I DISCHI FRENO DELLA MOTOGP 2017

Lo sapeta che nella stagione motociclistica 2017 tutte le Case impegnate nella classe MotoGP utilizzano gli impianti frenanti di un’azienda italiana? Si tratta della Brembo e sono due le tipologie di pinza in alluminio disponibili per la stagione 2017: light duty, progettata ed ottimizzata per l’utilizzo con pastiglie standard, e heavy duty, specificatamente concepita per l’impiego con pastiglie ‘high mass’.

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In riferimento al materiale d’attrito, sono disponibili dischi in carbonio con diametro di 320mm e con diametro di 340mm, a fascia alta (35mm) e bassa (27mm), per garantire in ogni tracciato il corretto range di funzionamento in termini di temperatura. In particolare i dischi da 340mm a fascia bassa hanno un comportamento termico simile ai dischi da 320mm a fascia alta, ma, variando il diametro del disco, danno la possibilità di generare coppie frenanti superiori a pari pressione di esercizio.

Diversi sono poi i tipi di pompe freno a disposizione dei team, sia in termini di diametro del pistone sia di interasse. Quest’ultima caratteristica permette di adattare sia la corsa sia la “reattività” del comando in funzione del feeling del pilota. Su ogni moto è inoltre presente il remote adjuster, utilizzato dal pilota con la mano sinistra per regolare la posizione della leva freno, anche a moto in movimento.

Per i dischi da bagnato, grazie all’esperienza derivante dal Campionato Superbike, Brembo propone fasce frenanti in acciaio con diametri e spessori differenti, che sono utilizzabili senza richiedere la sostituzione della pompa freno utilizzata in condizioni d’asciutto. Differenti sono invece le pinze freno utilizzate in condizioni di bagnato, appositamente progettate per garantire al pilota il corretto feeling, anche in caso di scarsa aderenza. Nel corso del 2016, in condizioni di bagnato, alcuni piloti hanno utilizzato i dischi in carbonio, una soluzione che, grazie al lavoro svolto nella ricerca e sviluppo dei materiali d’attrito, è ora percorribile a condizione che le temperature del materiale d’attrito rimangano all’interno del corretto range di funzionamento.

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EVOLUZIONE E INNOVAZIONE DEI DISCHI FRENO

“Un’esperienza di oltre 100 anni come leader nella progettazione, nello sviluppo e nella produzione di sistemi frenanti completi destinati ai produttori di veicoli. Da 20 anni trasferiamo la nostra conoscenza ed esperienza direttamente alla nostra offerta aftermarket e oggi produciamo oltre 12 milioni di dischi freno all’anno”. Stephan Schwarz, Senior Product Controller per i dischi freno di TRW Aftermarket in Europa, riassume così l’esperienza di una delle aziende più all’avanguardia nel settore.

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E’ stata TRW nel 2007, per ottimizzare le prestazioni e la resistenza alla corrosione, a lanciare sul mercato una gamma di dischi verniciati in nero con un rivestimento speciale sviluppato internamente in collaborazione con un importante costruttore di veicoli. Oggi, in risposta alla domanda della clientela, ogni disco TRW viene fornito verniciato in nero di serie. I dischi sono imballati con una speciale carta VCI (Inibitori Volatili di Corrosione) che sostituisce il rivestimento con la pellicola di olio, evitando le complesse operazioni di sgrassatura del disco prima del montaggio e facendo quindi risparmiare tempo in officina.

Sempre nel 2007, l’azienda ha introdotto una soluzione integrata: disco, cuscinetti ruota e ruota fonica ABS. La soluzione integrata offre cuscinetti ruota montati che vengono assemblati con attrezzi innovativi per garantirne il corretto inserimento, in combinazione con una ruota fonica dell’ABS “dentata” oppure “magnetica” a seconda delle specifiche di primo impianto (la versione magnetica è destinata ai sistemi ABS con sensori attivi). A completare il pacchetto vengono forniti le viti di fissaggio e i parapolvere necessari.

“I requisiti necessari per il disco freno – sottolinea TRW – crescono incessantemente. Il motivo è dovuto al fatto che sulle strade circolano auto sempre più potenti e veloci che nel corso degli ultimi decenni – a causa del continuo aumento delle funzioni di sicurezza e comfort – sono anche diventate più pesanti. Al giorno d’oggi occorre gestire e controllare energie di frenata estremamente più alte. Un parametro fondamentale è rappresentato da una gestione termica intelligente, perché un surriscaldamento del disco freno comporta una riduzione delle prestazioni dell’impianto frenante o addirittura un guasto totale. Per evitarlo – spiega ancora l’azienda – TRW impiega diversi metodi per ottenere una dissipazione mirata del calore, importante per impedire che il calore venga trasmesso ad altri componenti o al liquido dei freni. Per garantire il raffreddamento del materiale dopo una frenata, la distanza tra pastiglia e disco (il cosiddetto gioco del freno) deve sempre essere costante. A garantirlo sono tolleranze speciali e molto severe che devono essere rispettate durante la produzione dei dischi, grazie alle quali alla frenata successiva si ottiene di nuovo un’ottima risposta e la massima performance.

TRW, infine, ha posto particolare attenzione ai motori più potenti, per i quali offre una gamma di dischi ad alto contenuto di carbonio che assicurano una stabilità e prestazioni migliori, grazie alla resistenza a temperature più elevate senza deformarsi. L’elevato contenuto di carbonio nel processo di fusione consente ai dischi di rimanere più freddi, massimizzando le prestazioni e rendendoli meno soggetti alla deformazione e ai problemi di NVH (Noise Vibration and Harshness), quali vibrazioni a caldo e stridii.

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CRAST-TEST EURO NCAP: ECCO I MIGLIORI TRE MODELLI DEL 2016

Hyundai Ioniq (segmento B), Toyota Prius (segmento C) e Volkswagen Tiguan (suv). Sono i tre migliori modelli del 2016 in fatto di sicurezza secondo i crash-test Euro NCAP – il progetto internazionale del quale è partner l’Automobile Club d’Italia – assegnando alle tre auto il punteggio massimo: le 5 stelle, sinonimo di eccellenza.

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A partire da quest’anno nei crash test Euro NCAP è stato applicato il nuovo protocollo “Dual Rating”, che prevede una doppia valutazione: equipaggiamento base (quasi una dotazione di serie) ed equipaggiamento avanzato (solo nel caso il ‘Safety Pack’ opzionale sia disponibile almeno nel 50% dei modelli venduti nei Paesi europei).

Nella protezione di adulti e bambini molto buoni i risultati della Hyundai Ioniq (rispettivamente 91 e 80%), mentre l’ibrida giapponese, la Toyota Prius, pur nella configurazione base, eccelle nella sicurezza attiva (85%) e nella protezione dei pedoni (77%). Per quanto riguarda la Volkswagen Tiguan ottima la protezione dei bambini trasportati con un rilevante 84%, la tedesca, poi, si distingue non solo per l’alto livello di sicurezza garantito a tutti gli occupanti sia sui sedili anteriori che posteriori, anche se di corporatura diversa, ma soprattutto per la salvaguardia dei pedoni grazie ai sensori installati sul cofano che lo alzano per attutire il colpo al momento dell’impatto.

Secondo il presidente dell’ACI, Angelo Sticchi Damiani, “lo schema di valutazione doppia, con e senza ‘Safety Pack’, ha consentito ai costruttori di includere queste tecnologie per la sicurezza con più gradualità, mantenendo prezzi di accesso competitivi per i modelli base. Siamo, quindi, lieti di vedere una vasta diffusione dei sistemi AEB anche se solo come optional”. I risultati dei test, infatti, hanno messo in evidenza l’importanza, in termini di performance di sicurezza, del freno automatico di emergenza (Autonomous Emergency Breaking AEB), un dispositivo che viene declinato con parole e tecnologie lievemente differenti da costruttore a costruttore.

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VIA IL RAME DALLE PASTIGLIE FRENO

Da tempo alcuni Paesi si sono mossi con l’obiettivo di eliminare il rame dalle pastiglie freno. Questo metallo, infatti, presenta elevate capacità di dissipazione del calore ma approfonditi studi hanno dimostrato che è dannoso per l’ambiente. Per questo motivo gli stati americani della California e di Washington hanno già approvato misure per ridurre ed infine eliminare il rame nei materiali d’attrito (entro il 2021 il contenuto di rame sarà < 5%, ed entro il 2025 sarà <0,5%). Nel Vecchio Continente, l’Unione europea sta finanziando diversi progetti innovativi per sostituire le resine fenoliche delle pastiglie dei freni con materiali a base cementizia.

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C’è tuttavia chi sul mercato ha già iniziato a produrre pastiglie freno meno impattanti. In questa direzione va HybriX, una nuova mescola per le pastiglie freno di Metelli Group. “Il tutto – si legge nella presentazione del prodotto – è partito quando un gruppo di ingegneri di Fri.Tech. hanno avviato diversi anni fa lo sviluppo di un materiale privo di rame. Essendo però specialisti nell’ambito racing non hanno voluto limitarsi al solo fatto che fosse senza rame ma hanno realizzato una formula che offrisse comfort e performance di frenata. Ed ecco il risultato, pedale morbido e un potere di frenata superiore”. Perché HybriX? Il nome deriva dalla tecnologia ibrida che utilizza più di 30 materiali differenti, ceramici, organici e altri prodotti speciali ed innovativi. Rispetto ai materiali tradizionali, “la tecnologia ibrida fornisce alle pastiglie freno caratteristiche superiori” sottolinea Metelli.

Nel 2015 anche Bosch ha lanciato nuove pastiglie dei freni prive di rame. “Sino ad ora – aveva sottolineato l’azienda tedesca – il rame veniva usato nelle pastiglie dei freni convenzionali per assicurare la dissipazione del calore e contribuire a evitare cigolii o vibrazioni. Dal momento che le particelle di rame che si formano durante la frenata sono considerate dannose per l’ambiente, diversi stati degli USA hanno già legiferato, imponendo una riduzione della quantità di rame presente nelle pastiglie dei freni”. Bosch ha deciso di immettere le pastiglie dei freni prive di rame anche sul mercato europeo, “offrendo gli stessi altissimi standard di qualità, in termini di funzionamento continuo e di frenata di emergenza, dell’equipaggiamento originale”.

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Altro caso in anticipo sui tempi è Ferodo®, marchio di proprietà di Federal-Mogul Motorparts, divisione di Federal-Mogul Holdings Corporation (NASDAQ: FDML), che ha creato le pastiglie freno ecologiche Eco-Friction® a basso contenuto di rame.

Qualcuno potrà domandarsi: questi nuovi prodotti garantiscono le stesse prestazioni delle tradizionali pastiglie? A rispondere a questa domanda ci hanno pensato i test in pista sul circuito Riccardo Paletti di Varano de Melegari (PR), durante un evento denominato “Ferodo Eco-Friction® Days”, organizzato dall’azienda, con l’obiettivo di far testare direttamente a clienti e giornalisti internazionali le performance delle pastiglie freno Ferodo Eco-Friction® e dimostrare le qualità di questo innovativo materiale ecologico. I test sono stati condotti con due tipi di veicoli: Volkswagen Golf VII 1.6 TDI (81kW) e Fiat Scudo 2.0 JTD Multijet; entrambi i mezzi vedevano coinvolti due veicoli identici: il primo equipaggiato con pastiglie freno di primo impianto, il secondo con il materiale Ferodo Eco-Friction®. “I test condotti in pista – si legge in una nota – hanno dimostrato quanto le pastiglie Ferodo Eco-Friction, oltre a garantire un impatto ambientale considerevolmente ridotto grazie all’assenza di rame e di altri metalli che generano polveri sottili, siano anche in grado di assicurare performance di frenata analoghe se non superiori rispetto a quelle utilizzate in primo impianto”.

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AUTO: NUOVA NORMATIVA PER I DISCHI FRENO

Manca poco all’entrerà in vigore della nuova normativa ECE R90 per i dischi freno. La norma, applicata alle pastiglie freno sin dal 1999, dal novembre 2016 entrerà in vigore anche per i dischi freno dei veicoli di nuova immatricolazione e l’estensione del regolamento avrà requisiti ancor più stringenti. Il regolamento ECE, tra le altre cose, innalzerà gli standard qualitativi nell’aftermarket, in quanto i componenti di ricambio dovranno offrire le stesse caratteristiche di quelli di primo equipaggiamento OES. Chi acquisterà ricambi frenanti presenti nell’aftermarket indipendente avrà così la certezza di acquistare materiali realizzati secondo gli standard di qualità OE.  La certificazione ECE R90 andrà, inoltre, anche a sostituire totalmente il General Operating Permit for vehicle spare parts (Permesso di utilizzo generale di parti di ricambio) senza più l’obbligo per i conducenti di tenerne una copia a bordo auto.

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Sul mercato c’è già chi si è mosso in questa direzione. È il caso di ATE, marchio del gruppo Continental: Da anni – si legge in una notaATE svolge sui propri prodotti numerosi e approfonditi test condotti da tecnici indipendenti, che hanno decretato la conformità alle prescrizioni ECE sia per funzionalità che per sicurezza. I test comprendono 150 frenate successive per portare il veicolo dalla massima velocità a 20 Km/h: viene poi verificata la resistenza alla frattura del disco con un dinamometro inerziale. Continental, in qualità di fornitore di eccellenza, è abituata a soddisfare elevati standard qualitativi. ATE ha sottolineato che il 90 per cento dei suoi dischi freno è già conforme ai requisiti che verranno imposti dalla nuova normativa e che “Continental prevede di incrementare ulteriormente la percentuale nel corso del 2017 per essere una delle prime aziende ad offrire una vasta gamma di dischi freno certificati secondo le norme ECE”.

“Siamo fornitori OEM per i maggiori costruttori automobilistici e utilizziamo esclusivamente i più avanzati materiali sia per il mercato OE che per il canale aftermarket”, afferma Peter Wagner, Vice Presidente Independent Aftermarket e Managing Director di Continental Aftermarket. “L’estensione dei regolamenti costituirà un ulteriore ostacolo alla commercializzazione di prodotti falsificati o scadenti nei mercati dei vari Paesi Europei. Siamo convinti che gli standard di qualità stabiliti dalla Commissione – ha concluso Wagner – favoriranno una maggiore sicurezza di guida”.

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AEB: SISTEMI DI FRENATA D’EMERGENZA AUTONOMA

Terza serie dei crash test Euro NCAP 2016 che vede promossi a pieni voti i quattro modelli testati ma solo se dotati di sistema AEB. A partire da quest’anno, infatti, nelle prove è stato applicato il nuovo protocollo “Dual Rating”, che prevede una doppia valutazione del veicolo: in riferimento ad un equipaggiamento base in termini di sistemi di sicurezza (quasi una dotazione di serie) e in riferimento ad un equipaggiamento avanzato in termini di sistemi di sicurezza, veicolo dotato di un ‘Safety Pack’ opzionale e disponibile su almeno il 50% dei mercati europei.

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Ma cosa sono esattamente i sistemi AEB? Come si legge sul sito della campagna, dietro questo acronimo si dividono tre funzioni. Autonomous: il sistema agisce in modo indipendente dal conducente per evitare o mitigare l’impatto. Emergency: il sistema interviene solo in una situazione critica. Braking: il sistema tenta di evitare l’impatto azionando i freni.

I sistemi AEB migliorano la sicurezza in due modi: in primo luogo, aiutano ad evitare l’impatto identificando in tempo situazioni critiche e avvisando il conducente; in secondo luogo, ridimensionano la gravità degli incidenti inevitabili, riducendo la velocità di collisione e, in taluni casi, predisponendo all’impatto la vettura e le cinture di sicurezza.

Quasi tutti i sistemi AEB utilizzano una tecnologia basata su sensori ottici, telecamera (stereo) o LIDAR per identificare gli ostacoli davanti alla vettura. La combinazione di queste informazioni con la velocità e la traiettoria permettono di stabilire se esiste un pericolo effettivo. Se rileva una potenziale collisione, l’AEB prova prima (ma non sempre) ad evitare l’impatto avvisando il conducente sulla necessità di intraprendere un’azione correttiva. Se il conducente non interviene e l’impatto è imminente, il sistema applica una frenata. Alcuni sistemi applicano una frenata completa, altri una frenata parziale. In ogni caso, l’intento è quello di ridurre la velocità di collisione. Alcuni sistemi si disattivano non appena il conducente intraprende un’azione correttiva.

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I quattro modelli testati nell’ultima sessione Euro NCAP 2016 sono stati: la Kia Rio e la Toyota Hilux, (sia in versione standard che in quella equipaggiata con l’optional ‘Safety Pack’), la Renault Scenic e la Subaru Levorg solo in versione standard. Estremamente evidenti i benefici apportati dal ‘Safety Pack’ rispetto allo stesso modello testato con il solo allestimento base: i migliori punteggi (3 e 5 stelle per il modello Toyota Hilux, 4 e 5 stelle per la Kia Niro) vengono raggiunti soprattutto per la presenza del freno automatico di emergenza (AEB). Mentre i modelli testati in unica configurazione (Subaru Levorg e Renault Scenic), che conquistano il massimo punteggio delle 5 stelle, sono entrambi dotati di serie del sistema AEB.

“Anche sulla base dei risultati di questi test auspichiamo che presto il dispositivo di sicurezza attivo AEB sia di serie su tutti i veicoli nuovi” ha concluso Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Automobile Club d’Italia, partner del progetto internazionale Euro NCAP.

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FRENO A MANO AUTO: MECCANICO MA ANCHE ‘ELETTRONICO’

Iniziamo dal funzionamento. Si tratta di un dispositivo di tipo meccanico che attraverso dei tiranti, innestati dall’apposita leva posta nell’abitacolo, aziona i freni posteriori permettendo di “immobilizzare” il veicolo sia in pianura che in salita o discesa. Come insegnano a scuola guida, il freno di stazionamento (comunemente conosciuto come freno a mano) va inserito ogni volta che l’auto viene lasciata in sosta. Si tratta infatti di un obbligo previsto dal Codice della Strada: Il conducente che lascia il veicolo in sosta nei casi consentiti, deve azionare il freno di stazionamento e, di regola, deve aver cura di inserire il rapporto più basso del cambio di velocità. Nelle strade a forte pendenza si deve, inoltre, lasciare in sosta il veicolo con le ruote sterzate, ed i veicoli di massa complessiva massima a pieno carico superiore a 3,5 t devono applicare i cunei bloccaruote. Vale quindi la pena sottolineare l’importanza di mantenere in ottime condizioni questo meccanismo, che oltre ad essere obbligatorio per la sosta, risulta fondamentale per una manovra automobilistica che a volte può risultare difficoltosa: la partenza in salita.

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La partenza in salita, con cambio manuale, va affrontata, come prima cosa, con il freno a mano azionato. Occorrerà poi inserire la marcia in prima. Successivamente occorrerà azionare i pedali di frizione e acceleratore fino a trovare l’equilibrio giusto per la partenza. A quel punto basterà rilasciare il freno a mano e il veicolo sarà partito in salita. Esiste, tuttavia, un dispositivo di tipo elettronico in grado di agevolare questa manovra. Una sorta di freno a mano ‘elettronico’. Si chiama Hill holder e funziona come una “livella”: quando il veicolo è inclinato manda una segnalazione alla centralina e nel caso il veicolo fosse fermo in salita blocca i freni impedendo la retromarcia. In questo modo il conducente avrà una ripartenza agevolata e appena il veicolo sarà in marcia il sistema rilascerà automaticamente i freni.

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FRENI AUTO: OCCHIO AL LIQUIDO (E ALL’UMIDITÀ)

Se parliamo di sicurezza stradale, i freni sono una delle parti meccaniche fondamentali in un’automobile. Senza di loro, non c’è modo di fermarsi rapidamente. Quanto detto può sembrare un’ovvietà, tuttavia è meglio ribadire il concetto, soprattutto per coloro che tendono a trascurare la manutenzione dell’impianto frenante.

Oltre alle pastiglie, ai dischi, uno degli elementi fondamentali dei freni è il liquido (spesso chiamato erroneamente “olio”). Anche se la strumentazione in dotazione alle automobili, soprattutto quelle di ultima generazione, offre indicazioni sulla sua mancanza e sulla presenza di anomalie nel sistema frenante, è consigliato tenere sotto controllo il livello del fluido. Per effettuare questa operazione, come prima cosa, sarà opportuno consultare il libretto di manutenzione del proprio mezzo e scoprire la posizione esatta del serbatoio. Una volta individuata la collocazione della vaschetta, noterete che il controllo sarà essenzialmente di tipo visivo. Il serbatoio, infatti, è generalmenre trasparente onde evitare l’apertura del tappo.

E cosa succederebbe se aprissimo la vaschetta? Il nemico numero uno del liquido freni è l’umidità. Si tratta infatti di una sostanza particolarmente “igroscopica” che tende ad assorbire umidità dall’aria circostante. La contaminazione del liquido tenderebbe a compromettere la sua funzionalità con conseguenze molto serie sull’impianto frenante. Il controllo del liquido freni, inoltre, è di tipo visivo perché è possibile riconoscere la sua alterazione attraverso la colorazione: nel caso il liquido si presenti “bruno” vuol dire che è entrato in contatto con agenti esterni.

Ma può accadere che il liquido freni si deteriori pur essendo stati attenti a non aprire il tappo della vaschetta? Può succedere che la presenza di microfori nel serbatoio permetta al liquido di entrare in contatto con l’esterno. Se constatiamo la presenza di questa problematica non servirà a nulla il classico rabbocco. Se vogliamo infatti evitare che ad un certo punto il pedale del freno non risponda più alla pressione del piede sarà meglio rivolgersi ad uno specialista. Perché come detto all’inizio, dai freni dipende la nostra sicurezza, ma anche quella altrui.

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L’inverno sta arrivando! I nostri consigli

L’inverno sta arrivando!

E’ il momento quindi di preparare la propria auto per il cambio stagionale.

Noi siamo qui per darvi tutti i consigli necessari, per non lasciarvi soli in questo momento difficile.

Per alcune cose potrete provvedere da soli, per altre sarà necessario l’aiuto di un professionista e chi meglio di noi può indirizzarvi verso una delle nostre officine?

La sicurezza prima di tutto

Prima di metterti alla guida controlla di avere sempre con te un giubbino catarinfrangente, una torcia, guanti per il montaggio delle catene e un triangolo luminoso. Oltre a questo è sempre meglio che il cellulare sia carico (ma non usarlo mentre sei al volante!) e che nel cruscotto ci sia un raschietto per il ghiaccio.

Per viaggi lunghi ricordati di tenere i cavi di avviamento a portata.

Controllo professionale

Il freddo può danneggiare il tuo veicolo in molti modi; per evitare che questo accada puoi chiedere l’aiuto di un professionista.

Il cambio delle gomme, il controllo dell’olio, dei freni e del livello della batteria potrebbero essere cose che non sei in grado di fare da solo, ma sono essenziali per te e per la tua macchina, soprattutto in questo periodo.

Il ghiaccio e il sale possono danneggiare la verniciatura e favorire la ruggine, mentre le basse temperature fanno perdere potenza più velocemente alla batteria.

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Cosa posso fare da solo?

Assicurati che le tue gomme invernali siano a norma, che non siano troppo consumate e che il battistrada sia abbastanza spesso.

Assicurati che il radiatore del liquido di raffreddamento e il liquido per il lavaggio del parabrezza siano anti gelo. Si può controllare con una semplice prova: prendi un campione di liquido e mettilo per una notte nel freezer. Se la mattina dopo il liquido sarà ghiacciato è il momento di cambiarlo!

Tieni sempre puliti i tergicristalli e gli ugelli lavacristalli che potrebbero essere intasati facilmente da sporcizia e calcare; fate in modo che lo spruzzo sia rivolto verso il vostro vetro e non verso quello del veicolo accanto 😉

Per concludere è bene ricordare che il primo accorgimento è la prudenza:

velocità moderata (soprattutto con la neve), distanza di sicurezza adeguata, utilizzo del freno motore per ridurre la marcia, piede leggero sul pedale del freno, partenze e fermate progressive per evitare slittamenti.

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