COME NASCE IL NOME DI UN’AUTO?

A questa domanda risponde il nuovo libro di Enzo Caffarelli dal titolo “I nomi delle automobili”, nato dalla collaborazione tra l’Associazione Città dei Motori (la rete dell’Anci che raggruppa i Comuni del Made in Italy motoristico) e la SER, Società Editrice Romana. Il risultato è un lavoro accurato e dettagliato, condotto da uno studioso di fama internazionale della linguistica, nel quale si trovano storie sconosciute e più note, protagonisti, riferimenti culturali e aneddoti che hanno dato origine a nomi di auto entrate nel mito.

728x90blu_newcta

Un viaggio che parte dalle dinastie motoristiche dove l’auto deve ricordare il nome del proprietario dell’azienda, celebrare o commemorare fondatore ed eredi (dalle Ferrari Dino e Enzo alle recenti Opel Adam e Karl), il luogo di produzione o il costruttore (dall’ovvia Fiat Mirafiori alla Pininfarina Cambiàno) ma dove la Giulietta può nascere dalla battuta di un principe russo o un progettista sia ispirato da una manopola della leva del cambio che ricorda una pallina da Golf.

Il libro è una vera miniera – con tabelle e elenchi – nella quale si trovano intere generazioni di auto contraddistinte da cifre (le Fiat dalla Zero alla 132), nomi di “regime” (dalle italiane Ardita e Balilla alla “staliniana” ZIS), toponimi, donne e pittori addirittura uniti da giochi di parole (la Pagani Huayra La Monza Lisa), località amate dal jet set, animali, venti, stelle del cielo, divinità, riferimenti etnici (dal Navajo prototipo Bertone del 1976 alle attuali Jeep Cherokee, Nissan Qashqai, Cajun e Cayenne della Porsche); oggi, i nomi legati alle idee di creativi, agenzie pubblicitarie o clienti e appassionati tramite concorsi in Rete.

Ma il volume di Caffarelli è pieno di molte altre sorprese e vere chicche. Si può partire dalla famosa Bianchina di Edoardo Bianchi, che non era solo bianca, per ritrovarsi nella lista infinita dell’offerta cromatica delle serie Fiat-Lancia-Alfa Romeo (nero Modigliani, blu Vivaldi, beige Luxor, rosso Scilla) o tra le esclusive Lamborghini Gallardo opaca marrone Apus e Rolls Royce Phantom Dark Curzon. L’autore elenca denominazioni di fantasia che “suonano bene” ovunque nel mondo, assieme a quella medesima vettura che ha sette nomi diversi in altrettanti paesi, senza trascurare i casi di denominazioni sfortunate o imbarazzanti, cambiate in certi paesi per via del significato che avrebbero avuto (si pensi alle Jetta, R17, Verano in Italia o Mazda Laputa nel mercato spagnolo).

Tra le curiosità del libro, infine, i 150 cognomi italiani che corrispondono a nomi di modelli d’auto: dalle numerose famiglie Polo all’unico signor Testarossa, dai salentini Manta ai piemontesi Duetto e l’elenco di soprannomi e nomignoli dati alle auto, spesso diventati sinonimo delle stesse: da quelli che esaltano la forma (Alfona, Ceiranina, Deltone, Pandino,Moby Dick) ai denigratori (dalla Alfa Romeo Arna Letale alla Austin Allegro “ma non troppo” fino al nefasto Widowmaker per la Porsche 993 GT2).

bannerino promo blog

Annunci

Manutenzione dei veicoli online – Intervista al fondatore di RiparAutOnline

Aurelian Vacariuc ci racconta come è nato il portale leader in Italia per la manutenzione ordinaria e straordinaria dei veicoli e quali sono gli ultimi sviluppi del settore.

Com’è nata l’idea di RiparAutOnline?
Qualche anno fa mi sono trovato a dover eseguire il tagliando della mia auto. Nello stesso periodo un mio collega aveva la necessità di una riparazione in carrozzeria. E così, vista la comune esperienza nel campo informatico, abbiamo cercato su Internet un’offerta che potesse soddisfare le nostre esigenze ma abbiamo trovato solo piattaforme statiche. Ci siamo allora detti: perché non realizzare un portale in cui trovare tutte le officine in modo dinamico, potendo interagire e chiedendo direttamente loro un preventivo? E così che nasce RiparAutOnline e nel settembre del 2011 ci siamo messi a lavorare sul progetto. Da quell’idea è nato il portale https://www.riparautonline.com che permette agli utenti di richiedere e confrontare online preventivi per la riparazione e la manutenzione del proprio veicolo. … Continua a leggere l’intervista su ProntoPro

LE CURIOSE ABITUDINI DEGLI ITALIANI A BORDO DI UN’AUTO

Se un cittadino europeo passa 4 anni e 1 mese della propria vita in auto, per un italiano questo tempo aumenta fino a 5 anni e 7 mesi, di cui 3 anni e 6 mesi come guidatore ed oltre due anni come passeggero. Due anni e 8 mesi li passerà viaggiando assieme alla famiglia o con gli amici. A calcolare questi tempi è stata la ricerca ‘La mia vita in auto’, resa nota da Citroen, condotta in collaborazione con l’istituto di ricerca CSA Research tra luglio e agosto 2016 su un campione di persone di età superiore ai 15 anni in 7 Paesi europei (Germania, Spagna, Francia, Italia, Polonia, Portogallo e Regno Unito), riassume ciò che gli automobilisti fanno in auto durante la loro vita, da conducente o da passeggero.

728x90blu_newcta

I ricercatori di CSA Research, dopo aver calcolato il tempo passato in auto nell’arco di una vita, hanno scoperto alcune curiose abitudini degli italiani quando sono a bordo di un’autovettura. Ecco qualche esempio: quelli che guidano tutti i giorni nel corso della loro vita ascolteranno musica 5762 volte, oltre a cantare o canticchiare 4955 volte. Ma capiterà loro anche di parlottare da soli al volante per 2967 volte.

Per i guidatori di tutti i giorni, soprattutto per i “pendolari del volante”, il tempo non basta mai. Ed ecco che, specie al mattino, l’automobile diventa il luogo ove completare ciò che non si è riusciti a concludere a casa: nell’arco della loro vita gli italiani si pettineranno (qualcuno perfino riuscirà anche a radersi) ed il gentil sesso darà l’ultimo ritocco al make-up per un totale di 2294 volte.

Viaggiare mette spesso sete: così si berrà acqua o un succo di frutta 3642 volte, valore che sale a 3843 se si è passeggeri. Se l’auto può rendere nervosi (i ricercatori hanno calcolato una media di 219 litigate nell’arco di una vita), in Italia sempre l’auto è convivialità (si riderà 338 volte) è anche un po’… malandrina: al suo interno ci si bacerà 4531 volte e per otto volte si trasformerà in alcova, “il doppio della media europea” sottolineano, senza fare allusioni, i ricercatori.

bannerino promo blog

LA VUOLE FULL OPTIONAL? SÌ, NON DIMENTICHI I TAVOLINI DA PICNIC… 

Mai pensato di modificare l’auto? O magari di ‘truccarla’? Ma perché limitarsi ai soliti vecchi spoiler e alle care e dolci minigonne?Senza puntare troppo in alto… gli optional: chi dice che dobbiamo accontentarci delle offerte vecchio stile quando possiamo avere di più… molto di più…

Detto fatto!

Bando ai cerchi in lega e ai mini estintori. Niente più controlli radio sul volante e perché no, addio anche alla ruota di scorta. Spulciando ben bene gli elenchi dei prodotti messi a disposizione dalle più importanti case automobilistiche (e non solo), possono saltare agli occhi alcune aggiunte opzionali decisamente poco convenzionali, in alcuni casi utilissime, in altri casi capaci di strappare un sorriso (se non addirittura qualcosa di più).

Tanto per fare un esempio, basti pensare alla Skoda Superb e alla sua pila asportabile con base magnetica, in grado di restare appesa alla portiera e illuminare il fianco dell’auto nel malaugurato caso in cui ci si debba prestare a un cambio ruota notturno in solitaria… Ma le idee geniali (e in alcuni casi davvero strane) non si fermano assolutamente qui. Già per la ricordata autovettura Ceca ci si potrebbe, infatti, soffermare anche sui portaombrelli, previsti di serie per entrambe le portiere anteriori (un grazie sentito da parte di quelli che, come me, si ostinavano a inzuppare il sedile del passeggero).

Ma è, ovviamente, dalle case automobilistiche cosiddette ‘nobili’ che arrivano le novità più particolari (a tratti addirittura ‘strane’)…

Partiamo con la nuova moda d’oltremanica di proporre come optional, per la Bentley Mulsanne, un intero set di “Picnic Tables in radica” (notare il plurale) per la modica cifra di 2mila e cinquecento euro. Avete capito bene, tavoli da picnic come optional auto. Per una Bentley. Certo, in molti andranno a fare picnic al parco in Bentley. Meno bizzarre, comunque, sembrano essere le tende nere (sempre per la Mulsanne) a soli 6mila euro… beh, forse…

Ma nell’era del ‘Touch’ e dei viaggi su Marte non potevano mancare i raggi laser, previsti come fari alternativi per la BMW i8 a 10mila euro (tranquilli, la coppia). Identica cifra chiede, invece, la Abarth per inserire il cambio a innesti frontali nella sua 695 Biposto, mentre è sempre la Bentley ad alzare il tiro con il Breitling Mulliner Tourbillon, orologio da 200mila euro che può accompagnare (su richiesta speciale, ovviamente) l’acquisto di una Bentayaga.

In Italia, infine, ci accontentiamo di poco: 14mila euro per la vernice Tristrato (quella che dà l’impressione della profondità).

Ferrari, ovviamente.

Abbiamo davvero scritto “senza puntare troppo in alto”?

tasto

bannerino promo blog