MOTORE AUTO: LA DISATTIVAZIONE DEI CILINDRI

La disattivazione dei cilindri non è una scoperta dell’ultim’ora in campo automobilistico. La vera novità di cui vi parliamo in questa occasione sta nel fatto che per la prima volta non viene applicata su motori a 6, 8 o 10 cilindri, bensì su un 3 cilindri. Ford ha infatti annunciato una nuova versione del motore EcoBoost 1.0 a cilindrata variabile: sarà a tre cilindri con la possibilità di disattivarne uno.

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La tecnologia innovativa, che verrà resa disponibile nel 2018, sarà in grado di disattivare/riattivare la combustione in 1 dei 3 cilindri in soli 14 millisecondi consentendo di ridurre le emissioni di CO2 e incrementare l’efficienza del 6%. Lo sviluppo, fanno sapere dalla casa automobilistica, è stato portato avanti nell’ambito della ricerca sulle tecnologie di propulsione ad alta efficienza, che interessa motori sia a combustione che elettrificati. E come funzionerà? Quando il motore opera a regimi inferiori ai 4.500 giri, durante i quali le valvole eseguono circa 40 cicli di apertura e chiusura al secondo, il sistema apre la valvola di un condotto attraverso il quale l’olio motore in pressione attiva un bilanciere che disconnette il meccanismo delle valvole del cilindro n.1 dall’albero a camme. L’intervento viene regolato da un complesso software algoritmico che analizza velocità, posizione dell’acceleratore e carico sul motore per determinare con precisione i momenti in cui procedere alla disattivazione e alla riattivazione del cilindro. Secondo Ford, grazie alla combinazione con le soluzioni avanzate per contrastare vibrazioni, la disattivazione del cilindro sarà impercettibile al conducente sia in termini di funzionamento e che di prestazioni del motore.

“Ford – ha concluso Bob Fascetti, Vice Presidente Ingegneria Motori Ford Europa – ha spostato ancora in avanti i limiti dell’ingegneria dei motori continuando a produrre innovazione con il celebrato EcoBoost 1.0, e dimostrando che anche i migliori propulsori a combustione interna possono, grazie alla tecnologia, esprimere un ulteriore potenziale in termini di efficienza”.

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MOTORI AUTO: SI RIDUCONO LE CILINDRATE

Se è vero che il mercato dell’auto riparte, lo fa con cilindrate sempre più basse. Dal 2007 al 2015 la cilindrata media dei motori di nuove auto immatricolate in Italia è passata da 1.558 cc a 1.476 cc. Vi è stato pertanto un calo del 5,3%. In media, anche gli altri principali Paesi europei hanno registrato dal 2007 al 2015 una riduzione della cilindrata dei motori delle auto di nuova immatricolazione. Il calo è stato particolarmente consistente in Spagna (-12,2%), ma anche in Francia (-11%), Germania (-8%) e Regno Unito (-7,6%). Questi dati derivano da un’elaborazione dell’Osservatorio Autopromotec (struttura di ricerca di Autopromotec, rassegna espositiva internazionale delle attrezzature e dell’aftermarket automobilistico), sulla base di dati Acea.

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Secondo l’Osservatorio Autopromotec, la progressiva riduzione della cilindrata dei motori delle auto è indubbiamente un fatto positivo in termini di impatto ambientale delle automobili, perché porta ad una riduzione dei consumi di carburante e a minori emissioni sia di CO2 che di tutte le sostanze inquinanti prodotte durante la combustione e rilasciate nell’atmosfera. Tale diminuzione è sicuramente in linea con le direttive sempre più stringenti dell’Unione Europea in materia di emissioni autoveicolari, che hanno spinto in particolare le case automobilistiche a introdurre sul mercato auto sempre più rispettose dell’ambiente per limitare l’impatto sul clima.

Ma tornando alle questioni di mercato, è estremamente interessante osservare i dati che riguardano l’Italia: nel 2007, e quindi prima dell’inizio della crisi economica, il nostro Paese già registrava la media più bassa tra i maggiori Paesi europei. Questo primato è stato poi confermato sia durante che all’indomani della crisi. Il processo in atto di progressiva riduzione della cilindrata media dei motori, sottolinea l’Osservatorio Autopromotec, apre la strada a nuove opportunità per i produttori di auto per ciò che riguarda le tecnologie costruttive, tra cui lo sviluppo di propulsori evoluti e complessi che utilizzeranno sempre più componenti elettroniche per il controllo dei consumi e delle emissioni, senza per questo sacrificare le prestazioni. Ciò comporta conseguenze anche per gli autoriparatori, per i quali è fondamentale restare aggiornati sugli sviluppi tecnologici in atto sia per ciò che riguarda le auto sia per ciò che riguarda gli strumenti a loro disposizione per svolgere il loro lavoro su auto sempre più all’avanguardia.

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