’interesse verso questa novità. “L’auto a guida autonoma non è il futuro: è il presente. Un presente per il quale scienza, tecnologia e industria sono già pronte, mentre cultura, diritto e società non lo sono ancora. Occorre colmare, al più presto, questo gap” ha sottolineato recentemente il Presidente dell’Automobile Club d’Italia.

Certo, come sottolinea lo stesso Angelo Sticchi Damiani, “prima di rendere queste auto parte del complesso sistema mobilità nel quale tutti ci muoviamo, occorre avere la certezza che questo genere di tecnologie sia error free e che la loro diffusione rappresenti un vantaggio e non un rischio”. Fondamentale quindi “verificare l’affidabilità delle auto a guida autonoma, prima di avviare la sperimentazione su strada”. Ma in che modo? Secondo Marco Mauri, Direttore innovazione e sviluppo di ACI Global, “c’è solo un modo: testare le auto a guida autonoma in pista”. Solo la pista, infatti, “è in grado di unire la scientificità dei test in laboratorio alla possibilità di riprodurre le condizioni standard della mobilità stradale”. Per Mauri i test di laboratorio non sono sufficienti, perché “nessun laboratorio sarà mai in grado di riprodurre le mille variabili che caratterizzano la mobilità su strada”. Occorre, dunque, “individuare spazi capaci di unire al rigore scientifico dei laboratori la complessità e la problematicità dell’ecosistema mobilità, eliminandone allo stesso tempo gli aspetti di rischio”.

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C’ERA UNA VOLTA (E C’È ANCORA) L’AUTORADIO

Ascoltare la musica in auto, un po’ di tempo fa, poteva essere un modo per “allenare” i muscoli del braccio. Quanti di voi ricordano i pesanti autoradio estraibili che una volta parcheggiata l’auto occorreva portarsi in giro (per evitare il rischio di furto)? Una scena molto comune fino agli Anni Ottanta. Venne però poi la novità del frontalino estraibile con il corpo dell’autoradio che rimaneva agganciato all’abitacolo. E le cose cambiarono: diminuì l’ingombro e il peso.

Volendo tuttavia ripercorre le origini dell’autoradio dobbiamo fare un ulteriore passo indietro fino al 1928, quando Oltreoceano, Paul V. e Joseph E. Galvin, fondarono la Galvin Manufacturing Corporation. Dall’ingegno di questi due fratelli, nel 1930 arrivò sul mercato la prima autoradio denominata Motorola, modello 5T 71. Sì, si tratta proprio di quel famoso marchio il cui nome venne usato per rimandare al concetto di “Sound in Motion” (motor, automobile e ola, suono). Nel Vecchio Continente, invece, la diffusione di questa tecnologia avvenne a partire dal 1932 quando Blaupunkt costruì il primo apparecchio radio per auto in Europa, l’AS 5: era un oggetto di grandi dimensioni che veniva installato nel bagagliaio e regolato attraverso un comando posto sul piantone dello sterzo.

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Ma facciamo un altro salto nel tempo e torniamo ai giorni nostri: quali sono le soluzioni attuali per chi ama ascoltare la musica in auto? Oggi il concetto classico di autoradio si è un po’ allargato. Complice l’innovazione tecnologica, questi dispositivi, oltre alla possibilità di ascoltare musica, si sono arricchiti di molteplici funzioni arrivando, in alcuni casi, ad essere dei veri e propri computer con hard disk, entrate USB e GPS.

Se però troppa innovazione non fa al caso vostro, il classico autoradio non è scomparso completamente dal mercato. Anzi. Vista la concorrenza tecnologica, il suo prezzo è diventato molto accessibile. Per concludere, se avete un “auto che non suona” e avete voglia di ascoltare in macchina la vostra musica preferita (che sia su CD o chiavetta USB), le soluzioni non mancano. E se, inoltre, avete bisogno del supporto di un professionista per l’installazione di questi accessori (compresi gli autoparlanti) non dimenticate che potete rivolgere le vostre richieste su RiparAutOnline per avere più preventivi e mettere a confronto il miglior rapporto qualità/prezzo.

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AUTO CONNESSA: PRIVACY A RISCHIO?

Rendere gli automobilisti più consapevoli riguardo ai problemi che possono derivare dalla trasmissione dei dati delle loro auto e adottare una normativa in materia di privacy che garantisca protezione dei dati, libertà di scelta e una concorrenza leale. Lo chiede la FIA (Federazione Internazionale dell’Automobile) con la campagna internazionale di sensibilizzazione “My car, my data” – di cui ACI è responsabile per l’Italia – dopo una serie di nuovi test condotti dall’ADAC (l’Automobile Club tedesco) che dimostrano come, ogni due minuti, veicoli di modelli e marche diverse trasmettano e condividano con i costruttori informazioni riservate e importanti: stile di guida dei conducenti, numero di giri del motore, entrata in tensione delle cinture di sicurezza, chilometri percorsi (suddivisi tra autostrade e strade urbane), posizione GPS, consumi e livelli dei carburanti, pressione degli pneumatici, stato di ricarica, livello e voltaggio delle batterie.

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La FIA ha condotto un sondaggio in 12 Paesi europei per verificare il grado di conoscenza di queste tematiche. Il 90% degli intervistati ha dichiarato che i dati dei veicoli appartengono al proprietario o al conducente; l’88% è risultato molto preoccupato circa la divulgazione di informazioni private; l’86% dell’uso commerciale che se ne potrebbe fare, del pericolo di hacking (pirateria informatica) e di tracciabilità dei veicoli. Il 95% delle persone, infine, si è detto convinto che occorra una normativa specifica per tutelare i loro diritti sui veicoli di proprietà e sui dati relativi al comportamento dei conducenti.

“I risultati sui veicoli appena testati – ha sottolineato Jacob Bangsgaard, Direttore Generale Regione I FIA – dimostrano che i costruttori automobilistici di varie marche rilevano i dati in modo costantemente invasivo. Attualmente – ha concluso Bangsgaard – non esiste possibilità di scelta per i consumatori, dato che la trasmissione dei dati ai costruttori di auto è l’unica possibilità esistente, stabilita per default”.

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VOLVO CHIAVI IN MANO? FACCIAMO SENZA…

Altro che chiavi in mano…

Nel mondo smart in cui ci troviamo, aumentare le comodità più diffuse significa, sempre più spesso, togliere anziché aggiungere: e Volvo lo sa benissimo. È questo il motivo per cui la nota casa automobilistica ha ideato una nuova app in grado di rivoluzionare il rapporto uomo-auto, grazie all’introduzione di un sistema di riconoscimento in grado di rimpiazzare la cara vecchia chiave e aprire il veicolo attraverso l’uso di un semplice telefono cellulare.

L’app in questione sarà rilasciata a partire dal prossimo anno e verrà distribuita a chiunque acquisterà una Volvo, con l’aggiunta, inoltre, di funzioni ausiliarie atte a facilitare le prenotazioni e i pagamenti per le auto a noleggio in tutto il mondo. Questi risultati sono stati possibili a seguito dello sviluppo di un programma generatore di chiavi digitali.

In pratica, si potrà effettuare il pagamento ma anche aprire le differenti automobili con il proprio smartphone, ricevendo sul telefonino la chiave digitale relativa alla vettura prenotata, sia essa in Italia o meno… E il tutto con un semplice e smart touch.

La connessione remota sarà resa possibile grazie all’uso del Bluetooth, il che garantirà anche la gestione di più chiavi contemporaneamente, oltre che un notevole guadagno di tempo dovuto al fatto di non dover più girare come pazzi in casa per cercare le chiavi della macchina…

Henrik Green
, responsabile della strategia prodotto Volvo ha spiegato l’importanza del progetto:” la chiave digitale ha le potenzialità di cambiare radicalmente la modalità di accesso e di condivisione di una Volvo. Invece di rimanere ferme in un parcheggio per un giorno intero, le auto potrebbero essere usate più spesso da chiunque il proprietario voglia”. Resta sottinteso che le chiavi fisiche continueranno a essere proposte ai clienti che ne faranno richiesta.

Anche se il rilascio ufficiale è previsto solo per il prossimo anno, l’app in questione sarà in uso, già dalla primavera 2016, dalla società di car sharing Sunfleet (gestita ovviamente dal colosso svedese) che testerà il sistema presso l’aeroporto di Göteborg, in Svezia.

AIRBAG ESTERNO È REALTÀ! PEDONI SALVI!

E se l’airbag fosse fuori? Immaginate una macchina che in caso di incidenti attivi automaticamente oltre agli airbag interni,  pensati evidentemente per i passeggeri, anche airbag esterni alla carrozzeria, per andare ad ammortizzare il più possibile l’urto tutelando, in parte, anche eventuali pedoni coinvolti.

Non è fantascienza, anzi. A voler essere precisi, si tratta di un’idea in circolo già da un po’ di tempo (almeno dal 2009) ma lasciata, in un certo qual modo, in disparte, in attesa, forse, di tempi tecnologici migliori. Ebbene, i tempi paiono maturi e i primi tentativi hanno creato spunti di riflessione sufficienti ad accrescere l’attesa per una vera e propria auto-revolution.

Protagonista assoluta di questa tentata innovazione è Volvo; la casa automobilistica svedese ha già presentato, infatti, (al salone di Ginevra dello scorso anno) un nuovo modello dotato di un sistema di airbag esterno, applicato sulla parte anteriore del veicolo, con il quale è riuscita, in breve tempo, a conquistare il favore della critica insieme con alcuni mercati esteri, in particolare quello australiano. Il modello in questione è l’ultima versione della V40, dotata appunto di un airbag a forma di ferro di cavallo, in grado di gonfiarsi in pochi millisecondi e di ammortizzare la zona anteriore della vettura, trovandosi, più precisamente, nello spazio compreso tra il cofano e il parabrezza. Una volta attivato, il pallone solleva il cofano allontanando, quindi, la lamiera dal motore per permetterle di deformarsi con maggiore facilità (deformandosi, la lamiera assorbe maggiormente gli eventuali impatti, trasmettendo in maniera smorzata le onde d’urto all’interno dell’abitacolo).

Per di più, la nuova Volvo V40 è altresì dotata di un insieme di sensori collegati al freno, atti a rilevare l’eventuale presenza di pedoni in rotta di collisione e a imporre, nel caso, una frenata di emergenza senza l’ausilio del guidatore (molto utile nell’eventualità che l’automobilista non sia abbastanza pronto).

Ma un ulteriore passo avanti è stato fatto da ZF TRW, il principale sviluppatore e rifirnitore di sistemi di sicurezza attiva e passiva per i maggiori produttori di veicoli a livello globale. Il colosso del Michigan, infatti, ha perfezionato il prototipo di un cuscino con capacità di circa 200 litri, in grado di avvolgere le automobili nelle parti laterali e che necessita di due dispositivi per il gonfiaggio anziché uno. Il principio alla base di questo cuscino, inoltre, è opposto a quello dell’airbag, per così dire, classico; mentre quest’ultimo scatta un millisecondo dopo l’impatto, il nuovo airbag esterno deve gonfiarsi, ovviamente,un attimo prima della collisione e deve essere, per questo, coadiuvato da un sistema molto complesso, chiamato pre-crash, che utilizzi sensori e telecamere.

“È un dispositivo molto interessante” ha dichiarato Steve Peterson, il direttore globale dei sistemi di sicurezza di ZF TRW “soprattutto per le auto più piccole e più basse, ma ci sono dei problemi da risolvere”. Uno di questi problemi  è l’usura causata dall’esposizione agli agenti atmosferici.

“C’è molto lavoro da fare” ha concluso Peterson “ma questa è una grande sfida e vogliamo portarla avanti”.

SALONE DI GINEVRA: ECCO I PROTAGONISTI

Tic tac tic tic tac… Le lancette corrono, il tempo passa…Quanto manca?

Poco!

A cosa?

Ma al Salone di Ginevra, ovviamente!

Giornate di stampa previste per il 1 e il 2 marzo 2016 (meno di un mese) come preliminari di un appuntamento che si prospetta, quest’anno, molto interessante e che avrà luogo a Ginevra (come sempre) al Palaexpo di Route François-Peyrot 30 (come sempre) dal 3 al 13 marzo (come sempre). Same old, same old direte voi, squadra che vince non si cambia diciamo noi, le novità sono all’interno dicono loro…Vediamole!

Ovviamente, non c’è bisogno di preamboli per mamma Fiat la quale si piazza lì, in bella vista, con il suo giocattolo nuovo di zecca, sberluccicante e pronto all’appello: “Nuova Fiat Tipo?” “Presente!”; in esposizione le versioni cinque porte e station wagon. Potrebbe, però, essere difficile mantenere lo sguardo fisso sul nuovo arrivo senza scattare automaticamente sull’attenti davanti all’intera gamma della Giulia (presentata, tra l’altro, anche in versione base) accompagnata (già che ci siamo) dai restyling di MiTo e Giulietta.

E la nuova 124 Spider? Quella presentata al Salone di Los Angeles a fine 2015?

Ci sarà anche lei, che domande…

Si fanno sotto anche gli inglesi con Range Rover Evoque Convertibile e, soprattutto, una new entry non ancora edita, non ancora vista ma di certo già sognata da tutti: Jaguar F-Type SVR (e continuiamo a sognare…).

Finalmente esposte la Maserati Levante e (per restare ai piani alti) la nuova BMW Serie 5 con la concorrente Mercedes Classe E (oltre che Classe C Cabrio).

Occhi a cuori? Aspettate non è mica finita…

Lamborghini Centenario, Porsche Panamera, il nuovo restyling della Golf, la nuova Ferrari California Handling Speciale e potremmo andare avanti ancora. Ultimo stuzzichino? Pininfarina ha annunciato che porterà un misterioso Concept… E non crediamo parli di biciclette…

Qualche dettaglio logistico può sempre servire, quindi ecco qua: il biglietto per l’evento costa 16CHF l’intero e 9CHF il ridotto (la riduzione è per i bambini dai 6 ai 16 anni, pensionati e disabili). Visite di gruppo con oltre 20 persone permettono di sfruttare un’ulteriore sconto e pagare solo 11CHF a persona. Entrando dopo le 16.00, si possono comprare biglietti col 50% di sconto.

Per raggiungere il luogo dell’evento in auto basta seguire le indicazioni stradali (molto puntuali) sull’autostrada Losanna Ginevra; è attiva, anche quest’anno, la promozione che permette di attraversare gratuitamente il Tunnel del Gran San Bernardo al ritorno dal Salone, presentando il biglietto d’andata e quello d’ingresso al Palaexpo. Saranno, inoltre, presenti numerosi parcheggi organizzati, serviti con navette dirette al Salone.

Che altro aggiungere? Ci vediamo all’ingresso…

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NUOVE MULTE “EN PASSENT”, TELECAMERE AL VIA…

Lasci la macchina un attimo, entri al bar e zac… multa ma di loro neanche l’ombra. Accosti un minuto in doppia fila (ovviamente con le doppie frecce), scendi per andare dal tabaccaio e zac… ti risiedi al volante e scopri che le sigarette ti sono costate più di quanto guadagni in un giorno. E di nuovo, loro non ci sono, neanche dietro l’angolo.Loro chi? Ma i vigili ovviamente… E chi se no?

Bene se questo quadretto non vi sembra familiare è solo perché non avete ancora sentito parlare del nuovo sistema Street Control, in grado di colpire, per così dire, al volo…

In che senso? Spieghiamo meglio.

È di recente stata emanata una circolare, direttamente dal Ministero dei Trasporti, che esprime parere favorevole all’utilizzo di particolari telecamere, installate sui mezzi in dotazione alla Polizia, in grado di registrare eventuali infrazioni relative alla sosta; in pratica sarà possibile essere multati en passant anche da un’auto della polizia (ovviamente niente foglio rosa svolazzante sotto il tergicristallo). Gli agenti, quindi, saranno in grado di riprendere, con un teleobiettivo, le targhe dei veicoli in divieto di sosta semplicemente percorrendo la strada a bassa andatura, per poi compilare le eventuali multe in un secondo momento e spedirle ai destinatari.

Non si tratta, in effetti, di un sistema automatizzato, in quanto gli agenti dovranno controllare personalmente le registrazioni e compilare manualmente i verbali, ma di sicuro il nuovo sistema sarà in grado di ottimizzare il lavoro dei vigili, aumentando il numero di automobilisti colti “in flagrante” col minor sforzo possibile… E c’è già chi va in giro sconsolato ripetendo “è finita la pacchia!”.

Ma attenzione… C’è sempre il trucco e in questo caso si chiama contestazione immediata. La legge, infatti, prevede che la contestazione della violazione delle norme del codice della strada sia valida solo se immediatamente comunicata al trasgressore, a meno che non vi sia un effettivo impedimento (come per esempio l’assenza del soggetto) il quale, in ogni caso, deve poi essere esplicitato nel verbale di accertamento. La contestazione accertata con il Street Control, quindi, è valida solo se il trasgressore non si trova all’interno del veicolo o nelle immediate vicinanze e che non sia quindi possibile comunicare immediatamente con lui; in caso contrario la multa è illegittima e può essere annullata in caso di ricorso.

Un dettaglio in più: il parere del Ministero è, in pratica, vincolante in quanto il sistema di sorveglianza così attuato rimane costantemente sotto il controllo degli agenti e non è per nulla automatizzato, quindi non serve alcun tipo di approvazione. Del resto il divieto di sosta non fa parte delle sanzioni che possono essere completamente automatizzate…

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… E meno male, pensate il caso in cui vi arrivasse in automatico una multa per aver parcheggiato la vostra auto davanti all’ingresso del vostro garage…

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