AUTOSTRADE: OCCUPARE LA CORSIA LIBERA PIÙ A DESTRA

“Occupare la corsia libera più a destra”. È questo uno dei messaggi che a rotazione compaiono sui tabelloni luminosi in autostrada. Capita spesso di vedere sulle grandi arterie, soprattutto quelle a tre corsie, veicoli che occupano la corsia centrale pur avendo libera la corsia a destra. Un comportamento, che oltre ad essere rischioso per la circolazione, è sanzionato dal Codice della Strada. Occupare la corsia libera più a destra, infatti, è un obbligo: L’art.143 Cds, ricorda la Polizia di Stato, prescrive che sulle strade a due o più corsie si debba circolare sulla corsia libera più a destra. E oltre alla multa, il mancato rispetto di questa prescrizione prevede la decurtazione di 4 punti sulla patente.

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A questo proposito vale la pena ricordare il comportamento corretto da tenere in queste occasioni. Se in autostrada, consiglia ancora la Polizia di Stato, troviamo chi và lentamente in seconda corsia e la prima è libera, aspettiamo che si sposti, magari lampeggiamo per fargli capire l’errore. Ma non sorpassiamolo a destra: è pericoloso. E non solo, oltre ad essere rischioso, il sorpasso a destra è vietato. La manovra di colui che circolando sulla corsia centrale trova l’ostacolo di un veicolo ed effettua il sorpasso a destra è sanzionato dall’art.148, comma 15, del Codice della Strada (oltre alla sanzione c’è la decurtazione di 5 punti). Inoltre, se la manovra di sorpasso a destra è ripetuta nell’arco di due anni, si applica anche la sospensione della patente da 1 a 3 mesi. È consentito invece il cosiddetto “superamento”, come spiegato in uno speciale del sito Moto.it dedicato a questo argomento: il sorpasso a destra si verifica quando il veicolo si sposta sulla destra per superare il mezzo più lento. Il superamento a destra si ha invece quando il veicolo più veloce sfila quello più lento sulla destra, ma senza cambiare corsia. La Cassazione ha stabilito che questo comportamento non è passibile di sanzione, a patto però che chi sta davanti non abbia manifestato l’intenzione di rientrare a destra. Infine, come si legge nell’articolo, si raccomanda molta cautela con questo tipo di manovra, perché è molto probabile che il guidatore del veicolo più lento sia distratto.

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BLUETOOTH, AIRBAG E ABS: DISPOSITIVI IRRINUNCIABILI PER LE FLOTTE AZIENDALI

L’uso del cellulare per telefonate, invio di sms, email e consultazione dei social network viene considerato il comportamento più pericoloso che i conducenti delle grandi flotte aziendali possano tenere mentre è alla guida, così come i generici comportamenti di distrazione e disattenzione e l’eccessiva velocità. Bluetooth, ma anche Airbag e ABS, sono i dispositivi cui i fleet manager affidano principalmente la sicurezza della propria flotta, insieme alla promozione di corsi di guida sicura in grado di sensibilizzare efficacemente il driver e prevenire i comportamenti rischiosi. Sono questi i principali risultati della survey “La sicurezza nelle Flotte Aziendali”, promossa da Top Thousand, l’Osservatorio sulla mobilità aziendale composto da Fleet e Mobility Manager di grandi aziende nazionali e multinazionali in collaborazione con Sumo Publishing, editore della rivista Fleet Magazine.
La ricerca ha preso in considerazione una flotta campione di oltre 31.000 veicoli aziendali, appartenenti a parchi auto di grandi dimensioni.

La fotografia che emerge dalle risposte sui comportamenti più rischiosi tenuti dai conducenti rivela la forte attenzione sul tema da parte dei fleet manager e la consapevolezza che gli utenti dei veicoli aziendali non sempre seguono correttamente le previsioni del Codice della Strada. Il mondo delle flotte aziendali, in questo caso, si mostra specchio di quello automotive nel suo complesso in cui resta alto l’allarme per gli incidenti stradali, che secondo gli ultimi dati ACI dopo 15 anni hanno visto tornare a crescere le vittime sulle strade (3.430 nel 2015, quasi 10 al giorno).

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L’uso del cellulare per telefonate, invio di sms, email e consultazione dei social network viene considerato dal 34% dei fleet manager come il comportamento più pericoloso che il conducente possa tenere mentre è alla guida, seguito ex equo (17%) da generici atteggiamenti di distrazione e disattenzione e dall’eccessiva velocità. Tra gli altri pericoli per la guida segnalati, i lunghi periodi in marcia senza soste con il rischio dei colpi di sonno (9%), l’eccesso di confidenza (8%) e la stanchezza (6%).

Bluetooth, Airbag e ABS. Sono questi i dispositivi che i gestori della mobilità aziendale giudicano come principali garanti della sicurezza della propria flotta. Una grande azienda su tre ritiene che il bluetooth e i sistemi integrati di comunicazione costituiscano device irrinunciabili per la sicurezza del proprio parco auto. Il dato risponde al trend che vede sempre più incidenti e contravvenzioni dovuti al mancato utilizzo del vivavoce e al fenomeno crescente di sms inviati e foto scattate (selfie compresi), mentre si è alla guida; abitudini decisamente pericolose che nel 2015 hanno portato a oltre 48.500 infrazioni registrate dalle Forze dell’Ordine per il mancato utilizzo di apparecchi vivavoce. Gli airbag aggiuntivi (laterali e posteriori, oltre a quelli obbligatori) non costituiscono un equipaggiamento del tutto scontato all’interno dell’abitacolo, se il 17% degli intervistati lo segnala come must per migliorare la sicurezza delle vetture.

Terzo dispositivo di sicurezza in ordine di preferenza è l’ABS (15%) ormai di serie su tutti i veicoli; il sistema antibloccaggio delle ruote è in continua evoluzione in quanto abbina il controllo della stabilità, della frenata in curva, della frenata automatica in città e fuori e l’anti-slittamento in partenza. Il dato si abbina al 9% delle indicazioni per i sistemi di “frenata intelligente/Lane Assist”. Percentuali inferiori riguardano ESP (8%), Cruise control (6%) e altri sistemi di sicurezza.

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AUTO E ASSICURAZIONE: LA SCATOLA NERA POTREBBE DIVENTARE OBBLIGATORIA

Iniziamo capendo cos’è. La scatola nera è un dispositivo satellitare montato su un veicolo che monitora e registra tutte le informazioni sul mezzo e sul comportamento del conducente alla guida. Perché montarla? Il montaggio della scatola nera sulle auto dovrebbe ridurre il numero delle frodi in ambito assicurativo. Questa soluzione è già proposta da diverse compagnie e si calcola che i contratti con scatola nera siano arrivati a un sesto del totale.

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Ora la scatola nera sull’automobile potrebbe diventare obbligatoria. E’ una delle principali novità introdotte dagli emendamenti approvati dalla commissione industria del Senato al ddl Concorrenza. Se questa proposta venisse approvata definitivamente, il Governo avrebbe la delega di emanare, entro un anno dall’entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi per disciplinare l’installazione obbligatoria della scatola nera su tutti i mezzi di trasporto. Si inizierebbe con i veicoli pubblici e poi sarà la volta di quelli privati. Questi ultimi potranno beneficiare di sconti sulle polizze auto. Il testo della proposta specifica che non ci saranno “maggiori oneri per i cittadini”. Tuttavia secondo l’associazione dei consumatori Codacons, “è assolutamente impossibile garantire che i costi relativi alle scatole nere sulle autovetture non ricadano sugli utenti”.

L’installazione e la manutenzione ordinaria e straordinaria di una scatola nera – spiega il presidente Carlo Rienzi – su una automobile privata, così come la gestione dei dati e i necessari cambiamenti che vedranno coinvolte l’industria automobilistica e le imprese assicurative, avranno dei costi enormi. Anche qualora la norma preveda che non siano i cittadini a farsi carico di tale spese, i maggiori costi saranno inevitabilmente traslati sugli utenti finali, attraverso incrementi di tariffe e prezzi. Per tale ragione – conclude Rienzi – riteniamo assurdo imporre l’obbligo della scatola nera agli automobilisti, che deve rimanere una scelta su base volontaria anche perché, in caso contrario, gli aggravi di spesa per la collettività risulteranno superiori ai benefici”.

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ANCHE L’AUTO VA ‘IDRATATA’: CONSIGLI UTILI PER GUIDARE CON IL CALDO

Guidare un’auto con l’abitacolo surriscaldato può essere molto pericolo. Questa situazione, infatti, rallenta le reazioni e così 35 gradi all’interno di un veicolo possono equivalere all’assunzione di alcol con un tasso di 0,5 grammi per litro di sangue. Viste le prime temperature roventi e l’estate ancora tutta da vivere, torna d’attualità l’avvertimento lanciato l’anno scorso dai tecnici Seat che diffusero i risultati di accurate ricerche effettuate assieme ad esperti del settore sulla guida ad alte temperature. “Quando è molto caldo, la gente di solito presta attenzione ai consigli quando deve andare fuori di casa e camminare per strada – aveva sottolineato Angel Suarez, ingegnere presso il Centro Tecnico Seat a Martorell (Barcellona) – ma pochissimi sono consapevoli che è altrettanto importante seguire alcuni importanti regole durante la guida in condizioni di caldo intenso”.

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A questo proposito ecco alcuni consigli utili. Uno degli errori più comuni che i guidatori fanno quando si utilizza il climatizzatore è di non aerare correttamente la macchina prima di avviarla. Se apriamo i finestrini per circa 30 secondi prima di accendere l’aria condizionata il picco iniziale di calore si dissipa da solo.

I tecnici Seat raccomandano anche di regolare il climatizzatore, se è previsto, sull’impostazione auto in modo che l’aria fresca venga distribuita uniformemente all’interno dell’abitacolo. Anche se fuori è molto caldo “non conviene impostare la temperatura sotto ai 21 gradi in modo da non far aumentare il consumo di carburante”.

E non dimenticate di ricordare che per le auto vale la stessa regola per gli essere umani: sotto al solleone bisogna “idratare” anche la macchina, controllando cioè che i livelli dell’olio e del liquido dell’impianto di raffreddamento siano a posto, così come devono essere verificate – a freddo – le pressioni di gonfiaggio dei pneumatici.

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SICUREZZA STRADALE: AUMENTANO LE AUTO IN CONTROMANO

Contromano, un fenomeno in aumento. È la sorprendente tendenza che emerge dall’ultimo report dell’Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale. Secondo l’Asaps, nel 2015 gli episodi di contromano su strade e autostrade italiane con conseguenze fisiche alle persone o quelli bloccati dalle forze di polizia e certificati (registrati nell’Osservatorio il Centauro) hanno avuto un incremento del 13% passando dai 337 episodi del 2014 a 382 nello scorso anno. Di questi contromano 154 (40,3%) si sono verificati in autostrade e strade a carreggiate separate, in aumento del 2,6% rispetto ai 150 del 2014. Sulla rete ordinaria, invece, gli episodi sono stati 228 (59,7%) erano stati 187 (55,5%) nel 2014 (+21,9%).

Gli episodi mortali sono stati complessivamente 21 (5,5%) nei quali 27 persone hanno perso la vita; nel 2014, invece, furono registrati 26 episodi con 29 decessi (che si traduce in un decremento rispettivamente del 19% degli schianti e del 7% delle vittime). I feriti per i contromano del 2015 sono stati 208, in questo caso si registra un calo del 17% rispetto al 2014 quando furono 251.

Dei 382 episodi registrati, 310 si sono verificati di giorno (81,2%) e 72 di notte (18,8%). Uno dei fattori che incide su questo tipo di fenomeni è l’abuso di alcol e il consumo di stupefacenti (sul sito dell’Associazione è riportato il dettaglio delle percentuali). Ma cosa fare per prevenire il fenomeno dei contromano? Per l’ASAPS “è arrivato il momento di intervenire con sistemi di allarme acustico, visivo o tattile per evitare al massimo questi drammatici e spesso fatali impatti”. Un aiuto potrebbe arrivare anche dalle nuove tecnologie come nel caso dell’accelleratore attivo: un nuovo dispositivo, messo a punto da Bosch, che in sinergia con il sistema di navigazione satellitare e con le telecamere di riconoscimento dei segnali, ”comunica” con chi è al volante tramite una serie di resistenze e allarmi trasmessi proprio dall’acceleratore. Una lieve vibrazione potrà indicare all’automobilista, per esempio, se sta guidando in maniera dispendiosa ma anche avvisarlo, con una contropressione più consistente, che ha imboccato una strada in contromano.

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L’AUTO COSTA? ECCO COME RISPARMIARE AGENDO SUI CONSUMI DI CARBURANTE

 

Tra le spese per mantenere un’auto, il carburante è per molti la voce che incide maggiormente sui costi. Ma come ridurre questo capitolo di spesa così pesante per il portafoglio? Se da un lato ci sono alcuni fattori sui cui non possiamo intervenire (il costo del petrolio, le accise…), dall’altro ci sono alcuni accorgimenti che potranno esservi utili per alleggerire un po’ la spesa, agendo in particolar modo sui consumi.

Non perdersi
Sembra ovvio, ma non sempre ci rendiamo conto che perdersi vuol dire anche consumare inutilmente benzina. Un accorgimento utile in questi casi, soprattutto quando siamo alla guida in una grande città sconosciuta, è l’uso di un navigatore satellitare (o uno smartphone) che ci aiuterà a risparmiare tempo e benzina. In alternativa, se non siamo amanti della tecnologia, potremo ricorre ad una tradizionale mappa in formato cartaceo.

Attenzione a non appesantire la vostra auto
Usare il bagaglio come un ripostiglio non è una scelta virtuosa. Più pesante è il mezzo, più carburante sarà necessario per il suo movimento. Il consiglio è quindi quello di caricare sulla propria auto, oltre agli accessori obbligatori per le emergenze, solo gli oggetti da trasportare per quella specifica occasione.

Pressione degli pneumatici sotto controllo
Viaggiare con le ruote sgonfie incide negativamente sui consumi di carburante: la mancanza di aria all’interno degli pneumatici riduce infatti la capacità di rotolamento. La mancanza di pressione, inoltre, aumenta la superficie della gomma a contatto con l’asfalto dando luogo a una maggiore usura del battistrada. Il consiglio, in questo caso, è di tenere periodicamente sotto controllo la pressione delle gomme.

D’estate aumentano i consumi
Con il caldo, per diminuire la temperatura all’interno del veicolo, si è generalmente portati ad aprire i finestrini o ad accendere l’aria condizionata. Due soluzioni che generano un impatto sui consumi. Ma quale delle due cose è più dispendiosa? In rete le discussioni su questo argomento si sprecano. Le variabili sono molte (in primis la velocità) e nel caso dell’aria condizionata, i consumi dipendono molto dal tipo di modello, cilindrata…
Una cosa certa, a prima vista banale, è quella di non adottare le due misure contemporaneamente (finestrini abbassati ed aria condizionata accesa): potrebbe accadere, in caso di auto rimasta al sole, di avere fretta che esca aria fredda dai bocchettoni. Meglio, allora, aerare l’abitacolo qualche minuto prima di partire.

Stile di guida
È un altro dei fattori che indice sul consumo di carburante. Uno stile di guida corretto ci aiuterà a risparmiare. Ma quali sono le accortezze da adottare in questo caso? Andatura costante (nei limiti di velocità), marce più alte, accelerazioni e frenate dolci sono alcuni accorgimenti che possono ridurre notevolmente i consumi. A ringraziare non sarà solamente il portafoglio ma anche l’ambiente: meno carburante consumato, infatti, vuol dire anche meno emissioni di inquinanti in atmosfera.

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COME MONTARE IL PORTAPACCHI

Italia, patria dei viaggi della speranza!

Quante volte abbiamo intrapreso traversate memorabili a bordo della nostra auto, magari per andare “al sud”, magari portandoci dietro mezza casa o magari portandone una nuova al nostro rientro… Ebbene, quante problematiche, quante ore perse a montare il fatidico portapacchi, cercando al contempo di far stare tutto in ordine in modo stabile. C’è chi lo chiamerebbe “un gioco da ragazzi” ma in realtà, segretamente o no, tutti lo temiamo…Come montare e caricare il portapacchi!

Innanzitutto specifichiamo… Di portapacchi ne esistono molti e, chiaramente, alcuni montano su auto diverse; è sempre consigliabile acquistarne uno specifico per la propria macchina nonostante anche altri possano essere compatibili (come quelli universali). Il prezzo non è, in questo caso, un ostacolo… Per essere un accessorio così utile, resta decisamente alla portata di tutti ed è acquistabile praticamente ovunque.

Prima di montare l’accessorio si dovrà pulire bene il tettuccio della macchina per evitare danni alla carrozzeria, ruggine, scrostamenti e quant’altro. C’è chi applica anche delle strisce di gomma, non in dotazione, per evitare il contatto tra le superfici.

Una volta terminata la pulizia si dovrà procedere col fissaggio il quale dipenderà dal tipo di struttura. Di solito i più semplici sono quelli posteriori: quelli da collegamento vanno fissati al gancio di traino mentre quelli muniti di cinghia vanno montati avvolgendo il nastro attorno al bagagliaio.

Diversa cosa per i portapacchi “normali”…

Sebbene i dettagli varino a seconda dell’auto e dell’accessorio, in generale potremmo dire che: conviene segnare subito con un pennarello i 4 punti dove si andranno a posizionare i quattro ganci in dotazione (i punti dipendono dalla grandezza) per poi fissarli adeguatamente con le apposite viti, controllandone la stabilità. Dopodiché si fissa il portapacchi ai ganci, e qui dipende dal modello, alcuni hanno delle viti, altri vanno a incastro.

Ecco qua, semplice no? Già, a parole… Ma una volta montato quanto posso caricare?

Di norma il peso massimo consigliato non deve superare i 50 chili ed è sempre opportuno distribuire il peso in modo omogeneo.

Le barre di fissaggio, poi, possono essere usate anche per sostenere portabici per due o tre cicli, facendo attenzione, però, che il carico non sporga lateralmente o in avanti oltre il muso della macchina; posteriormente, invece, un oggetto può sporgere fino al 30% oltre la lunghezza del veicolo ma deve essere comunque segnalato con un pannello a strisce diagonali bianche e rosse.

Per la stabilità dei pacchi, inoltre, sono sempre meglio le cinghie degli elastici (o meglio, dei soli elastici); questi, infatti, sono ottimi per fissare un carico all’interno di un bagagliaio con sponde ma non sono in grado di trattenerlo adeguatamente in frenata.

Qualche suggerimento, inoltre, per i carichi interni al veicolo: la distribuzione omogenea del peso è fondamentale per evitare di condizionare l’assetto dell’auto ed è, altresì, opportuno controllare che i bagagli nel vano posteriore non blocchino la visuale del conducente.

Ah! Ovviamente, VELOCITÀ MODERATA!

NUOVE MULTE “EN PASSENT”, TELECAMERE AL VIA…

Lasci la macchina un attimo, entri al bar e zac… multa ma di loro neanche l’ombra. Accosti un minuto in doppia fila (ovviamente con le doppie frecce), scendi per andare dal tabaccaio e zac… ti risiedi al volante e scopri che le sigarette ti sono costate più di quanto guadagni in un giorno. E di nuovo, loro non ci sono, neanche dietro l’angolo.Loro chi? Ma i vigili ovviamente… E chi se no?

Bene se questo quadretto non vi sembra familiare è solo perché non avete ancora sentito parlare del nuovo sistema Street Control, in grado di colpire, per così dire, al volo…

In che senso? Spieghiamo meglio.

È di recente stata emanata una circolare, direttamente dal Ministero dei Trasporti, che esprime parere favorevole all’utilizzo di particolari telecamere, installate sui mezzi in dotazione alla Polizia, in grado di registrare eventuali infrazioni relative alla sosta; in pratica sarà possibile essere multati en passant anche da un’auto della polizia (ovviamente niente foglio rosa svolazzante sotto il tergicristallo). Gli agenti, quindi, saranno in grado di riprendere, con un teleobiettivo, le targhe dei veicoli in divieto di sosta semplicemente percorrendo la strada a bassa andatura, per poi compilare le eventuali multe in un secondo momento e spedirle ai destinatari.

Non si tratta, in effetti, di un sistema automatizzato, in quanto gli agenti dovranno controllare personalmente le registrazioni e compilare manualmente i verbali, ma di sicuro il nuovo sistema sarà in grado di ottimizzare il lavoro dei vigili, aumentando il numero di automobilisti colti “in flagrante” col minor sforzo possibile… E c’è già chi va in giro sconsolato ripetendo “è finita la pacchia!”.

Ma attenzione… C’è sempre il trucco e in questo caso si chiama contestazione immediata. La legge, infatti, prevede che la contestazione della violazione delle norme del codice della strada sia valida solo se immediatamente comunicata al trasgressore, a meno che non vi sia un effettivo impedimento (come per esempio l’assenza del soggetto) il quale, in ogni caso, deve poi essere esplicitato nel verbale di accertamento. La contestazione accertata con il Street Control, quindi, è valida solo se il trasgressore non si trova all’interno del veicolo o nelle immediate vicinanze e che non sia quindi possibile comunicare immediatamente con lui; in caso contrario la multa è illegittima e può essere annullata in caso di ricorso.

Un dettaglio in più: il parere del Ministero è, in pratica, vincolante in quanto il sistema di sorveglianza così attuato rimane costantemente sotto il controllo degli agenti e non è per nulla automatizzato, quindi non serve alcun tipo di approvazione. Del resto il divieto di sosta non fa parte delle sanzioni che possono essere completamente automatizzate…

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… E meno male, pensate il caso in cui vi arrivasse in automatico una multa per aver parcheggiato la vostra auto davanti all’ingresso del vostro garage…

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Niente più patente a chi soffre di apnea notturna

Colpo di sonno, il terrore di ogni automobilista.

Per definizione si tratta di una momentanea perdita dello stato di veglia, capace di manifestarsi in maniera del tutto improvvisa. Nonostante ciò, l’evento è solitamente preceduto da segnali che potrebbero, in potenza, mettere sull’attenti il guidatore, anche se spesso, questi non è in grado di percepirli o crede (sbagliando) di riuscire a controllarsi.

Eppure a tutti è capitato almeno una volta di trovarsi al volante di un veicolo e rendersi conto di non riuscire a tenere gli occhi aperti: si abbassa il finestrino (aria in faccia così mi sveglio un po’), e si accende l’autoradio… il canto a squarciagola è un classico. Capita a tutti, certo, ma ad alcuni più spesso che ad altri. Si tratta, in questo caso, di soggetti che soffrono di apnee notturne, ossia di disfunzioni respiratorie mentre dormono e che possono, per questo, svegliarsi anche decine di volte in un’ora, accumulando sonno represso: il tutto senza neanche rendersene conto.

L’accumulo di stanchezza, ovviamente, può influire notevolmente sulle capacità di concentrazione e il rischio è più che concreto: si stima, infatti, che almeno un quarto degli incidenti gravi, in Italia, sia causato proprio da colpi di sonno e che il 5% della popolazione soffra di apnee notturne. Per questo motivo, il Governo ha emanato, per mezzo del ministero delle Infrastrutture, un decreto che impedisce di prendere la patente a chi soffra di SAHS (acronimo per sleep apnea-hypopnea syndrome). In particolare, “la patente non deve essere né rilasciata né rinnovata a candidati o conducenti affetti da disturbo del sonno causati da apnee ostruttive notturne che determinano una grave e incoercibile sonnolenza diurna, con accentuata riduzione delle capacità dell’attenzione”. Il decreto è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 22 dicembre 2015 a seguito del recepimento di una direttiva comunitaria sulle patenti di guida.

Adesso resta solo da stabilire le modalità per i test: non esiste ancora, infatti, un protocollo medico unificato in Europa che sia in grado di valutare con efficacia il problema. A questo proposito si è attivato il Ministero della Salute incaricando ben due commissioni tecniche di esperti. Purtroppo, però, sono già sorti alcuni inconvenienti: il primo incontro, infatti, era in programma già per la prossima settimana ma è slittato a data da definirsi.

“Forse non hanno capito quanto sia importante agire subito” ha commentato Pierluigi Innocenti, presidente dell’Associazione per i disturbi del sonno, “era ora che l’Italia si mettesse in regola, adesso però il ministero deve sbrigarsi a indicare le modalità per i test”.

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