ECCO COSA SIGNIFICANO LE SCRITTE SUL FIANCO DEGLI PNEUMATICI AUTO

Vi siete mai chiesti cosa indicano le sigle e i numeri presenti sui bordi degli pneumatici? A prima vista sembrano solo numeri e lettere senza significato. Invece, come spesso accade, ogni cosa ha un senso. Tuttavia, comprendere da soli queste informazioni è molto complicato. Per aiutarci a decifrare queste sigle “enigmatiche” arriva in nostro aiuto una breve guida, realizzata da Continental, nella quale si riassumono i codici alfanumerici stampati. Viene presa come esempio la sequenza “225/45 R 18 95 H SSR MOE M+S”.

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Per iniziare, il numero “225” sta per la larghezza in millimetri del pneumatico: quindi in questo caso il prodotto è largo 22,5 cm. Il “45” che segue è il rapporto di aspetto – l’altezza del fianco del pneumatico in percentuale della sua larghezza. In questo caso il valore di circa 10,1 cm. Di seguito è indicata una “R”, che significa “radiale” – oggi i pneumatici radiali hanno quasi completamente sostituito quelli convenzionali, che hanno rappresentato lo standard fino agli anni ‘80. Il numero “18” indica il diametro del cerchio in pollici, mentre “95” è l’indice di carico, a indicare il massimo peso che può sostenere il pneumatico; 95 equivale a 650 kg. Quindi arriva la lettera “H” che – essendo l’indice di velocità – fissa la velocità massima di 210 km/h. “SSR” permette di sapere che il pneumatico in oggetto è “Self Supporting Runflat”, ossia dotato della tecnologia che permette di proseguire la marcia anche in caso di foratura. L’abbreviazione “MOE” fa riferimento alla marca dell’auto come primo equipaggiamento (in questo caso Mercedes) con proprietà runflat (E = mobilità estesa).

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Il numero di questi codici specifici è destinato ad aumentare notevolmente nei prossimi anni via via che le Case automobilistiche formulano le proprie specifiche ai produttori di pneumatici. L’ultimo elemento “M+S” sta per “mud and snow” (“fango e neve”) – quindi si tratta di un pneumatico invernale o un modello fuoristrada. Chiunque sia alla ricerca di un prodotto invernale che garantisca sicurezza dovrebbe anche cercare il simbolo del fiocco di neve sul fianco, perché i pneumatici che recano questa figura hanno una comprovata tenuta sulla neve nei test standardizzati.

Infine, volete sapere quando è stato realizzato lo pneumatico? Anche questo dato è presente. E’ realizzato con le lettere DOT e due coppie di numeri, separate da uno spazio o una barra. I primi due numeri mostrano la settimana; gli ultimi due indicano l’anno di produzione. Quindi “36/16” significa: realizzato nella 36sima settimana del calendario (tra il 5 e l’11 settembre) nel 2016. Gli automobilisti attenti a questi codici dovrebbero ispezionare entrambi i fianchi, perché indicazioni diverse si trovano su entrambi I pneumatici, il che sull’auto può significare anche la parete interna.

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VACANZE SICURE IN AUTO: MEGLIO CONTROLLARE LO STATO DELLE GOMME PRIMA DELLA PARTENZA

Con un parco auto sempre più vecchio, il 50% ha più di 10 anni, e gli incidenti stradali che aumentano (fonte Aci), la manutenzione dell’auto assume un ruolo fondamentale per la sicurezza stradale. Dal 2003 ad oggi sono stati effettuati dalla Polizia Stradale ben oltre 130.000 controlli specifici sugli pneumatici ed i relativi risultati hanno evidenziato non conformità di diversa natura complessivamente pari al 15%, percentuale che supera il 20% se si considera anche la mancanza della revisione del veicolo.

Per arginare questi numeri, in vista anche dei primi esodi estivi, anche quest’anno si ripete Vacanze Sicure, il progetto che vede coinvolti il Ministero dell’Interno, i produttori di pneumatici aderenti ad Assogomma, ed i rivenditori aderenti a Federpneus. Proprio grazie alle indagini approfondite sullo stato del parco circolante, realizzate dalla Polizia Stradale nell’ambito del progetto, nel corso degli anni sono emersi i fenomeni più preoccupanti legati allo stato delle nostre gomme.

A partire dalla forte presenza di gomme non omologate, di pneumatici lisci o danneggiati, per arrivare in tempi molto recenti ad individuare una percentuale elevata di gomme invernali a Taranto durante i mesi estivi: un fenomeno quest’ultimo che ha portato all’individuazione di un preoccupante e fiorente mercato del pneumatico usato importato. Oggi un fenomeno nuovo è quello del pneumatico vettura riscolpito. “Si tratta di una pratica che nel nostro Paese è vietata per le vetture e potenzialmente pericolosa” ha affermato il direttore di Assogomma, Fabio Bertolotti, che invita anche gli automobilisti “ad accertarsi che i pneumatici vettura, acquistati presso i canali tradizionali o tramite internet, come prodotti d’occasione non siano stati fatti oggetto di tale operazione di riscolpitura, partendo dagli pneumatici usati”.

Per la vostra sicurezza in primis, e per evitare una sanzione in secondo luogo, meglio dare un’occhiata al vostro “treno di gomme”. Se notate qualcosa di anomalo sugli pneumatici rivolgetevi ad un esperto. Anche in questo caso, su RiparAutOnline potrete richiedere preventivi ad hoc e trovare il gommista più vicino con il miglior rapporto qualità/prezzo.

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Come usare il Kit riparazione gomme invece del ruotino

È buio. Abbassiamo lo sguardo velocemente, quasi sovrappensiero, senza togliere il piede dall’acceleratore. È un gesto automatico, di chi guida da sempre, di chi sa il fatto suo. Un’occhiata veloce al quadro ci dice che sono solo le 5 del pomeriggio ma si sa, d’inverno…

Sembra notte fonda. Nessuno in giro.

A parte noi.

All’improvviso, uno strano rumore spezza il silenzio. La macchina sbanda leggermente, diventa scontrosa, difficile da tenere. Il volante trema e noi con lui. Poco importa che ci siano -5° e che il riscaldamento non funzioni, cominciamo a sudare.

Abbiamo forato.

Niente panico. Senza inchiodare, rallentiamo di freno a motore e ci prepariamo ad accostare. Inseriamo la freccia e alziamo gli occhi verso lo specchietto retrovisore: non c’è nessuno, già lo sappiamo, ma è un gesto automatico, di chi guida da sempre, di chi sa il fatto suo. A macchina ferma scendiamo e ci dirigiamo verso il portabagagli. Non importa; ci vorrà qualche minuto, prenderemo freddo, ci stancheremo un po’ ma non importa. Sappiamo cosa dobbiamo fare. Sappiamo esattamente come cambiare una ruota. Gli unici pensieri sono rivolti alla chiave. Sarà al suo posto? E il crick? c’era l’ultima volta che abbiamo controllato? Ma abbiamo mai controllato? Non importa, guidiamo da sempre, sappiamo il fatto nostro. Apriamo il vano posteriore, tiriamo su il pannello di fondo e… NIENTE RUOTA DI SCORTA! Al suo posto troviamo il famigerato kit di riparazione gomme

e tanti saluti…

Ecco cosa fare in 10 punti

Primo: se la gomma ha un vero e proprio squarcio e non un semplice foro mettiamoci l’anima in pace: in quel caso, “o ruotino o muerte” (dove muerte è in senso figurato e significa ‘carro attrezzi’).

Secondo: il kit è composto da due elementi, il compressore e una bomboletta che contiene una sostanza schiumosa vulcanizzante. Prendiamoli entrambi.

Terzo: svitiamo il tappo dalla bomboletta senza togliere, però, il sigillo di alluminio (se forassimo il sigillo il prodotto uscirebbe di colpo e allora, oltre alla ruota, dovremo cambiare anche i vestiti)

Quarto: inseriamo l’ugello a vite del compressore nella bomboletta e lo avvitiamo fino a rompere (in questo caso sì) il sigillo in modo da permettere l’ingresso della schiuma nel compressore.

Quinto: togliamo il tappo della ruota e attacchiamo il compressore all’accendisigari (tranquilli non si soffia). Dopodiché colleghiamo il tubo di gomma del compressore alla ruota forata.

Sesto: premiamo l’interruttore e accendiamo il compressore. La gomma si gonfierà e la schiuma sarà pressata dentro di essa. Mischiandosi all’aria, il prodotto vulcanizzante formerà uno strato in grado di ricoprire l’interno della ruota e tappare il foro. Attenzione, la pressione dovrà raggiungere il livello di 1,8/2,0 bar prima che si possa spegnere il compressore.

Settimo: aspettiamo 15 minuti perché la schiuma solidifichi

Ottavo: accendiamo la macchina e percorriamo 4/5 chilometri prima di fermarci nuovamente. (questo passaggio è fondamentale in quanto serve ad assestare la ruota)

Nono: scendiamo dall’auto e ricontrolliamo nuovamente la pressione delle gomme.

Decimo: se è tutto a posto risaliamo in macchina e ci rechiamo IL PRIMA POSSIBILE da un gommista. Non funziona come per le biciclette… la ruota va sostituita comunque!

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Facile no?

P.S. La bomboletta è usa e getta, il compressore no…

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