LA MACCHINA SI PARCHEGGIA DA SOLA

Slogan ovunque, frasi a effetto che mirano ad attirare l’attenzione, quando non addirittura a sbalordire, con doppi sensi, insinuazioni, suggerimenti e, in alcuni casi, veri e propri miraggi.”Il futuro è oggi”, tanto per restare sul banale…

Ma quando leggiamo “Parking Assistent” il dubbio ci viene: è un’iperbole? Magari una piccola esagerazione per attirare clienti, della serie “…ti mette le ali…” (tanto per fare un esempio). Sarà sicuramente uno di quei miraggi, quelle insinuazioni, quei doppi sensi…

E invece no! L’auto si parcheggia da sola! O quasi…

Come funziona?

L’auto in questione è munita di particolari sensori a ultrasuoni che analizzano l’ambiente circostante, rilevando la distanza fra i veicoli parcheggiati, mentre ci si accosta per iniziare la manovra. Tutto avviene in pochi istanti, il computer calcola lo spazio tra le vetture e valuta se questo è sufficiente per ospitare la nostra macchina, dopodiché basta inserire la retromarcia e agire sui pedali del freno e dell’acceleratore: al resto ci pensa il sistema di parcheggio automatico, il quale si occupa di girare il volante nel modo più opportuno. E grazie tante.

Unico limite: lo spazio a disposizione deve essere di almeno 80 cm superiore alla lunghezza della macchina che si vuole parcheggiare.

E per i parcheggi a lisca di pesce?

Niente paura, fa anche quelli.

È presente, in particolare, una funzione denominata “Side Distance Warning” che è in grado di rilevare gli ostacoli intorno e segnalarli, riconoscendo corrimano, pilastri o muretti. Ma vero e proprio fulcro della rivoluzione risiede nell’invenzione della servoassistenza elettrica e cioè di quella particolare funzione in grado di trasferire i comandi della centralina al motorino elettrico che fa girare il volante.

L’innovativo sistema è stato sviluppato da Bosch, azienda tedesca leader nel settore dei componenti per autovetture, la quale ha condotto, oltretutto, una particolare indagine di mercato, rivelando come, in Germania, addirittura metà degli incidenti con danni materiali siano, in effetti, dovuti a manovre di parcheggio (i dati esaminati sono quelli di AZT, istituto di ricerca).

Certo, si tratta ancora di apparati semi-automatici ma la Volkswagen sta mettendo a punto un nuovo, incredibile sistema di assistenza al parcheggio, in grado di scannerizzare i posti in cui una vettura viene più spesso parcheggiata e creare una banca dati dalla quale attingere, in un secondo momento, per effettuare le manovre, lì registrate, senza guidatore.

Basta a sbalordire? No? Allora aggiungiamo che Il nuovo “Parking Assistent” sa anche uscire dal parcheggio e sa muoversi con rimorchio al seguito
Tutto in solitaria, ovviamente.

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COME MONTARE LE CATENE

Ok, chi doveva fare il cambio gomme l’ha già fatto (almeno si spera) e gli altri? Tutti gli altri usano le catene.

Già, le catene… ma come si usano le catene?

Fermi tutti, cominciamo dall’inizio…

Innanzitutto è bene specificare che le direttive non sono uguali per tutto il Paese e che è sempre meglio informarsi adeguatamente sulle disposizioni locali: detto questo, in realtà, l’obbligo di circolare con pneumatici invernali o con catene a bordo è scattato, dal 15 novembre scorso, un po’ dappertutto, quindi, se ancora non avete provveduto, fatelo.

Facile a dirsi ma come provvedere? Pneumatici o catene? In generale possiamo dire che, se da un lato il costo più contenuto delle catene può allettare ed essere, di per sé, motivo sufficiente a indirizzare la nostra scelta, dall’altro le possibilità di utilizzo delle stesse, decisamente più limitate rispetto alle gomme invernali, ne aumentano gli svantaggi.

Perfetto. Ma se scelgo le catene…

Quando le monto?

In caso di neve alta, di forti pendenze o di ghiaccio.

Dove le monto?

Essendo funzionali a una maggiore aderenza, si montano sulle ruote davanti, in caso di vettura a trazione anteriore, dietro, se la trazione è posteriore. Se abbiamo una macchina a doppia trazione, possiamo montare due paia di catene o un solo paio sulle ruote davanti.

Come le monto?

Sarebbe opportuno mantenere, durante l’operazione, le ruote diritte ma nel caso in cui lo spazio di manovra (delle mani) sia troppo limitato, potrebbe essere d’aiuto ruotare leggermente lo sterzo. Iniziamo dalla ruota che punta verso l’esterno, solleviamo la maglia metallica il più possibile e cerchiamo di infilarla verso l’interno. Cerchiamo di far combaciare la catena alla gomma un poco alla volta, fino ad agganciare il primo cavo sul retro della rete; a questo punto fissiamo anche gli altri cavi e controlliamo che ci sia abbastanza gioco tra la ruota e la catena. Nel caso in cui stiamo utilizzando delle catene autotensionanti, il gioco è fatto, altrimenti è necessario fermarsi dopo una cinquantina di metri per tensionarle a mano.

Attenzione, montare le catene nel caldo del proprio garage è una cosa, farlo al freddo, nella neve, magari al buio, è un’altra: se avete dei guanti potete indossarli ma avrete meno sensibilità al momento dell’aggancio (il che è un problema, fidatevi).

Dopo averle montate?

Guidare con le catene richiede prudenza e velocità moderata. La migliore trazione non esclude automaticamente difficoltà in frenata o in pendenza a favore; per questo motivo non si devono superare i 50 chilometri orari ed è meglio evitare sterzate brusche e spinte eccessive sul pedale del freno. Resta sempre preferibile l’uso del freno a motore.

È molto importante, poi, togliere le catene non appena cambino le condizioni della strada: con assenza di ghiaccio o strato di neve inferiore a 10 cm, c’è il rischio di rovinare asfalto e sospensioni (senza parlare dei semiassi).

Dopo l’uso, lavare con acqua e lasciare asciugare a temperatura ambiente.

Come sbrinare il parabrezza

Parola d’ordine: INVERNO!

E ci risiamo…

Suona la sveglia, ci alziamo dal letto, pit-stop al bagno e poi di corsa a fare colazione. C’è chi ci mette un’ora, chi in mezzora è già pronto, chi a volte fa in fretta e a volte proprio non riesce a uscire in orario. Ci sono quelli che il caffè lo prendono al bar e quelli/quelle che si truccano in ascensore per far prima. Chi vuole la musica, chi la televisione accesa, chi si accontenta di fischiettare sotto la doccia e chi <<…doccia la mattina? D’inverno? Mai…>>

Senza dimenticare quelli che staccano la sveglia, guardano fuori dalla finestra, si girano dall’altra parte e continuano beatamente a dormire…

Tutti diversi ma in realtà inesorabilmente uguali. Già, perché tutti (ma proprio tutti) abbiamo stretto almeno una volta i pugni davanti alla nostra auto, di mattina presto, d’inverno, magari in ritardo per andare al lavoro, con lo sguardo perso e sconsolatamente fisso…

  1. La maniglia della portiera: ghiacciata.
  2. Tutti i finestrini, gli specchietti e il lunotto posteriore: ghiacciati.
  3. Il parabrezza: ghiacciato, sotto uno strato di brina spesso due centimetri e mezzo. E meno male che non ha nevicato.
  4. Dentro la macchina fa talmente freddo che si sta meglio fuori a -5°.
  5. Niente paura, accendiamo l’aria: la Bora.

Ci guardiamo intorno e notiamo che tutte le macchine parcheggiate sono nella stessa situazione della nostra e magari scambiamo anche un cenno d’impotente rassegnazione con gli altri automobilisti, seduti come noi al voltante, con le mani sotto le ascelle.

Ok, siamo tutti sulla stessa barca… una rompighiacci nel Mare del Nord…

Come sbrinare il parabrezza

Un oggetto necessario, fondamentale, da salvaguardare a costo della vita è il RASCHIETTO: semplice strumento, acquistabile in qualsiasi negozio fai da te o di accessori per auto. Unica pecca? È un lavoro lento e faticoso, oltreché umido.

Soluzione più rapida è utilizzare una miscela di acqua tiepida (non bollente mi raccomando) e aceto. Versando il composto sul ghiaccio e aspettando qualche secondo le cose dovrebbero migliorare notevolmente. Sì lo so, l’odore di aceto ce lo teniamo…

Rimedio infallibile è il cosiddetto spray sghiacciante: si vende in bombolette e lo si può trovare nei negozi dedicati. Il problema è che ha, solitamente, un costo elevato.

In realtà, il trucco più semplice è quello di prevenire il tutto. La sera, prima di andare a dormire, versate dell’acqua mista ad alcool sul parabrezza: questo dovrebbe impedire il formarsi di ghiaccio. Il motivo è semplice l’alcol reagisce abbassando la temperatura di congelamento dei liquidi con cui si mischia. Bisogna, però, stare attenti alle parti in plastica; è consigliabile, infatti, non far entrare in contatto, per esempio, i tergicristalli con il liquido, in quanto a lungo andare potrebbero rovinarsi. Tale sistema è da evitare anche nel caso in cui il parabrezza sia scheggiato.

L’intervento migliore, però, resta il vecchio, caro, pannello di cartone; ogni sera, prima di abbandonare la vostra macchina alle intemperie della notte, fissatelo coi tergicristalli al vetro e non abbiate paura: di mattina basterà rimuoverlo e il gioco sarà fatto… pronti per andare al lavoro!

Hai il parabrezza scheggiato? tasto

P.S. se avete un box a disposizione, usatelo! La vostra auto vi ringrazierà, magari con qualche anno di prestazioni in più.

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Come usare il Kit riparazione gomme invece del ruotino

È buio. Abbassiamo lo sguardo velocemente, quasi sovrappensiero, senza togliere il piede dall’acceleratore. È un gesto automatico, di chi guida da sempre, di chi sa il fatto suo. Un’occhiata veloce al quadro ci dice che sono solo le 5 del pomeriggio ma si sa, d’inverno…

Sembra notte fonda. Nessuno in giro.

A parte noi.

All’improvviso, uno strano rumore spezza il silenzio. La macchina sbanda leggermente, diventa scontrosa, difficile da tenere. Il volante trema e noi con lui. Poco importa che ci siano -5° e che il riscaldamento non funzioni, cominciamo a sudare.

Abbiamo forato.

Niente panico. Senza inchiodare, rallentiamo di freno a motore e ci prepariamo ad accostare. Inseriamo la freccia e alziamo gli occhi verso lo specchietto retrovisore: non c’è nessuno, già lo sappiamo, ma è un gesto automatico, di chi guida da sempre, di chi sa il fatto suo. A macchina ferma scendiamo e ci dirigiamo verso il portabagagli. Non importa; ci vorrà qualche minuto, prenderemo freddo, ci stancheremo un po’ ma non importa. Sappiamo cosa dobbiamo fare. Sappiamo esattamente come cambiare una ruota. Gli unici pensieri sono rivolti alla chiave. Sarà al suo posto? E il crick? c’era l’ultima volta che abbiamo controllato? Ma abbiamo mai controllato? Non importa, guidiamo da sempre, sappiamo il fatto nostro. Apriamo il vano posteriore, tiriamo su il pannello di fondo e… NIENTE RUOTA DI SCORTA! Al suo posto troviamo il famigerato kit di riparazione gomme

e tanti saluti…

Ecco cosa fare in 10 punti

Primo: se la gomma ha un vero e proprio squarcio e non un semplice foro mettiamoci l’anima in pace: in quel caso, “o ruotino o muerte” (dove muerte è in senso figurato e significa ‘carro attrezzi’).

Secondo: il kit è composto da due elementi, il compressore e una bomboletta che contiene una sostanza schiumosa vulcanizzante. Prendiamoli entrambi.

Terzo: svitiamo il tappo dalla bomboletta senza togliere, però, il sigillo di alluminio (se forassimo il sigillo il prodotto uscirebbe di colpo e allora, oltre alla ruota, dovremo cambiare anche i vestiti)

Quarto: inseriamo l’ugello a vite del compressore nella bomboletta e lo avvitiamo fino a rompere (in questo caso sì) il sigillo in modo da permettere l’ingresso della schiuma nel compressore.

Quinto: togliamo il tappo della ruota e attacchiamo il compressore all’accendisigari (tranquilli non si soffia). Dopodiché colleghiamo il tubo di gomma del compressore alla ruota forata.

Sesto: premiamo l’interruttore e accendiamo il compressore. La gomma si gonfierà e la schiuma sarà pressata dentro di essa. Mischiandosi all’aria, il prodotto vulcanizzante formerà uno strato in grado di ricoprire l’interno della ruota e tappare il foro. Attenzione, la pressione dovrà raggiungere il livello di 1,8/2,0 bar prima che si possa spegnere il compressore.

Settimo: aspettiamo 15 minuti perché la schiuma solidifichi

Ottavo: accendiamo la macchina e percorriamo 4/5 chilometri prima di fermarci nuovamente. (questo passaggio è fondamentale in quanto serve ad assestare la ruota)

Nono: scendiamo dall’auto e ricontrolliamo nuovamente la pressione delle gomme.

Decimo: se è tutto a posto risaliamo in macchina e ci rechiamo IL PRIMA POSSIBILE da un gommista. Non funziona come per le biciclette… la ruota va sostituita comunque!

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Facile no?

P.S. La bomboletta è usa e getta, il compressore no…

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Le migliori APP per automobilisti

“Per tutto c’è una app” diceva una famosa pubblicità.

Ed è proprio così; in questo articolo vi elenchiamo 6 applicazioni che possono aiutare il guidatore a non rimanere imbottigliato nel traffico, a rispettare i limiti di velocità e a rispettare l’ambiente.

RIPARAUTONLINE (iOS e Android)

Non potevamo che cominciare con la nostra app, che vi permette in pochi e semplici passaggi di ottenere e confrontare preventivi per la riparazione e la manutenzione della vostra auto o moto.

Potrete scegliere l’officina più vicina, la più conveniente o quella con il miglior rating dato dai precedenti clienti, semplicemente con pochi tap sul vostro smartphone.

Scaricatela subito:

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ALERTINO (iOS e Android)

Alertino è l’applicazione che favorisce la comunicazione fra automobilisti, al momento costituita da gesti con le mani, colpi di clacson e insulti sibilati fra i denti.

Per l’uso completo di Alertino è consigliabile usare, oltre ad un nickname, il proprio numero di targa, che verrà inserito nel database dell’applicazione.

Ma cosa si può fare con questa app? Rintracciare in maniera veloce un automobilista che ha lasciato un finestrino aperto o le luci accese, che ha parcheggiato in doppia fila o che viaggia con la lampadina di un faro bruciata.

Questo perché grazie all’enorme diffusione degli smartphone ognuno di noi ha sempre con se un dispositivo in grado di ricevere istantaneamente qualsiasi tipo di comunicazione.

 

VEICOLIAPP (iOS e Android)

Veicoli non è una semplice app, ma una vera e propria piattaforma basata su un servizio cloud che si adatta a piattaforme e dispositivi diversi.

Veicoliapp è una vera e propria banca dati del vostro veicolo che permette di tenere sotto controllo le manutenzioni periodiche, i costi del carburante, la posizione del parcheggio e perfino la validità della propria patente.

L’utilità di questa app cresce in maniera esponenziale all’aumentare del parco macchine da gestire, diventando imprescindibile quando si ha a che fare con un parco auto aziendale.

 

PARKOPEDIA (iOS, Android, Windows Phone)

Quante volte vi è capitato di girare per ore in centro città e di non trovare parcheggio? Quante volte siete arrivati davanti all’entrata di un parcheggio e sul cartello luminoso avete letto l’odiosa scritta “Completo”?

Bene, questa è l’app che fa per voi, utile per evitare inutili viaggi da una parte all’altra della città in cerca di un posto libero.

Parkopedia indica i parcheggi liberi in tempo reale, un aiuto per non perdere tempo e risparmiare carburante.

 

CAR HUD  (Android)

Questa app parte da un’idea semplice: quando si guida non si devono avere distrazioni e lo sguardo deve rimanere sul parabrezza.

Ecco allora che grazie a Car HUD la vostra velocità verrà proiettata proprio sul vostro parabrezza per non farvi distogliere lo sguardo dalla strada; basta appoggiare il vostro smartphone sotto il vetro anteriore dell’auto e il gioco è fatto!

 

IGPL e METANO (iOS)

Queste 2 applicazioni sono dedicate ai possessori di una macchina a Gpl o a Metano e segnalano i distributori più vicini a voi, indicandone distanza e Km da percorrere.

Come potete vedere le applicazioni dedicate agli automobilisti sono tante e varie (ovviamente qui ne abbiamo indicate solo una piccolissima parte) e possono sicuramente semplificarvi la vita, oltre ad evitare, in alcuni casi, inutili scocciature.

 

E’ proprio vero, per tutto c’è una app!

 

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Fiat Tipo 2.0

REVIVAL.

Potrebbe essere questa una possibile tagline del lungo ‘film’ Fiat in onda, ormai, da qualche anno. A un osservatore poco attento potrebbe sembrare un’operazione semplice: ogni tanto ci si gira (occhi chiusi, ovviamente), si allunga la mano, si tastano le vecchie glorie (così, quasi a tentoni) e non appena il profilo sembri al tatto quello giusto, si tira fuori dal mucchio il vincitore. A questo punto lo si rimodella un po’… e via, giù in strada, pronti al lancio esplosivo e alla vendita su grande scala. Ci sono passate tutte, le vecchie glorie, dalla Punto alla Cinquecento, dalle Giulie alla Panda… sotto a chi tocca…

Ora tocca alla Tipo.

Categoria non molto d’impatto per il mercato italiano (berlina a 4 porte) sembra, però, anticipare un colpaccio niente male grazie anche alla mancanza di concorrenti dirette, per quanto riguarda il rapporto tra la tipologia di vettura e le dimensioni così contenute (4 metri e 53 cm di lunghezza). Oltreché, ovviamente un prezzo base di sicuro allettante: 12.500 Euro nella versione benzina.

Ma vediamo i dettagli.

Innanzitutto il prezzo. La Opening Edition parte da una base di 14.500 Euro per il motore benzina e 18.700 Euro per il gasolio ma è in corso una promozione che prevede uno sconto di 2mila Euro per tutte le versioni, in caso di permuta o rottamazione. Il prezzo relativamente basso è dovuto al fatto che la vettura è fatta in Turchia dove i costi di produzione restano, di gran lunga, contenuti.

All’interno la macchina è molto comoda. Ci sono più di dieci vani porta oggetti comodi da usare (e da individuare); l’insonorizzazione è ottima e il bagagliaio è enorme, con una soglia di carico bassa e di facile accesso (si apre col telecomando ma si chiude a mano).

I motori proposti sono 1.4 a benzina con 95 CV e 1.6 turbodiesel da 120 CV (quello usato per il test).

Un problema si potrebbe riscontrare nel momento in cui si volesse rivendere la vettura dopo pochi anni. La valutazione del mercato non sarà delle migliori ed è quindi consigliabile investire per il lungo periodo e non per un cambio in corsa…

La versione tre volumi sbarca in Italia il 5 e il 6 dicembre, con porte aperte da parte delle concessionarie, pronte a rispondere alle domande e a far provare le vetture.

L’incontro con la stampa ha preparato, per così dire, la strada; spetta, ora, al grande pubblico il verdetto definitivo ma si potrebbe prevedere un pollice alzato, visto che i dati raccolti finora segnalano già un numero di ordini superiore alle aspettative… del resto “ci vuole poco per avere tanto”.

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L’inverno sta arrivando! I nostri consigli

L’inverno sta arrivando!

E’ il momento quindi di preparare la propria auto per il cambio stagionale.

Noi siamo qui per darvi tutti i consigli necessari, per non lasciarvi soli in questo momento difficile.

Per alcune cose potrete provvedere da soli, per altre sarà necessario l’aiuto di un professionista e chi meglio di noi può indirizzarvi verso una delle nostre officine?

La sicurezza prima di tutto

Prima di metterti alla guida controlla di avere sempre con te un giubbino catarinfrangente, una torcia, guanti per il montaggio delle catene e un triangolo luminoso. Oltre a questo è sempre meglio che il cellulare sia carico (ma non usarlo mentre sei al volante!) e che nel cruscotto ci sia un raschietto per il ghiaccio.

Per viaggi lunghi ricordati di tenere i cavi di avviamento a portata.

Controllo professionale

Il freddo può danneggiare il tuo veicolo in molti modi; per evitare che questo accada puoi chiedere l’aiuto di un professionista.

Il cambio delle gomme, il controllo dell’olio, dei freni e del livello della batteria potrebbero essere cose che non sei in grado di fare da solo, ma sono essenziali per te e per la tua macchina, soprattutto in questo periodo.

Il ghiaccio e il sale possono danneggiare la verniciatura e favorire la ruggine, mentre le basse temperature fanno perdere potenza più velocemente alla batteria.

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Cosa posso fare da solo?

Assicurati che le tue gomme invernali siano a norma, che non siano troppo consumate e che il battistrada sia abbastanza spesso.

Assicurati che il radiatore del liquido di raffreddamento e il liquido per il lavaggio del parabrezza siano anti gelo. Si può controllare con una semplice prova: prendi un campione di liquido e mettilo per una notte nel freezer. Se la mattina dopo il liquido sarà ghiacciato è il momento di cambiarlo!

Tieni sempre puliti i tergicristalli e gli ugelli lavacristalli che potrebbero essere intasati facilmente da sporcizia e calcare; fate in modo che lo spruzzo sia rivolto verso il vostro vetro e non verso quello del veicolo accanto 😉

Per concludere è bene ricordare che il primo accorgimento è la prudenza:

velocità moderata (soprattutto con la neve), distanza di sicurezza adeguata, utilizzo del freno motore per ridurre la marcia, piede leggero sul pedale del freno, partenze e fermate progressive per evitare slittamenti.

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Guidi e non hai la patente? Nessun problema, basta che paghi…

Reato no mas!

Il termine tecnico è DEPENALIZZAZIONE e significa, in pratica, che se ti beccano a guidare una macchina senza avere la patente in regola (o senza averla e basta), il fatto non costituirà più reato; niente più processo penale, niente più avvocati… niente più niente? No, resta la multa che anzi raddoppia e arriva fino a cinquemila euro.

Si tratta dell’ultima di una serie di modifiche al codice della strada che spingono in direzioni differenti e che lasciano alcuni dubbi riguardo all’intento complessivo del disegno in corso di attuazione: ricordiamo, fra tutte, il cambio di rotta a proposito del tanto auspicato omicidio stradale il quale, previsto inizialmente in un disegno di riforma del Codice penale, è stato ridimensionato notevolmente fino a perdere del tutto il carattere doloso.

Per quanto riguarda il discorso patente, la modifica si colloca nell’ottica di quei reati che, come previsto dalla legge 67/2014, sono oramai punibili con la sola pena della multa o dell’ammenda. Per essere più precisi si tratta di un decreto legislativo che integrerà l’articolo 116 del Codice della strada “Chiunque conduce veicoli senza aver conseguito la corrispondente patente è punito con l’ammenda da 2.257 euro a 9.032 euro” e sostituirà all’ammenda una sanzione amministrativa che potrà variare da cinquemila a trentamila euro.

La modifica non può essere più chiara di così, si passa da reato a semplice illecito amministrativo e, cosa ancora più importante, sarà valida anche per le violazioni commesse prima della sua entrata in vigore (sempreché il procedimento penale non sia già stato definito con sentenza o con decreto divenuti irrevocabili). Nell’ipotesi di reiterazione del reato nel biennio, poi, c’è l’arresto fino a un anno (ma questo è già previsto dalla legge attuale).

Il decreto in questione è stato trasmesso qualche giorno fa dal Governo alla Camera per iniziare la discussione in Parlamento, sollevando dubbi e perplessità; si è passati da discorsi sul ritiro a vita della patente a discorsi sul ritiro prolungato, fino ad atterrare sulla depenalizzazione.

Bisognerà attendere l’evoluzione in Parlamento per conoscere il finale della storia, intanto resta la meraviglia per un paese in cui, sempre più spesso, chi ha i soldi paga e scansa processi come fossero pallottole…

Lascia o Raddoppia? Il Salone dell’Auto raddoppia!

Luogo?

Torino, Parco del Valentino.

Giorno?

Dall’8 al 12 giugno 2016.

Mancano ancora 7 mesi eppure già si organizza, già se ne parla. Sono tutti pronti (e come biasimarli) per un evento divenuto, in brevissimo tempo, caratteristico della città del primo Parlamento italiano: il Salone dell’automobile all’aperto.

Si tratta della seconda edizione, prevista per il 2016, che intende riproporre la stessa formula di successo protagonista durante l’estate scorsa; ovviamente con i dovuti aggiustamenti, o meglio, miglioramenti!

Un primo grande improvement è relativo alla durata stessa dell’evento il quale andrà avanti per 5 giorni (contro i 4 della volta precedente) con esposizioni lungo il percorso, pedane nei viali del parco e auto da mozzafiato in bella vista, integrate nel verde del Valentino. L’orario d’accesso è ampio – dalle 10 alle 24 – e ovviamente l’ingresso/uscita è gratuito per tutti, grandi e piccini, famiglie e solitari! L’appuntamento è da sogno; del resto, dopo 15 anni di assenza e il ritorno esplosivo del 2015 le aspettative non fanno altro che aumentare! E si punta in alto, alle 500mila presenze!

Ha già avuto luogo, a questo proposito, una conferenza stampa di presentazione alla quale hanno partecipato il presidente del comitato organizzatore Andrea Levy, il sindaco Piero Fassino, l’assessore Claudio Lubatti, il presidente dell’Aci di Torino Piergiorgio Re e la direttrice di Auto&Design Silvia Baruffaldi. “La prima edizione del Salone al Parco del Valentino ha avuto un successo tale da spingerci a renderlo permanente” ha affermato Fassino, “d’ora in avanti, ogni anno il Salone dell’auto si farà a Torino”.

Ma vediamo i dettagli:

  • Format comprovato: massimo 4 auto per marchio e Gran Premio previsto per sabato 11, con 45 chilometri di percorso dal centro di Torino alla Reggia di Venaria (con annessa salita a Superga). Il percorso è più lungo di quello del 2015 e per la prima volta supererà il Po.
  • Numero maggiore di modelli: nella prima edizione erano 70 ma per l’anno prossimo ne sono attesi 120/130 a seguito dell’aggiunta di nuovi brand (attesi 40 circa).
  • Sezione Test Drive: è prevista per la prima volta l’opportunità di provare su strada le auto esposte, elettriche e non, per la gioia dei visitatori.
  • Car Award Designal: una giuria internazionale assegnerà il premio nel castello sito ai bordi del fiume.

Ovviamente RiparAutOnline ci sarà e che altro dire… speriamo che non piova!