BATTERIE AUTO ‘SOTTO STRESS’

Entro il 2020, il 75 per cento di tutti i veicoli sarà dotato in Europa di un sistema start-stop. A fare questa previsione è Johnson Controls, il più grande produttore al mondo di batterie auto. Uno scenario che tuttavia rappresenta una sfida per la tenuta di questo elemento vitale per l’automobile, ancor di più in quelle di nuova generazione.

Le batterie svolgono infatti un ruolo fondamentale nei sistemi start-stop. Quando il motore è spento, il sistema elettrico del veicolo usa l’energia per mantenere attive funzioni quali radio, illuminazione e riscaldamento. La batteria riaccende inoltre il motore entro una frazione di secondo. Tutto ciò ha modificato sostanzialmente il ruolo svolto dalle batterie e ha reso una formazione tecnica professionale più che mai essenziale. Molte altre componenti del veicolo richiedono inoltre energia elettrica, ad esempio i sistemi di sicurezza. Il sistema di assistenza alla guida, il controllo elettronico di stabilità e la frenata automatica richiedono un livello notevole di energia elettrica e fanno della batteria un elemento critico dei sistemi di propulsione avanzati.

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A “salvaguardia” delle batterie è nato il VARTA Battery Test-Check. Lanciata l’anno scorso in selezionati paesi europei, l’iniziativa supporta le officine nell’identificazione di problemi alla batteria prima che essi si verifichino. In occasione di Automechanika 2016, Johnson Controls ha annunciato gli ultimi risultati del programma. Degli oltre 30.000 veicoli testati, quasi un quarto aveva batterie che dovevano essere sostituite immediatamente a causa delle loro cattive condizioni. Johnson Controls ha anche condotto una ricerca su come il mercato delle riparazioni, in ambito automotive, stia evolvendo da un modello do-it-yourself a uno do-it-for-me. I risultati dimostrano che l’85 per cento di tutti i conducenti europei di auto ha bisogno del servizio di assistenza offerto dalle officine e che otto su dieci si fidano delle raccomandazioni dei loro meccanici per quanto riguarda la manutenzione della batteria. “Vogliamo essere i primi ad aiutare le officine a mantenere e addirittura incrementare queste cifre, soprattutto in un momento nel quale le nuove tecnologie, come ad esempio quella dei veicoli start-stop dotati di batterie con Absorbent Glass Mat, cominciano a entrare nel mercato delle riparazioni” ha concluso Joseph Walicki, Vice President e President Johnson Controls Power Solutions.

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AUTO E RIMBALZI: IL COMPITO DEGLI AMMORTIZZATORI

Iniziamo capendo a cosa servono. Gli ammortizzatori sono la parte della sospensione che assorbe il rimbalzo causato dalle asperità del manto stradale. Senza di essi verrebbe meno la stabilità del veicolo, con impatti diretti non solo sul comfort di guida ma anche sulla sicurezza in quanto gli ammortizzatori garantiscono una migliore stabilità del mezzo. Come sarebbe l’auto senza ammortizzatori? Le ruote del veicolo si staccherebbero da terra sollecitate dalle buche e asperità delle strade, portando la ruota a perdere aderenza e conseguentemente alla perdita del controllo del veicolo.

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In generale, si tratta di elementi che non necessitano un controllo costante e per questo non sono tra gli interventi più comuni dal meccanico. Sono componenti robuste, per cui basta, generalmente, un controllo ogni 20.000 km ed un’eventuale sostituzione ogni 80.000.

Tra i marchi leader nel mercato c’è KYB, uno dei più grandi produttori di ammortizzatori per i costruttori di autoveicoli. Come si legge sul sito dell’azienda, “una su quattro di tutte le autovetture nel mondo che lasciano la catena di montaggio, utilizza prodotti KYB come standard. KYB è anche il più grande fornitore di ricambi originali in Europa”. La pagina web dell’azienda offre informazioni interessanti per gli addetti ai lavori (e non solo). Oltre ai consigli per il montaggio di ammorizzatori e molle, indica anche quali sono i motivi comuni di guasto di queste componenti. “I problemi a carico degli ammortizzatori possono essere raggruppati in tre aree: perdite d’olio, difetti meccanici o rumore”. Sempre in quest’ottica, da segnalare anche il canale Youtube KYB Europe, periodicamente aggiornato, che offre numerosi tutorial sulla sostituzione degli ammortizzatori. Una galleria di video che, come sottolinea Notiziario Motoristico, risultano utili anche a meccanici esperti: “Molto apprezzati per la loro praticità e chiarezza, questi tutorial affrontano la sostituzione di ammortizzatori, molle e kit in modelli di auto le cui particolarità costruttive potrebbero rendere difficili queste operazioni”.

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GLI AUTOMOBILISTI ITALIANI TORNANO A RIPARARE LA VETTURA

Dopo anni di flessione e staticità, torna a crescere il mercato delle riparazioni e della manutenzione auto. La buona notizia per il settore arriva dal Barometro Aftermarket, rilevazione statistica interna al gruppo componenti ANFIA, che ha registrato un incremento del fatturato del 4,3% nel 2015 rispetto all’anno precedente, che era risultato pressoché allineato al 2013 (+0,4%).

Guardando all’andamento delle singole famiglie prodotto, riportano una crescita a due cifre (+13,4%) i componenti di carrozzeria e abitacolo, che recuperano rispetto alla flessione a due cifre (-18,4%) del 2014. In crescita anche i componenti motore (+9,4%), i componenti undercar (+4,6%), dopo un 2014 a -8,5%, e i materiali di consumo (+2,5%), mentre l’unica categoria in calo è quella dei componenti elettrici ed elettronici (-7,4%), che già risultava in ribasso del 23,5% nel 2014.

Visti i dati, gli operatori del settore sono fiduciosi. “Se nel 2014 le uniche famiglie prodotto in crescita erano i componenti motore e i materiali di consumo, sintomo di una tendenza degli automobilisti a concentrarsi sugli interventi di riparazione e manutenzione indispensabili o comunque urgenti, rimandando il più possibile gli altri, nel 2015 assistiamo a una ripresa per quasi tutte le famiglie” ha commentato Paolo Vasone, Coordinatore della Sezione Aftermarket del Gruppo Componenti ANFIA.

Certo, resta il fatto che ci vorranno anni per rinnovare un parco circolante italiano molto invecchiato durante la crisi, a causa del continuo rinvio della sostituzione dei veicoli, che ha portato l’età mediana delle autovetture circolanti dai 7,5 anni del 2003 a quasi 10 a fine 2014, incidendo, almeno in parte, sulla domanda di riparazione. Anche in questo senso, tuttavia, c’è ottimismo grazie al “crescente orientamento alla qualità, all’efficienza e all’affidabilità dei prodotti”. Questo elemento, secondo ANFIA, ha condotto ad un allungamento del ciclo di vita di alcuni componenti, mentre l’innovazione tecnologica ha determinato l’ingresso di nuovi articoli nel portafoglio prodotti del mercato dei ricambi. “Il ruolo sempre più centrale dell’elettronica e della telematica, inoltre, ha contribuito a ridurre il margine d’errore umano negli interventi di manutenzione e riparazione o montaggio. Questo significa anche che il mondo dell’autoriparazione, oltre a doversi necessariamente tenere al passo con l’evoluzione delle tecnologie, maturando un adeguato grado di competenze, deve puntare – ha concluso Vasone – su un elevato livello di servizio per la fidelizzazione dei clienti”.

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FUMO DALLA MARMITTA AUTO: COSA NON VA? QUESTIONE DI COLORE

Segnali di fumo. I film western e i fumetti hanno reso celebre questo mezzo di comunicazione utilizzato dai nativi americani. Riportando queste immagini al mondo automobilistico, possiamo dire che, in un certo senso, anche la nostra vettura, quando emette “segnali di fumo”, vuole comunicarci qualcosa. In linea di massima non sono buone notizie. Tuttavia, molto dipende dal colore.

Quando esce fumo bianco dalla marmitta potrebbe trattarsi, nel migliore dei casi, di condensa che si è formata nel tubo di scappamento. Questo accade spesso in inverno e alle basse temperature: occorrerà far girare qualche minuto il motore della macchina osservando se dalla marmitta fuoriescono goccioline bianche. Se le cose stanno così, l’umidità presente all’interno si esaurirà e la marmitta tornerà a funzionare regolarmente. Se invece il fumo bianco persiste ed è accompagnato da una perdita di prestazioni del motore, allora dobbiamo preoccuparci. Potrebbe esserci acqua laddove non dovrebbe trovarsi. O potrebbe essere un problema legato ai bulloni o alla guarnizione della testata. Soprattutto in quest’ultimo caso, meglio rivolgersi subito ad un’officina.

E se il fumo che esce dalla marmitta è di colore nero? In questo caso è molto probabile la presenza di un’anomalia nel processo di combustione. La prima cosa da fare è controllare lo stato di manutenzione dell’olio motore e dei filtri. Se questi dispositivi sono a posto e il problema persiste, allora sarà il caso di rivolgersi ad un meccanico.

C’è, infine, il caso del fumo blu (o azzurro). Questo tipo di alterazione si verifica maggiormente nelle auto più anziane. Il colore blu indica generalmente un eccessivo consumo di olio da parte del mezzo. Si tratta di una situazione molto rischiosa: la mancanza di olio potrebbe compromettere la corretta lubrificazione del motore con conseguenze gravi per l’auto (e il portafoglio). Anche in quest’ultimo caso, meglio ricorre ai ripari rivolgendosi ad un esperto.

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OLIO MOTORE AUTO: QUANDO FARE CONTROLLO E CAMBIO?

Ci sentiamo spesso ripetere che l’olio è un ingrediente molto importante per la salute del proprio veicolo ed è fondamentale per il corretto funzionamento del motore. Ma a cosa serve esattamente? L’olio circola all’interno del propulsore per lubrificare le differenti parti meccaniche di cui è composto (ad esempio i pistoni) e allo stesso tempo ne permette la corretta pulizia portando via gli scarti della combustione. Un po’ come fa il sangue all’interno del corpo umano…

E adesso che conosciamo la sua funzione vitale, possiamo anche intuire l’importanza di tenere sotto controllo questo lubrificante e di sostituirlo al momento opportuno. E quali sono le tempistiche che regolano verifica e cambio olio? La regola generale è quella di controllare regolarmente il livello dell’olio nel motore ogni 2.000 km viaggiati. Se si utilizza l’auto principalmente per tragitti brevi, come gli spostamenti in città, è meglio aumentare il numero di controlli e fare una verifica ogni 1.000 km percorsi.

Per quanto riguarda la sostituzione, sul libretto di uso e manutenzione di ogni veicolo sono riportate la tipologia di olio consigliato e l’indicazione di quando è richiesto il cambio dell’olio. A questa operazione è consigliabile abbinare sempre la sostituzione del filtro: questo elemento serve a tenere pulito il lubrificante e per questo motivo si consiglia di cambiare entrambi gli elementi assieme.

A questo punto, a qualcuno potrebbe sorgere la domanda: vado in officina o mi sostituisco l’olio autonomamente? In questo secondo caso, è importante sottolineare che “la dispersione di olio usato danneggia l’ambiente” come ricorda il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati. “Attraverso la pratica del fai da te, il cittadino si ritrova ad essere detentore di un rifiuto pericoloso: bastano 4 chili di olio usato – il normale cambio di un’automobile – a inquinare una superficie di acqua grande come un campo da calcio”. È per queste ragioni che il COOU raccomanda di far svolgere il cambio dell’olio nelle autofficine o nelle stazioni di servizio in cui sono rispettate tutte le regole di sicurezza e dove lo smaltimento dell’olio usato viene gestito correttamente.

In linea con quanto consigliato dal COOU, se la vostra idea “fai da te” era dettata dall’esigenza di risparmiare, il suggerimento finale, è quello di fare una comparazione per il cambio olio su RiparAutOnline, il modo più semplice e veloce per trovare un’officina conveniente sia in termini di qualità che di prezzo, oppure approfittare dell’offerta valida ancora per pochi giorni, che potete trovare qui http://www.riparautonline.com/promozioni.html

Addio tagliando! Ma c’è il trucco…

Niente più tagliando – o meglio – niente più tagliando esposto sul parabrezza…

Quale? Quello dell’assicurazione!

Secondo le nuove disposizioni, infatti, le Forze dell’Ordine saranno attrezzate adeguatamente per poter verificare, attraverso un breve “check” al numero di targa, lo stato assicurativo di qualunque veicolo sottoposto a controllo; il tutto collegandosi direttamente alla banca dati dei veicoli assicurati istituita presso la Motorizzazione Civile.

Attenzione però, c’è il trucco! Per quanto ci si avvicini sempre più alla dematerializzazione dei documenti, siamo ancora in una fase intermedia…

Cosa significa? Che siamo ancora costretti a tenere con noi, a bordo dell’auto, il certificato di assicurazione, quel documento, cioè, in grado di dimostrare la regolarità della copertura assicurativa, fondamentale in caso di incidente, così come nel caso di un viaggio all’estero.

Niente tagliando sul vetro, ma certificato nel cruscotto, insomma…

Il sistema, però, ha un limite fondamentale: il Ministero dei Trasporti ha infatti specificato che l’individuazione dei mezzi irregolari avverrà non in maniera diretta ma in una fase successiva alla rilevazione effettuata dagli agenti. Per la precisione, sarà compito di Polizia e Vigili incrociare i dati registrati dagli apparecchi con quelli presenti negli archivi Ivass e, in caso di confermata irregolarità, inviare ai proprietari un sollecito a produrre il certificato di assicurazione entro un termine fissato. Solo in un secondo momento, quindi, potrà partire la procedura sanzionatoria.

A breve, poi, potranno essere utilizzati anche dispositivi di rilevazione a distanza quali Autovelox, Tutor, Telepass e telecamere per il controllo stradale in Zone Traffico Limitato, non appena verrà approvata la norma per la loro omologazione ai controlli della Rc Auto.

Sottolineiamo, poi, che già dal 1 luglio 2015 i trasferimenti degli attestati di rischio avvengono per via telematica, sia nei confronti dei contraenti sia nel caso di contatti tra compagnie assicuratrici per “migrazioni” dei clienti, a dimostrazione dei continui tentativi di snellire le pratiche necessarie agli interventi più comuni.

Infine, è sempre bene ricordare che circolare senza assicurazione è controindicato a chiunque non voglia subire una sanzione amministrativa tra gli 848 e i 3393 euro, oltreché, ovviamente, il sequestro dell’auto.