AUTO KEYLESS, SISTEMI DI APERTURA PORTE E AVVIAMENTO SENZA CHIAVE: COMODI MA VULNERABILI

I “keyless” sono i sistemi di apertura senza chiave utilizzati da numerosi costruttori automobilistici. Avvicinandosi al veicolo, con la chiave in tasca, non appena ci si avvicina, all’auto, questa riconosce la chiave attraverso un segnale radio. Per aprire la portiera non è necessario schiacciare nessun tasto sulla chiave, dato che quest’ultima si apre da sola non appena si tocca la maniglia. Sovente, si può anche avviare il motore senza chiave, semplicemente schiacciando un tasto. Un bel sistema, molto comodo, ma facile da manomettere. Alcuni ricercatori dell’università di Birmingham hanno infatti verificato la presenza di vulnerabilità di questi sistemi nelle auto di diverse case automobilitistiche, per un totale di 100 milioni di veicoli a rischio in tutto il mondo. Una notizia, che conferma quanto evidenziato da un test del Touring Club Svizzero su 24 modelli, reso noto nel marzo 2016.

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Nel corso di questo test, svolto dal TCS unitamente all’ADAC, le automobili equipaggiate di un sistema senza chiave sono state aperte e messe in moto in pochi secondi, usando un amplificatore d’emissione fai-da-te. Per rubare l’auto bastano due persone: la prima, munita di un piccolo ricevitore, si avvicina al proprietario o al luogo dov’è depositata la chiave dell’auto presa di mira, il secondo, con un piccolo trasmettitore, si piazza vicino alla portiera dell’auto. In questo modo si “prolunga” di oltre cento metri il segnale radio per l’apertura e l’avviamento dell’auto. Durante il test è stato constatato che la ritrasmissione del segnale funziona anche se la persona con il ricevitore si trova a oltre cento metri dalla chiave. Ciò significa che l’auto che si vuol rubare può essere aperta e messa in moto, anche se la chiave si trova in casa o nella tasca del proprietario, magari ancora intento a pagare alla cassa i propri acquisti. Una volta avviato il motore, il veicolo può viaggiare fino a quando il serbatoio del carburante è vuoto o se si spegne il motore. A seconda del modello, l’automobile può viaggiare per alcune centinaia di chilometri, anche mille.

Alle luce delle ultime notizie, risulta quindi ancora più attuale e urgente l’appello lanciato nei mesi scorsi dal TCS che invita “i costruttori a potenziare maggiormente la protezione dell’elettronica automobilistica, conformemente a quanto già avviene in numerosi altri settori informatici. Non è ammissibile – sottolinea il Touring Club Svizzero – che le automobili con dispositivo di chiusura keyless (senza chiave) siano più facili da rubare di quelle con una chiave a telecomando normale. Una soluzione dev’essere trovata anche per chi è già in possesso di una vettura con chiusura di questo tipo. È preciso compito dei costruttori d’auto fare in modo che un costoso sistema di chiusura non sia più facile da manomettere rispetto all’equipaggiamento di serie con telecomando. Infine – ricorda il TCS – un’informazione importante: la funzione keyless di numerosi modelli può essere disattivata (consultare le istruzioni d’uso del veicolo)”.

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FURTI AUTO: ANCHE I LADRI DIVENTANO HI-TECH

Calano i furti d’auto ma i ladri diventano sempre più “tecnologici”. E’ quanto è emerso in occasione della tavola rotonda presso la Scuola Superiore di Polizia di Roma, promossa dalla Polizia di Stato e da LoJack Italia, “Rivoluzione furti auto. Così cambiano le tecniche dei ladri. Analisi del fenomeno”. L’incontro è stata un’occasione per un confronto relativo agli aspetti più significativi del fenomeno dei furti auto che, seppure in diminuzione, continua ad interessare ogni anno centinaia di migliaia di veicoli: nel 2015 sono state 114.121 le autovetture rubate, a fronte delle 120.495 oggetto di furto nel 2014.

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La tipologia ed il numero dei veicoli asportati è eterogenea, con differenze significative da regione a regione e riconduce ad un panorama in perenne trasformazione per la costante e rapida evoluzione delle tecniche adottate dai ladri nella sottrazione dei veicoli. L’ innalzamento della tecnologia presente nei veicoli, se da una parte rende più confortevole e sicura la guida da parte dei conducenti, dall’altro ha determinato un crescente adeguamento nelle tecniche utilizzate dai ladri: si registrano sempre più spesso furti hi-tech, portati a termine con dispositivi ad alta tecnologia.

I moderni sistemi di antifurto hanno indubbiamente contribuito a rendere più difficile, ma non impossibile, il lavoro dei ladri, le cui tecniche diventano sempre più sofisticate: accanto al singolo ladro, che utilizza il veicolo rubato per commettere altri reati, sempre più strutturate appaiono le organizzazioni criminali che impostano la propria attività in maniera più complessa, con il fine anche di esportare dall’Italia i veicoli oggetto di furto, attività questa particolarmente redditizia.

E’ stata infine analizzata la continua mutazione del fenomeno e nel corso dell’incontro gli addetti ai lavori hanno potuto confrontare le varie esperienze acquisite sul campo e le strategie di contrasto nei confronti di reati che incidono in modo particolarmente negativo sulla percezione di sicurezza da parte dei cittadini e degli automobilisti.

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