ITS: SISTEMI DI TRASPORTO INTELLIGENTI

Partiamo dal capire cosa sono. I Sistemi di trasporto intelligenti, detti anche ITS (o Intelligent Transportation Systems), sono tecnologie applicate ai veicoli e alle infrastrutture stradali in grado di consentire, attraverso la raccolta e l’elaborazione di dati, una più efficace gestione dei flussi di traffico e della mobilità. Ora un’elaborazione dell’Osservatorio Autopromotec formulata sulla base di uno studio realizzato da Ertico (associazione tra società operanti nel settore europeo dei trasporti), in collaborazione con Acea (l’associazione dei costruttori europei di automobili), passa in rassegna i principali vantaggi che si possono ottenere attraverso l’utilizzo degli ITS.

728x90blu_newcta

Si parte dall’aspetto ambientale. Nello studio vengono analizzate le applicazioni ITS che hanno le maggiori potenzialità per ridurre l’impatto ambientale del settore dei trasporti, specificando, ovviamente, che il loro contributo alla causa ambientale può essere più o meno significativo a seconda di fattori esterni come, ad esempio, il tipo di veicolo, il tipo di strada (urbana, extraurbana), il tipo di viaggio (a breve o lunga durata) o lo stile di guida. Lo studio è stato quindi condotto su un campione rappresentativo di mezzi pesanti con PTT (peso totale a terra) superiore a 3,5 tonnellate, come veicoli industriali e autobus, che per loro conformazione consumano di più e sono potenzialmente più inquinanti.

Tra i principali Sistemi di Trasporto Intelligenti applicati ai veicoli vengono i citati i cosiddetti dispositivi di eco-routing (navigatori satellitari intelligenti che suggeriscono il percorso migliore per ottimizzare i consumi di carburante) e i sistemi di supporto alla guida ecologica (Eco-driving Support Service), i quali complessivamente garantiscono una riduzione media del 13% delle emissioni di CO2. Un’altra tecnologia come il Predictive Powertrain Control, sistema che rivela le caratteristiche del tracciato stradale che il veicolo deve affrontare intervenendo su regolazione della velocità, frenata e gestione del cambio, è in grado di ridurre i consumi di carburante e quindi le emissioni di CO2 del 5%.

Per quanto riguarda invece gli ITS applicati alle infrastrutture stradali, tra le soluzioni al momento più promettenti per limitare l’impatto sull’ambiente vi sono, sempre secondo lo studio, gli strumenti di gestione del traffico che regolano l’immissione dei veicoli in autostrada (-5% di CO2) e i sistemi di assistenza per la ricerca del parcheggio collegati in tempo reale ai navigatori dei veicoli (-2% di CO2). La somma delle percentuali di riduzione delle emissioni di CO2 per l’insieme delle applicazioni ITS citate dà un totale del 25%.

Infine, lo studio ha rilevato che gli ITS hanno un impatto molto positivo anche sulla sicurezza e in particolare sulla diminuzione di incidenti stradali, proprio perché tali tecnologie hanno una grande influenza sulla velocità di guida del veicolo, sui tempi di reazione, accelerazione e decelerazione.

bannerino promo blog

Annunci

CARBURANTI ALTERNATIVI: PASSO AVANTI PER UNA LARGA DIFFUSIONE DI GPL E METANO

Il Consiglio dei Ministri ha recentemente approvato il decreto di recepimento della direttiva UE sulla ‘realizzazione di un’infrastruttura per i combustibili alternativi’. Un primo importante passo in avanti nel percorso che condurrà il Paese verso una più larga diffusione del GPL e del GNL carburanti nel settore dei trasporti, sottolinea Assogasliquidi, l’Associazione di Federchimica che rappresenta le imprese del comparto distribuzione gas liquefatti (GPL e GNL) per uso combustione e autotrazione.

728x90blu_newcta

Riconosciuto dalla stessa UE quale combustibile alternativo capace di contribuire alla diversificazione delle fonti energetiche e al miglioramento delle condizioni ambientali, grazie a un’impronta di carbonio e emissioni inquinanti significativamente minori rispetto ai combustibili convenzionali, per il GPL si prevede un piano di sviluppo sia nel settore dei trasporti stradali che in quello della nautica diportistica e commerciale. Si punta ad una continuità delle politiche in corso, in materia di distribuzione stradale e di fiscalità, sul prodotto (accise) e sulle auto alimentate con questo carburante (bollo auto), evidenziando l’efficacia delle misure statali e regionali messe in campo negli ultimi anni. Nel campo dei trasporti terrestri, si aggiunge una misura per l’armonizzazione dei provvedimenti di esenzione dei veicoli a GPL dai blocchi del traffico nelle aree urbane, che secondo Francesco Franchi, Presidente di Assogasliquidi, “costituirà un importante stimolo alla domanda di veicoli e conversioni a gas”.

Sulla base di una recente ricerca della Fondazione Sviluppo sostenibile, inoltre, il Piano evidenzia che una maggiore penetrazione delle auto a gas, dovuta sia ad acquisto di nuove vetture a gas sia ad interventi retrofit, comporterebbe una riduzione significativa delle emissioni al 2030: – 3,5 milioni di t CO2, – 67 tonnellate di particolato e -21 mila tonnellate di ossidi di azoto all’anno rispetto ad uno scenario tendenziale, cioè in assenza di interventi pubblici.

bannerino promo blog

LA PLASTICA NELLE AUTO DI OGGI (E DI DOMANI)

Torniamo a parlare dei materiali che compongono le autovetture. In un precedente post ci siamo occupati dell’acciaio. Questa volta è il turno della plastica, una materia sempre più fondamentale nell’auto di oggi e, soprattutto, in quella di domani. Secondo uno studio realizzato da IHS Markit, nel 2020 ogni macchina utilizzerà in media 350 kg di parti in plastica, contro i 200 kg del 2014. Le future normative globali sui consumi e sulle emissioni, sempre più stringenti, obbligheranno i costruttori a cambiamenti radicali nel modo di progettare e fabbricare le automobili. Come già detto in precedenza, un modo per ridurre le emissioni sarà quello di produrre auto più leggere che consumano meno. E in questo senso, un contributo fondamentale potrà venire dalla plastica, materiale in generale, poco pesante.

728x90blu_newcta

L’analisi pone come esempio gli Stati Uniti. Nel 2025 le tabelle Usa per i consumi Cafe (Corporate Average Fuel Efficiency) dovrebbero richiedere una media di percorrenza pari a 54,5 miglia per gallone – 23,17 km per litro – aumentando del 50% l’attuale efficienza energetica. Lo studio degli analisti di IHS Markit indica quindi in una sempre maggiore utilizzazione delle materie plastiche e nell’adozione di compositi di nuova generazione, una delle strade più vantaggiose per ottenere questi risultati. Una soluzione, sottolineano gli analisti, che permetterà anche costi di produzione più bassi e una maggiore efficienza nei cicli industriali.

Rimanendo sempre Oltreoceano, il connubio polimeri e automobili sarà al centro del prossimo GPS 2016, Global Plastic Summit, che si aprirà il 28 settembre a Chicago e che riserverà una speciale attenzione a tutte le future applicazioni dei compositi rinforzati con fibre di carbonio, una soluzione – concludono gli analisti si IHS Markit – che permetterà di ‘tagliare’ sensibilmente la massa dei veicoli, dal 25 al 70% in meno, e che ne raddoppierà l’impiego nell’industria automobilistica.

bannerino promo blog

REBORN: COSÌ UN’AUTO TRADIZIONALE DIVENTA ELETTRICA

Trasformare un’auto tradizionale in un veicolo elettrico. È la suggestiva strada intrapresa da Reborn, un progetto, nato dalla collaborazione tra Confartigianato Treviso e Vicenza, attraverso una rete di imprese artigiane dei settori autoriparazione, elettromeccanica e metalmeccanica, che ha come obiettivi lo sviluppo di know how e innovazione tecnologica nel campo della riqualificazione di auto usate, con la trasformazione del motore a combustione interna in motore elettrico, nonché lo sviluppo di una rete di autofficine specializzate nell’attività di trasformazione.

728x90blu_newcta

La prima vettura prototipo, per la quale è stato messo a punto il metodo è una Fiat Panda. Nata con un propulsore a combustione interna, oggi dispone di un “cuore” elettrico, mantenendo tutte le funzionalità e le dotazioni originarie dell’auto, a partire dal cambio meccanico, con la stessa gamma di rapporti esistenti. Il risultato finale è un’auto, in movimento, molto silenziosa (produce solo un soffio anziché il solito rumore) ed economica, che percorre circa 100 km ad un costo di circa 2/3 euro.

Tra le sue finalità, Reborn si propone di assicurare anche un nuovo impulso economico al mondo dell’auto: la trasformazione dei veicoli tradizionali in auto elettriche avverrà all’interno di una tradizionale autofficina e risponderà alle esigenze di mobilità del singolo automobilista. Questo è quanto auspica Confartigianato che, su indicazione e stimolo delle associazioni di Treviso e Vicenza, ha già presentato le sue proposte tecniche al Ministero dei Trasporti affinché l’attività di riqualificazione sia facilmente realizzabile sotto il profilo tecnico e soprattutto normativo, consentendo la creazione di una nuova filiera in grado di divenire un modello esportabile anche verso altri Paesi dell’UE. “I vantaggi di questo progetto – si legge ancora nella scheda del progetto – non saranno solo in termini di costo della trasformazione ma anche soprattutto nel risparmio: per chilometro percorso, costi sociali e ambientali, ricordando inoltre gli obiettivi mondiale di riduzione del CO2 prodotti dai motori tradizionali”.

bannerino promo blog

AUTO: IL SISTEMA START E STOP

Crescono sempre più le auto equipaggiate con il sistema start e stop. Ma come funziona questa tecnologia? Nei veicoli dotati di questo sistema, ogni volta che il conducente ferma temporaneamente la vettura, ad esempio ad un semaforo, lo start e stop entra in funzione bloccando automaticamente il motore. Questo però non vuol dire che l’auto sia completamente spenta. Altri dispositivi, come autoradio, tergicristalli o aria condizionata, continuano a funzionare normalmente. E per rimettersi in moto? Semplice: sollevando il piede dal pedale del freno, il sistema farà riattivare il motore, permettendo così all’auto di ripartire.

728x90blu_newcta

Il sistema start e stop presenta interessanti vantaggi. Avere un’auto che si spegne automaticamente al semaforo vuol dire in primis risparmiare carburante e, di conseguenza, ridurre le sostanze inquinanti che escono dallo scarico. In termini percentuali, con lo start e stop i consumi si riducono mediamente dal 5 al 10% mentre le emissioni di CO2 tra l’8 e il 15. Un vantaggio economico e ambientale molto significativo se pensiamo alle migliaia di automobili quotidianamente imbottigliate nel traffico cittadino.

Questo sistema di spegnimento e accensione, tuttavia, richiede ad alcuni componenti dell’autovettura più potenza e maggiore resistenza. E’ il caso del motorino d’avviamento, come sottolinea Bosch, che per questa applicazione speciale ha notevolmente incrementato il numero delle procedure che il motorino di avviamento è in grado di effettuare, allungandone quindi la durata. Questa configurazione ottimizzata fa sì che il motorino di avviamento possa far fronte al maggiore numero di avviamenti necessario per tutto il ciclo di vita del veicolo. A tal scoposottolinea l’azienda tedesca, sono state introdotte le seguenti misure: rafforzamento dei punti di supporto più sollecitati, ulteriore miglioramento del gruppo epicicloidale, utilizzo di ingranaggi rafforzati e ottimizzazione del commutatore per tempi di fermo più lunghi.

bannerino promo blog

AUTO ELETTRICHE: IL CASO NORVEGIA

Tra i paesi europei Norvegia e Italia sono quelli che hanno un mercato ad alimentazione alternativa che pesa di più: in Norvegia il 51,5% delle nuove auto vendute ha alimentazione alternativa, in Italia il 10,2%. In termini di volumi per la Norvegia si tratta di 19.094 autovetture, per l’Italia di oltre 53mila. Alla Norvegia, tuttavia, spetta il primato nel campo dell’elettrico. Un terzo del mercato europeo di questo tipo di auto è immatricolato in Norvegia e il trend continua a crescere, +71% nel 1° trimestre 2016.

Ma la Norvegia come ha raggiunto questo primato? Nel paese scandinavo, l‘imposizione fiscale sulle auto tradizionali è molto pesante, e gli sgravi fiscali, quali Iva e imposte sull’acquisto, azzerati insieme all’esenzione dal pedaggio per l’ingresso nei centri urbani e alla disponibilità gratuita di parcheggi e colonnine di ricarica, hanno convinto un gran numero di automobilisti ad acquistare un modello elettrico: ogni cento auto vendute a livello nazionale, 41 sono a zero emissioni a gennaio-marzo 2016 (erano 22 nel 2015). In Norvegia è disincentivato con decisione l’acquisto di auto alimentate a benzina e gasolio attraverso un’imposizione fiscale punitiva a partire da una ‘supertassa’ sull’acquisto (nominalmente una tassa di importazione) il cui costo può essere pari o superiore al prezzo dell’auto stessa, tanto che una berlina compatta in Norvegia può costare il doppio rispetto ad altri paesi europei, su veicoli particolarmente potenti la tassa può essere anche superiore.

Il gran numero di auto elettriche starebbe però portando alcuni problemi: colonnine di ricarica che è difficile trovare libere (negli ultimi anni il numero di colonnine è cresciuto solo linearmente secondo quanto riportato dal sito EVNorway), corsie degli autobus affollate di veicoli elettrici e forse anche un calo di introiti per le casse del governo che incameravano le entrate derivanti dall’imposizione fiscale sui veicoli convenzionali. Cosa fare? Il governo norvegese ha quindi pianificato una serie di provvedimenti che riguardano la durata delle esenzioni fiscali per le auto elettriche prolungate solo fino al 2017; dal 2018, inoltre, anche le emissioni zero dovranno pagare l’imposta annuale applicata a tutti i veicoli circolanti su strada, inizialmente per la metà dell’importo fino al 2020, poi per intero. Alle amministrazioni locali verrà invece lasciata la decisione sulla gratuità dei parcheggi per i veicoli elettrici e sulla circolazione nelle corsie dedicate ai mezzi pubblici.

bannerino promo blog

AUTO IBRIDE: DUE MOTORI PER MENO CONSUMI E BASSE EMISSIONI

Sentiamo sempre più parlare di auto ibride. Ma sappiamo esattamente cosa sono? Per capirlo partiamo dall’aggettivo: ibrido, secondo il dizionario, indica qualcosa, in natura, nato dall’incrocio di specie affini o di razze diverse della stessa specie. Lo stesso concetto, applicato in campo automobilistico, indica vetture che hanno due motori: uno elettrico e uno a combustione. Tradizionalmente, in questo tipo di vetture, il motore elettrico supporta principalmente quello a benzina per abbassare i consumi e migliorare le prestazioni. Esistono poi le cosiddette ibride plug-in, vetture capaci di muoversi a zero emissioni per percorrenze già significative ma dotate di un secondo motore a combustione per coprire le medie e le lunghe distanze.

Una delle case automobiliste che ha puntato molto su questo tipo di vetture è Toyota. Nelle auto prodotte dalla multinazionale giapponese il motore elettrico, si legge sul sito, entra in funzione nelle partenze da fermo con l’energia accumulata nelle batterie e dà la spinta necessaria per raggiungere basse velocità. Superata una certa velocità e nei momenti in cui c’è bisogno di maggior potenza, parte il motore a benzina. Da lì in poi, i due motori sono in grado di funzionare insieme con la regia elettronica del sistema Hybrid Synergy Drive che ne modula l’interazione in ogni istante. L’unico intervento del guidatore è quando decide di andare in modalità solo elettrica, ma solo per brevi tragitti.

E quanto sono diffuse le auto ibride? Queste vetture, e più in generale le cosiddette “ecologiche”, sono una gamma di auto che si sta sempre più consolidando sul mercato europeo. Stando agli ultimi dati dell’ACEA (Associazione Europea dei Costruttori di Autoveicoli), le ibride tradizionali nell’Unione hanno raggiunto 69.530 consegne nei primi tre mesi del 2016, con una variazione del +30,1%. Positivo anche l’andamento delle ibride plug-in (+23,5%) e delle elettriche pure (+33,9%).

bannerino promo blog

L’EVOLUZIONE DEI MATERIALI, PER AUTO SEMPRE PIÙ LEGGERE E SICURE

La produzione automotive assorbirà materiali sempre più leggeri e dalle caratteristiche tecniche più sofisticate con una spinta verso l’alleggerimento delle auto che arriverà dalle norme sulle emissioni, sempre più restrittive. A dirlo sono gli operatori della filiera che si sono riuniti a Torino per il convegno “Automobile: un futuro d’acciaio? Tendenze future nello sviluppo del settore automotive” organizzato da ANFIA e Siderweb.

“Il mondo dell’auto è sottoposto a molteplici pressioni e a forti spinte verso il cambiamento. Spinte che, spesso, sono guidate anche da esigenze di natura legislativa” ha ricordato Giuseppe Barile, Presidente del Gruppo Componenti ANFIA e Vice Presidente ANFIA. “Nel 2021, si dovranno portare le emissioni di anidride carbonica da 130 g/km, che era il target al 2015, a 95 g/km, con un calo del 27% nell’arco di sei anni”.

Vettura più leggera, infatti, vuol dire meno consumi e meno emissioni. Generalmente, oltre il 60% del peso è costituito dal telaio e dalla scocca. A giocare un ruolo chiave in questo processo di alleggerimento saranno quindi i materiali che compogono questi elementi, in particolare l’acciaio. “L’alleggerimento della vettura – ha spiegato Fabio D’Aiuto, Global Materials Labs, Metals Department Manager del CRF – è di primaria importanza per l’impatto sul consumo di carburante e quindi sulle spese relative ai veicoli commerciali. Il consumo di carburante e di conseguenza l’emissione di CO2 sono diventati due aspetti rilevanti negli ultimi due anni, a causa delle severe norme vigenti che prevedono limitazioni più restrittive negli anni successivi. Il peso di un veicolo commerciale ha ricadute pesanti sul costo del mantenimento della vettura da parte dell’utente (più peso vuol dire più denaro per ogni viaggio) quindi per tale categoria è presente un fattore moltiplicativo. Anche le prestazioni sono direttamente collegate al peso totale; le fasi di accelerazione e decelerazione sono più efficaci se il peso è minore”.

E in futuro? “L’alleggerimento del peso degli autoveicoli comporterà una sostituzione e un utilizzo combinato dell’acciaio con altri materiali (come alluminio, magnesio, polimeri compositi). Gli acciai tradizionali verranno sostituiti con gli acciai altoresistenziali (AHSS) e con gli acciai ultra altoresistenziali (UHSS)” è la previsione di Gianfranco Tosini, Responsabile Ufficio Studi Siderweb. A giovarne, inoltre, sarà anche la sicurezza. Se le elevate resistenze degli acciai AHSS garantiranno l’alleggerimento delle masse dei veicoli, le buone attitudini alla deformazione consentiranno di ottenere forme complesse ed aumentare la sicurezza delle persone.

bannerino promo blog

L’AUTO COSTA? ECCO COME RISPARMIARE AGENDO SUI CONSUMI DI CARBURANTE

 

Tra le spese per mantenere un’auto, il carburante è per molti la voce che incide maggiormente sui costi. Ma come ridurre questo capitolo di spesa così pesante per il portafoglio? Se da un lato ci sono alcuni fattori sui cui non possiamo intervenire (il costo del petrolio, le accise…), dall’altro ci sono alcuni accorgimenti che potranno esservi utili per alleggerire un po’ la spesa, agendo in particolar modo sui consumi.

Non perdersi
Sembra ovvio, ma non sempre ci rendiamo conto che perdersi vuol dire anche consumare inutilmente benzina. Un accorgimento utile in questi casi, soprattutto quando siamo alla guida in una grande città sconosciuta, è l’uso di un navigatore satellitare (o uno smartphone) che ci aiuterà a risparmiare tempo e benzina. In alternativa, se non siamo amanti della tecnologia, potremo ricorre ad una tradizionale mappa in formato cartaceo.

Attenzione a non appesantire la vostra auto
Usare il bagaglio come un ripostiglio non è una scelta virtuosa. Più pesante è il mezzo, più carburante sarà necessario per il suo movimento. Il consiglio è quindi quello di caricare sulla propria auto, oltre agli accessori obbligatori per le emergenze, solo gli oggetti da trasportare per quella specifica occasione.

Pressione degli pneumatici sotto controllo
Viaggiare con le ruote sgonfie incide negativamente sui consumi di carburante: la mancanza di aria all’interno degli pneumatici riduce infatti la capacità di rotolamento. La mancanza di pressione, inoltre, aumenta la superficie della gomma a contatto con l’asfalto dando luogo a una maggiore usura del battistrada. Il consiglio, in questo caso, è di tenere periodicamente sotto controllo la pressione delle gomme.

D’estate aumentano i consumi
Con il caldo, per diminuire la temperatura all’interno del veicolo, si è generalmente portati ad aprire i finestrini o ad accendere l’aria condizionata. Due soluzioni che generano un impatto sui consumi. Ma quale delle due cose è più dispendiosa? In rete le discussioni su questo argomento si sprecano. Le variabili sono molte (in primis la velocità) e nel caso dell’aria condizionata, i consumi dipendono molto dal tipo di modello, cilindrata…
Una cosa certa, a prima vista banale, è quella di non adottare le due misure contemporaneamente (finestrini abbassati ed aria condizionata accesa): potrebbe accadere, in caso di auto rimasta al sole, di avere fretta che esca aria fredda dai bocchettoni. Meglio, allora, aerare l’abitacolo qualche minuto prima di partire.

Stile di guida
È un altro dei fattori che indice sul consumo di carburante. Uno stile di guida corretto ci aiuterà a risparmiare. Ma quali sono le accortezze da adottare in questo caso? Andatura costante (nei limiti di velocità), marce più alte, accelerazioni e frenate dolci sono alcuni accorgimenti che possono ridurre notevolmente i consumi. A ringraziare non sarà solamente il portafoglio ma anche l’ambiente: meno carburante consumato, infatti, vuol dire anche meno emissioni di inquinanti in atmosfera.

bannerino promo blog