CARROZZERIA AUTO (E NON SOLO) IN STAMPA 3D

L’automotive è un mondo in continua evoluzione. Nel campo dei motori è aperta la sfida per offrire ai consumatori propulsori sempre più performanti e ambientalmente meno impattanti. Un esempio sono i veicoli elettrici. La tecnologia, poi, si sta mettendo al servizio del settore per offrire auto sempre più “connesse”. Le innovazioni tuttavia riguardano anche altri aspetti. È il caso della carrozzeria, ed in particolare, della nuova frontiera dettata dalla stampa 3D. Dopo Strati, la prima auto elettrica stampata in 3D, arriva dal Giappone un nuovo mezzo d’avanguardia in questo senso. Si tratta di una microcar elettrica destinata al trasporto merci su breve distanza con carrozzeria realizzata utilizzando stampanti 3D. Il prototipo di “micro commuter”, prodotto da Honda in collaborazione con l’azienda nipponica Kabuku. La tecnica 3D printing è stata utilizzata per i pannelli esterni, per il portellone e per il vano di carico del veicolo, sviluppato sull’idea di una Piattaforma di Design Variabile.

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La stampa 3D nel campo automobilistico però non è una novità. Anzi, c’è infatti chi da tempo utilizza questa tecnica. È il caso Ford che nel 1988, acquistò la terza stampante 3d prodotta nella storia, e da allora ha realizzato oltre mezzo milione di componenti con questa tecnologia, superando quota 500.000 con il prototipo di una copertura per il motore della nuova Mustang. Le stampanti 3D moderne sono più veloci, efficienti e precise rispetto alle primissime versioni, e oggi sono possono realizzare prototipi complessi ed estremamente dettagliati ha sottolineato Ford.

La tecnica 3D può essere inoltre utilizzata per la stampa di utensili utili per la produzione di auto. Una tecnica utilizzata da Opel, dove un team di sei persone guidato dal Virtual Simulation Engineer Sascha Holl stampa a Rüsselsheim utensili in plastica che vengono utilizzati negli stabilimenti di produzione Opel di tutta Europa. Meno costosi e più rapidi da produrre, questi utensili vengono utilizzati ad Eisenach per la produzione di ADAM e dell’ADAM ROCKS. Ma questo è solo l’inizio: gli esperti Opel prevedono che l’uso di utensili realizzati con la stampante 3D continuerà ad aumentare. In futuro, è la previsione di Opel, nel processo di produzione sarà inserito un numero sempre maggiore di utensili realizzati con la stampa in 3D.

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FULMINI: L’AUTO COME ‘GABBIA DI FARADAY’

Anche l’auto può essere considerata una “gabbia di Faraday”. Scritta così, la maggior parte dei lettori molto probabilmente non avrà capito il significato dell’espressione. Nè tantomeno la sua relazione con il tema “fulmini”. Per spiegare il concetto occorre partire dall’Ottocento con la scoperta fatta da Michael Faraday. Il fisico britannico, famoso per gli studi su elettromagnetismo ed elettrochimica, scoprì che la corrente elettrica si mantiene superficialmente nei conduttori scaricandosi a terra senza toccare ciò che c’è all’interno. Per dimostrare questa scoperta, Faraday costruì una “gabbia” rivestita da un’armatura metallica collegata a terra. Alla struttura vennero applicate grandi tensioni elettriche. Queste si scaricavano a terra senza penetrare all’interno della gabbia.

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Traslata nel campo dei veicoli lo stesso concetto vale, ad esempio, per le auto, che nel caso dei fulmini, fungono da “gabbia di Faraday”. Per questo, in caso di temporale, se ci troviamo all’aperto, l’auto può essere considerata un rifugio: potremo cercare riparo al suo interno ma “con portiere e finestrini rigorosamente chiusi e antenna della radio possibilmente abbassata” come ricorda la Protezione Civile nella sua pagina su “cosa fare” nel caso in caso di temporali e fulmini.

Detto questo, non vuol dire che dobbiamo abbassare la guardia avendo nell’auto individuato il “rifugio sicuro” di caso di maltempo. Soprattutto d’estate, in caso di viaggi o uscite fuori porta, è meglio prestare attenzione sia “nella fase di pianificazione, leggendo in anticipo i bollettini di previsione emessi dagli uffici meteorologici competenti” che al momento della partenza osservando “costantemente le condizioni atmosferiche” e ponendo “particolare attenzione all’eventuale presenza di segnali precursori dell’imminente arrivo di un temporale”. In caso di minaccia meteorologica, meglio aspettare o posticipare la partenza. In questo modo potremmo anche evitare di imbatterci in un’eventuale grandinata: in quel caso l’auto potrebbe esser sì un rifugio, ma con il rischio di pagarlo a caro prezzo, come spiegato in un precedente post.

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AUTO E MARE: CONSIGLI PER EVITARE I DANNI DA SALSEDINE

Il sale è un nemico della carrozzeria. L’incontro tra l’auto e questo agente corrosivo non è però solamente legato alla stagione fredda, quando questa sostanza viene utilizzata per prevenire la formazione del ghiaccio sulle strade. Anche d’estate, in caso di vacanze al mare, la salsedine proveniente dalla spiaggia non farà di certo bene alla componentistica della propria auto. Il sale, in generale, favorisce la formazione della ruggine sulla carrozzeria, ma anche le parti metalliche e le guarnizioni possono essere corrose da questa sostanza. E ancora di più d’estate, quando il calore del sole accelera l’azione del sale.

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Cosa fare allora per evitare che sale e salsedine danneggino la struttura del nostro veicolo? Proviamo a formulare qualche consiglio utile a coloro che trascorrono una vacanza al mare o che invece vivono stabilmente in una località balneare. Il primo consiglio potrebbe essere quello di coprire l’auto con un apposito telo. In questo modo si eviterà che il sale presente nell’aria marina si depositi sul telaio del veicolo. Certo, l’utilizzo di una copertura potrebbe risultare un po’ scomodo se abbiamo bisogno di utilizzare spesso il mezzo per spostarci. Allora, in quest’ultimo caso, il consiglio è quello di prestare molta attenzione alla pulizia. Ci sarà bisogno di lavare periodicamente ed accuratamente l’auto. Attenzione però a non usare acqua calda perché peggiora la situazione: il sale si scioglierebbe e andrebbe a depositarsi in zone più nascoste andando a compromettere dei punti non controllabili dal punto di vista visivo.

A temere questi effetti non sono solamente le auto. Ci sono anche le moto che, forse, vengono messe ancora più alla prova da sale e salsedine rispetto alle quattro ruote. E così, oltre a mantenere il veicolo costantemente pulito, sarà meglio applicare uno spray lubrificante sulle parti più sensibili del mezzo. In questo modo si eviterà che cavi, bulloni e contatti elettrici a vista vengano intaccati da sale e salsedine.

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AUTOMOBILISTI ITALIANI ATTENTI SOLO A CARROZZERIA E PRESTAZIONI: UN FALSO MITO

Automobilisti italiani attenti solo all’estetica e alle prestazioni del proprio mezzo? Le cose non stanno così. Anzi. I consumatori nostrani, per quanto riguarda le intenzioni di acquisto future, sono tra i più attenti alla sicurezza in Europa, più dei tedeschi. E sono anche i più attenti ai consumi.

È quanto rivela la ricerca “The Cars We Want Tomorrow” effettuata dall’istituto Gfk per conto di Autoscout24, per la quale è stato coinvolto un campione di 8.811 persone fra i 18 e i 65 anni in Austria, Belgio, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi e Spagna. Il risultato è che in Europa sono proprio gli italiani a distinguersi per attenzione a sicurezza ed economicità di uso.

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Lo studio, infatti, ha messo in evidenza che per l’82,6% degli oltre 1.400 italiani intervistati, la sicurezza sia in testa alle peculiarità che un’auto del futuro deve necessariamente possedere. Una percentuale che supera di gran lunga quella dei tedeschi (73,9%), degli spagnoli (81,9%) e dei francesi (78%). Ma gli italiani sono anche i più attenti ai consumi e con il 71,8% degli intervistati che lo ha dichiarato sono anche al primo posto tra gli europei.

Anche a livello europeo, in ogni caso, la sicurezza è l’elemento al quale gli automobilisti dedicano priorità assoluta: per il 78,2% degli intervistati è prioritaria, mentre il 95% la riconosce come un aspetto di fondamentale importanza. Il desiderio di sicurezza, inoltre, ha avuto un incremento, aumentando di 2,6 punti percentuali nel giro di un anno. Nella classifica dei requisiti attesi nelle auto del futuro, invece, i costi di gestione contenuti si piazzano al secondo posto, con il 90,5% delle preferenze.

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MODIFICARE UN’AUTO: IL FENOMENO TUNING E LA STORIA DELLO ‘SCORPIONE’

Modificare un veicolo originale per adeguarlo ai propri gusti o alle proprie esigenze. È questo, in estrema sintesi, il tuning, fenomeno che prende il nome dal verbo inglese to tune, “regolare, accordare, mettere a punto”. Questa tendenza ha origine negli Stati Uniti d’America nel corso degli anni sessanta con le Hot rod, le T-bucket e le Lowrider e, in ambito motociclistico, con i Chopper. Le trasformazioni di un veicolo possono essere di diverso tipo: estetico (carrozzeria), meccanico (motore, impianto frenante, sistema di scarico o assetto di guida). Possono riguardare gli impianti (illuminazione dei veicolo o audio) oppure gli interni del mezzo.

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Oltre ai singoli appassionati, ci sono anche dei marchi automobilisti che hanno deciso di dedicarsi pienamente a questo campo. È il caso dell’Abarth. Chi di voi non ricorda lo “Scorpione” (dal segno zodiacale del fondatore) sulla mitica 500? Ripercorriamo, dal sito del marchio, la fortunata storia targata Abarth:

Dopo una carriera da pilota, sia di auto che di moto, Karl Abarth e Guido Scagliarini fondano nel 1949 la Abarth & C. La prima vettura prodotta, la 204 A Roadster, derivazione della FIAT 1100, vinse immediatamente il campionato italiano 1100 Sport e quello di Formula 2. In parallelo alle corse, s’iniziarono a produrre i kit di elaborazione che aumentavano prestazione, potenza e velocità delle macchine di serie. Nel giro di qualche anno l’Abarth & C. poté contare su 375 dipendenti e una produzione di circa 300.000 marmitte l’anno.

Il marchio punta su auto maneggevoli, prestazionali e potenti, ma soprattutto piccole e cattive. Le “derivazioni” – si legge ancora – ottengono successi in ogni competizione e lo stesso Karl Abarth diventa protagonista di numerosi record. Negli anni 50 e lungo tutti gli anni 60, il marchio Abarth s’impone costantemente e incessantemente nell’immaginario collettivo come sinonimo di sportività, elaborazione e prestazioni, rivoluzionando, di fatto, il mondo delle auto sportive.

Come ricordato sopra, furono molto popolari i kit di trasformazione Abarth per la vecchia Fiat 500, che la rendevano più aggressiva e sportiva, senza limitarne la circolazione alla sola “pista”. Rilanciato da Fiat Group nel 2007, il marchio sportivo Abarth diventa un brand del gruppo e le sue vetture oggi sono vendute solo in 26 concessionarie scelte.

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AUTO RICOPERTA DA SABBIA DEL DESERTO: ATTENZIONE ALLA CARROZZERIA

Vi starete chiedendo cosa c’entra la sabbia del deserto con la carrozzeria delle nostre auto? Questo post non è pensato per gli avventurieri che si apprestano ad attraversare il Sahara, bensì per tutti gli automobilisti. Non vi è mai capitato di ritrovare sopra la vostra auto un leggero strato di polvere di color giallo-rossastro? È la sabbia del deserto sahariano portata in Italia. Un fenomeno che non colpisce solo il Sud (più vicino al continente africano) ma anche il Centro e il Nord spingendosi fin oltre le Alpi.

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Per capire come si origina il fenomeno ci affidiamo alla spiegazione degli esperti di 3BMeteo: “La situazione sinottica associata al trasporto di polvere dal deserto del Sahara sul Mediterraneo centrale è stata esaminata su base giornaliera dal 1972 al 1992. (Barkan et al., 2005). Si è riscontrato che la forza e la posizione di due essenziali centri di azione, come la bassa pressione poco a sud dell’Islanda e il campo di alte pressioni sub tropicale sul Mediterraneo centro orientale, sono fattori essenziali per far si che la polvere dal deserto raggiunga le nostre regioni. Ma attenzione perché si riscontra anche la sua presenza addirittura nel cuore del continente Europeo. Questo se i venti in quota sono molto forti. Quando la pioggia cade raccoglie le particelle di sabbia in sospensione che poi viene depositata sugli oggetti a terra”.

Come comportarsi di fronte ad uno strato di sabbia desertica sulla carrozzeria della nostra auto? “Attenzione alle modalità che verranno adottate per rimuoverlo” è la raccomandazione fornita dallo stesso portale di meteorologia. “Se si interverrà direttamente con un panno, umido o asciutto che sia, o con il lavaggio tramite le spazzole rotanti, il rischio è di graffiare irreparabilmente la vernice della carrozzeria. Per ovviare a questo problema è vivamente consigliato, prima di ogni operazione, il risciacquo con le lance con acqua e sapone, in modo da rimuovere la sabbia senza causare danni. Solo dopo questo passaggio – conclude 3BMeteo – potremo proseguire con il lavaggio dell’auto”.

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VACANZE ALL’APERTO IN AUTO, ROULOTTE O CAMPER

Non solo l’albergo. Per le vacanze c’è chi preferisce modalità di alloggiamento più flessibili che concedono meno vincoli in termini di orario e itinerario. Un esempio su tutti il campeggio: in questo caso l’auto (o la moto) diventa la protagonista di queste vacanze all’aperto. Ma c’è chi preferisce qualche comodità in più. Allora, insieme all’auto, potrebbe trasportare con sé una vera e propria casa viaggiante, come nel caso della roulotte. O in alternativa, lasciare in garage la propria e salire a bordo di un camper.

Nel caso di roulotte (caravan) e camper (autocaravan) siamo di fronte a mezzi “speciali”. Il Codice della Strada riconosce la loro particolarità in quanto si tratta di veicoli caratterizzati da una carrozzeria permanentemente adibita sia al trasporto che all’alloggio. Tale classificazione deve essere presente sia sulla Carta di Circolazione sia sul Certificato di Proprietà. In genere, gli autoveicoli speciali sono sottoposti, ai fini della circolazione, alla medesima disciplina di auto e moto.

E per quanto riguarda la sosta? In genere non costituisce campeggio, ma a condizioni ben precise: il veicolo deve appoggiarsi sulle sole ruote (senza dunque ricorrere a sostegni, piedini, ecc.) e non emetta deflussi propri (il divieto vale sia per le acque chiare sia per rifiuti liquidi). Inoltre, il mezzo non deve occupare spazio (con verande o tende) in misura eccedente rispetto alle dimensioni del veicolo. Per quanto riguarda invece la sosta a pagamento, agli autocaravan vengono applicate tariffe maggiorate del 50%. Per venire incontro alle esigenze dei camperisti sono state realizzate opportune aree di sosta attrezzate, sia in Italia che all’estero, con impianti igienico-sanitari pronti ad accogliere i residui organici e le acque chiare e non.

In viaggio auguriamo a tutti di non aver problemi ma se nella vostra vacanza all’aperto aveste bisogno di un meccanico o carrozziere cosa potete fare? Vi ricordiamo che potete ricorrere a RiparAutOnline, portale che permette agli utenti di richiedere online preventivi per la manutenzione e la riparazione di auto, moto e anche roulotte e camper.

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CARROZZERIA AUTO E GRANDINE: QUALCHE CONSIGLIO PRIMA E DOPO

L’estate è la stagione del bel tempo e delle giornate soleggiate. In caso di afa, tuttavia, c’è chi spera sempre nell’arrivo di un temporale in grado di spezzare la canicola. In questa categoria non rientrano di certo gli agricoltori, timorosi che tuoni e fulmini possano essere accompagnati da una pioggia di “proiettili di ghiaccio” in grado di rovinare il raccolto.

La grandine, tuttavia, non è un flagello solamente per le coltivazioni. Ad essere esposte a questo fenomeno atmosferico ci sono anche le auto. I chicci e le sfere che cadono dal cielo, infatti, possono ammaccare visibilmente la carrozzeria richiedendo l’intervento di un professionista.

Ma come prevenire o ridurre questo rischio? Dal punto di vista meteo abbiamo poche possibilità: possiamo prestare molta attenzione alle previsioni ma le condizioni con cui si producono questi fenomeni a volte sono molto particolari e imprevedibili (può succedere che grandini in una zona della città mentre da altre parti no).

Un provvedimento che possiamo valutare per alleviare il peso economico in caso di danni alla carrozzeria, è quello di dotarci preventivamente di una copertura assicurativa aggiuntiva per gli eventi naturali. Pur avendo nella maggior parte dei casi uno scoperto (intorno al 10%), questa garanzia aiuterà ad alleggerire il costo dell’intervento dal carrozziere che, a seconda della grandezza del danno, può essere di migliaia di euro.

Come mai può costare così tanto? Per riparare i bolli da grandine c’è bisogno di tanta manodopera specializzata. E, soprattutto, di strumenti adatti. Ventose, leve, stucchi e vernice sono gli arnesi tradizionalmente utilizzati per riparare le ammaccature. Oggi, inoltre, esistono anche sistemi computerizzati in grado di scansionare il danno e riparare la lamiera attraverso la somministrazione di calore.

Tralasciando illusorie soluzioni “fai da te” presenti sul web, il consiglio finale è quello di rivolgervi a RiparAutOnline per la ricerca del carrozziere: potrete ottenere in pochi click diversi preventivi per la riparazione scegliendo la soluzione migliore in termini di qualità/prezzo.

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GUARNIZIONI AUTO: COSA FARE QUANDO INIZIANO A CEDERE

Il tempo passa e tutti invecchiano, anche i veicoli. E così, come succede alle persone, le auto dopo una certa età, iniziano ad avere i primi acciacchi. Una delle componenti più soggette all’invecchiamento sono le guarnizioni in gomma collocate intorno alle porte: con il passare del tempo diventano più deboli e smettono di lavorare in maniera efficiente.

In alcuni casi, i segni dell’invecchiamento diventano evidenti. La guarnizione inizia a perdere frammenti, lasciando spazio tra il telaio della porta e l’isolamento stesso. A farne le spese sarà il comfort dell’abitacolo. Se le porte non sono sigillate correttamente, l’aria esterna (calda o fredda) potrà entrare all’interno della vettura. Stesso discorso per il rumore. Danni però ancora più gravi potranno venire dall’acqua: in caso di guarnizioni difettose, il bagnato (ad esempio, in caso di piogge di forte intensità), potrà causare gravi danni agli interni dell’auto.

Come risolvere il problema delle guarnizioni che cedono? In rete, nell’epoca dei tutorial, le soluzioni rapide e “fai da te” abbondano. Ma non sono le più consigliate. La colla, ad esempio, non risolverebbe il problema. Molti sono portati a pensare che in fase di produzione le guarnizioni siano state incollate al telaio. Le cose non stanno così: le guarnizioni su un’auto nuova sono fissate attraverso un sistema a pressione. La colla, quindi, oltre a non risolvere il problema, presenta delle controindicazioni legate alle variazioni di temperatura: l’adesivo si espande e si contrae a seconda se faccia caldo o freddo. Tradotto: la guarnizione incollata potrebbe cambiare forma a seconda della temperatura.

C’è, infine, chi propone il “rattoppo” attraverso l’utilizzo di una vecchia guarnizione. Ma come spesso accade, quello che sembra facile sulla carta, al momento di essere messo in pratica non lo è, e ci si rende conto che certe operazioni richiedono le competenze e la manualità di un esperto. A questo punto, in caso di guarnizioni da sistemare, non resta che rivolgersi ad un carrozziere. E se nella ricerca del professionista, volete risparmiare tempo e denaro senza rinunciare alla qualità, bastano pochi su click su RiparAutOnline.