INCIDENTI STRADALI: TORNA A CRESCERE IL NUMERO DELLE VITTIME

Brutte notizie sul fronte “sicurezza stradale”. Nel 2015 sulle strade dell’Unione europea, 26.300 persone hanno perso la vita (in media 70 al giorno): l’1,3% in più rispetto all’anno precedente. In Italia – sulla base delle stime preliminari ACI-Istat – la percentuale risulta leggermente più alta +1,4%: 3.430 le vittime (quasi 10 al giorno), 49 in più rispetto al 2014.

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A tracciare il quadro aggiornato della situazione è la decima edizione del Road Safety Performance Index Report (il programma di valutazione dei progressi in materia di sicurezza stradale, al quale partecipa anche l’ACI), realizzato dal Consiglio Europeo per la Sicurezza dei Trasporti (ETSC). Tra le cause principali: l’eccesso di velocità, la distrazione, il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza e l’alcool, che risulta addirittura collegato a un quarto dei morti per incidente, anche perché si stima che circa il 2% delle distanze venga percorso con tassi alcolemici fuori legge. In Italia – dove il numero delle sanzioni per eccesso di velocità è aumentato in seguito alla maggiore diffusione degli autovelox – il numero dei controlli sul tasso alcolemico, viceversa, continua a diminuire. In rapporto agli abitanti, si tratta della cifra più bassa d’Europa. Stabile, invece, la percentuale di automobilisti (2,5%) ai quali sono stati riscontrati valori di alcool nel sangue superiori ai limiti consentiti.

Così facendo l’obiettivo europeo -50% entro il 2020 diventa a rischio. Sono tre, secondo l’analisi di ETSC, le cause che rischiano di impedire all’UE di raggiungere il target di ridurre del 50%, entro il 2020, il numero delle vittime degli incidenti stradali: la diminuzione dei controlli sulle violazioni al Codice della Strada, i mancati investimenti in infrastrutture più sicure e gli interventi limitati nel contrasto a velocità e alcool. Se la tendenza del 2015 non si invertirà, l’Europa per raggiungere l’obiettivo fissato dovrà ottenere una riduzione media annua di quasi il 10% dei morti su strada, un risultato di segno opposto e decisamente lontano dal +1,3% fatto registrare lo scorso anno.

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SICUREZZA PASSIVA IN AUTO: L’AIRBAG

Tra i sistemi di sicurezza passiva che si sono più diffusi nel settore automobilistico, l’airbag è certamente tra quelli che ha avuto la più ampia affermazione, tanto che nella maggior parte dei veicoli è ormai diventato un dispositivo di serie. Ma cos’è e come funziona esattamente l’airbag? Una spiegazione dettagliata, comprese le cautele d’uso, la fornisce l’Automobile Club d’Italia sul suo sito:

L’airbag è un “pallone” di forma piatta che viene istantaneamente gonfiato appena inizia l’urto, fuoriuscendo da un apposito vano dotato di coperchio, dalla parte centrale dello sterzo se dal lato guidatore e dal cruscotto se dal lato passeggero. La sua funzione fondamentale, soprattutto negli urti a velocità maggiori, è di impedire il contatto della testa o e del volto dei trasportati con il volante od il cruscotto. Infatti, anche se il torace, il bacino e le gambe sono trattenuti dalla cintura di sicurezza, la testa rimane libera di muoversi in avanti e verso il basso.

Come si intuisce dalla descrizione, l’airbag va inquadrato in un’ottica integrata di sicurezza dei viaggiatori nell’abitacolo. Per una corretta funzionalità dell’airbag, infatti, è necessario indossare le cinture di sicurezza. Senza di queste l’impatto del cuscino potrebbe avere delle conseguenze molto gravi su guidatore e passeggeri. Allo stesso tempo è opportuno prestare attenzione alla giusta inclinazione del poggiatesta in modo da attutire correttamente l’eventuale colpo.

Per concludere, a tutti l’augurio di non trovarsi mai nella situazione di un airbag “esploso”, perché probabilmente vorrebbe dire che siete stati coinvolti in un sinistro. Ma cosa fare nel caso ci trovassimo in questa sfortunata situazione? A differenza di un paracadute, non può essere ripiegato e reinserito nell’apposito vano. L’airbag può essere usato una sola volta e, dopo il primo urto, deve essere cambiato. Per la sua sostituzione occorrerà rivolgersi ad uno specialista: nella speranza, lo ribadiamo, che ce ne sia bisogno il meno possibile (vista anche la spesa non indifferente per la sua sostituzione).

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RC AUTO, QUANDO NON SCATTA LA COPERTURA

Rc auto, sappiamo tutti cos’è e come funziona… siamo proprio sicuri?

Prima di tutto le cose scontate: la Rc auto è obbligatoria per legge e serve nella malaugurata ipotesi di causare danni a terzi con il nostro veicolo assicurato; nel caso di un incidente, per esempio, la compagnia assicuratrice della vittima del sinistro rimborserà il proprio cliente salvo poi rivalersi sulla compagnia del responsabile che coprirà i danni e le eventuali spese accessorie.

In realtà, le cose non vanno sempre così…

Innanzitutto per poter beneficiare del risarcimento bisogna essere considerati “terzi“, e questo non accade nel caso in cui siate considerati responsabili del sinistro in questione: ogni danno alla vostra persona non verrà risarcito se non nel caso di un’ulteriore copertura assicurativa ottenibile con una seconda polizza, la Garanzia del conducente (che ovviamente si paga a parte).

Sempre nel caso di responsabilità accertata, poi, il proprietario o il locatario del veicolo con colpa non vengono in alcun modo risarciti, neanche se al volante, al momento dell’incidente, ci fosse un’altra persona.

Gli altri casi previsti in cui non scatta la Rc auto sono molto precisi e riguardano i casi di discendenza e di legami famigliari: non è previsto alcun risarcimento a beneficio di un coniuge non legalmente separato e di un convivente more uxorio (coppia di fatto), oltre che di ascendenti e di discendenti  legittimi o naturali,  degli affiliati e altri parenti affini fino al terzo grado del guidatore e del proprietario del veicolo responsabile, quando convivano con questi o siano a loro carico. Il motivo? perché si presume che i soggetti elencati siano mantenuti dal conducente (o dal proprietario) e potrebbe esserci, quindi, il rischio di frode: l’assicurato potrebbe infatti mettersi d’accordo col parente e fingere l’incidente per ottenere il risarcimento.

COME COMPILARE IL CID

Questo piccolo grande incompreso: se lo cerchi stai avendo una brutta giornata, non sai mai dov’è, se lo trovi non sai mai come usarlo; tre lettere…

CID

Si chiama constatazione amichevole ma nove volte su dieci l’amicizia non c’entra, anzi, in alcuni casi il fatidico modulo blu rischia di far scoppiare delle vere e proprie faide. Il motivo è semplice, spesso lo si sottovaluta e lo si compila in maniera impropria o imprecisa, perdendo eventuali vantaggi in sede di risarcimento o addirittura passando dalla ragione al torto se interviene la malafede della controparte (cosa che purtroppo accade).

Fondamentale, quindi, è capire bene come compilare il CID o il CAI o il modulo blu o chiamatelo come volete…

Innanzitutto, il modulo è fornito dalla propria compagnia assicurativa ma può anche essere scaricato in PDF da internet; in entrambi i casi è gratuito. Vi abbiamo detto chi lo fornisce ma sapere dove trovarlo spetta a voi: il mistero del CID scomparso è noto nel mondo auto e controllare il cruscotto a volte non basta… già, perché molte volte sparisce nel nulla proprio nel momento in cui serve di più (prima c’era, lo giuro!). Comunque, il modulo è formato da più fogli colorati e in copia carbone; questo perché in caso di incidente basta compilarne uno solo e dividersi le copie.

Data e ora. Nella parte superiore del foglio, in alto a sinistra, scrivete data e ora dell’incidente (non quello della compilazione)

Colonne blu e gialla. Non importa quale colore scegliate, ma sceglietene uno per voi e uno per la controparte. Se ci sono più veicoli incidentati, serviranno più moduli. Nelle sezioni 1, 2, 3, 4 e 5 bisogna indicare il luogo, la presenza di eventuali feriti, danni e testimoni (seguite le istruzioni per i dettagli).

Sezioni 6, 7 e 8. Dovete inserire, rispettivamente, i dati dell’assicurato, quelli del veicolo (compresi i dettagli del rimorchio se presente) e i dati dell’assicurazione presenti sul proprio certificato.

Sezione 9. Qua vanno inseriti i dati del conducente. Fate attenzione, non sempre i dati dell’assicurazione coincidono con quelli del conducente e spesso ci si confonde tra proprietario e conducente.

Sezioni 10, 11, 12, 13 e 14. In queste sezioni bisogna descrivere l’incidente. Nella sezione 12 ogni conducente può barrare una o più caselle.

Sezione 15. Questa sezione è riservata alla firma. Se uno dei due conducenti non concorda con la dinamica descritta nel modulo, può rifiutarsi di firmare ma deve comunque inserire i propri dati.

Una volta compilato il modulo si separano i fogli ed entrambe le parti coinvolte provvederanno a consegnarli alle rispettive compagnie assicurative.

Se non trovate il CID nel cruscotto segnatevi sempre data, luogo, generalità del conducente, tipo e targa del veicolo coinvolto, denominazione e numero di polizza dell’altra compagnia di assicurazione e generalità di eventuali testimoni.

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Bocciare all’estero… procedimenti più semplici per i risarcimenti!

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Una delle più grandi paure degli automobilisti bocciare con l’auto (peggio se nuova, ancora peggio se appena uscita dal carrozziere). Ma una delle più grandi paure di chi boccia, il peggio del peggio, resta sempre e comunque bocciare all’estero

…fino a ora…

Alcune novità, infatti, renderanno molto più semplice (per nostra fortuna) ottenere risarcimenti a seguito di incidenti stradali con macchine straniere avvenuti in territori all’interno dei Paesi membri dell’Unione Europea, anche in caso di contenzioso.

A rinnovare il discorso è stata nientemeno che la Corte Suprema, con una sentenza che promette di alzare il tiro su un argomento di sempre maggiore attualità; il pronunciamento in questione stabilisce che, nel caso in cui il danneggiato non trovi un accordo riguardo il risarcimento con l’assicurazione italiana mandataria di quella straniera coinvolta nel sinistro, avrà facoltà di adire a vie legali in Italia citando direttamente la mandataria. Se si volesse intentare un’azione civile, poi, questa potrà essere proposta nel tribunale competente nel proprio luogo di residenza, come specifica il Regolamento europeo 44/2001.

In pratica, da adesso in poi, in caso di ragione, la liquidazione potrà essere richiesta direttamente nel nostro Paese…

La decisione della Corte ha riguardato un incidente avvenuto in Spagna, alle Canarie ed è stata emessa il 18 maggio di quest’anno dalla Terza Sezione Civile con il codice 1021. L’argomento, lungi da essere di nuovo interesse, ha visto prese di posizione differenti negli anni passati, in alcuni casi anche con orientamenti diametralmente opposti rispetto a quelli previsti dallo stesso ordinamento comunitario. L’Unione Europea, infatti, per quando riguarda le proprie normative prevede che l’assicurazione straniera coinvolta nomini una compagnia in Italia che funga da mandataria, col compito di raccogliere informazioni e adottare misure necessarie a liquidare i danni causati dal proprio assicurato a un cittadino italiano, con veicolo immatricolato nell’Unione Europea ma incidentato al di fuori del territorio nazionale italiano. Per di più, già per la Cassazione, nel caso in cui manchi un accordo tra le parti è possibile, per il danneggiato, convenire l’assicurazione mandataria in vece della compagnia mandante.

Il Codice delle Assicurazioni, inoltre, all’articolo 298, prevede che gli aventi diritto possano richiedere un risarcimento direttamente alla Consap, l’organismo di indennizzo italiano che dal 2003 gestisce il Fondo di garanzie per le vittime della strada, “nel caso in cui l’impresa di assicurazione non abbia designato un mandatario per la liquidazione dei sinistri nel territorio della Repubblica”.