MERCATO AFTERMARKET IN CONTRAZIONE DEL 3,6% NEL 2016

Secondo i dati del Barometro Aftermarket – rilevazione statistica interna al Gruppo Componenti ANFIA che fornisce un trend indicativo dell’andamento del mercato dei ricambi automotive su base mensile, sia a livello consolidato, sia a livello di singole famiglie prodotto – il fatturato aftermarket registra un decremento del 3,6% nel 2016 rispetto all’anno precedente, che era risultato in crescita del 4,3%.

Ad un primo trimestre negativo (-2,8%), ha fatto seguito un secondo trimestre stabile (+0,03%), mentre nella seconda parte dell’anno si sono susseguiti un terzo trimestre in calo del 5% e un quarto trimestre ulteriormente in flessione del 6,4%. Guardando all’andamento delle singole famiglie prodotto, riportano la crescita maggiore i componenti elettrici ed elettronici (+4,7%), che recuperano il calo del 7,4% registrato nel 2015. Seguono i componenti di carrozzeria e abitacolo, in rialzo del 2,8% dopo un 2015 che aveva chiuso a +13,4%, e i componenti motore, che riportano una crescita del 2,5% (+9,4% nel 2015), mentre i componenti undercar chiudono a +1,4% (+4,6% nel 2015). L’unica categoria in calo è quella dei materiali di consumo, con una contrazione a due cifre del 10,7% contro il risultato positivo del 2015 (+2,5%).

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Riportiamo di seguito il commento di Paolo Vasone, Coordinatore della Sezione Aftermarket del Gruppo Componenti ANFIA secondo cui il dato è da leggere con preoccupazione, piuttosto come un fenomeno congiunturale e legato ad un comparto dall’andamento ciclico:

Nel 2016 riscontriamo un andamento positivo per tutte le famiglie prodotto eccetto i materiali di consumo, che avevano già evidenziato una contrazione dell’11,1% nel primo semestre dello stesso anno

Guardando al trend di mercato delle nuove auto, il 2016 ha proseguito sulla scia di un 2014 considerato come anno di svolta – il primo in crescita dopo 6 consecutivi in flessione – e un 2015 proiettato in avanti verso la ripresa. Con 1.825.210 immatricolazioni e una crescita del 16% rispetto al 2015, che a sua volta aveva riportato un aumento analogo rispetto al 2014, infatti, lo scorso anno ha fatto avvicinare l’Italia – quarto mercato dell’UE dopo Germania, Regno Unito e Francia – a volumi di immatricolazioni adeguati alle potenzialità di sviluppo del Paese, un target che si colloca tra 1,8 e 1,9 milioni di immatricolazioni annuali.

Questo processo di progressivo svecchiamento del parco circolante, la sempre più agguerrita concorrenza con la rete autorizzata delle Case auto – decisamente orientate a proporre ai clienti contratti di manutenzione ed estensioni della garanzia – e la crescente diffusione dei fenomeni di condivisione dell’auto, che può aver influito sul ribasso delle percorrenze chilometriche di una parte dei veicoli privati, sono gli elementi che, probabilmente, hanno inciso sfavorevolmente sulla sostituzione di alcuni prodotti.

La flessione del mercato aftermarket nel 2016, comunque, non è da leggere come un fenomeno preoccupante, bensì congiunturale e legato ad un comparto dall’andamento ciclico. Il settore dei ricambi, di per sé, è in forte evoluzione e mantiene un elevato grado di innovazione e di qualità dei prodotti, come richiesto dall’elevata competitività del suo mercato.

Ricordiamo, a questo proposito, che l’orientamento alla qualità, all’efficienza e all’affidabilità dei prodotti, caratterizza, in primis, l’approccio delle Case costruttrici, a cui è conseguito un allungamento del ciclo di vita di alcuni componenti. L’innovazione tecnologica e il ruolo sempre più centrale dell’elettronica e della telematica, inoltre, hanno contribuito a ridurre il margine d’errore umano negli interventi di manutenzione e riparazione o montaggio, implicando anche un importante adeguamento delle competenze del mondo dell’autoriparazione, sempre più impegnato nel posizionamento su un alto livello di servizio per la fidelizzazione dei clienti.

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AL MOTOR SHOW 2016 ANCHE ANFIA CON CARROZZIERI E AFTERMARKET

Anche ANFIA, Associazione Nazionale Fra Industrie Automobilistiche, al Motor Show 2016 che si svolge a Bologna dal 3 all’11 dicembre. Il Salone ospiterà nel padiglione 26, un’area collettiva del Gruppo Carrozzieri e Progettisti (Stand B41), con la partecipazione delle associate Blue Engineering, Mancini Group, Pininfarina e Zagato, mentre, nel padiglione 31, sarà presente la Sezione Aftermarket dell’Associazione (stand istituzionale A13), con la partecipazione delle Associate Brecav, Denso, FTS-Autoclima, Monroe-Tenneco, NTN-SNR e Osram.

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Nell’area Carrozzieri e Progettisti ANFIA, il car design ed engineering italiano troverà espressione in quattro vetture: Greta – Green Recyclable Electric Traction Automobile, veicolo elettrico con struttura modulare per il trasporto di persone e merci di Blue Engineering; la scultura di carrozzeria Frangivento Asfane’ di Mancini Group, con lamierati in alluminio battuti a mano; H2 Speed, la concept car di Pininfarina con gruppo motopropulsore “elettrico-idrogeno”; la Aston Martin Vanquish Coupé Zagato, con carrozzeria in fibra di carbonio e motore V12 aspirato, potenziato a 600 cv.

Nell’area ANFIA-Aftermarket, i visitatori troveranno un’ampia gamma di prodotti esposti, rappresentativi della scelta delle aziende di puntare sulle ultime novità e sulle linee più in target con le aree tematiche della manifestazione. Quest’ultima costituirà anche un’importante occasione di sensibilizzazione dell’intera filiera, dal distributore al rivenditore e autoriparatore fino all’utente finale, sul valore della qualità dei prodotti e dei servizi offerti.

Il Presidente ANFIA Aurelio Nervo, parteciperà, infine, al convegno inaugurale “Il mercato che verrà e i suoi protagonisti”, in programma sabato 3 dicembre alle 10.00, presso l’Area Conference 1- Subito.it, portando il punto di vista della filiera automotive rappresentata da ANFIA sui trend di rottura che, soprattutto a livello tecnologico, il settore sta vivendo e sulle trasformazioni e sfide che, di conseguenza, le imprese italiane dovranno affrontare per mantenere alta la propria competitività.

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MOTOR SHOW 2016: GLI EVENTI PER LE OFFICINE E IL SETTORE AFTERMARKET

Il Motor Show si rinnova e allarga i suoi orizzonti. Nell’ambito dell’edizione 2016, che si svolge dal 3 all’11 dicembre presso il Quartiere Fieristico di Bologna, arriva il primo Grand Prix del Network e degli Autoriparatori, evento organizzato dalle riviste de Il Giornale del Meccanico e GA-il giornale dell’aftermarket, in collaborazione con BolognaFiere e Autopromotec, che riunirà officine e network all’interno del padiglione 31. “Un’occasione unica – sottolineano gli organizzatori – per affrontare tutte le tematiche chiave del settore con interessanti approfondimenti sull’andamento dell’industria dell’aftermarket grazie ad una serie di appuntamenti imperdibili”.

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Venerdì 2 dicembre, alle ore 14.00 all’interno del padiglione 36, si terrà la convention “L’aftermarket incontra il primo impianto”, con la partecipazione dei principali player di settore: distributori, ricambisti e componentisti. L’evento inizierà nella mattinata con i test drive su pista e prove di guida sicura. Tutti coloro che si pre-registreranno sul sito www.ilgiornaledelmeccanico.it – fino ad esaurimento disponibilità – avranno la possibilità di correre su vetture sportive all’interno della pista del campionato superturismo, realizzata nella mitica area 48.

Domenica 4 dicembre, dalle ore 9.00, appuntamento con “I° Grand Prix dei Network e degli Autoriparatori” all’interno del padiglione 31. Durante la manifestazione, oltre alle gare tecniche su pista, svolte da team composti da autoriparatori appartenenti alle reti e da indipendenti, ci sarà la possibilità di partecipare al meeting “Il Futuro dell’Autoriparazione” alle ore 15.30 presso l’ammezzato pad 25/26 con l’intervento anche di Dekra Revisioni.

Sabato 3 dicembre, presso la sala Sinfonia del pad 36, si terrà il convegno “La Scuola Incontra il mondo del Lavoro”, a cura del Programma GM-Edu. Interverranno le aziende partner, gli studenti, i professori e i dirigenti scolastici aderenti al programma organizzato da Duessegi Editore. All’incontro saranno presentati anche i progetti 2016 realizzati dagli alunni di meccanica e meccatronica specializzati nelle due e quattro ruote.

Per tutta la durata del Motor Show, inoltre, sempre all’interno del padiglione 31, in programma anche tanti workshop tematici gratuiti con prove di manualità organizzati interamente dalle aziende sponsor e rivolti agli esperti dell’autoriparazione e agli utenti finali.

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VIA IL RAME DALLE PASTIGLIE FRENO

Da tempo alcuni Paesi si sono mossi con l’obiettivo di eliminare il rame dalle pastiglie freno. Questo metallo, infatti, presenta elevate capacità di dissipazione del calore ma approfonditi studi hanno dimostrato che è dannoso per l’ambiente. Per questo motivo gli stati americani della California e di Washington hanno già approvato misure per ridurre ed infine eliminare il rame nei materiali d’attrito (entro il 2021 il contenuto di rame sarà < 5%, ed entro il 2025 sarà <0,5%). Nel Vecchio Continente, l’Unione europea sta finanziando diversi progetti innovativi per sostituire le resine fenoliche delle pastiglie dei freni con materiali a base cementizia.

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C’è tuttavia chi sul mercato ha già iniziato a produrre pastiglie freno meno impattanti. In questa direzione va HybriX, una nuova mescola per le pastiglie freno di Metelli Group. “Il tutto – si legge nella presentazione del prodotto – è partito quando un gruppo di ingegneri di Fri.Tech. hanno avviato diversi anni fa lo sviluppo di un materiale privo di rame. Essendo però specialisti nell’ambito racing non hanno voluto limitarsi al solo fatto che fosse senza rame ma hanno realizzato una formula che offrisse comfort e performance di frenata. Ed ecco il risultato, pedale morbido e un potere di frenata superiore”. Perché HybriX? Il nome deriva dalla tecnologia ibrida che utilizza più di 30 materiali differenti, ceramici, organici e altri prodotti speciali ed innovativi. Rispetto ai materiali tradizionali, “la tecnologia ibrida fornisce alle pastiglie freno caratteristiche superiori” sottolinea Metelli.

Nel 2015 anche Bosch ha lanciato nuove pastiglie dei freni prive di rame. “Sino ad ora – aveva sottolineato l’azienda tedesca – il rame veniva usato nelle pastiglie dei freni convenzionali per assicurare la dissipazione del calore e contribuire a evitare cigolii o vibrazioni. Dal momento che le particelle di rame che si formano durante la frenata sono considerate dannose per l’ambiente, diversi stati degli USA hanno già legiferato, imponendo una riduzione della quantità di rame presente nelle pastiglie dei freni”. Bosch ha deciso di immettere le pastiglie dei freni prive di rame anche sul mercato europeo, “offrendo gli stessi altissimi standard di qualità, in termini di funzionamento continuo e di frenata di emergenza, dell’equipaggiamento originale”.

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Altro caso in anticipo sui tempi è Ferodo®, marchio di proprietà di Federal-Mogul Motorparts, divisione di Federal-Mogul Holdings Corporation (NASDAQ: FDML), che ha creato le pastiglie freno ecologiche Eco-Friction® a basso contenuto di rame.

Qualcuno potrà domandarsi: questi nuovi prodotti garantiscono le stesse prestazioni delle tradizionali pastiglie? A rispondere a questa domanda ci hanno pensato i test in pista sul circuito Riccardo Paletti di Varano de Melegari (PR), durante un evento denominato “Ferodo Eco-Friction® Days”, organizzato dall’azienda, con l’obiettivo di far testare direttamente a clienti e giornalisti internazionali le performance delle pastiglie freno Ferodo Eco-Friction® e dimostrare le qualità di questo innovativo materiale ecologico. I test sono stati condotti con due tipi di veicoli: Volkswagen Golf VII 1.6 TDI (81kW) e Fiat Scudo 2.0 JTD Multijet; entrambi i mezzi vedevano coinvolti due veicoli identici: il primo equipaggiato con pastiglie freno di primo impianto, il secondo con il materiale Ferodo Eco-Friction®. “I test condotti in pista – si legge in una nota – hanno dimostrato quanto le pastiglie Ferodo Eco-Friction, oltre a garantire un impatto ambientale considerevolmente ridotto grazie all’assenza di rame e di altri metalli che generano polveri sottili, siano anche in grado di assicurare performance di frenata analoghe se non superiori rispetto a quelle utilizzate in primo impianto”.

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AUTO: NUOVA NORMATIVA PER I DISCHI FRENO

Manca poco all’entrerà in vigore della nuova normativa ECE R90 per i dischi freno. La norma, applicata alle pastiglie freno sin dal 1999, dal novembre 2016 entrerà in vigore anche per i dischi freno dei veicoli di nuova immatricolazione e l’estensione del regolamento avrà requisiti ancor più stringenti. Il regolamento ECE, tra le altre cose, innalzerà gli standard qualitativi nell’aftermarket, in quanto i componenti di ricambio dovranno offrire le stesse caratteristiche di quelli di primo equipaggiamento OES. Chi acquisterà ricambi frenanti presenti nell’aftermarket indipendente avrà così la certezza di acquistare materiali realizzati secondo gli standard di qualità OE.  La certificazione ECE R90 andrà, inoltre, anche a sostituire totalmente il General Operating Permit for vehicle spare parts (Permesso di utilizzo generale di parti di ricambio) senza più l’obbligo per i conducenti di tenerne una copia a bordo auto.

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Sul mercato c’è già chi si è mosso in questa direzione. È il caso di ATE, marchio del gruppo Continental: Da anni – si legge in una notaATE svolge sui propri prodotti numerosi e approfonditi test condotti da tecnici indipendenti, che hanno decretato la conformità alle prescrizioni ECE sia per funzionalità che per sicurezza. I test comprendono 150 frenate successive per portare il veicolo dalla massima velocità a 20 Km/h: viene poi verificata la resistenza alla frattura del disco con un dinamometro inerziale. Continental, in qualità di fornitore di eccellenza, è abituata a soddisfare elevati standard qualitativi. ATE ha sottolineato che il 90 per cento dei suoi dischi freno è già conforme ai requisiti che verranno imposti dalla nuova normativa e che “Continental prevede di incrementare ulteriormente la percentuale nel corso del 2017 per essere una delle prime aziende ad offrire una vasta gamma di dischi freno certificati secondo le norme ECE”.

“Siamo fornitori OEM per i maggiori costruttori automobilistici e utilizziamo esclusivamente i più avanzati materiali sia per il mercato OE che per il canale aftermarket”, afferma Peter Wagner, Vice Presidente Independent Aftermarket e Managing Director di Continental Aftermarket. “L’estensione dei regolamenti costituirà un ulteriore ostacolo alla commercializzazione di prodotti falsificati o scadenti nei mercati dei vari Paesi Europei. Siamo convinti che gli standard di qualità stabiliti dalla Commissione – ha concluso Wagner – favoriranno una maggiore sicurezza di guida”.

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ALLA SCOPERTA DEI RICAMBI AUTO RICONDIZIONATI

In inglese sono definiti con il termine “remanufactured”. In Italia sono noti come “rigenerati” o “ricondizionati”. Una categoria di ricambi auto, per alcuni sconosciuta, che offre importanti vantaggi, tutti da scoprire.

Partiamo chiarendo due aspetti importanti. Non si tratta di pezzi usati o riparati artigianalmente. Si tratta di parti dismesse sottoposte a un processo industriale che riporta i prodotti a condizioni di utilizzo e prestazioni equivalenti ai nuovi. Non stiamo parlando di una novità pioneristica ma di prodotti presenti da decenni sul mercato e proposti anche da grandi case automobilistiche che offrono linee di ricambi di questo tipo.

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In che modo funziona la rigenerazione? Le unità non più funzionanti vengono portate in apposite aziende che si occupano della “ri-fabbricazione”. Questo processo inizia con lo smontaggio “chirurgico” del pezzo in ogni singolo componente. Dopo aver sottoposto a pulizia e controllo di efficienza, viene effettuato il controllo e la selezione che servirà a capire quali pezzi rigenerare o quali componenti saranno eventualmente da sostituire. Il processo termina con il riassemblaggio e il collaudo. Queste ultime due operazioni vengono effettuate allo stesso modo della produzione di parti nuove, elemento che garantisce la stessa affidabilità. Rispetto al nuovo, però, le unità rigenerate presentano un risparmio economico che in alcuni casi può arrivare fino al 40% sul prezzo d’acquisto.

La loro affidabilità ed economicità pone i ricambi auto rigenerati anche come valida alternativa sia alla riparazione che all’acquisto di parti usate presso un demolitore. La riparazione è un tipo di intervento che individua le componenti non funzionanti e si limita alla sostituzione di queste. In questo caso il rimontaggio avviene senza un’ispezione accurata delle altre componenti (che potrebbero presentare uno stato di usura tale da consigliare un intervento preventivo). Il pezzo, quindi, nel caso della riparazione, non viene rinnovato, ma solamente posto in condizioni per essere nuovamente funzionante, lasciando aperto il rischio di future rotture.

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Nel caso della ricerca di un ricambio in demolizione, inoltre, l’ipotetico risparmio economico potrebbe essere perseguito trascurando l’affidabilità. Dal demolitore potremmo non avere certezza sull’effettiva efficienza del pezzo, su età e chilometri percorsi. Cosa ben diversa nel caso dei ricambi rigenerati, che offrono due anni di garanzia all’automobilista.

E, infine, vale la pena sottolineare il beneficio ambientale. Il processo di rigenerazione, portando a nuova vita parti usate, contribuisce al risparmio di energia e materie prime, riducendo le emissioni di anidride carbonica e la produzione di rifiuti. Un bel vantaggio, che come dicevano sopra, si traduce in un risparmio economico mantenendo specifiche e prestazioni equivalenti ad un prodotto nuovo.

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RIPARAZIONI AUTO: IN ITALIA UN’OFFICINA OGNI 444 VETTURE

Quante sono le autofficine in Italia? Nel 2014 c’erano 83.460 officine di autoriparazione a fronte di un parco circolante che, secondo il Cerved, era di 37.063.708 autoveicoli, con un rapporto di 444 autoveicoli per ogni officina. Questi dati sono i più recenti a disposizione per quantificare la densità della rete autoriparativa in Italia e sono tratti dall’edizione 2015 del volume “L’autoriparazione ed i suoi protagonisti” edito dall’Osservatorio Autopromotec.

Il rapporto autoveicoli per officina è rimasto pressoché invariato rispetto al 2013 (quando c’erano 446 autoveicoli per ogni officina) ed è leggermente diminuito se si
prende in considerazione l’anno 2012 (quando per ogni officina c’erano 484
autoveicoli). Ad ogni modo, secondo l’Osservatorio Autopromotec, il rapporto autoveicoli per officina è complessivamente adeguato, considerato che il nostro Paese ha una delle densità automobilistiche più alte a livello mondiale.

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A livello regionale, è interessante notare come siano prevalentemente le regioni del Nord ad avere il numero più alto di autoveicoli per officina. Ciò è dovuto a motivi essenzialmente economici e di densità e complessità territoriale. Nel dettaglio, al primo posto di questa graduatoria si posiziona il Trentino Alto Adige, con 724 veicoli per ogni officina di autoriparazione, seguito da Friuli Venezia Giulia (552), Toscana (513), Lombardia (500), Veneto (495), Emilia Romagna (474), Umbria (466) e Lazio (450). A seguire, poco sotto la media nazionale, si posizionano la Campania (439), le Marche (433), il Piemonte e la Valle d’Aosta (429), la Liguria (417) e la Sicilia (401). Chiudono la graduatoria, sotto la quota di 400 veicoli circolanti per officina, una serie di regioni centro-meridionali: Abruzzo (378), Sardegna (374), Molise (354), Puglia (353), Calabria (349) e, all’ultimo posto, Basilicata (316).

Nel complesso, conclude l’Osservatorio, con le sue 83.460 officine distribuite sul territorio nazionale, la rete italiana di autoriparazione presenta un elevato grado di capillarità e di prossimità al servizio degli automobilisti. Da questo punto di vista, l’ampia estensione della rete testimonia come il settore dell’autoriparazione costituisca un importante punto di forza nel più ampio panorama dell’aftermarket automobilistico nazionale.

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EQUIP AUTO 2015

Equip Auto è una fiera internazionale di prodotti e servizi per veicoli dedicata all’aftersale giunta ormai alla sua ventiduesima edizione.

L’esposizione si svolgerà da martedì 13 ottobre a sabato 17 a Parigi e ospiterà oltre 1,500 espositori dei vari settori, che comprendono:

• Attrezzatura e accessori;
• Rete assistenza post-vendita;
• Body work and paint;
• Riparazione e manutenzione:
• Lavaggio e area di servizio;
• Lubrificanti e prodotti auto;
• Pneumatici, cerchi e accessori;
• Sistemi informativi e servizi per i professionisti.

Equip Auto si presenta come una delle più importanti fiere del settore (si prevedono oltre 100,000 visitatori da tutto il mondo per questa edizione), che in 40 anni ha aiutato le compagnie e le startup che si dedicano all’aftersale ad incrementare il proprio business e a farsi conoscere anche al di fuori del proprio paese.

La fiera parigina sarà animata da svariati eventi e iniziative durante i 5 giorni di apertura: interviste, broadcast e dirette tv  dalla fiera e vari workshop e dimostrazioni che terranno impegnati i visitatori e i partecipanti. Ogni giorno ci saranno conferenze e dibattiti sul mondo dell’aftersale tenute da ospiti ed esperti internazionali.

Anche noi di RiparAutOnline saremo ovviamente della partita e avremo un nostro spazio alla kermesse parigina.

Autopromotec 2015

ingresso fiera Bologna

Cosa accadrebbe se 1600 espositori di attrezzature e aftermarket automobilistici provenienti da tutto il mondo si radunassero contemporaneamente nello stesso posto?

UNO SCIOPERO!

No, niente paura, è solo l’Autopromotec

…SOLO?!

L’anno è il 2015, il posto è il Pianeta Terra: 150mila mq della città di Bologna, per essere precisi.

E RiparAutOnline c’era.

L’evento si presenta da solo: la più specializzata rassegna internazionale dell’aftermarket automobilistico.

A questo punto sorge spontanea una domanda: cos’è l’aftermarket automobilistico?

Presto detto, è quel settore del mercato che si occupa di produrre e distribuire componenti e ricambi di tutte le parti dei veicoli (industriali e non) e che si attiva solo dopo la vendita del veicolo al consumatore – per intenderci…dai prodotti chimici alle attrezzature, dagli equipaggiamenti agli accessori…insomma, di tutto.

E ancora (sotto con le definizioni!), cos’è Autopromotec?

Ebbene, Autopromotec è una fiera internazionale con frequenza biennale che raccoglie la più alta concentrazione di produttori e distributori del settore mettendoli a confronto tra loro e in contatto con addetti ai lavori e appassionati di ogni genere.

E adesso, dopo le definizioni, diamo un po’ i numeri…

…quest’anno, all’appello, hanno risposto ben 47 Paesi con, appunto, 1587 espositori e più di 100mila visitatori nei cinque giorni compresi tra il 20 e il 24 maggio; numeri da capogiro per un evento che avrà sicuramente contribuito a rendere la “dotta grassa e rossa” Bologna una delle città più cliccate su Google Maps.

Non solo, facendo un confronto con le edizioni passate saltano fuori stime interessanti: il 4,8% di espositori in più rispetto al 2013 e il 12,5% in più di partecipazione dall’estero hanno reso quello di quest’anno un evento senza precedenti. Ben 663 sono state, infatti, le aziende straniere a essere rappresentate in fiera (e cioè quasi il 45% del totale) provenienti da Cina, Germania, Gran Bretagna, Taiwan, Stati Uniti, Polonia, Olanda, Turchia e chi più ne ha più ne metta. Una vera e propria Torre di Babele dell’automobile. Non a caso il motto del convegno inaugurale è stato “La ripresa economica c’è già. L’automobile può ripartire”.

Facendo slalom tra sistemi avanzati di lavaggio, quelli per la verniciatura e prodotti per la riparazione di pneumatici, viene spontaneo segnalare la possibilità, alquanto accattivante, di verificare di persona dispositivi sensoriali a bordo di vetture Volvo V40 Cross Country nell’area esterna. Grazie anche alla collaborazione di Nexes Tyres è stato, infatti, possibile effettuare test sull’avviso di collisione imminente con frenata autonoma e sul riconoscimento di pedoni…

…tranquilli, nessun pedone è stato maltrattato durante le dimostrazioni…