IMPIANTI GPL E METANO: INCENTIVI 2016 PER AUTO E VEICOLI COMMERCIALI

Sono tornati gli incentivi per la trasformazione delle auto a Gpl e metano. Il 22 marzo sono state riaperte sul sito del Consorzio Ecogas, le prenotazioni degli incentivi Icbi (Iniziativa Carburanti a Basso Impatto), frutto dell’Accordo di Programma tra Ministero dell’Ambiente e una Convenzione tra Comuni, della quale Parma è Comune Capofila. Gli incentivi avranno a disposizione un residuo di fondi non utilizzati dalle precedenti edizioni dell’iniziativa (€ 1.807.669,05) e prevedono tre tipologie di interventi, come riportato sul sito:

Incentivi alle trasformazioni a GPL e Metano dei veicoli Euro 2 e Euro 3 immatricolati dopo il 01/01/1997, appartenenti a persone fisiche o giuridiche con sede legale o operativa in uno dei Comuni aderenti alla Convenzione. Il sistema prevede la prenotazione cronologica dei contributi on-line, l’anticipazione del contributo da parte dell’installatore e il rimborso diretto dell’incentivo all’officina da parte del Comune di Parma, per mezzo del Referente tecnico amministrativo.

Incentivi denominati BI-FUEL rivolti alle trasformazioni a GPL e Metano dei veicoli commerciali inferiori a 3,5t di categoria da Euro 2 in poi immatricolati dopo il 01/01/1997. L’importo delle agevolazioni è di € 750 per le trasformazioni a GPL e di € 1.000 per quelle a metano. Non è previsto lo sconto da parte dell’installatore. Il sistema di assegnazione del contributo è uguale a quello degli incentivi ai veicoli non commerciali e sarà attivato sul sito internet un apposito programma per le prenotazioni.

Incentivi denominati DUAL-FUEL rivolti alle trasformazioni diesel/GPL e diesel/METANO con uso combinato dei due carburanti. Il progetto è la vera novità che permetterà di sperimentare questo nuovo tipo di alimentazione e soprattutto di eseguire prove di emissioni che potranno essere utilizzate dagli amministratori per i blocchi della circolazione.

Si stima che le conversioni a gas incentivate saranno un numero ridotto, circa 4.500. Se non sarete tra i fortunati che potranno accedere agli incentivi potrete sempre valutare successivamente questa forma di conversione che apporta vantaggi sia in termini economici che ambientali: in questo caso, RiparAutOnline potrà essere lo strumento ideale per trovare, comodamente on-line, un installatore in grado di offrirvi il miglior rapporto tra qualità e prezzo.

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OLIO MOTORE AUTO: QUANDO FARE CONTROLLO E CAMBIO?

Ci sentiamo spesso ripetere che l’olio è un ingrediente molto importante per la salute del proprio veicolo ed è fondamentale per il corretto funzionamento del motore. Ma a cosa serve esattamente? L’olio circola all’interno del propulsore per lubrificare le differenti parti meccaniche di cui è composto (ad esempio i pistoni) e allo stesso tempo ne permette la corretta pulizia portando via gli scarti della combustione. Un po’ come fa il sangue all’interno del corpo umano…

E adesso che conosciamo la sua funzione vitale, possiamo anche intuire l’importanza di tenere sotto controllo questo lubrificante e di sostituirlo al momento opportuno. E quali sono le tempistiche che regolano verifica e cambio olio? La regola generale è quella di controllare regolarmente il livello dell’olio nel motore ogni 2.000 km viaggiati. Se si utilizza l’auto principalmente per tragitti brevi, come gli spostamenti in città, è meglio aumentare il numero di controlli e fare una verifica ogni 1.000 km percorsi.

Per quanto riguarda la sostituzione, sul libretto di uso e manutenzione di ogni veicolo sono riportate la tipologia di olio consigliato e l’indicazione di quando è richiesto il cambio dell’olio. A questa operazione è consigliabile abbinare sempre la sostituzione del filtro: questo elemento serve a tenere pulito il lubrificante e per questo motivo si consiglia di cambiare entrambi gli elementi assieme.

A questo punto, a qualcuno potrebbe sorgere la domanda: vado in officina o mi sostituisco l’olio autonomamente? In questo secondo caso, è importante sottolineare che “la dispersione di olio usato danneggia l’ambiente” come ricorda il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati. “Attraverso la pratica del fai da te, il cittadino si ritrova ad essere detentore di un rifiuto pericoloso: bastano 4 chili di olio usato – il normale cambio di un’automobile – a inquinare una superficie di acqua grande come un campo da calcio”. È per queste ragioni che il COOU raccomanda di far svolgere il cambio dell’olio nelle autofficine o nelle stazioni di servizio in cui sono rispettate tutte le regole di sicurezza e dove lo smaltimento dell’olio usato viene gestito correttamente.

In linea con quanto consigliato dal COOU, se la vostra idea “fai da te” era dettata dall’esigenza di risparmiare, il suggerimento finale, è quello di fare una comparazione per il cambio olio su RiparAutOnline, il modo più semplice e veloce per trovare un’officina conveniente sia in termini di qualità che di prezzo, oppure approfittare dell’offerta valida ancora per pochi giorni, che potete trovare qui http://www.riparautonline.com/promozioni.html

AIRBAG ESTERNO È REALTÀ! PEDONI SALVI!

E se l’airbag fosse fuori? Immaginate una macchina che in caso di incidenti attivi automaticamente oltre agli airbag interni,  pensati evidentemente per i passeggeri, anche airbag esterni alla carrozzeria, per andare ad ammortizzare il più possibile l’urto tutelando, in parte, anche eventuali pedoni coinvolti.

Non è fantascienza, anzi. A voler essere precisi, si tratta di un’idea in circolo già da un po’ di tempo (almeno dal 2009) ma lasciata, in un certo qual modo, in disparte, in attesa, forse, di tempi tecnologici migliori. Ebbene, i tempi paiono maturi e i primi tentativi hanno creato spunti di riflessione sufficienti ad accrescere l’attesa per una vera e propria auto-revolution.

Protagonista assoluta di questa tentata innovazione è Volvo; la casa automobilistica svedese ha già presentato, infatti, (al salone di Ginevra dello scorso anno) un nuovo modello dotato di un sistema di airbag esterno, applicato sulla parte anteriore del veicolo, con il quale è riuscita, in breve tempo, a conquistare il favore della critica insieme con alcuni mercati esteri, in particolare quello australiano. Il modello in questione è l’ultima versione della V40, dotata appunto di un airbag a forma di ferro di cavallo, in grado di gonfiarsi in pochi millisecondi e di ammortizzare la zona anteriore della vettura, trovandosi, più precisamente, nello spazio compreso tra il cofano e il parabrezza. Una volta attivato, il pallone solleva il cofano allontanando, quindi, la lamiera dal motore per permetterle di deformarsi con maggiore facilità (deformandosi, la lamiera assorbe maggiormente gli eventuali impatti, trasmettendo in maniera smorzata le onde d’urto all’interno dell’abitacolo).

Per di più, la nuova Volvo V40 è altresì dotata di un insieme di sensori collegati al freno, atti a rilevare l’eventuale presenza di pedoni in rotta di collisione e a imporre, nel caso, una frenata di emergenza senza l’ausilio del guidatore (molto utile nell’eventualità che l’automobilista non sia abbastanza pronto).

Ma un ulteriore passo avanti è stato fatto da ZF TRW, il principale sviluppatore e rifirnitore di sistemi di sicurezza attiva e passiva per i maggiori produttori di veicoli a livello globale. Il colosso del Michigan, infatti, ha perfezionato il prototipo di un cuscino con capacità di circa 200 litri, in grado di avvolgere le automobili nelle parti laterali e che necessita di due dispositivi per il gonfiaggio anziché uno. Il principio alla base di questo cuscino, inoltre, è opposto a quello dell’airbag, per così dire, classico; mentre quest’ultimo scatta un millisecondo dopo l’impatto, il nuovo airbag esterno deve gonfiarsi, ovviamente,un attimo prima della collisione e deve essere, per questo, coadiuvato da un sistema molto complesso, chiamato pre-crash, che utilizzi sensori e telecamere.

“È un dispositivo molto interessante” ha dichiarato Steve Peterson, il direttore globale dei sistemi di sicurezza di ZF TRW “soprattutto per le auto più piccole e più basse, ma ci sono dei problemi da risolvere”. Uno di questi problemi  è l’usura causata dall’esposizione agli agenti atmosferici.

“C’è molto lavoro da fare” ha concluso Peterson “ma questa è una grande sfida e vogliamo portarla avanti”.

COME COMPILARE IL CID

Questo piccolo grande incompreso: se lo cerchi stai avendo una brutta giornata, non sai mai dov’è, se lo trovi non sai mai come usarlo; tre lettere…

CID

Si chiama constatazione amichevole ma nove volte su dieci l’amicizia non c’entra, anzi, in alcuni casi il fatidico modulo blu rischia di far scoppiare delle vere e proprie faide. Il motivo è semplice, spesso lo si sottovaluta e lo si compila in maniera impropria o imprecisa, perdendo eventuali vantaggi in sede di risarcimento o addirittura passando dalla ragione al torto se interviene la malafede della controparte (cosa che purtroppo accade).

Fondamentale, quindi, è capire bene come compilare il CID o il CAI o il modulo blu o chiamatelo come volete…

Innanzitutto, il modulo è fornito dalla propria compagnia assicurativa ma può anche essere scaricato in PDF da internet; in entrambi i casi è gratuito. Vi abbiamo detto chi lo fornisce ma sapere dove trovarlo spetta a voi: il mistero del CID scomparso è noto nel mondo auto e controllare il cruscotto a volte non basta… già, perché molte volte sparisce nel nulla proprio nel momento in cui serve di più (prima c’era, lo giuro!). Comunque, il modulo è formato da più fogli colorati e in copia carbone; questo perché in caso di incidente basta compilarne uno solo e dividersi le copie.

Data e ora. Nella parte superiore del foglio, in alto a sinistra, scrivete data e ora dell’incidente (non quello della compilazione)

Colonne blu e gialla. Non importa quale colore scegliate, ma sceglietene uno per voi e uno per la controparte. Se ci sono più veicoli incidentati, serviranno più moduli. Nelle sezioni 1, 2, 3, 4 e 5 bisogna indicare il luogo, la presenza di eventuali feriti, danni e testimoni (seguite le istruzioni per i dettagli).

Sezioni 6, 7 e 8. Dovete inserire, rispettivamente, i dati dell’assicurato, quelli del veicolo (compresi i dettagli del rimorchio se presente) e i dati dell’assicurazione presenti sul proprio certificato.

Sezione 9. Qua vanno inseriti i dati del conducente. Fate attenzione, non sempre i dati dell’assicurazione coincidono con quelli del conducente e spesso ci si confonde tra proprietario e conducente.

Sezioni 10, 11, 12, 13 e 14. In queste sezioni bisogna descrivere l’incidente. Nella sezione 12 ogni conducente può barrare una o più caselle.

Sezione 15. Questa sezione è riservata alla firma. Se uno dei due conducenti non concorda con la dinamica descritta nel modulo, può rifiutarsi di firmare ma deve comunque inserire i propri dati.

Una volta compilato il modulo si separano i fogli ed entrambe le parti coinvolte provvederanno a consegnarli alle rispettive compagnie assicurative.

Se non trovate il CID nel cruscotto segnatevi sempre data, luogo, generalità del conducente, tipo e targa del veicolo coinvolto, denominazione e numero di polizza dell’altra compagnia di assicurazione e generalità di eventuali testimoni.

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SALONE DI GINEVRA: ECCO I PROTAGONISTI

Tic tac tic tic tac… Le lancette corrono, il tempo passa…Quanto manca?

Poco!

A cosa?

Ma al Salone di Ginevra, ovviamente!

Giornate di stampa previste per il 1 e il 2 marzo 2016 (meno di un mese) come preliminari di un appuntamento che si prospetta, quest’anno, molto interessante e che avrà luogo a Ginevra (come sempre) al Palaexpo di Route François-Peyrot 30 (come sempre) dal 3 al 13 marzo (come sempre). Same old, same old direte voi, squadra che vince non si cambia diciamo noi, le novità sono all’interno dicono loro…Vediamole!

Ovviamente, non c’è bisogno di preamboli per mamma Fiat la quale si piazza lì, in bella vista, con il suo giocattolo nuovo di zecca, sberluccicante e pronto all’appello: “Nuova Fiat Tipo?” “Presente!”; in esposizione le versioni cinque porte e station wagon. Potrebbe, però, essere difficile mantenere lo sguardo fisso sul nuovo arrivo senza scattare automaticamente sull’attenti davanti all’intera gamma della Giulia (presentata, tra l’altro, anche in versione base) accompagnata (già che ci siamo) dai restyling di MiTo e Giulietta.

E la nuova 124 Spider? Quella presentata al Salone di Los Angeles a fine 2015?

Ci sarà anche lei, che domande…

Si fanno sotto anche gli inglesi con Range Rover Evoque Convertibile e, soprattutto, una new entry non ancora edita, non ancora vista ma di certo già sognata da tutti: Jaguar F-Type SVR (e continuiamo a sognare…).

Finalmente esposte la Maserati Levante e (per restare ai piani alti) la nuova BMW Serie 5 con la concorrente Mercedes Classe E (oltre che Classe C Cabrio).

Occhi a cuori? Aspettate non è mica finita…

Lamborghini Centenario, Porsche Panamera, il nuovo restyling della Golf, la nuova Ferrari California Handling Speciale e potremmo andare avanti ancora. Ultimo stuzzichino? Pininfarina ha annunciato che porterà un misterioso Concept… E non crediamo parli di biciclette…

Qualche dettaglio logistico può sempre servire, quindi ecco qua: il biglietto per l’evento costa 16CHF l’intero e 9CHF il ridotto (la riduzione è per i bambini dai 6 ai 16 anni, pensionati e disabili). Visite di gruppo con oltre 20 persone permettono di sfruttare un’ulteriore sconto e pagare solo 11CHF a persona. Entrando dopo le 16.00, si possono comprare biglietti col 50% di sconto.

Per raggiungere il luogo dell’evento in auto basta seguire le indicazioni stradali (molto puntuali) sull’autostrada Losanna Ginevra; è attiva, anche quest’anno, la promozione che permette di attraversare gratuitamente il Tunnel del Gran San Bernardo al ritorno dal Salone, presentando il biglietto d’andata e quello d’ingresso al Palaexpo. Saranno, inoltre, presenti numerosi parcheggi organizzati, serviti con navette dirette al Salone.

Che altro aggiungere? Ci vediamo all’ingresso…

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NUOVE MULTE “EN PASSENT”, TELECAMERE AL VIA…

Lasci la macchina un attimo, entri al bar e zac… multa ma di loro neanche l’ombra. Accosti un minuto in doppia fila (ovviamente con le doppie frecce), scendi per andare dal tabaccaio e zac… ti risiedi al volante e scopri che le sigarette ti sono costate più di quanto guadagni in un giorno. E di nuovo, loro non ci sono, neanche dietro l’angolo.Loro chi? Ma i vigili ovviamente… E chi se no?

Bene se questo quadretto non vi sembra familiare è solo perché non avete ancora sentito parlare del nuovo sistema Street Control, in grado di colpire, per così dire, al volo…

In che senso? Spieghiamo meglio.

È di recente stata emanata una circolare, direttamente dal Ministero dei Trasporti, che esprime parere favorevole all’utilizzo di particolari telecamere, installate sui mezzi in dotazione alla Polizia, in grado di registrare eventuali infrazioni relative alla sosta; in pratica sarà possibile essere multati en passant anche da un’auto della polizia (ovviamente niente foglio rosa svolazzante sotto il tergicristallo). Gli agenti, quindi, saranno in grado di riprendere, con un teleobiettivo, le targhe dei veicoli in divieto di sosta semplicemente percorrendo la strada a bassa andatura, per poi compilare le eventuali multe in un secondo momento e spedirle ai destinatari.

Non si tratta, in effetti, di un sistema automatizzato, in quanto gli agenti dovranno controllare personalmente le registrazioni e compilare manualmente i verbali, ma di sicuro il nuovo sistema sarà in grado di ottimizzare il lavoro dei vigili, aumentando il numero di automobilisti colti “in flagrante” col minor sforzo possibile… E c’è già chi va in giro sconsolato ripetendo “è finita la pacchia!”.

Ma attenzione… C’è sempre il trucco e in questo caso si chiama contestazione immediata. La legge, infatti, prevede che la contestazione della violazione delle norme del codice della strada sia valida solo se immediatamente comunicata al trasgressore, a meno che non vi sia un effettivo impedimento (come per esempio l’assenza del soggetto) il quale, in ogni caso, deve poi essere esplicitato nel verbale di accertamento. La contestazione accertata con il Street Control, quindi, è valida solo se il trasgressore non si trova all’interno del veicolo o nelle immediate vicinanze e che non sia quindi possibile comunicare immediatamente con lui; in caso contrario la multa è illegittima e può essere annullata in caso di ricorso.

Un dettaglio in più: il parere del Ministero è, in pratica, vincolante in quanto il sistema di sorveglianza così attuato rimane costantemente sotto il controllo degli agenti e non è per nulla automatizzato, quindi non serve alcun tipo di approvazione. Del resto il divieto di sosta non fa parte delle sanzioni che possono essere completamente automatizzate…

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… E meno male, pensate il caso in cui vi arrivasse in automatico una multa per aver parcheggiato la vostra auto davanti all’ingresso del vostro garage…

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Niente più patente a chi soffre di apnea notturna

Colpo di sonno, il terrore di ogni automobilista.

Per definizione si tratta di una momentanea perdita dello stato di veglia, capace di manifestarsi in maniera del tutto improvvisa. Nonostante ciò, l’evento è solitamente preceduto da segnali che potrebbero, in potenza, mettere sull’attenti il guidatore, anche se spesso, questi non è in grado di percepirli o crede (sbagliando) di riuscire a controllarsi.

Eppure a tutti è capitato almeno una volta di trovarsi al volante di un veicolo e rendersi conto di non riuscire a tenere gli occhi aperti: si abbassa il finestrino (aria in faccia così mi sveglio un po’), e si accende l’autoradio… il canto a squarciagola è un classico. Capita a tutti, certo, ma ad alcuni più spesso che ad altri. Si tratta, in questo caso, di soggetti che soffrono di apnee notturne, ossia di disfunzioni respiratorie mentre dormono e che possono, per questo, svegliarsi anche decine di volte in un’ora, accumulando sonno represso: il tutto senza neanche rendersene conto.

L’accumulo di stanchezza, ovviamente, può influire notevolmente sulle capacità di concentrazione e il rischio è più che concreto: si stima, infatti, che almeno un quarto degli incidenti gravi, in Italia, sia causato proprio da colpi di sonno e che il 5% della popolazione soffra di apnee notturne. Per questo motivo, il Governo ha emanato, per mezzo del ministero delle Infrastrutture, un decreto che impedisce di prendere la patente a chi soffra di SAHS (acronimo per sleep apnea-hypopnea syndrome). In particolare, “la patente non deve essere né rilasciata né rinnovata a candidati o conducenti affetti da disturbo del sonno causati da apnee ostruttive notturne che determinano una grave e incoercibile sonnolenza diurna, con accentuata riduzione delle capacità dell’attenzione”. Il decreto è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 22 dicembre 2015 a seguito del recepimento di una direttiva comunitaria sulle patenti di guida.

Adesso resta solo da stabilire le modalità per i test: non esiste ancora, infatti, un protocollo medico unificato in Europa che sia in grado di valutare con efficacia il problema. A questo proposito si è attivato il Ministero della Salute incaricando ben due commissioni tecniche di esperti. Purtroppo, però, sono già sorti alcuni inconvenienti: il primo incontro, infatti, era in programma già per la prossima settimana ma è slittato a data da definirsi.

“Forse non hanno capito quanto sia importante agire subito” ha commentato Pierluigi Innocenti, presidente dell’Associazione per i disturbi del sonno, “era ora che l’Italia si mettesse in regola, adesso però il ministero deve sbrigarsi a indicare le modalità per i test”.

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LA VUOLE FULL OPTIONAL? SÌ, NON DIMENTICHI I TAVOLINI DA PICNIC… 

Mai pensato di modificare l’auto? O magari di ‘truccarla’? Ma perché limitarsi ai soliti vecchi spoiler e alle care e dolci minigonne?Senza puntare troppo in alto… gli optional: chi dice che dobbiamo accontentarci delle offerte vecchio stile quando possiamo avere di più… molto di più…

Detto fatto!

Bando ai cerchi in lega e ai mini estintori. Niente più controlli radio sul volante e perché no, addio anche alla ruota di scorta. Spulciando ben bene gli elenchi dei prodotti messi a disposizione dalle più importanti case automobilistiche (e non solo), possono saltare agli occhi alcune aggiunte opzionali decisamente poco convenzionali, in alcuni casi utilissime, in altri casi capaci di strappare un sorriso (se non addirittura qualcosa di più).

Tanto per fare un esempio, basti pensare alla Skoda Superb e alla sua pila asportabile con base magnetica, in grado di restare appesa alla portiera e illuminare il fianco dell’auto nel malaugurato caso in cui ci si debba prestare a un cambio ruota notturno in solitaria… Ma le idee geniali (e in alcuni casi davvero strane) non si fermano assolutamente qui. Già per la ricordata autovettura Ceca ci si potrebbe, infatti, soffermare anche sui portaombrelli, previsti di serie per entrambe le portiere anteriori (un grazie sentito da parte di quelli che, come me, si ostinavano a inzuppare il sedile del passeggero).

Ma è, ovviamente, dalle case automobilistiche cosiddette ‘nobili’ che arrivano le novità più particolari (a tratti addirittura ‘strane’)…

Partiamo con la nuova moda d’oltremanica di proporre come optional, per la Bentley Mulsanne, un intero set di “Picnic Tables in radica” (notare il plurale) per la modica cifra di 2mila e cinquecento euro. Avete capito bene, tavoli da picnic come optional auto. Per una Bentley. Certo, in molti andranno a fare picnic al parco in Bentley. Meno bizzarre, comunque, sembrano essere le tende nere (sempre per la Mulsanne) a soli 6mila euro… beh, forse…

Ma nell’era del ‘Touch’ e dei viaggi su Marte non potevano mancare i raggi laser, previsti come fari alternativi per la BMW i8 a 10mila euro (tranquilli, la coppia). Identica cifra chiede, invece, la Abarth per inserire il cambio a innesti frontali nella sua 695 Biposto, mentre è sempre la Bentley ad alzare il tiro con il Breitling Mulliner Tourbillon, orologio da 200mila euro che può accompagnare (su richiesta speciale, ovviamente) l’acquisto di una Bentayaga.

In Italia, infine, ci accontentiamo di poco: 14mila euro per la vernice Tristrato (quella che dà l’impressione della profondità).

Ferrari, ovviamente.

Abbiamo davvero scritto “senza puntare troppo in alto”?

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LA MACCHINA SI PARCHEGGIA DA SOLA

Slogan ovunque, frasi a effetto che mirano ad attirare l’attenzione, quando non addirittura a sbalordire, con doppi sensi, insinuazioni, suggerimenti e, in alcuni casi, veri e propri miraggi.”Il futuro è oggi”, tanto per restare sul banale…

Ma quando leggiamo “Parking Assistent” il dubbio ci viene: è un’iperbole? Magari una piccola esagerazione per attirare clienti, della serie “…ti mette le ali…” (tanto per fare un esempio). Sarà sicuramente uno di quei miraggi, quelle insinuazioni, quei doppi sensi…

E invece no! L’auto si parcheggia da sola! O quasi…

Come funziona?

L’auto in questione è munita di particolari sensori a ultrasuoni che analizzano l’ambiente circostante, rilevando la distanza fra i veicoli parcheggiati, mentre ci si accosta per iniziare la manovra. Tutto avviene in pochi istanti, il computer calcola lo spazio tra le vetture e valuta se questo è sufficiente per ospitare la nostra macchina, dopodiché basta inserire la retromarcia e agire sui pedali del freno e dell’acceleratore: al resto ci pensa il sistema di parcheggio automatico, il quale si occupa di girare il volante nel modo più opportuno. E grazie tante.

Unico limite: lo spazio a disposizione deve essere di almeno 80 cm superiore alla lunghezza della macchina che si vuole parcheggiare.

E per i parcheggi a lisca di pesce?

Niente paura, fa anche quelli.

È presente, in particolare, una funzione denominata “Side Distance Warning” che è in grado di rilevare gli ostacoli intorno e segnalarli, riconoscendo corrimano, pilastri o muretti. Ma vero e proprio fulcro della rivoluzione risiede nell’invenzione della servoassistenza elettrica e cioè di quella particolare funzione in grado di trasferire i comandi della centralina al motorino elettrico che fa girare il volante.

L’innovativo sistema è stato sviluppato da Bosch, azienda tedesca leader nel settore dei componenti per autovetture, la quale ha condotto, oltretutto, una particolare indagine di mercato, rivelando come, in Germania, addirittura metà degli incidenti con danni materiali siano, in effetti, dovuti a manovre di parcheggio (i dati esaminati sono quelli di AZT, istituto di ricerca).

Certo, si tratta ancora di apparati semi-automatici ma la Volkswagen sta mettendo a punto un nuovo, incredibile sistema di assistenza al parcheggio, in grado di scannerizzare i posti in cui una vettura viene più spesso parcheggiata e creare una banca dati dalla quale attingere, in un secondo momento, per effettuare le manovre, lì registrate, senza guidatore.

Basta a sbalordire? No? Allora aggiungiamo che Il nuovo “Parking Assistent” sa anche uscire dal parcheggio e sa muoversi con rimorchio al seguito
Tutto in solitaria, ovviamente.