Omicidio stradale. 27 anni ai pirati della strada.

È sì al Senato per il disegno di legge sull’omicidio stradale: con 163 voti a favore passa la proposta che intende inasprire le pene nei confronti di pirati del volante che causino incidenti – mortali e non – e fuggano senza prestare soccorso.

Ma attenzione, non è ancora legge: toccherà, infatti, alla Camera dei Deputati pronunciarsi in merito. Solo a quel punto, se approvata anche dal secondo Ramo del Parlamento, la riforma diventerà effettiva e inserirà nel codice i reati di omicidio stradale e lesioni stradali con pene fino a 27 anni di reclusione.

Presentato sotto forma di ddl, il progetto ha rischiato di essere cassato immediatamente per divergenze su alcuni particolari emendamenti considerati “un po’ troppo severi”; alcuni senatori, infatti, hanno subito additato il ddl come un tentativo di paragonare chi provoca un incidente a chi ha “comportamenti criminali anche ripetuti”.

Per spirito di chiarezza specifichiamo che la pena massima di 27 anni è prevista per chi causi la morte di più di una persona e abbandoni il luogo dell’incidente, il tutto sotto l’effetto di alcol e/o stupefacenti (tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro).

Diversamente, se a morire è una persona sola, il conducente/omicida che si dà alla fuga rischia 18 anni di carcere…se si ferma a prestare soccorso da 8 a 12 anni.

Inoltre è prevista la revoca della patente da 15 a 30 anni con possibilità di sospensione in via preventiva fino a 5 anni prima della condanna, in attesa degli esiti del processo (ovviamente se ci sono vittime o feriti). Non solo, gli anni della sospensione possono diventare 10 nel caso di condanna non definitiva. Se approvato, il nuovo reato di omicidio stradale verrà inserito tra quelli per cui è previsto l’arresto in flagranza.

Non è passata, invece, la proposta di estendere il discorso anche a chi causi un incidente mortale per colpa “a seguito di manovra di inversione del senso di marcia in prossimità o in corrispondenza di intersezioni, curve o dossi o a seguito di sorpasso di un altro mezzo in corrispondenza di un attraversamento pedonale o di linea continua”; un ulteriore intervento in sede di discussione ha escluso anche chi si renda responsabile passando col rosso o viaggiando contromano.

Per quanto riguarda il caso in cui la vittima non muoia ma subisca lesioni personali, si rischia dai 2 ai 4 anni.

Le pene previste sono le stesse anche nel caso in cui il conducente sia un professionista nell’attività di trasporto di persone e di cose: cambia il tasso alcolemico che scende a 0,8 grammi.

Criminale o non-criminale, chi uccide e scappa ora rischia grosso.

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Favorisca tampone e libretto!

Favorisca tampone e libretto!

…come scusi?

Forse non ci crederete, ma questa potrebbe essere la vostra prossima conversazione con un poliziotto nel caso foste fermati per un controllo di routine mentre vi trovate alla guida di un’auto.

Spieghiamo meglio…

Prende il via un esperimento che ha come protagonisti Polizia di Stato, medici e personale di ruolo sanitario e che coinvolgerà una ventina di città sparse per l’Italia: a partire dal mese di giugno, infatti, agli agenti della stradale verrà affiancato personale medico-sanitario con il compito di effettuare droga-test ai conducenti in viaggio.

In pratica, le persone fermate potranno essere sottoposti in loco al prelievo della saliva per quello che viene definito un “controllo preliminare”. Sarà così possibile verificare l’eventuale presenza di particolari sostanze nella saliva, dette “precursori”, e quali possono indicare una precedente assunzione di stupefacenti da parte del soggetto in esame; in caso di riscontro positivo sarà responsabilità dei medici presenti procedere a un ulteriore prelievo che dovrà essere analizzato in un secondo momento dai laboratori di tossicologia forense della Polizia di Stato.

Insomma, oltre al palloncino ora c’è anche il tampone…

Il perché di una tale iniziativa è semplice: non esistono, per adesso, dati concreti che possano favorire una stima sui casi di “guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti”. E i numeri parlano chiaro…1milione e 600mila controlli con etilometri e precursori nel 2014 di cui 27mila “guida in stato di ebbrezza” e 2mila sotto l’effetto di droga; dall’inizio dell’anno corrente, poi, i controlli sono stati circa 500mila di cui solo 552 i riscontri per droga contro gli 8mila per alcol. Il problema è che le proporzioni finora analizzate non manifestano necessariamente la realtà, giacché è sempre stato difficile permettere il riscontro dell’abuso di droghe senza un esame specifico durante i controlli di routine degli agenti di Polizia.

Il motivo?

Capire come effettuare accertamenti (…a prova di ricorso) che richiederebbero l’intervento di personale medico, senza personale medico

…problema risolto…

A fornire gli agenti e i sanitari dei kit diagnostici portatili (…per intenderci, il tampone…) è stata la Fondazione Ania, per la Sicurezza Stradale la quale – come si legge chiaramente sul sito di riferimento – “è una onlus costituita nel 2004 dalle Compagnie di Assicurazione per contrastare il grave problema degli incidenti stradali attraverso progetti ed iniziative volti a ridurre l’incidentalità e a salvare vite umane.

L’esperimento avrà durata trimestrale: ad agosto si tireranno le somme e si deciderà se estendere il tutto su scala nazionale con proroga triennale.

Tutto chiaro?

Sì, ma manca la cosa più importante!

Tranquilli, niente paura…ecco l’elenco delle città: Novara, Bergamo, Brescia, Padova, Verona, Trieste, Savona, Bologna, Forlì Cesena, Ancona, Ascoli Piceno, Perugia, Roma, Pescara, Teramo, Napoli, Bari, Messina e Cagliari.