FRENO A MANO AUTO: MECCANICO MA ANCHE ‘ELETTRONICO’

Iniziamo dal funzionamento. Si tratta di un dispositivo di tipo meccanico che attraverso dei tiranti, innestati dall’apposita leva posta nell’abitacolo, aziona i freni posteriori permettendo di “immobilizzare” il veicolo sia in pianura che in salita o discesa. Come insegnano a scuola guida, il freno di stazionamento (comunemente conosciuto come freno a mano) va inserito ogni volta che l’auto viene lasciata in sosta. Si tratta infatti di un obbligo previsto dal Codice della Strada: Il conducente che lascia il veicolo in sosta nei casi consentiti, deve azionare il freno di stazionamento e, di regola, deve aver cura di inserire il rapporto più basso del cambio di velocità. Nelle strade a forte pendenza si deve, inoltre, lasciare in sosta il veicolo con le ruote sterzate, ed i veicoli di massa complessiva massima a pieno carico superiore a 3,5 t devono applicare i cunei bloccaruote. Vale quindi la pena sottolineare l’importanza di mantenere in ottime condizioni questo meccanismo, che oltre ad essere obbligatorio per la sosta, risulta fondamentale per una manovra automobilistica che a volte può risultare difficoltosa: la partenza in salita.

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La partenza in salita, con cambio manuale, va affrontata, come prima cosa, con il freno a mano azionato. Occorrerà poi inserire la marcia in prima. Successivamente occorrerà azionare i pedali di frizione e acceleratore fino a trovare l’equilibrio giusto per la partenza. A quel punto basterà rilasciare il freno a mano e il veicolo sarà partito in salita. Esiste, tuttavia, un dispositivo di tipo elettronico in grado di agevolare questa manovra. Una sorta di freno a mano ‘elettronico’. Si chiama Hill holder e funziona come una “livella”: quando il veicolo è inclinato manda una segnalazione alla centralina e nel caso il veicolo fosse fermo in salita blocca i freni impedendo la retromarcia. In questo modo il conducente avrà una ripartenza agevolata e appena il veicolo sarà in marcia il sistema rilascerà automaticamente i freni.

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CONSIGLI PER AFFRONTARE IL MAL D’AUTO

Sapete cos’è la cinetosi? È il nome del disturbo che racchiude i fastidi che derivano dal movimento, come il tanto temuto mal d’auto. La cinetosi è, infatti, un disturbo neurologico che molte persone, adulti e soprattutto bambini, provano in seguito a degli spostamenti ritmici o irregolari del corpo durante un moto. Il meccanismo che scatena questo fenomeno è il seguente: di norma, la posizione che il corpo umano occupa in un determinato spazio è regolata dal cosiddetto labirinto, un organo situato all’interno dell’orecchio. A bordo di una vettura, questo organo è costantemente stimolato dal movimento del veicolo, ma queste stimolazioni non sono coordinate con le informazioni fornite dalla vista, che non segue la strada, mentre gli occhi non risentono di questa situazione perché il mezzo si muove con il passeggero.

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Il risultato? Uno squilibrio delle sensazioni che giungono al cervello, che risponde liberando sostanze come l’adrenalina e la vasopressina, responsabile della nausea e del vomito. I problemi si manifestano soprattutto nei più piccoli, che hanno un sistema di controllo più sensibile, con sintomi quali nausea, vomito, pallore, giramenti di testa e sensazione generale di malessere. Per non essere costretti a dover viaggiare in compagnia di questi fastidiosi disturbi, ecco di seguito una serie di consigli forniti da Assosalute, Associazione Nazionale Farmaci di Automedicazione, su come prevenire e affrontare la cinetosi:

  • No all’aria viziata, quindi ricambio costante d’aria, anche con l’aria condizionata, evitate però anche una temperatura troppo bassa e inferiore ai 23 gradi. Si consiglia assolutamente di non fumare in auto.
  • Mangiare cibi secchi, come cracker, biscotti secchi o caramelle a base di zenzero ed evitare di riempire lo stomaco di liquidi prima e durante il viaggio, in ogni caso non eccedere nell’alimentazione. Evitare anche le bevande gassate.
  • Seguire visivamente la strada aiuta il cervello ad allineare le informazioni di labirinto e vista, quindi sedere nei posti anteriori per gli adulti può essere d’aiuto.
  • Fare soste frequenti per riposarsi e sgranchire le gambe, soprattutto se il viaggio è molto lungo.

E se si vuole viaggiare serenamente, è ancora più consigliabile portare con sé i farmaci di automedicazione o da banco. “L’automedicazione  – è l’indicazione ulteriore di Assosalute – può essere di grande aiuto per contrastare i sintomi della cinetosi giocando d’anticipo, quindi da utilizzare in via preventiva. I più comuni farmaci da banco sono gli antiemetici (cioè antivomito), che agiscono dopo meno di mezz’ora dall’assunzione e possono rimanere attivi per 3-6 ore. Queste sostanze (ad esempio dimenidrinato), disponibili, tra l’altro, anche come compresse o chewing-gum, agiscono sui recettori H1 del cervello e, quindi, limitano la risposta agli stimoli del labirinto“. Attenzione, però nel caso foste alla guida, perché possono indurre sonnolenza.

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AUTO RICOPERTA DA SABBIA DEL DESERTO: ATTENZIONE ALLA CARROZZERIA

Vi starete chiedendo cosa c’entra la sabbia del deserto con la carrozzeria delle nostre auto? Questo post non è pensato per gli avventurieri che si apprestano ad attraversare il Sahara, bensì per tutti gli automobilisti. Non vi è mai capitato di ritrovare sopra la vostra auto un leggero strato di polvere di color giallo-rossastro? È la sabbia del deserto sahariano portata in Italia. Un fenomeno che non colpisce solo il Sud (più vicino al continente africano) ma anche il Centro e il Nord spingendosi fin oltre le Alpi.

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Per capire come si origina il fenomeno ci affidiamo alla spiegazione degli esperti di 3BMeteo: “La situazione sinottica associata al trasporto di polvere dal deserto del Sahara sul Mediterraneo centrale è stata esaminata su base giornaliera dal 1972 al 1992. (Barkan et al., 2005). Si è riscontrato che la forza e la posizione di due essenziali centri di azione, come la bassa pressione poco a sud dell’Islanda e il campo di alte pressioni sub tropicale sul Mediterraneo centro orientale, sono fattori essenziali per far si che la polvere dal deserto raggiunga le nostre regioni. Ma attenzione perché si riscontra anche la sua presenza addirittura nel cuore del continente Europeo. Questo se i venti in quota sono molto forti. Quando la pioggia cade raccoglie le particelle di sabbia in sospensione che poi viene depositata sugli oggetti a terra”.

Come comportarsi di fronte ad uno strato di sabbia desertica sulla carrozzeria della nostra auto? “Attenzione alle modalità che verranno adottate per rimuoverlo” è la raccomandazione fornita dallo stesso portale di meteorologia. “Se si interverrà direttamente con un panno, umido o asciutto che sia, o con il lavaggio tramite le spazzole rotanti, il rischio è di graffiare irreparabilmente la vernice della carrozzeria. Per ovviare a questo problema è vivamente consigliato, prima di ogni operazione, il risciacquo con le lance con acqua e sapone, in modo da rimuovere la sabbia senza causare danni. Solo dopo questo passaggio – conclude 3BMeteo – potremo proseguire con il lavaggio dell’auto”.

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BENZINA E DIESEL: ALCUNI DUBBI PRIMA DI FARE IL PIENO DELL’AUTO

La diffusione delle pompe senza marca e il parallelo aumento delle tipologie di benzine e diesel disponibili sul mercato possono alimentare interrogativi negli automobilisti alle prese con il pieno della propria auto: la benzina delle pompe no logo è di qualità inferiore rispetto a quelle di marca? Più alto è il numero di ottani, maggiore è la qualità del carburante? A rispondere a queste e altre domande ci ha pensato l’associazione di consumatori Altroconsumo, che in una mini-guida dal titolo “Benzina, chiariamo cinque dubbi diffusi sul pieno” prova a rispondere a queste e ad altre domande sull’argomento. Ecco qui alcune risposte:

La benzina delle pompe no logo è scadente?
I carburanti venduti dalle pompe no logo (o pompe bianche) hanno esattamente le stesse caratteristiche di quelli di marca. Le loro specifiche sono garantite dalla conformità obbligatoria alle normative europee per le benzine e per il gasolio da trazione (diesel).

È vero che più alto è il numero di ottani e maggiore è la qualità del carburante? L’indicazione è sempre corretta?
Il numero di ottani viene spesso considerato un indice di qualità del carburante, ma in realtà si riferisce alla capacità della benzina di realizzare una corretta combustione miscelandosi con l’aria. Perciò il numero più alto indica, almeno teoricamente, una migliore prestazione del motore. Esiste una specifica di riferimento che armonizza la benzina senza piombo in tutta Europa. Una volta rispettato il valore minimo previsto dalla normativa (che è di 95), perciò, non c’è una reale necessità di disporre di più ottani. Dalla nostra ultima inchiesta – fa sapere Altroconsumo – risulta che l’indicazione alla pompa è sempre corretta e ha sempre un contenuto di ottani uguale o superiore a 95.

All’indirizzo http://www.altroconsumo.it/auto-e-moto/automobili/consigli/cinque-consigli-benzina-pieno è possibile consultare la versione integrale della mini-guida con ulteriori chiarimenti riguardanti i nuovi carburanti diesel presenti sul mercato.

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CONSIGLI PER GLI ACQUISTI…

Siete stufi della vostra auto? Volete cambiarla? Cercate il meglio nel rapporto qualità-prezzo?Tranquilli, non è un annuncio di vendita ma un insieme di consigli per effettuare un acquisto consapevole nel mondo dell’usato.

Effettivamente, il mercato dell’usato ha raggiunto, negli ultimi anni, un’importanza sempre maggiore, dovuta anche all’impiego di strumenti di acquisto, fino a pochi anni fa, inimmaginabili: un esempio fra tutti, la rete internet. Impossibile negarlo, comprare da casa, seduti nella comodità del proprio studio-salotto, è diventata, ormai, un’abitudine tanto diffusa quanto irrinunciabile. Se da un lato, però, sono aumentate comodità e velocità, dall’altro sono aumentati anche i rischi.

Ma quali sono questi rischi? Più precisamente, quali sono i rischi più comuni in cui si incorre acquistando un’auto usata?

• Innanzitutto, il contachilometri manomesso.

Quante volte ne abbiamo sentito parlare? Il quadro modificato a indicare una percorrenza inferiore a quella effettiva, per aumentare il prezzo di vendita. Ma come riconoscere la frode?
Le condizioni generali della macchina possono essere un importante indizio. Controlliamo attentamente lo stato di usura del volante, dei sedili, del cambio, dei pedali, insomma, di tutto ciò che potrebbe darci un’idea dell’effettivo stato del veicolo, compresa carrozzeria e parti meccaniche. I documenti relativi alle manutenzioni precedenti possono contenere dettagli sul reale chilometraggio dell’auto, su eventuali incidenti non segnalati così come su difetti meccanici; per converso, la loro assenza può essere un serio campanello d’allarme.

• Un secondo rischio è costituito dai cosiddetti annunci-truffa.

Attenzione a non sottovalutare il problema. Spesso ci sentiamo sicuri delle nostre capacità e siamo convinti che certe cose accadano solo agli altri e non a noi… Le ultime parole famose…

Cerchiamo di non farci attrarre troppo da un prezzo eccessivamente basso, poiché potrebbe essere proprio questo un segnale di allarme per un’eventuale truffa. E poi, mai, mai, ma proprio mai fidarsi ciecamente di annunci che richiedono versamenti prima della consegna. Da non sottovalutare, oltretutto, il problema dell’incauto acquisto, della compravendita, cioè, di un bene nonostante il sospetto di una provenienza dubbia (quando non propriamente illecita): si rischia un’accusa di complicità.

• Attenzione alla garanzia, anche se comprate in concessionaria.

Secondo la norma del Codice del consumo, l’applicazione della garanzia è irrinunciabile e non limitabile, nel caso di un privato che acquisti da un professionista. La cosiddetta Garanzia Legale prevede differenti casi ma di solito la durata minima è di 12 mesi. In generale, comunque, è possibile avvisare il commerciante di eventuali guasti fino a due mesi dalla data di acquisto.

Oltre ai soliti controlli sulla vettura, poi, è consigliabile (in caso di acquisti a rischio) controllare che il numero di telaio, la targa e il numero del motore corrispondano a quelli riportati nel libretto di circolazione e che sul certificato di proprietà non siano indicate ipoteche o fermi amministrativi.

In caso di truffa i soggetti chiamati in causa possono essere molteplici: il Giudice di pace della città di residenza del consumatore si occupa della maggior parte dei problemi. Anche l’Antitrust può essere chiamato in causa per vendite scorrette mentre un ricorso al Garante della concorrenza non comporta costi aggiuntivi per il consumatore.

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Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio.

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MISSION IMPOSSIBLE: CAMBIARE UNA RUOTA

Altro che “Mission Impossible”! Non serve mica Tom Cruise per cambiare una ruota dell’auto.

Certamente, alcune cose è meglio lasciarle fare a chi se ne intende davvero, senza improvvisarsi meccanici, col rischio di far più danni che altro (del resto le macchine d’oggi sono più elettroniche che meccaniche) ma saper cambiare una ruota, in caso di emergenza, può sempre tornare utile.

Premesso che farlo nel caldo del proprio garage o al freddo e al buio in autostrada da soli siano due cose completamente diverse, vediamo insieme quali sono i passi necessari…

  • Se ci si accorge di aver forato, la prima cosa da fare è anche la più semplice, FERMARE L’AUTO: bisogna accostare segnalando tutto con frecce e quant’altro; niente scene di panico, stile ‘mani strette al volante e occhi spalancati immobili a fissare il parabrezza’ né, tantomeno, sterzate brusche accompagnate da spinte feroci sul pedale del freno. Ecco, soprattutto il freno, usatelo con dolcezza ed evitate di inchiodare.
  • Controllare che la macchina sia in piano. Evitate di adoperare il crick nel caso in cui la macchina sia in pendenza… il rischio, in quel caso, potrebbe davvero essere da “Mission Impossible”.
  • Ovviamente… inserite il freno a mano e spegnete il motore.
  • Prendete il crick dal portabagagli e posizionatelo con cura. Il trucco è tastare con la mano lungo il fianco e al di sotto della macchina: in prossimità delle 4 ruote sentirete 4 scanalature (sono a circa una spanna dalle ruote) che indicano i 4 punti da far combaciare con la testa del crick. Dopodiché azionate lo strumento facendo attenzione a non sollevare troppo la macchina: una spanna da terra è più che sufficiente. Potrebbe essere utile, a questo proposito, effettuare l’operazione di sollevamento in due momenti: azionate il crick una prima volta fino ad alleggerire il peso dalla ruota che intendete sostituire; a questo punto allentate i bulloni senza toglierli. Azionate il crick una seconda volta fino a che la ruota perda il contatto col terreno; finite di svitare i bulloni.
  • La chiave per svitare i bulloni dovrebbe trovarsi anch’essa nel kit fornito insieme al ruotino (controllare, comunque, non ha mai fatto male a nessuno). Alcune macchine, le più recenti, potrebbero avere anche un bullone di sicurezza; questo ha la testa scanalata in maniera diversa rispetto agli altri bulloni presenti sulla stessa ruota. Oltre alla chiave, in questo caso, dovrebbe esserci anche un dado corrispondente: per il bullone in questione, utilizzate il dado applicandolo con cura alla chiave.
  • Una volta tolta la ruota, infilate il ruotino facendo attenzione a far combaciare perfettamente i fori; avvitate nuovamente i bulloni e abbassate la vettura azionando nuovamente il crick. A vettura a terra, stringete con forza i bulloni, magari aiutandovi col piede.
  • Ultimo consiglio: non avvitate seguendo un senso orario o antiorario ma incrociate i bulloni (primo in alto, secondo in basso e così via). In questo modo la ruota è stretta al disco in maniera più omogenea.

Alcune auto non hanno in dotazione il ruotino di scorta ma un kit per gonfiare temporaneamente la ruota bucata… come fare in quel caso?

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Lo saprete nelle prossime puntate…

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