L’IMPORTANZA DELLA MANUTENZIONE PREVENTIVA DELL’AUTO

La manutenzione preventiva dell’auto consente risparmi fino al 18% dei costi di
manutenzione, favorisce l’allungamento del ciclo di vita della vettura e mantiene la sicurezza della guida al livello della vettura nuova. E’ quanto emerge dalla Guida “Operation & Best Practises” del Federal Energy Management Program (FEMP) il
programma di sostenibilità e contenimento dei consumi di energia e di petrolio del Dipartimento dell’Energia USA, che prescrive le linee guida per la gestione efficiente e sostenibile per gli oltre 600.000 veicoli dell’Amministrazione Federale. Ne dà notizia l’Osservatorio Autopromotec, struttura di ricerca di Autopromotec, rassegna espositiva internazionale delle attrezzature e dell’aftermarket automobilistico.

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La manutenzione preventiva della vettura, vale a dire “l’intervento manutentivo di verifica, sostituzione o riparazione, effettuato prima che si manifestino anomalie”, secondo il Federal Energy Management Program oltre a contenere i costi per guasti e riparazioni straordinarie, allunga anche il ciclo di vita delle componenti meccaniche e dell’intero veicolo, preserva la tenuta su strada e massimizza l’efficienza del carburante generando risparmio sia per le auto a benzina sia per quelle con motore diesel.

Per far eseguire gli interventi di manutenzione sulla propria vettura, sottolinea l’Osservatorio Autopromotec, la prima regola è quella di rivolgersi esclusivamente a professionisti regolarmente iscritti agli appositi registri e albi e che, come tali, sono i soli a cui, in base alla Legge 122/1992 è consentito l’esercizio dell’attività di autoriparazione. Al di là delle sanzioni, precisa l’Osservatorio Autopromotec, l’autoriparatore autorizzato è il solo in grado di svolgere la propria opera con la diligenza propria di un esperto che compie il proprio lavoro secondo la perizia, le regole tecniche e l’esperienza concreta tipiche dell’autoriparatore professionalmente formato e preparato. Ciò è tanto più importante in un contesto, come quello automobilistico attuale, caratterizzato da grandi innovazioni tecnologiche e di processo che coinvolgono anche il settore dell’autoriparazione, sia nelle attività di officina che per ciò che riguarda le attrezzature. In conseguenza della crescente qualità e differenziazione dei modelli di auto offerti al mercato anche le piattaforme tecnologiche di diagnosi e di intervento dell’autoriparatore diventano infatti sempre più evolute e richiedono strumentazioni sofisticate che possono essere utilizzate esclusivamente da personale professionalmente formato.

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OLIO MOTORE AUTO: QUANDO FARE CONTROLLO E CAMBIO?

Ci sentiamo spesso ripetere che l’olio è un ingrediente molto importante per la salute del proprio veicolo ed è fondamentale per il corretto funzionamento del motore. Ma a cosa serve esattamente? L’olio circola all’interno del propulsore per lubrificare le differenti parti meccaniche di cui è composto (ad esempio i pistoni) e allo stesso tempo ne permette la corretta pulizia portando via gli scarti della combustione. Un po’ come fa il sangue all’interno del corpo umano…

E adesso che conosciamo la sua funzione vitale, possiamo anche intuire l’importanza di tenere sotto controllo questo lubrificante e di sostituirlo al momento opportuno. E quali sono le tempistiche che regolano verifica e cambio olio? La regola generale è quella di controllare regolarmente il livello dell’olio nel motore ogni 2.000 km viaggiati. Se si utilizza l’auto principalmente per tragitti brevi, come gli spostamenti in città, è meglio aumentare il numero di controlli e fare una verifica ogni 1.000 km percorsi.

Per quanto riguarda la sostituzione, sul libretto di uso e manutenzione di ogni veicolo sono riportate la tipologia di olio consigliato e l’indicazione di quando è richiesto il cambio dell’olio. A questa operazione è consigliabile abbinare sempre la sostituzione del filtro: questo elemento serve a tenere pulito il lubrificante e per questo motivo si consiglia di cambiare entrambi gli elementi assieme.

A questo punto, a qualcuno potrebbe sorgere la domanda: vado in officina o mi sostituisco l’olio autonomamente? In questo secondo caso, è importante sottolineare che “la dispersione di olio usato danneggia l’ambiente” come ricorda il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati. “Attraverso la pratica del fai da te, il cittadino si ritrova ad essere detentore di un rifiuto pericoloso: bastano 4 chili di olio usato – il normale cambio di un’automobile – a inquinare una superficie di acqua grande come un campo da calcio”. È per queste ragioni che il COOU raccomanda di far svolgere il cambio dell’olio nelle autofficine o nelle stazioni di servizio in cui sono rispettate tutte le regole di sicurezza e dove lo smaltimento dell’olio usato viene gestito correttamente.

In linea con quanto consigliato dal COOU, se la vostra idea “fai da te” era dettata dall’esigenza di risparmiare, il suggerimento finale, è quello di fare una comparazione per il cambio olio su RiparAutOnline, il modo più semplice e veloce per trovare un’officina conveniente sia in termini di qualità che di prezzo, oppure approfittare dell’offerta valida ancora per pochi giorni, che potete trovare qui http://www.riparautonline.com/promozioni.html

SOSTITUZIONE DELLA CINGHIA DI DISTRIBUZIONE: ASPETTARE POTREBBE COSTARE CARO

A molti, almeno in passato, sarà capitato di udire il fischio di un veicolo in partenza e subito dopo sentire qualcun’altro urlare: “E’ ora di cambiare la cinghia!”. Ma se una volta esistevano le cosiddette “cinghie rumorose”, utilizzate dalle case costruttrici per avvertire gli automobilisti che era giunto il momento di mettere mano alla distribuzione, oggi non è più così. Occorre infatti tenere sotto controllo la scadenza riportata sul libretto di manutenzione che varia a seconda delle case e dei modelli. E una volta arrivato il momento indicato è meglio passare alla sua sostituzione: adottare la strategia “vediamo se dura”, potrebbe avere conseguenze negative sulla salute del proprio veicolo.

A cosa serve la cinghia di distribuzione? Questa parte meccanica controlla una delle principali funzioni del motore: l’interazione tra i pistoni e le valvole. Con una cinghia usurata, il loro movimento non sincronizzato potrebbe avere conseguenze disastrose causando danni irreparabili che potrebbero portare alla sostituzione dell’intero motore.

La cinghia si usura nel suo regolare funzionamento in quanto subisce sollecitazioni meccaniche. Il suo consumo, tuttavia, non dipende solo dai chilometri percorsi. Il materiale di cui è composta può infatti deteriorarsi a prescindere dal suo utilizzo. Quindi anche se guidate poco e non avete raggiunto il chilometraggio indicato, dopo alcuni anni è consigliato controllarne lo stato di usura. Se avete confidenza con la vostra auto potete farlo direttamente voi: aprite il cofano, rimuovete i coperchi che proteggono la cinghia e a quel punto dovreste essere in grado di effettuare una valutazione visiva del suo stato di usura.

La sostituzione della cinghia di distribuzione è un’operazione mediamente costosa, non tanto per il costo del materiale quanto per il tempo necessario per smontare le parti attorno alla cinghia, sostituirla e rimontare tutto. Non è un’operazione semplice se non si è esperti e, soprattutto, può richiedere molto tempo.

Molto spesso assieme alla cinghia di distribuzione vengono sostituite anche la pompa dell’acqua e la cinghia dei servizi. Questo perché si trovano vicine tra loro e accedervi in un secondo momento causerebbe un costo spropositato.

Se invece non siete degli esperti, occorrerà rivolgersi direttamente al meccanico. Non c’è da nascondersi dietro al fatto che si tratta di un’operazione onerosa per il portafoglio (da 400 a 600 euro a seconda del modello se si decide di sostituire tutto il kit distribuzione) e in tempi di ristrettezze economiche ci può essere qualcuno che si assume il rischio di rimandare la sostituzione. Il consiglio che possiamo dare è quello di fare un confronto su RiparAutOnline richiedendo preventivi per la sostituzione della cinghia di distribuzione: magari proprio vicino a casa vostra potrebbe trovarsi l’officina che propone un’ottima offerta in termini di qualità/prezzo.

MISSION IMPOSSIBLE: CAMBIARE UNA RUOTA

Altro che “Mission Impossible”! Non serve mica Tom Cruise per cambiare una ruota dell’auto.

Certamente, alcune cose è meglio lasciarle fare a chi se ne intende davvero, senza improvvisarsi meccanici, col rischio di far più danni che altro (del resto le macchine d’oggi sono più elettroniche che meccaniche) ma saper cambiare una ruota, in caso di emergenza, può sempre tornare utile.

Premesso che farlo nel caldo del proprio garage o al freddo e al buio in autostrada da soli siano due cose completamente diverse, vediamo insieme quali sono i passi necessari…

  • Se ci si accorge di aver forato, la prima cosa da fare è anche la più semplice, FERMARE L’AUTO: bisogna accostare segnalando tutto con frecce e quant’altro; niente scene di panico, stile ‘mani strette al volante e occhi spalancati immobili a fissare il parabrezza’ né, tantomeno, sterzate brusche accompagnate da spinte feroci sul pedale del freno. Ecco, soprattutto il freno, usatelo con dolcezza ed evitate di inchiodare.
  • Controllare che la macchina sia in piano. Evitate di adoperare il crick nel caso in cui la macchina sia in pendenza… il rischio, in quel caso, potrebbe davvero essere da “Mission Impossible”.
  • Ovviamente… inserite il freno a mano e spegnete il motore.
  • Prendete il crick dal portabagagli e posizionatelo con cura. Il trucco è tastare con la mano lungo il fianco e al di sotto della macchina: in prossimità delle 4 ruote sentirete 4 scanalature (sono a circa una spanna dalle ruote) che indicano i 4 punti da far combaciare con la testa del crick. Dopodiché azionate lo strumento facendo attenzione a non sollevare troppo la macchina: una spanna da terra è più che sufficiente. Potrebbe essere utile, a questo proposito, effettuare l’operazione di sollevamento in due momenti: azionate il crick una prima volta fino ad alleggerire il peso dalla ruota che intendete sostituire; a questo punto allentate i bulloni senza toglierli. Azionate il crick una seconda volta fino a che la ruota perda il contatto col terreno; finite di svitare i bulloni.
  • La chiave per svitare i bulloni dovrebbe trovarsi anch’essa nel kit fornito insieme al ruotino (controllare, comunque, non ha mai fatto male a nessuno). Alcune macchine, le più recenti, potrebbero avere anche un bullone di sicurezza; questo ha la testa scanalata in maniera diversa rispetto agli altri bulloni presenti sulla stessa ruota. Oltre alla chiave, in questo caso, dovrebbe esserci anche un dado corrispondente: per il bullone in questione, utilizzate il dado applicandolo con cura alla chiave.
  • Una volta tolta la ruota, infilate il ruotino facendo attenzione a far combaciare perfettamente i fori; avvitate nuovamente i bulloni e abbassate la vettura azionando nuovamente il crick. A vettura a terra, stringete con forza i bulloni, magari aiutandovi col piede.
  • Ultimo consiglio: non avvitate seguendo un senso orario o antiorario ma incrociate i bulloni (primo in alto, secondo in basso e così via). In questo modo la ruota è stretta al disco in maniera più omogenea.

Alcune auto non hanno in dotazione il ruotino di scorta ma un kit per gonfiare temporaneamente la ruota bucata… come fare in quel caso?

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Lo saprete nelle prossime puntate…

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L’inverno sta arrivando! I nostri consigli

L’inverno sta arrivando!

E’ il momento quindi di preparare la propria auto per il cambio stagionale.

Noi siamo qui per darvi tutti i consigli necessari, per non lasciarvi soli in questo momento difficile.

Per alcune cose potrete provvedere da soli, per altre sarà necessario l’aiuto di un professionista e chi meglio di noi può indirizzarvi verso una delle nostre officine?

La sicurezza prima di tutto

Prima di metterti alla guida controlla di avere sempre con te un giubbino catarinfrangente, una torcia, guanti per il montaggio delle catene e un triangolo luminoso. Oltre a questo è sempre meglio che il cellulare sia carico (ma non usarlo mentre sei al volante!) e che nel cruscotto ci sia un raschietto per il ghiaccio.

Per viaggi lunghi ricordati di tenere i cavi di avviamento a portata.

Controllo professionale

Il freddo può danneggiare il tuo veicolo in molti modi; per evitare che questo accada puoi chiedere l’aiuto di un professionista.

Il cambio delle gomme, il controllo dell’olio, dei freni e del livello della batteria potrebbero essere cose che non sei in grado di fare da solo, ma sono essenziali per te e per la tua macchina, soprattutto in questo periodo.

Il ghiaccio e il sale possono danneggiare la verniciatura e favorire la ruggine, mentre le basse temperature fanno perdere potenza più velocemente alla batteria.

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Cosa posso fare da solo?

Assicurati che le tue gomme invernali siano a norma, che non siano troppo consumate e che il battistrada sia abbastanza spesso.

Assicurati che il radiatore del liquido di raffreddamento e il liquido per il lavaggio del parabrezza siano anti gelo. Si può controllare con una semplice prova: prendi un campione di liquido e mettilo per una notte nel freezer. Se la mattina dopo il liquido sarà ghiacciato è il momento di cambiarlo!

Tieni sempre puliti i tergicristalli e gli ugelli lavacristalli che potrebbero essere intasati facilmente da sporcizia e calcare; fate in modo che lo spruzzo sia rivolto verso il vostro vetro e non verso quello del veicolo accanto 😉

Per concludere è bene ricordare che il primo accorgimento è la prudenza:

velocità moderata (soprattutto con la neve), distanza di sicurezza adeguata, utilizzo del freno motore per ridurre la marcia, piede leggero sul pedale del freno, partenze e fermate progressive per evitare slittamenti.

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Gomme giuste al momento giusto!

Vacanze o non vacanze?

Ci sono i fortunati, i meno fortunati, quelli dell’ultimo minuto e infine loro, gli ultimi, i condannati ai lavori forzati, quelli che “tranquilla tesoro, tanto poi si va fuori stagione”. Intanto a tutti viene lo stesso inesorabile dubbio: …aereo? …treno? …e se andassimo in macchina?

Vada per l’auto! Controllati i freni? Olio? Acqua? …gomme?

Suvvia, i pneumatici!

Prima cosa da fare quando si parte per un lungo viaggio è un controllo totale e approfondito della propria auto: un check-up completo insomma (nessuno ama le brutte sorprese), e per quanto riguarda le gomme, è assolutamente necessario assicurarsi di aver effettuato il cambio da invernali a estive (obbligatorio per legge dal 2013).

Al di là del rischio multa a cui si potrebbe incorrere, è bene sapere, infatti, che con temperature elevate i tempi di frenata sono differenti a seconda della gomma che si veste; le stime sono notevoli, si parla infatti di una maggiorazione del 25% per le ruote invernali ad asfalto asciutto e del 18% in caso di pioggia. In pratica, con gomme invernali la macchina rischia di slittare sull’asfalto caldo a causa di una minore aderenza.

Fatto il cambio? Stretti i bulloni?

Bene…

Vediamo ora un paio di accorgimenti in più che permettono di stare tranquilli sulle prestazioni delle gomme in nostro possesso e che possono fungere da segnali per capire quando l’usura ha colpito nel segno ed è il momento giusto per passare allo shopping…

Facciamo innanzitutto una premessa: gli specialisti del settore concordano nel consigliare una sostituzione delle gomme in media ogni 6 anni.

Dopodiché…

  • un elemento fondamentale è l’altezza del battistrada che deve essere di almeno 3 millimetri. Tranquilli non dovete infilare un centimetro nel battistrada, basta una moneta da un euro… se riuscite a vedere la parte dorata è tempo di shopping.
  • se sentite vibrazioni o strani rumori fate subito controllare le ruote, potrebbe esserci un problema di allineamento o di bilanciamento dovuto all’usura… potrebbe essere tempo di shopping.
  • se sullo pneumatico appaiono delle crepe il rischio è che fuoriesca dell’aria con conseguente sgonfiamento della ruota; una gomma sgonfia da un lato influenza la manovrabilità del veicolo, dall’altro potrebbe esplodere ad elevate velocità. Se vedete delle crepe… è tempo di shopping.
  • Ricordatevi di controllare anche la parte interna dello pneumatico… chinarsi un attimo per dare uno sguardo alle ruote non è abbastanza. Una convergenza mal registrata o la semplice usura potrebbero causare un consumo differente sulla superficie della gomma la quale potrebbe presentarsi perfetta sul bordo esterno ed essere invece di molto consumata verso l’interno. Ebbene sì, anche in questo caso (repetita iuvant) è tempo di shopping.

Ma in fin dei conti perché rischiare? Se non siete sicuri è sempre meglio un occhio esperto… e per questo eccoci qua, pronti per voi con RiparAutOnline!

Surriscaldamento globale…dell’auto!

Bene ragazzi, se non ve ne foste accorti… è arrivata l’estate! In pratica, ciò che è successo è che una mattina di luglio qualcuno si è svegliato e ha deciso di volerci croccanti e cotti a puntino, così ha acceso un enorme falò sotterraneo e ha cominciato a cuocerci lentamente dal basso, come si fa con i polli arrosti…

“È l’effetto serra!” gridano alcuni, “è l’umidità!” gridano altri, ma in realtà, segretamente, tutti pensano di nascosto la stessa cosa… non ci sono più le mezze stagioni…

La lancetta, intanto, sale e non si ferma: 25°, 30°, 35° mentre molti si preparano ai pochi giorni di vacanza strappati con i denti al datore di lavoro e a quel primo tuffo in acqua salata dopo un’interminabile epopea autostradale – un pensiero a tutti quelli che, come me, arrivati a Salerno decideranno di continuare imperterriti verso sud (chiunque tu sia, ti capisco…).

Ed ecco che nascono i problemi… caldo Sahariano, viaggi lunghi in macchina e si rischia un surriscaldamento globale… dell’auto!

Attenzione, segue un’immagine forte…

conducente fermo in autostrada, sulla corsia d’emergenza (…a 10 km dalla più vicina area di sosta) con il cofano aperto mentre sventola un giornale sul radiatore invaso dal fumo

NOOOOOOOOO!

Cosa fare per evitare di rendere l’incubo realtà?

Semplice…

Consiglio numero uno: per prima cosa bisogna sempre, obbligatoriamente, senza eccezioni, controllare attentamente i componenti del sistema di raffreddamento PRIMA di mettersi in viaggio. Un check generale dell’auto è comunque consigliato con scadenze costanti e regolari, ma in previsione di una partenza estiva, un occhio di riguardo non guasta, anzi.

Consiglio numero due: una volta in viaggio, mantenere la distanza di sicurezza – è vero, bisognerebbe mantenere una distanza opportuna in ogni caso ma come direbbero Ciccio e Franco “soprassediamo” – un’opportuna distanza dall’auto che ci precede eviterà che il fumo di scarico (sicuramente caldo) della stessa finisca proprio sul nostro radiatore contribuendo a innalzarne ulteriormente la temperatura.

Consiglio numero tre: Se il traffico è intenso è opportuno spegnere il motore nei momenti di statico incolonnamento… lo so, il clima! il clima! …poche storie, spegnete il clima e abbassate il finestrino…

Consiglio numero quattro: non perdere di vista l’indicatore della temperatura sul quadro dell’auto. Sembra un consiglio scontato ma non lo è, in quanto l’intervento è opportuno PRIMA che l’indicatore raggiunga i livelli critici e per questo va tenuto costantemente sotto controllo. Se la lancetta comincia a salire è consigliabile spegnere il condizionatore; sembrerà strano ma alcuni consigliano addirittura di accendere il riscaldamento per pochi minuti per incanalare l’aria calda del motore nell’impianto di riscaldamento interno all’auto e ridurre la temperatura dell’impianto.

Consiglio numero cinque: se la temperatura del motore ha raggiunto livelli critici, fermarsi il prima possibile e SPEGNERE IL MOTORE. Con attenzione, aprite il cofano per disperdere più velocemente il calore.

DA NON FARE ASSOLUTAMENTE: non cercate di svitare il tappo del radiatore, in quanto la temperatura elevata del motore può avere aumentato la pressione interna per l’espansione del vapore: rischiereste di farvi molto male.

Per immettere nuovo liquido refrigerante, aspettate che la macchina si raffreddi (potete usare anche acqua distillata, l’importante è che non sia acqua fredda).

Detto ciò resta un ultimo accorgimento, forse il più importante… non dimenticare di caricare il cellulare…

… e se ormai il peggio è successo … potete chiedere preventivi di riparazione su www.RiparAutOnline.com

Il Climatizzatore

Ricarica climatizzatore auto

RiparAutOnline ingrana la marcia e imbocca per la web-strada, prima uscita utile…climatizzatore! E non a caso…

La stagione è nuova, il tempo è pazzo ma gli adagi che ritornano sono sempre gli stessi: “non ci sono più le mezze stagioni” dicono alcuni, “ai miei tempi” rispondono altri…ed ecco che, tra un temporale fulminante con annessa grandinata (un sentito ringraziamento all’albero sotto il quale ho parcheggiato…) e un caldo sahariano da far sudare anche le mosche, nella mente dell’automobilista-tipo si fa strada il solito tarlo shakespeariano che puntualmente, tutti gli anni, si presenta inesorabile all’appello: “clima” o non “clima”, That’s the problem!

Ebbene, mentre ognuno di noi si confronta con questo attanagliante dubbio interiore e sceglie, per così dire, da che parte stare, cogliamo l’occasione per condividere un paio di consigli utili e provare a scongiurare, nei limiti del possibile, la terribile, mostruosa (e a tratti inconcepibile) eventualità che il nostro climatizzatore non funzioni (o peggio, che funzioni a maggio e non ad agosto!).

Prima di tutto bisogna accertarsi che il dispositivo non faccia già i capricci: se notiamo problemi nella circolazione d’aria, come per esempio temperatura errata o flusso a intensità inferiore rispetto a quella cui siamo abituati, è opportuno controllare immediatamente il filtro antipolline, il quale potrebbe essere intasato, o che il livello di liquido refrigerante non abbia bisogno di un rabbocco. E qui veniamo in soccorso con i nostri coupon: offertaclima.riparautonline.com !

Fatto? Tutto a posto? Bene, siamo salvi, possiamo andare…

FERMI TUTTI…LA MANUTENZIONE!

Eh già, tra un adagio e l’altro, meglio infilarci anche il solito vecchio “prevenire è meglio che curare” che non guasta mai…

Consiglio numero uno: se anche il sistema appare perfetto è consigliabile sottoporlo a controlli periodici. Gli esperti suggeriscono verifiche ogni 15 mila chilometri e comunque almeno una volta l’anno, in quanto la diminuzione del liquido refrigerante è abbastanza frequente e, spiegano, non necessariamente legata ad una perdita; il liquido, infatti, tende a evaporare spontaneamente con il tempo, fino anche al 10% del totale in un anno. Se il sospetto di una perdita fosse però fondato, è bene sapere che molti negozi di ricambi vendono dei coloranti fluorescenti che possono essere aggiunti al serbatoio del climatizzatore per verificare la fuoriuscita di liquido.

Consiglio numero due: accendiamo il nostro AC anche d’inverno, con la stagione fredda (sì avete letto bene), in quanto un uso costante favorisce la lubrificazione delle guarnizioni e contrasta il deposito di batteri nel circuito d’areazione: un toccasana insomma. Attenzione, però, non è necessario trasformare la vettura in una cella frigorifera, bastano pochi minuti ogni settimana.

Consiglio numero tre: se il filtro antipolline fosse intasato, NON dobbiamo cercare di pulirlo con le mani o soffiandoci sopra aria compressa; nel primo caso rischieremmo di respirare in una volta sola tutto quello che non abbiamo respirato in precedenza grazie al filtro, nel secondo caso rischieremmo di danneggiare di fatto il filtro e renderlo comunque inutilizzabile. È sempre meglio sostituirlo con un prodotto nuovo e più funzionale.

Consiglio numero 4: “kit fai da te” a parte, è importante scegliere con cura i riparatori professionali ai quali rivolgersi. Indipendentemente da chi fa il preventivo migliore, è opportuno tenere da conto la qualità del servizio offerto: maggiore qualità significa riparazioni meno frequenti e risparmio nel medio/lungo periodo. Al contrario, interventi nell’immediato più economici possono tradursi in cattive riparazioni e spese da ripetere nel breve periodo.

Detto questo, ingraniamo la prima e via….e mi raccomando il freno a mano…