CAR DESIGN: LE CREAZIONI DI GIUGIARO

Da molti è stato definito “il più importante Car Designer del Novecento”. Stiamo parlando di Giorgetto Giugiaro, personalità che ha sicuramente fatto storia nel mondo dell’automobilismo. Il suo genio creativo ha dato forma ad oltre 200 vetture, dalle utilitarie più spartane a sportive mozzafiato e concept car, e ha saputo fondere una forte vena artistica con una rigorosa cultura ingegneristica.

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Dal 25 novembre 2016 al 26 febbraio 2017 il Museo Nazionale dell’Automobile “Avv. Giovanni Agnelli” di Torino, in corso Unità d’Italia 40, celebra lo stilista piemontese nella mostra “Giugiaro e il suo percorso”. Curata da tre personalità di spicco del mondo dell’Automotive, il giornalista Giosuè Boetto Cohen, lo storico dell’auto Giuliano Molineri e il direttore del MAUTO Rodolfo Gaffino Rossi, la mostra, come si legge nella presentazione, ripercorre le tappe della carriera di Giorgetto Giugiaro:

Se quella di Giugiaro è infatti un’esperienza professionale che ha attraversato la storia e il successo dei tutti i più grandi marchi automobilistici, la vicenda dell’uomo inizia a Garessio, piccolo paesino tra Cuneo e la Liguria, dove nel 1938 nasce Giorgetto. È a partire da qui che si sviluppa l’esposizione che ripercorre l’infanzia e il forte legame con la famiglia. In particolare con il padre Mario che gli trasmette la passione per il disegno e la pittura, la scelta di intraprendere una formazione artistica a cui si va ad affiancare lo studio della progettazione tecnica. Poi il trasferimento a Torino e l’esperienza della scuola per “figurinisti” di Eugenio Colmo, in arte Golia. La prima parte del percorso è così dedicata a inediti bozzetti giovanili, dipinti ad olio e caricature di personaggi famosi fino ai primi figurini di automobili. A metà degli Anni Cinquanta attireranno l’attenzione di Dante Giocosa, direttore tecnico della Fiat e considerato uno dei maestri della scuola motoristica italiana. Si prosegue poi nella sezione “Ghiribizzi” che racconta gli anni da apprendista nel Centro Stile Fiat e i primi modelli del ventunenne Giugiaro per la carrozzeria Bertone. Per arrivare all’impresa di Italdesign, fondata insieme all’amico tecnologo Aldo Mantovani nel 1968 e sviluppata in crescente simbiosi con il figlio Fabrizio, entrato in azienda nel 1990 fino ad assumere la responsabilità dell’Area Stile. La concept-car Testudo (su meccanica Chevrolet Corvair) e gli studi per la Aztec sono il preludio della “Gallery” che raccoglie dieci delle vetture più celebri disegnate da Giorgetto: auto da sogno accanto a geniali utilitarie. Il resto è storia: dalla Golf lanciata nel 1974 alla Ferrari GG50, passando per la Panda e l’Alfa Brera, la Maserati Ghibli e la berlina extralusso Bugatti, fino all’Alfa 2600 e la Brivido, concepita in Italdesign da Fabrizio Giugiaro, per concludere con la DeLorean, resa celebre dal film “Ritorno al futuro”.

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AUTO E CINEMA: LE ‘MOVIE CARS’

Quanti di voi si sono innamorati di un’auto vedendo un film? Motori e cinema è un binomio che ha reso celebri molte pellicole, o marchi, che grazie alla presenza delle quattro ruote sul grande schermo sono diventati famosi. Ricordare però tutte le pellicole che hanno un’auto come protagonista è un’impresa. A questo scopo chiediamo aiuto al MAUTO, Museo dell’Automobile di Torino, che fornisce una panoramica di quelle che sono state le principali “movie cars” che hanno fatto la storia del cinema.

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Come in tanti linguaggi artistici, anche nel cinema l’auto ha recitato il ruolo di protagonista. Le auto hanno sempre riflesso i costumi e le epoche di riferimento, i gusti e gli status sociali dei propri guidatori. È il caso, ad esempio, dei film dedicati a James Bond, l’agente segreto più famoso della cinematografia mondiale, dove il fascino del protagonista è indissolubilmente legato alla sua Aston Martin DB5 che ricompare in numerosissime pellicole dedicate allo 007 (Missione Goldfinger – 1964, Si Vive Solo Due Volte – 1966, Operazione Tuono – 1965, per citarne solo alcuni).

In alcuni casi le auto sono diventate vere e proprie protagoniste all’interno della narrazione: in Italian Job (Un colpo all’italiana, 1969), inserito nel 1999 dal British Institute al 38° posto nella lista delle cento migliori pellicole della storia del cinema britannico, le tre Mini Cooper mostrano una Torino futuribile appena restaurata per il centenario dell’Unità. La Delorian di Ritorno al Futuro (Back to the Future, 1985), la Ectomobile dei Ghostbusters (Ghostbusters, Gli Acchiappafantasmi, 1984), Herbie, il Maggiolino tutto matto (The Love Bug) dell’omonimo film Disney del 1969, Benny il taxi di Roger Rabbit di Chi ha incastrato Roger Rabbit (Who Framed Roger Rabbit, 1988), la Gran Torino del burbero Walt Kowalsky, reduce della Guerra in Corea ed ex operaio Ford, dell’omonima pellicola interpretata e diretta da Clint Eastwood (Gran Torino, 2009), sono tra le auto più antropomorfe presenti nella storia del dialogo tra l’arte cinematografica e l’universo dei motori: veri personaggi dei loro film.

Attraverso il ruolo affidato all’automobile all’interno della pellicola cinematografica è anche possibile cogliere gli aspetti distintivi di una società e i suoi cambiamenti (o il suo immobilismo). Si pensi ad esempio all’estrema attualità della storia del brusco e doloroso passaggio all’età adulta narrata in Gioventù Bruciata (Rebel Without a Cause, 1955), il documento sui riti della generazione post-bellica nella provincia statunitense, con le sue corse clandestine in automobile, l’abuso di alcool e le bande criminali.

Ultimo esempio sono gli affreschi cinematografici rappresentativi del benessere e del miracolo economico degli anni “ruggenti” del cinema italiano, come quello dipinto ne Il Sorpasso, il film di Dino Risi del 1962, manifesto della cosiddetta commedia all’italiana.

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#SAVELANCIA: APPASSIONATI SI MOBILITANO PER SALVARE LO STORICO MARCHIO

Vi ricordate le auto Lancia? Un marchio che rischia di scomparire. Contro questo triste orizzonte, si è mobilitato un gruppo di appassionati che ha deciso di iniziare la sua battaglia per salvare lo storico marchio nato a Torino nel 1906 grazie al genio e alla passione di Vincenzo Lancia. E’ così hanno lanciato il progetto Savelancia che vuole salvare, difendere e coltivare il marchio famoso nel mondo. Il prossimo 27 novembre 2016 ricorre l’anniversario numero 110 dello storico marchio e in vista di questa ricorrenza gli appassionati si sono già mobilitati per ricordare l’avvenimento.

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Ecco la nota dove SaveLancia annuncia in che modo celebrerà l’anniversario:

Il prossimo 27 Novembre ricorre l’importante traguardo del 110° anniversario di Lancia. Una ricorrenza mesta viste le attuali prospettive dello storico marchio torinese: oggi di Lancia resta la presenza di un limitatissimo presidio offerto da Ypsilon che molto probabilmente, non verrà garantito con una nuova generazione. Abbandonati lentamente i mercati europei, abbandonati i più importanti saloni dell’automobile.

In questo quadro difficile s’incontrano le numerose voci critiche che sul web hanno dato vita ad un network di profili identificati nel progetto #SaveLancia (solo su twitter oltre 15.000 follower, 30.000 su facebook). Voci che in questi anni hanno saputo spezzare il silenzio calato attorno al destino di Lancia, il tutto sfruttando marketing virale teso a rivendicare l’importanza del ruolo memoria storica di una realtà industriale che ha saputo incantare il mondo automobilistico per prodotti di qualità e di avanguardia.

Di quella memoria, oggi, FCA sembra non essere interessata quindi per la ricorrenza dei 110 anni il network savelancia.it ha dato vita con successo ad un’iniziativa social per la
realizzazione condivisa di un libro in formato digitale che verrà realizzato con l’apporto dei
lancisti e poi distribuito gratuitamente attraverso il web (siti o social network che ne
abbiano appoggiato l’iniziativa).

Non solo l’intento celebrativo quindi, ma concretamente un’iniziativa fondamentale per
sensibilizzare il pubblico sul destino di Lancia, brand capace ancora di esercitare appeal e il
riconoscimento internazionale.

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Le migliori APP per automobilisti

“Per tutto c’è una app” diceva una famosa pubblicità.

Ed è proprio così; in questo articolo vi elenchiamo 6 applicazioni che possono aiutare il guidatore a non rimanere imbottigliato nel traffico, a rispettare i limiti di velocità e a rispettare l’ambiente.

RIPARAUTONLINE (iOS e Android)

Non potevamo che cominciare con la nostra app, che vi permette in pochi e semplici passaggi di ottenere e confrontare preventivi per la riparazione e la manutenzione della vostra auto o moto.

Potrete scegliere l’officina più vicina, la più conveniente o quella con il miglior rating dato dai precedenti clienti, semplicemente con pochi tap sul vostro smartphone.

Scaricatela subito:

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ALERTINO (iOS e Android)

Alertino è l’applicazione che favorisce la comunicazione fra automobilisti, al momento costituita da gesti con le mani, colpi di clacson e insulti sibilati fra i denti.

Per l’uso completo di Alertino è consigliabile usare, oltre ad un nickname, il proprio numero di targa, che verrà inserito nel database dell’applicazione.

Ma cosa si può fare con questa app? Rintracciare in maniera veloce un automobilista che ha lasciato un finestrino aperto o le luci accese, che ha parcheggiato in doppia fila o che viaggia con la lampadina di un faro bruciata.

Questo perché grazie all’enorme diffusione degli smartphone ognuno di noi ha sempre con se un dispositivo in grado di ricevere istantaneamente qualsiasi tipo di comunicazione.

 

VEICOLIAPP (iOS e Android)

Veicoli non è una semplice app, ma una vera e propria piattaforma basata su un servizio cloud che si adatta a piattaforme e dispositivi diversi.

Veicoliapp è una vera e propria banca dati del vostro veicolo che permette di tenere sotto controllo le manutenzioni periodiche, i costi del carburante, la posizione del parcheggio e perfino la validità della propria patente.

L’utilità di questa app cresce in maniera esponenziale all’aumentare del parco macchine da gestire, diventando imprescindibile quando si ha a che fare con un parco auto aziendale.

 

PARKOPEDIA (iOS, Android, Windows Phone)

Quante volte vi è capitato di girare per ore in centro città e di non trovare parcheggio? Quante volte siete arrivati davanti all’entrata di un parcheggio e sul cartello luminoso avete letto l’odiosa scritta “Completo”?

Bene, questa è l’app che fa per voi, utile per evitare inutili viaggi da una parte all’altra della città in cerca di un posto libero.

Parkopedia indica i parcheggi liberi in tempo reale, un aiuto per non perdere tempo e risparmiare carburante.

 

CAR HUD  (Android)

Questa app parte da un’idea semplice: quando si guida non si devono avere distrazioni e lo sguardo deve rimanere sul parabrezza.

Ecco allora che grazie a Car HUD la vostra velocità verrà proiettata proprio sul vostro parabrezza per non farvi distogliere lo sguardo dalla strada; basta appoggiare il vostro smartphone sotto il vetro anteriore dell’auto e il gioco è fatto!

 

IGPL e METANO (iOS)

Queste 2 applicazioni sono dedicate ai possessori di una macchina a Gpl o a Metano e segnalano i distributori più vicini a voi, indicandone distanza e Km da percorrere.

Come potete vedere le applicazioni dedicate agli automobilisti sono tante e varie (ovviamente qui ne abbiamo indicate solo una piccolissima parte) e possono sicuramente semplificarvi la vita, oltre ad evitare, in alcuni casi, inutili scocciature.

 

E’ proprio vero, per tutto c’è una app!

 

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Guidi e non hai la patente? Nessun problema, basta che paghi…

Reato no mas!

Il termine tecnico è DEPENALIZZAZIONE e significa, in pratica, che se ti beccano a guidare una macchina senza avere la patente in regola (o senza averla e basta), il fatto non costituirà più reato; niente più processo penale, niente più avvocati… niente più niente? No, resta la multa che anzi raddoppia e arriva fino a cinquemila euro.

Si tratta dell’ultima di una serie di modifiche al codice della strada che spingono in direzioni differenti e che lasciano alcuni dubbi riguardo all’intento complessivo del disegno in corso di attuazione: ricordiamo, fra tutte, il cambio di rotta a proposito del tanto auspicato omicidio stradale il quale, previsto inizialmente in un disegno di riforma del Codice penale, è stato ridimensionato notevolmente fino a perdere del tutto il carattere doloso.

Per quanto riguarda il discorso patente, la modifica si colloca nell’ottica di quei reati che, come previsto dalla legge 67/2014, sono oramai punibili con la sola pena della multa o dell’ammenda. Per essere più precisi si tratta di un decreto legislativo che integrerà l’articolo 116 del Codice della strada “Chiunque conduce veicoli senza aver conseguito la corrispondente patente è punito con l’ammenda da 2.257 euro a 9.032 euro” e sostituirà all’ammenda una sanzione amministrativa che potrà variare da cinquemila a trentamila euro.

La modifica non può essere più chiara di così, si passa da reato a semplice illecito amministrativo e, cosa ancora più importante, sarà valida anche per le violazioni commesse prima della sua entrata in vigore (sempreché il procedimento penale non sia già stato definito con sentenza o con decreto divenuti irrevocabili). Nell’ipotesi di reiterazione del reato nel biennio, poi, c’è l’arresto fino a un anno (ma questo è già previsto dalla legge attuale).

Il decreto in questione è stato trasmesso qualche giorno fa dal Governo alla Camera per iniziare la discussione in Parlamento, sollevando dubbi e perplessità; si è passati da discorsi sul ritiro a vita della patente a discorsi sul ritiro prolungato, fino ad atterrare sulla depenalizzazione.

Bisognerà attendere l’evoluzione in Parlamento per conoscere il finale della storia, intanto resta la meraviglia per un paese in cui, sempre più spesso, chi ha i soldi paga e scansa processi come fossero pallottole…

Lascia o Raddoppia? Il Salone dell’Auto raddoppia!

Luogo?

Torino, Parco del Valentino.

Giorno?

Dall’8 al 12 giugno 2016.

Mancano ancora 7 mesi eppure già si organizza, già se ne parla. Sono tutti pronti (e come biasimarli) per un evento divenuto, in brevissimo tempo, caratteristico della città del primo Parlamento italiano: il Salone dell’automobile all’aperto.

Si tratta della seconda edizione, prevista per il 2016, che intende riproporre la stessa formula di successo protagonista durante l’estate scorsa; ovviamente con i dovuti aggiustamenti, o meglio, miglioramenti!

Un primo grande improvement è relativo alla durata stessa dell’evento il quale andrà avanti per 5 giorni (contro i 4 della volta precedente) con esposizioni lungo il percorso, pedane nei viali del parco e auto da mozzafiato in bella vista, integrate nel verde del Valentino. L’orario d’accesso è ampio – dalle 10 alle 24 – e ovviamente l’ingresso/uscita è gratuito per tutti, grandi e piccini, famiglie e solitari! L’appuntamento è da sogno; del resto, dopo 15 anni di assenza e il ritorno esplosivo del 2015 le aspettative non fanno altro che aumentare! E si punta in alto, alle 500mila presenze!

Ha già avuto luogo, a questo proposito, una conferenza stampa di presentazione alla quale hanno partecipato il presidente del comitato organizzatore Andrea Levy, il sindaco Piero Fassino, l’assessore Claudio Lubatti, il presidente dell’Aci di Torino Piergiorgio Re e la direttrice di Auto&Design Silvia Baruffaldi. “La prima edizione del Salone al Parco del Valentino ha avuto un successo tale da spingerci a renderlo permanente” ha affermato Fassino, “d’ora in avanti, ogni anno il Salone dell’auto si farà a Torino”.

Ma vediamo i dettagli:

  • Format comprovato: massimo 4 auto per marchio e Gran Premio previsto per sabato 11, con 45 chilometri di percorso dal centro di Torino alla Reggia di Venaria (con annessa salita a Superga). Il percorso è più lungo di quello del 2015 e per la prima volta supererà il Po.
  • Numero maggiore di modelli: nella prima edizione erano 70 ma per l’anno prossimo ne sono attesi 120/130 a seguito dell’aggiunta di nuovi brand (attesi 40 circa).
  • Sezione Test Drive: è prevista per la prima volta l’opportunità di provare su strada le auto esposte, elettriche e non, per la gioia dei visitatori.
  • Car Award Designal: una giuria internazionale assegnerà il premio nel castello sito ai bordi del fiume.

Ovviamente RiparAutOnline ci sarà e che altro dire… speriamo che non piova!

MULTA A CASA? IL COMUNE CI METTE LO ZAMPINO…

Vigili da un lato! Automobilisti dall’altro!

Storia vecchia, questa, non c’è dubbio. Sembra una di quelle faide senza tempo che non spariscono mai, magari si sopiscono per un po’ ma solo per un po’, giusto il tempo per riorganizzare le idee, magari tirar fuori qualche trucco nuovo per non pagare una multa o scoprire che si può multare una vettura parcheggiata col finestrino abbassato per “favoreggiamento al furto”… e giù di nuovo botte (figurate s’intende), ricorsi infiniti e imprecazioni colorite che si arricchiscono ogni anno di più.

Ma se a volte non è colpa degli automobilisti – come in Molise dove una donna è stata multata mentre stava andando a pagare il ticket per regolarizzare l’avvenuta sosta – a volte non è neanche colpa dei vigili; già, a volte ci mette lo zampino il Comune e allora altro che botte, son botte da orbi…

Già perché cavilli e cavilletti, dettagli, clausole, scappatoie, trucchi, chi le conosce meglio di un azzeccagarbugli? Ma il Comune, ovvio!

Urge una precisazione, e mi raccomando, segnatevela perché è di quelle buone… PER I TEMPI DI DECORRENZA, LA MULTA STRADALE SI CONSIDERA NOTIFICATA DAL MOMENTO IN CUI IL CITTADINO LA RICEVE, NON DA QUANDO ESSA VIENE SPEDITA.

Quindi? direte voi… quindi i fatidici 5 giorni entro cui si ha il diritto allo sconto del 30% decorrono da quel momento, da quando vi arriva la busta a casa, non dalla data di invio…

Perché è così importante segnalarlo? Ci sarà scritto nella multa…

NO!

Perlomeno non in tutte…

L’intervento chiarificatore è stato l’ex Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi, il quale è intervenuto pesantemente contro il Comune di Milano annunciando addirittura un’interrogazione parlamentare.

Il problema, a quanto pare, è sorto a seguito della denuncia di un cittadino inviata allo stesso Lupi, dalla quale sarebbe emersa una irregolarità nelle notifiche inviate dall’amministrazione comunale: la legge relativa ai tempi per pagare e agli sconti di diritto sarebbe stata indicata in modo incompleto o peggio, in modo tale da essere fraintesa e indurre i cittadini multati a pagare cifra tonda.

“Vergogna” è stata la parola più gettonata dall’ex Ministro, che ha definito il tutto come un “trucchetto delle tre carte ai danni dei cittadini”.

“È l’ennesima prova che i comuni, o almeno, certi comuni, usano le multe per fare cassa e sistemare i loro bilanci […] questo è un rapporto perverso tra istituzioni e cittadini, una ulteriore tassazione mascherata”.

Dunque, ricapitolando, se vi arriva una multa a casa, avete 5 giorni di tempo per pagarla in una rata sola scontata del 30%, 5 giorni a partire dal momento in cui avete ritirato la lettera non da quando essa è stata spedita… ah, già che ci siamo… il Comune ha 90 giorni di tempo per spedirvela… 90 giorni DALLA DATA DELL’INFRAZIONE

“Vorrei una Station Wagon”…cambio cartuccia e gliela stampo subito!

Come la vuole? Tre o cinque porte? Berlina? Full Optional? Grigio metallizzato? Aspetti che gliela stampo subito…

Come abbattere i costi di produzione? Eliminare parte della produzione…ecco il trucco: prendete progettisti e ingegneri specializzati, metteteli insieme in una stanza… date loro una stampante 3D… e il gioco è bell’e fatto!

Spieghiamo meglio; utilizzando una stampante 3D specificamente istruita è possibile produrre in poche ore componenti necessarie alla fabbricazione delle automobili, riducendo di molto i tempi di produzione e per questo, ovviamente, ammortizzando notevolmente i costi.

Parrebbe, questo, un approccio in grado di modificare di molto il mercato dell’auto.

Perché non farlo?

Sta accadendo, in effetti, e il processo di innovazione è già in corso; a un anno esatto da Strati, la prima automobile realmente funzionante creata con l’ausilio di una stampante 3D, alcune delle case automobilistiche più quotate si sono affidate a questa nuova tecnologia, e anche se per adesso il suo impiego è limitato a solo alcune delle componenti necessarie, la spinta è verso un maggior coinvolgimento, verso una produzione totale “a cartucce”, per così dire, dove diventerebbe possibile spostare automobili intere dentro piccolissime chiavette USB… roba da ritorno al futuro…

Un nome fra tutti?

FORD

Per adesso la casa automobilistica statunitense usa la stampa tridimensionale per creare volanti, paddle del cambio, griglie anteriori. Non solo, la supercar Ford GT, in entrambe le versioni (corsa e strada) insieme con le vetture della gamma Vignale – tanto per fare un esempio, la Mondeo – sono state perfezionate grazie alla famigerata tecnologia 3D.

Ma cosa significa in concreto stampare una macchina in 3D?

Innanzitutto si parte dal cartaceo, il progetto della componente così realizzato viene riprodotto in tridimensione con l’argilla – può essere una riproduzione in scala ma anche a grandezza naturale – e infine digitalizzato. Allo stesso tempo, progettisti CAD creano un altro disegno 3D per sfruttare i vantaggi dei due metodi. Ed ecco che qui entrano in gioco designer specializati che stampano gli oggetti in 3D attraverso particolari stampanti che usano nylon fuso, solidificato con luci ultraviolette, sabbia o polvere metallica, fuse insieme tramite un raggio laser…

…questo, Marty McFly e Doc Brown non l’avevano previsto…

In tutto ciò, l’avanguardia, oggi, si chiama Poetry Infinity ed è una nuova stampante prodotta da Ira3D. Presentato durante l’ultima edizione del Tct Show di Birmingham, P.I. promette il balzo di qualità, le “scintille” e “faville” di ogni nuova novità.

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A quanto pare garantisce al meglio l’ottimizzazione dei consumi durante il processo di stampa vero e proprio, oltreché un improvement per quanto riguarda le possibili soluzioni creative per quanto riguarda il design e l’hi-tech.

Che dire, come al solito non stiamo “pensando quadrimensionalmente” Doc, ma al 3D ci siamo arrivati…

Addio tagliando! Ma c’è il trucco…

Niente più tagliando – o meglio – niente più tagliando esposto sul parabrezza…

Quale? Quello dell’assicurazione!

Secondo le nuove disposizioni, infatti, le Forze dell’Ordine saranno attrezzate adeguatamente per poter verificare, attraverso un breve “check” al numero di targa, lo stato assicurativo di qualunque veicolo sottoposto a controllo; il tutto collegandosi direttamente alla banca dati dei veicoli assicurati istituita presso la Motorizzazione Civile.

Attenzione però, c’è il trucco! Per quanto ci si avvicini sempre più alla dematerializzazione dei documenti, siamo ancora in una fase intermedia…

Cosa significa? Che siamo ancora costretti a tenere con noi, a bordo dell’auto, il certificato di assicurazione, quel documento, cioè, in grado di dimostrare la regolarità della copertura assicurativa, fondamentale in caso di incidente, così come nel caso di un viaggio all’estero.

Niente tagliando sul vetro, ma certificato nel cruscotto, insomma…

Il sistema, però, ha un limite fondamentale: il Ministero dei Trasporti ha infatti specificato che l’individuazione dei mezzi irregolari avverrà non in maniera diretta ma in una fase successiva alla rilevazione effettuata dagli agenti. Per la precisione, sarà compito di Polizia e Vigili incrociare i dati registrati dagli apparecchi con quelli presenti negli archivi Ivass e, in caso di confermata irregolarità, inviare ai proprietari un sollecito a produrre il certificato di assicurazione entro un termine fissato. Solo in un secondo momento, quindi, potrà partire la procedura sanzionatoria.

A breve, poi, potranno essere utilizzati anche dispositivi di rilevazione a distanza quali Autovelox, Tutor, Telepass e telecamere per il controllo stradale in Zone Traffico Limitato, non appena verrà approvata la norma per la loro omologazione ai controlli della Rc Auto.

Sottolineiamo, poi, che già dal 1 luglio 2015 i trasferimenti degli attestati di rischio avvengono per via telematica, sia nei confronti dei contraenti sia nel caso di contatti tra compagnie assicuratrici per “migrazioni” dei clienti, a dimostrazione dei continui tentativi di snellire le pratiche necessarie agli interventi più comuni.

Infine, è sempre bene ricordare che circolare senza assicurazione è controindicato a chiunque non voglia subire una sanzione amministrativa tra gli 848 e i 3393 euro, oltreché, ovviamente, il sequestro dell’auto.