AUTOMOTORETRÒ E AUTOMOTORACING DAL 3 AL 5 FEBBRAIO 2017 A TORINO

Si aprono le porte della 35esima edizione di Automotoretrò, rassegna motoristica che si svolgerà dal 3 al 5 febbraio al Lingotto Fiere di Torino, Via Nizza 294. Oltre alla Lancia Delta campione del mondo rally, fiore all’occhiello di questa edizione (di cui via abbiamo già parlato), numerose sono le case automobilistiche ufficiali che parteciperanno ad Automotoretrò, andando così a soddisfare la curiosità dei visitatori. Tra le tante ricordiamo: FCA (il cui spazio espositivo si rifà a un’officina storica) che esporrà otto preziosi esemplari di Alfa Romeo, Fiat, Lancia e Abarth. Ogni marchio verrà rappresentato da due auto d’epoca secondo un criterio che prevede l’abbinamento di un modello di produzione standard accanto a un prototipo o a un esemplare unico legato alla vettura prodotta in serie. Nello specifico gli spettatori potranno ammirare un’Alfa Romeo 2600 Sprint, un’Alfa Romeo 2600 SZ Prototipo, una Fiat 1100, una Fiat 700 Prototipo, una Lancia Flaminia Coupé, una Lancia Flaminia Loraymo, un’Abarth 1000 Bialbero, una Fiat Abarth 1000 Monoposto Record ed un’Alfa Romeo 4C Spider.

Il Marchio Porsche sarà, invece, rappresentato da Erre Esse S.p.A. che per l’occasione esporrà una 356 C color blu «Bali», classe 1964, uno degli ultimi esemplari della serie che lasciò il passo alla 911 rappresentata nello stand da una sportivissima 911 di ultima generazione. Non mancheranno poi i registri storici come Jaguar e Land Rover che esporranno alcuni dei modelli più significativi. In rappresentanza dei club storici, quest’anno ci sarà il Jensen Owners Club, direttamente dall’Inghilterra, che ha scelto questa manifestazione per festeggiare il 50esimo anniversario della Jensen Interceptor e della Jensen FF. La prima, progettata e costruita in Italia, più precisamente a Torino dalla Carrozzeria Vignale, fece la sua prima uscita ufficiale al Salone di Torino nel novembre 1966, mentre la Jensen FF, presentata nel 1968, ruppe ogni schema suscitando molto scalpore: si trattava della prima autovettura a trazione integrale non fuoristrada prodotta in serie.

Gli amanti delle due ruote potranno, invece, ammirare negli oltre 16 stand a loro dedicati, alcuni dei modelli più interessanti delle più famose case motociclistiche nazionali ed internazionali, quali Ducati, Aprilia, MV Agusta, Gilera, Moto Guzzi Team Taurus, accompagnato da alcuni piloti, BMW, Triumph (presente con il Registro Storico), Royal Enfield e Norton. Largo spazio al tema della “regolarità”: saranno presenti numerose motociclette da Cross ed Enduro della famosa Casa motociclistica tedesca Maico. Si celebreranno poi i 70 anni della Lambretta con un mostra tematica dedicata. Con oltre 20 modelli gli spettatori potranno riviere gli anni in cui lo storico scooter italiano, prodotto dalla Innocenti di Milano, faceva sognare milioni di persone. Questa sarà anche l’occasione per festeggiare il trentennale del Registro storico FMI – Federazione Motociclistica Italiana.

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In parallelo ad Automotoretrò, si riaccendo i motori di Automotoracing che dal 3 al 5 febbraio, allʼOval di Torino, è pronta ad accogliere i numerosi appassionati delle “alte prestazioni” e della velocità in tutte le sue forme: dalle vetture fuori serie costruite appositamente per affrontare le gare in pista o nei rally, a quelle di serie opportunamente modificate attraverso l’impiego di componenti specifici per incrementarne le prestazioni o per migliorarne estetica e funzionalità.

Tra le tante novità che attendono il pubblico, vi è il completo rinnovamento della pista esterna dell’Oval, che ospiterà numerosi piloti pronti a sfidarsi in varie specialità: drifting, derapate controllate; rally, un misto tra gara di regolarità e gare di velocità a cronometro, rally storico, quaddrift. Tra i tanti campioni che si esibiranno, ricordiamo Graziano Rossi, padre del nove volte campione del mondo Valentino Rossi, con il suo Daba Team e Paolo Diana, funambolico pilota che entusiasma il pubblico con le sue acrobazie al volante. Sempre nell’area esterna, per tutte e tre le giornate, i dj Wender, Paolo Noise e Pippo Palmieri dello Zoo di 105 coinvolgeranno i partecipanti con la loro musica e simpatia.

Tra i numerosi stand, pronti a mostrare al pubblico tutte le ultime novità nel mondo delle due e quattro ruote, largo spazio alle Case ufficiali. Saranno presenti non solo OZ Racing, azienda italiana produttrice di cerchi in lega per automobili, impegnata da anni nel settore della Formula 1 e del Rally, ma anche la Sparco, azienda specializzata nella produzione e distribuzione di componenti automobilistici e abbigliamento che veste la maggior parte dei piloti di Formula1, la MAK, produttrice di cerchi, e P1 abbigliamento. Non mancheranno poi Alfa Romeo, Abarth, Jeep, Mazda, Renault e WRT che presenterà nel proprio stand una Peugeot 208 R2, una Renault Clio R3 ed una Suzuki Swift. Per il pubblico saranno, inoltre, a disposizione due simulatori professionali capaci di far vivere un’esperienza di guida a 360° . Nella giornata di sabato saranno presenti Simone Tempestini (campione in carica, vincitore del Campionato Mondiale WRC3), Riccardo Canzian (vincitore Trofeo Twingo) ed Enrico Brazzoli (protagonista al rally di Montecarlo 2017).

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RICICLATORI D’AUTO CONTRO GLI INCENTIVI SUI MEZZI PESANTI

Una norma che elude le disposizioni nazionali in materia di radiazione dei veicoli e contravviene a quelle europee in tema di aiuti di stato e che non porterà alcun beneficio sul fronte dell’inquinamento atmosferico, ma agevolerà traffici di metalli da riciclare verso l’estero”.

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La denuncia è stata lanciata dall’AIRA (Associazione dei Riciclatori di Auto) durante una recente audizione alla Commissione Ambiente del Senato, nel corso della quale il Presidente dell’Associazione Mauro Grotto ha annunciato il ricorso al TAR contro il Decreto del Ministro delle Infrastrutture e Trasporti 19 luglio 2016 sugli incentivi alle imprese di autotrasporto e il Decreto del Direttore Generale per il Trasporto Stradale e per l’Intermodalità che ne contiene le disposizioni attuative.

Il Decreto assegna 6,5 milioni di euro di contributo dello Stato per l’anno 2016 per incentivare la radiazione dal parco circolante italiano dei mezzi pesanti non solo mediante la rottamazione dei veicoli più obsoleti ed inquinanti, ma anche mediante l’esportazione degli stessi in Paesi estranei all’Unione Europea. Secondo l’AIRA il Decreto Ministeriale impugnato elude, da un lato, la normativa nazionale, non prevedendo la dimostrazione dell’avvenuta re-immatricolazione all’estero, limitandosi a chiedere all’aspirante al beneficio la sola notifica di esportazione attraverso una documentazione riduttiva e inadeguata; dall’altro, viola le disposizioni europee in materia di aiuti di Stato, ammessi, secondo una ratio di tutela ambientale, esclusivamente “per l’acquisto di nuovi camion (peraltro con limitazioni), per l’adeguamento tecnico e per la demolizione dei veicoli più inquinanti” (vedi T.F.U.E.).

Viceversa, l’esportazione dei mezzi obsoleti e più inquinanti nei paesi confinanti con l’Unione Europea (ad esempio in Bosnia-Erzegovina, Serbia, Montenegro, Albania) non comporta alcun beneficio ambientale, provocando solo lo spostamento della fonte di inquinamento atmosferico verso Paesi limitrofi meno sensibili alle problematiche ambientali.

I due decreti impugnati favoriscono, inoltre, comportamenti anticoncorrenziali in quanto consentono agli esportatori di risparmiare indebitamente su tutti i costi d’impresa: fiscali, amministrativi (la pratica di esportazione è meno onerosa di quella di demolizione), ambientali (di demolizione e smaltimento conformemente alle vigenti norme) e di responsabilità civile.

L’AIRA, evidenziando la progressiva riduzione della quantità di veicoli, e quindi di metalli, conferiti per la corretta demolizione ed il seguente riciclaggio dei metalli stessi (con l’inaridimento di una filiera ambientalistica uso-demolizione-riciclo e riuso di grande rilevanza) dovuta alla nuova normativa, richiede la sospensione della validità degli incentivi all’acquisto di veicoli industriali, limitatamente a quelli ottenuti mediante esportazione di un veicolo usato.

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AUTO ‘IMPACCHETTATA’: INNOVATIVA TECNICA DI CAMOUFLAGE 3D

Vi è mai capitato di vedere un’automobile coperta da vortici bizzarri, fantasie allucinogene o scarabocchi stravaganti? È molto probabile che abbiate incontrato un prototipo segreto ‘impacchettato’ da uno speciale rivestimento di adesivi mimetici.

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Progettato per ingannare le spie industriali che cercano di carpire le caratteristiche delle vetture in fase di sviluppo sulle strade pubbliche, queste tecniche di camouflage creano una distorsione ottica delle linee del veicolo, rendendo estremamente difficile per l’occhio umano concentrarsi sui contorni e quindi sul design dell’auto.

L’innovativa tecnica di camouflage, che si avvale di migliaia di cilindri neri, grigi e bianchi, apparentemente disposti caoticamente, confonde la comprensione delle forme dei prototipi Ford, sia che gli scatti siano stati rubati per strada dalle spie industriali, sia che le foto siano state pubblicate sul web come ‘selfie’ degli appassionati.

I test sulle strade pubbliche dei prototipi costituiscono uno step del processo di sviluppo. Per sviluppare ogni nuovo camouflage sono necessari circa 2 mesi, al termine dei quali viene stampato su superfici adesive in vinile superleggeri, più sottili di un capello umano, e applicato su un unico veicolo. Ford collauda ogni camouflage in un circuito chiuso per assicurarsi che la mimetizzazione funzioni.

“Ho cercato di creare un design dagli effetti distorsivi per la vista, che confonda i contorni dei veicoli”, ha raccontato Marco Porceddu, Vehicle Prototype Engineer, di Ford Europa, che ha sviluppato l’innovativa tecnica di camouflage per la ‘wrappatura’. “Ho fatto delle ricerche sulle illusioni ottiche online, fino a quando non ho trovato una struttura che potesse essere riprodotta e sovrapposta migliaia di volte, creando contemporaneamente una distorsione ottica e un effetto 3D”.

Progettato per resistere alle temperature più estreme, il camouflage di Ford presenta colori scuri studiati per armonizzarsi con gli ambienti invernali tipici delle regioni Europee, mentre vengono utilizzati colori sabbia in Australia e in Sud America.

“Questo tipo di camouflage è progettato per distruggere la continuità delle forme, delle superfici e dei colori del veicolo, ritardando la capacità del cervello di riconoscerlo, o di percepirne le caratteristiche fondamentali con la vista”, ha dichiarato Martin Stevens, Professore Associato presso l’Università di Exeter, specializzato in Animal Coloration and Camouflage. “La distorsione ottica non impedisce che l’automobile possa essere vista, ma gioca con la capacità di misurarne le profondità delle forme e delle ombre, rendendo difficile cogliere le caratteristiche del veicolo. Si tratta di un escamotage utilizzato in natura per difendersi o per nascondersi, che può anche essere sfruttato in campo automobilistico, da un collaudatore”.

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AL MOTOR SHOW 2016 ANCHE ANFIA CON CARROZZIERI E AFTERMARKET

Anche ANFIA, Associazione Nazionale Fra Industrie Automobilistiche, al Motor Show 2016 che si svolge a Bologna dal 3 all’11 dicembre. Il Salone ospiterà nel padiglione 26, un’area collettiva del Gruppo Carrozzieri e Progettisti (Stand B41), con la partecipazione delle associate Blue Engineering, Mancini Group, Pininfarina e Zagato, mentre, nel padiglione 31, sarà presente la Sezione Aftermarket dell’Associazione (stand istituzionale A13), con la partecipazione delle Associate Brecav, Denso, FTS-Autoclima, Monroe-Tenneco, NTN-SNR e Osram.

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Nell’area Carrozzieri e Progettisti ANFIA, il car design ed engineering italiano troverà espressione in quattro vetture: Greta – Green Recyclable Electric Traction Automobile, veicolo elettrico con struttura modulare per il trasporto di persone e merci di Blue Engineering; la scultura di carrozzeria Frangivento Asfane’ di Mancini Group, con lamierati in alluminio battuti a mano; H2 Speed, la concept car di Pininfarina con gruppo motopropulsore “elettrico-idrogeno”; la Aston Martin Vanquish Coupé Zagato, con carrozzeria in fibra di carbonio e motore V12 aspirato, potenziato a 600 cv.

Nell’area ANFIA-Aftermarket, i visitatori troveranno un’ampia gamma di prodotti esposti, rappresentativi della scelta delle aziende di puntare sulle ultime novità e sulle linee più in target con le aree tematiche della manifestazione. Quest’ultima costituirà anche un’importante occasione di sensibilizzazione dell’intera filiera, dal distributore al rivenditore e autoriparatore fino all’utente finale, sul valore della qualità dei prodotti e dei servizi offerti.

Il Presidente ANFIA Aurelio Nervo, parteciperà, infine, al convegno inaugurale “Il mercato che verrà e i suoi protagonisti”, in programma sabato 3 dicembre alle 10.00, presso l’Area Conference 1- Subito.it, portando il punto di vista della filiera automotive rappresentata da ANFIA sui trend di rottura che, soprattutto a livello tecnologico, il settore sta vivendo e sulle trasformazioni e sfide che, di conseguenza, le imprese italiane dovranno affrontare per mantenere alta la propria competitività.

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AUTO: NUOVE LAMPADE ALOGENE EXTRA DURATA

Nuove lampade alogene Night Breaker Laser, la rielaborazione dell’alogena Ultra Life e la nuova gamma Xenarc Ultra Life. Sono le recenti novità targate OSRAM che, come evidenzia l’azienda, vantano una durata più lunga e prestazioni superiori. “Questi prodotti sottolineano il nostro ruolo pionieristico nella produzione dei sistemi di illuminazione automotive, evidenziando l’impegno costante nel mercato delle parti di ricambio e nelle tecnologie tradizionali” ha dichiarato Terje Noevig, Head of Automotive Aftermarket in OSRAM.

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Di seguito riportiamo la presentazione dei prodotti avvenuta in occasione di Automechanika 2016, il salone internazionale dell’aftermarket automobilistico che si è svolto a Francoforte.

OSRAM Night Breaker Laser: ancora più luce
Grazie alla combinazione di design innovativo e tecnologia di punta, la lampada OSRAM Night Breaker Laser genera un flusso luminoso particolarmente elevato, migliorando ulteriormente le prestazioni delle lampade alogene OSRAM. In fase di produzione si utilizza un processo noto come “ablazione laser”, che permette di realizzare con estrema accuratezza una finestra sul bulbo della lampada per consentire il passaggio del flusso luminoso. Questo processo, insieme alla precisione del posizionamento del filamento e all’elevata qualità del gas xeno di riempimento, garantisce la massima luminosità. Rispetto alle lampade alogene standard, OSRAM Night Breaker Laser proietta fino al 130% di luce in più, con una tonalità del 20% più bianca e un fascio luminoso fino a 40 metri più lungo, per una migliore visibilità della strada. La calotta argentata e l’incisione “Night Breaker” rendono ancora più esclusivo il design della nuova lampada. Come tutti i prodotti della gamma Performance, OSRAM Night Breaker Laser è disponibile nei punti vendita in un packaging rosso, che ne facilita l’individuazione.

OSRAM alogena Ultra Life: durata extra lunga
In città o in autostrada, per tragitti brevi o viaggi lunghi, la nuova gamma di lampade alogene OSRAM Ultra Life permette di risparmiare denaro e tempo preziosi grazie alla straordinaria longevità. In seguito alla riprogettazione, le lampade per proiettore OSRAM Ultra Life hanno una durata fino a quattro volte più lunga rispetto alle lampade alogene standard ed emettono una luce ottimale fino a 100.000 chilometri percorsi. La calotta argentata, molto decorativa, le rende perfette per i proiettori con vetro trasparente dei modelli H1, H4, H7 e H11. La gamma OSRAM alogene Ultra Life nel packaging verde, caratteristico della gamma Comfort, è coperta da una garanzia OSRAM di quattro anni.

OSRAM Xenarc Ultra Life: 300.000 chilometri con una sola lampada
Anche la nuova serie OSRAM Xenarc Ultra Life vanta una durata straordinaria, quattro volte più lunga rispetto alle lampade allo xeno tradizionali, per un totale di 300.000 chilometri percorsi. Poiché, quindi, non servono lampade di ricambio, si risparmia denaro, si produce una quantità minore di rifiuti e si protegge l’ambiente. La durevole tecnologia OSRAM Xenarc Ultra Life è disponibile per la prima volta per i proiettori allo xeno nei modelli D1S, D2S, D3S e D4S e comprende un’esclusiva garanzia OSRAM di dieci anni.

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CAR DESIGN: LE CREAZIONI DI GIUGIARO

Da molti è stato definito “il più importante Car Designer del Novecento”. Stiamo parlando di Giorgetto Giugiaro, personalità che ha sicuramente fatto storia nel mondo dell’automobilismo. Il suo genio creativo ha dato forma ad oltre 200 vetture, dalle utilitarie più spartane a sportive mozzafiato e concept car, e ha saputo fondere una forte vena artistica con una rigorosa cultura ingegneristica.

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Dal 25 novembre 2016 al 26 febbraio 2017 il Museo Nazionale dell’Automobile “Avv. Giovanni Agnelli” di Torino, in corso Unità d’Italia 40, celebra lo stilista piemontese nella mostra “Giugiaro e il suo percorso”. Curata da tre personalità di spicco del mondo dell’Automotive, il giornalista Giosuè Boetto Cohen, lo storico dell’auto Giuliano Molineri e il direttore del MAUTO Rodolfo Gaffino Rossi, la mostra, come si legge nella presentazione, ripercorre le tappe della carriera di Giorgetto Giugiaro:

Se quella di Giugiaro è infatti un’esperienza professionale che ha attraversato la storia e il successo dei tutti i più grandi marchi automobilistici, la vicenda dell’uomo inizia a Garessio, piccolo paesino tra Cuneo e la Liguria, dove nel 1938 nasce Giorgetto. È a partire da qui che si sviluppa l’esposizione che ripercorre l’infanzia e il forte legame con la famiglia. In particolare con il padre Mario che gli trasmette la passione per il disegno e la pittura, la scelta di intraprendere una formazione artistica a cui si va ad affiancare lo studio della progettazione tecnica. Poi il trasferimento a Torino e l’esperienza della scuola per “figurinisti” di Eugenio Colmo, in arte Golia. La prima parte del percorso è così dedicata a inediti bozzetti giovanili, dipinti ad olio e caricature di personaggi famosi fino ai primi figurini di automobili. A metà degli Anni Cinquanta attireranno l’attenzione di Dante Giocosa, direttore tecnico della Fiat e considerato uno dei maestri della scuola motoristica italiana. Si prosegue poi nella sezione “Ghiribizzi” che racconta gli anni da apprendista nel Centro Stile Fiat e i primi modelli del ventunenne Giugiaro per la carrozzeria Bertone. Per arrivare all’impresa di Italdesign, fondata insieme all’amico tecnologo Aldo Mantovani nel 1968 e sviluppata in crescente simbiosi con il figlio Fabrizio, entrato in azienda nel 1990 fino ad assumere la responsabilità dell’Area Stile. La concept-car Testudo (su meccanica Chevrolet Corvair) e gli studi per la Aztec sono il preludio della “Gallery” che raccoglie dieci delle vetture più celebri disegnate da Giorgetto: auto da sogno accanto a geniali utilitarie. Il resto è storia: dalla Golf lanciata nel 1974 alla Ferrari GG50, passando per la Panda e l’Alfa Brera, la Maserati Ghibli e la berlina extralusso Bugatti, fino all’Alfa 2600 e la Brivido, concepita in Italdesign da Fabrizio Giugiaro, per concludere con la DeLorean, resa celebre dal film “Ritorno al futuro”.

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MOTOR SHOW 2016: GLI EVENTI PER LE OFFICINE E IL SETTORE AFTERMARKET

Il Motor Show si rinnova e allarga i suoi orizzonti. Nell’ambito dell’edizione 2016, che si svolge dal 3 all’11 dicembre presso il Quartiere Fieristico di Bologna, arriva il primo Grand Prix del Network e degli Autoriparatori, evento organizzato dalle riviste de Il Giornale del Meccanico e GA-il giornale dell’aftermarket, in collaborazione con BolognaFiere e Autopromotec, che riunirà officine e network all’interno del padiglione 31. “Un’occasione unica – sottolineano gli organizzatori – per affrontare tutte le tematiche chiave del settore con interessanti approfondimenti sull’andamento dell’industria dell’aftermarket grazie ad una serie di appuntamenti imperdibili”.

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Venerdì 2 dicembre, alle ore 14.00 all’interno del padiglione 36, si terrà la convention “L’aftermarket incontra il primo impianto”, con la partecipazione dei principali player di settore: distributori, ricambisti e componentisti. L’evento inizierà nella mattinata con i test drive su pista e prove di guida sicura. Tutti coloro che si pre-registreranno sul sito www.ilgiornaledelmeccanico.it – fino ad esaurimento disponibilità – avranno la possibilità di correre su vetture sportive all’interno della pista del campionato superturismo, realizzata nella mitica area 48.

Domenica 4 dicembre, dalle ore 9.00, appuntamento con “I° Grand Prix dei Network e degli Autoriparatori” all’interno del padiglione 31. Durante la manifestazione, oltre alle gare tecniche su pista, svolte da team composti da autoriparatori appartenenti alle reti e da indipendenti, ci sarà la possibilità di partecipare al meeting “Il Futuro dell’Autoriparazione” alle ore 15.30 presso l’ammezzato pad 25/26 con l’intervento anche di Dekra Revisioni.

Sabato 3 dicembre, presso la sala Sinfonia del pad 36, si terrà il convegno “La Scuola Incontra il mondo del Lavoro”, a cura del Programma GM-Edu. Interverranno le aziende partner, gli studenti, i professori e i dirigenti scolastici aderenti al programma organizzato da Duessegi Editore. All’incontro saranno presentati anche i progetti 2016 realizzati dagli alunni di meccanica e meccatronica specializzati nelle due e quattro ruote.

Per tutta la durata del Motor Show, inoltre, sempre all’interno del padiglione 31, in programma anche tanti workshop tematici gratuiti con prove di manualità organizzati interamente dalle aziende sponsor e rivolti agli esperti dell’autoriparazione e agli utenti finali.

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AEB: SISTEMI DI FRENATA D’EMERGENZA AUTONOMA

Terza serie dei crash test Euro NCAP 2016 che vede promossi a pieni voti i quattro modelli testati ma solo se dotati di sistema AEB. A partire da quest’anno, infatti, nelle prove è stato applicato il nuovo protocollo “Dual Rating”, che prevede una doppia valutazione del veicolo: in riferimento ad un equipaggiamento base in termini di sistemi di sicurezza (quasi una dotazione di serie) e in riferimento ad un equipaggiamento avanzato in termini di sistemi di sicurezza, veicolo dotato di un ‘Safety Pack’ opzionale e disponibile su almeno il 50% dei mercati europei.

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Ma cosa sono esattamente i sistemi AEB? Come si legge sul sito della campagna, dietro questo acronimo si dividono tre funzioni. Autonomous: il sistema agisce in modo indipendente dal conducente per evitare o mitigare l’impatto. Emergency: il sistema interviene solo in una situazione critica. Braking: il sistema tenta di evitare l’impatto azionando i freni.

I sistemi AEB migliorano la sicurezza in due modi: in primo luogo, aiutano ad evitare l’impatto identificando in tempo situazioni critiche e avvisando il conducente; in secondo luogo, ridimensionano la gravità degli incidenti inevitabili, riducendo la velocità di collisione e, in taluni casi, predisponendo all’impatto la vettura e le cinture di sicurezza.

Quasi tutti i sistemi AEB utilizzano una tecnologia basata su sensori ottici, telecamera (stereo) o LIDAR per identificare gli ostacoli davanti alla vettura. La combinazione di queste informazioni con la velocità e la traiettoria permettono di stabilire se esiste un pericolo effettivo. Se rileva una potenziale collisione, l’AEB prova prima (ma non sempre) ad evitare l’impatto avvisando il conducente sulla necessità di intraprendere un’azione correttiva. Se il conducente non interviene e l’impatto è imminente, il sistema applica una frenata. Alcuni sistemi applicano una frenata completa, altri una frenata parziale. In ogni caso, l’intento è quello di ridurre la velocità di collisione. Alcuni sistemi si disattivano non appena il conducente intraprende un’azione correttiva.

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I quattro modelli testati nell’ultima sessione Euro NCAP 2016 sono stati: la Kia Rio e la Toyota Hilux, (sia in versione standard che in quella equipaggiata con l’optional ‘Safety Pack’), la Renault Scenic e la Subaru Levorg solo in versione standard. Estremamente evidenti i benefici apportati dal ‘Safety Pack’ rispetto allo stesso modello testato con il solo allestimento base: i migliori punteggi (3 e 5 stelle per il modello Toyota Hilux, 4 e 5 stelle per la Kia Niro) vengono raggiunti soprattutto per la presenza del freno automatico di emergenza (AEB). Mentre i modelli testati in unica configurazione (Subaru Levorg e Renault Scenic), che conquistano il massimo punteggio delle 5 stelle, sono entrambi dotati di serie del sistema AEB.

“Anche sulla base dei risultati di questi test auspichiamo che presto il dispositivo di sicurezza attivo AEB sia di serie su tutti i veicoli nuovi” ha concluso Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Automobile Club d’Italia, partner del progetto internazionale Euro NCAP.

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AUTO KEYLESS, SISTEMI DI APERTURA PORTE E AVVIAMENTO SENZA CHIAVE: COMODI MA VULNERABILI

I “keyless” sono i sistemi di apertura senza chiave utilizzati da numerosi costruttori automobilistici. Avvicinandosi al veicolo, con la chiave in tasca, non appena ci si avvicina, all’auto, questa riconosce la chiave attraverso un segnale radio. Per aprire la portiera non è necessario schiacciare nessun tasto sulla chiave, dato che quest’ultima si apre da sola non appena si tocca la maniglia. Sovente, si può anche avviare il motore senza chiave, semplicemente schiacciando un tasto. Un bel sistema, molto comodo, ma facile da manomettere. Alcuni ricercatori dell’università di Birmingham hanno infatti verificato la presenza di vulnerabilità di questi sistemi nelle auto di diverse case automobilitistiche, per un totale di 100 milioni di veicoli a rischio in tutto il mondo. Una notizia, che conferma quanto evidenziato da un test del Touring Club Svizzero su 24 modelli, reso noto nel marzo 2016.

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Nel corso di questo test, svolto dal TCS unitamente all’ADAC, le automobili equipaggiate di un sistema senza chiave sono state aperte e messe in moto in pochi secondi, usando un amplificatore d’emissione fai-da-te. Per rubare l’auto bastano due persone: la prima, munita di un piccolo ricevitore, si avvicina al proprietario o al luogo dov’è depositata la chiave dell’auto presa di mira, il secondo, con un piccolo trasmettitore, si piazza vicino alla portiera dell’auto. In questo modo si “prolunga” di oltre cento metri il segnale radio per l’apertura e l’avviamento dell’auto. Durante il test è stato constatato che la ritrasmissione del segnale funziona anche se la persona con il ricevitore si trova a oltre cento metri dalla chiave. Ciò significa che l’auto che si vuol rubare può essere aperta e messa in moto, anche se la chiave si trova in casa o nella tasca del proprietario, magari ancora intento a pagare alla cassa i propri acquisti. Una volta avviato il motore, il veicolo può viaggiare fino a quando il serbatoio del carburante è vuoto o se si spegne il motore. A seconda del modello, l’automobile può viaggiare per alcune centinaia di chilometri, anche mille.

Alle luce delle ultime notizie, risulta quindi ancora più attuale e urgente l’appello lanciato nei mesi scorsi dal TCS che invita “i costruttori a potenziare maggiormente la protezione dell’elettronica automobilistica, conformemente a quanto già avviene in numerosi altri settori informatici. Non è ammissibile – sottolinea il Touring Club Svizzero – che le automobili con dispositivo di chiusura keyless (senza chiave) siano più facili da rubare di quelle con una chiave a telecomando normale. Una soluzione dev’essere trovata anche per chi è già in possesso di una vettura con chiusura di questo tipo. È preciso compito dei costruttori d’auto fare in modo che un costoso sistema di chiusura non sia più facile da manomettere rispetto all’equipaggiamento di serie con telecomando. Infine – ricorda il TCS – un’informazione importante: la funzione keyless di numerosi modelli può essere disattivata (consultare le istruzioni d’uso del veicolo)”.

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