SERVOSTERZO AUTO: UN’INNOVAZIONE PER UNA GUIDA PIÙ CONFORTEVOLE E SICURA

Qualcuno di voi ha mai guidato un’auto senza servosterzo? I più giovani forse no. Oggi si tratta di un dispositivo montato di serie sulla maggior parte delle vetture. Una volta, invece, girare il volante, soprattutto in fase di parcheggio, era un modo per “farsi i muscoli”.

Ma come funziona questo meccanismo? Grazie all’utilizzo di una sorgente esterna di energia, il servosterzo riduce la forza che l’automobilista deve utilizzare per girare il volante durante la manovra della vettura sia da fermo che in marcia. Questo dispositivo può essere di tipo elettrico o idraulico. Nel primo caso è composto da un motorino elettrico, una centralina e un riduttore inseriti sullo sterzo. La centralina decodifica i segnali forniti dallo sterzo e fa partire il motorino quando è necessario fare manovra. Il servosterzo idraulico, invece, utilizza un sistema di pompe e ingranaggi azionati dal motore. Quando si gira il volante, la pressione dell’olio cambia e spinge sulla leva dello sterzo facilitandone il movimento.

Nel corso del tempo questi sistemi si sono evoluti. Nel caso della servoassistenza elettrica è stata introdotta la possibilità di scegliere un programma di taratura specifico. È il caso, ad esempio, della modalità “city” che permette di alleggerire ulteriormente lo sforzo allo sterzo durante le manovre urbane, come i parcheggi più stretti. Per attivare la funzione basta schiacciare un pulsante posizionato accanto al volante. A velocità superiori ai 50km/h, essendo in questo caso lo sterzo molto più leggero, questa modalità viene automaticamente disabilitata per non compromettere la precisione di guida e la tenuta di strada.

E se da fermo il servosterzo facilita i movimenti del volante poiché riduce l’effetto dovuto all’attrito degli pneumatici sull’asfalto, alle alte velocità può lavorare in modo opposto: lo sforzo da esercitare sul volante sarà maggiore che a bassa velocità. Come mai? Per una questione di sicurezza: serve a rendere la vettura più controllabile e ridurre gli errori di guida soprattutto in caso di curva. A proposito di sicurezza: dopo aver capito come funziona il servosterzo, non è arrivato il momento di osservare i comportamenti del nostro volante in marcia? Se notate qualche anomalia (gioco o vibrazione) non esitate a contattare un esperto!

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FUMO DALLA MARMITTA AUTO: COSA NON VA? QUESTIONE DI COLORE

Segnali di fumo. I film western e i fumetti hanno reso celebre questo mezzo di comunicazione utilizzato dai nativi americani. Riportando queste immagini al mondo automobilistico, possiamo dire che, in un certo senso, anche la nostra vettura, quando emette “segnali di fumo”, vuole comunicarci qualcosa. In linea di massima non sono buone notizie. Tuttavia, molto dipende dal colore.

Quando esce fumo bianco dalla marmitta potrebbe trattarsi, nel migliore dei casi, di condensa che si è formata nel tubo di scappamento. Questo accade spesso in inverno e alle basse temperature: occorrerà far girare qualche minuto il motore della macchina osservando se dalla marmitta fuoriescono goccioline bianche. Se le cose stanno così, l’umidità presente all’interno si esaurirà e la marmitta tornerà a funzionare regolarmente. Se invece il fumo bianco persiste ed è accompagnato da una perdita di prestazioni del motore, allora dobbiamo preoccuparci. Potrebbe esserci acqua laddove non dovrebbe trovarsi. O potrebbe essere un problema legato ai bulloni o alla guarnizione della testata. Soprattutto in quest’ultimo caso, meglio rivolgersi subito ad un’officina.

E se il fumo che esce dalla marmitta è di colore nero? In questo caso è molto probabile la presenza di un’anomalia nel processo di combustione. La prima cosa da fare è controllare lo stato di manutenzione dell’olio motore e dei filtri. Se questi dispositivi sono a posto e il problema persiste, allora sarà il caso di rivolgersi ad un meccanico.

C’è, infine, il caso del fumo blu (o azzurro). Questo tipo di alterazione si verifica maggiormente nelle auto più anziane. Il colore blu indica generalmente un eccessivo consumo di olio da parte del mezzo. Si tratta di una situazione molto rischiosa: la mancanza di olio potrebbe compromettere la corretta lubrificazione del motore con conseguenze gravi per l’auto (e il portafoglio). Anche in quest’ultimo caso, meglio ricorre ai ripari rivolgendosi ad un esperto.

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REVISIONE AUTO: DOVE, COME, QUANDO E PERCHÉ

Revisione. A qualche automobilista, con un veicolo in là con gli anni, questa parola potrebbe far venire una sensazione di “orticaria”. Può infatti capitare che la revisione faccia emergere qualche anomalia che porti al fatidico enigma: è giunta l’ora di cambiare vettura?

Occorre, tuttavia, vedere la revisione auto sotto un’altra ottica: si tratta di una misura pensata per mantenere in circolazione veicoli in condizioni di sicurezza sia per noi che per gli altri automobilisti. Come prevede il Codice della Strada, infatti, “i veicoli a motore e i loro rimorchi devono essere tenuti in condizioni di massima efficienza, comunque tale da garantire la sicurezza e da contenere il rumore e l’inquinamento entro i limiti stabiliti dalla legge”.

Ma quando bisogna fare la revisione? La prima è obbligatoria dopo 4 anni dalla prima immatricolazione entro il mese di rilascio della carta di circolazione. Le successive revisioni devono essere effettuate con cadenza biennale entro il mese corrispondente a quello in cui è stata effettuata l’ultima revisione. Queste scadenze si applicano per autovetture, autocaravan, autoveicoli adibiti al trasporto di cose o ad uso speciale di massa complessiva non superiore ai 3.500 Kg e dal 2003 anche per motoveicoli e ciclomotori.

E quali sono le parti e le funzioni che la revisione passa sotto la lente di ingrandimento? L’esame periodico del veicolo verifica lo stato e l’efficienza dei seguenti dispositivi:

dispositivi frenatura (freno a mano, di servizio)
sterzo (cuscinetti, fissaggio, stato meccanico)
visibilità (vetri, specchietti, lavavetri)
impianto elettrico (proiettori, luci, indicatori)
assi pneumatici sospensioni
telaio (carrozzeria, porte, serrature, serbatoio)
effetti nocivi (rumori, gas di scarico)
identificazione veicolo (targa, telaio)
altri equipaggiamenti (avvisatore acustico, cinture anteriori e posteriori ove sia presente predisposizione).

Se l’esame ha esito positivo viene rilasciata un’etichetta adesiva che riporta l’esito della revisione, da applicare sulla carta di circolazione. In caso di esito negativo può essere indicato il termine ripetere: si dovranno effettuare le opportune riparazioni degli impianti indicati come non efficienti presso un meccanico di fiducia ed effettuare una nuova revisione entro un mese. Se viene invece indicato il termine sospeso si dovranno effettuare le opportune riparazioni e presentare una nuova richiesta di revisione per poter circolare.

Dove si effettua la revisione? L’esame periodico del veicolo può essere effettuato presso gli uffici della Motorizzazione civile e presso le officine autorizzate. Riprendendo l’esempio iniziale, in caso di veicoli più datati, potrebbe essere utile effettuare la cosiddetta “pre-revisione” per scoprire eventuali anomalie prima dell’esame. Su RiparAutOnline è possibile ottenere preventivi per la revisione presso le officine autorizzate richiedendo eventualmente anche la pre-revisione o le riparazioni dopo esito negativo di una prima revisione.

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ALLA SCOPERTA DELLA TRASMISSIONE AUTO

Quando si parla di automobili sentiamo spesso parlare di trasmissione. Ci siamo però mai interrogati su cos’è esattamente questa parte meccanica e qual è il suo funzionamento? A prima vista sembrerebbe una cosa complicata, ma in realtà è molto più facile da capire rispetto a quello che appaia.

La trasmissione svolge un ruolo basilare nel funzionamento di un veicolo a motore. Senza di essa l’auto rimarrebbe ferma. Fondamentalmente, si tratta della parte meccanica che collega il motore e trasferisce la potenza da esso creata per muovere le ruote. Spetta infatti alla trasmissione, trasformare la velocità e la coppia in energia ed ottenere così il movimento dell’auto. Lo scopo principale della trasmissione è quindi far lavorare nel modo più efficiente possibile il motore, riducendo il consumo di carburante e ricevendo da esso il miglior valore di coppia. Il funzionamento ottimale di questo meccanismo porterà a migliori prestazioni del veicolo e a un maggiore comfort di guida.

Ma come si comanda questo congegno? Il funzionamento della trasmissione viene regolato dalle marce che vengono selezionate dal conducente del veicolo attraverso il cambio (manuale o automatico). Quest’ultima parte meccanica influisce sull’albero motore che, collegato al propulsore, determina le prestazioni e i livelli di coppia. È per questo che se inseriamo la marcia sbagliata, sentiamo il motore affaticarsi o, al contrario, andare “su di giri”. A quel punto sarà necessario cambiare rapporto senza dimenticare di… schiacciare la frizione! Nel caso di cambio manuale, infatti, solamente grazie a questo pedale potremo scalare o aumentare marcia.

E ora, capita l’importanza e il funzionamento della trasmissione, staremo più attenti all’utilizzo di frizione e cambio? E, soprattutto, se noteremo qualcosa di anomalo in uno di questi dispositivi (ad esempio il cambio che gratta) contatteremo subito un meccanico? Perché un corretto uso e una corretta manutenzione di queste parti sono fattori fondamentali per mantenere la trasmissione al meglio.

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L’AUTO COSTA? ECCO COME RISPARMIARE AGENDO SUI CONSUMI DI CARBURANTE

 

Tra le spese per mantenere un’auto, il carburante è per molti la voce che incide maggiormente sui costi. Ma come ridurre questo capitolo di spesa così pesante per il portafoglio? Se da un lato ci sono alcuni fattori sui cui non possiamo intervenire (il costo del petrolio, le accise…), dall’altro ci sono alcuni accorgimenti che potranno esservi utili per alleggerire un po’ la spesa, agendo in particolar modo sui consumi.

Non perdersi
Sembra ovvio, ma non sempre ci rendiamo conto che perdersi vuol dire anche consumare inutilmente benzina. Un accorgimento utile in questi casi, soprattutto quando siamo alla guida in una grande città sconosciuta, è l’uso di un navigatore satellitare (o uno smartphone) che ci aiuterà a risparmiare tempo e benzina. In alternativa, se non siamo amanti della tecnologia, potremo ricorre ad una tradizionale mappa in formato cartaceo.

Attenzione a non appesantire la vostra auto
Usare il bagaglio come un ripostiglio non è una scelta virtuosa. Più pesante è il mezzo, più carburante sarà necessario per il suo movimento. Il consiglio è quindi quello di caricare sulla propria auto, oltre agli accessori obbligatori per le emergenze, solo gli oggetti da trasportare per quella specifica occasione.

Pressione degli pneumatici sotto controllo
Viaggiare con le ruote sgonfie incide negativamente sui consumi di carburante: la mancanza di aria all’interno degli pneumatici riduce infatti la capacità di rotolamento. La mancanza di pressione, inoltre, aumenta la superficie della gomma a contatto con l’asfalto dando luogo a una maggiore usura del battistrada. Il consiglio, in questo caso, è di tenere periodicamente sotto controllo la pressione delle gomme.

D’estate aumentano i consumi
Con il caldo, per diminuire la temperatura all’interno del veicolo, si è generalmente portati ad aprire i finestrini o ad accendere l’aria condizionata. Due soluzioni che generano un impatto sui consumi. Ma quale delle due cose è più dispendiosa? In rete le discussioni su questo argomento si sprecano. Le variabili sono molte (in primis la velocità) e nel caso dell’aria condizionata, i consumi dipendono molto dal tipo di modello, cilindrata…
Una cosa certa, a prima vista banale, è quella di non adottare le due misure contemporaneamente (finestrini abbassati ed aria condizionata accesa): potrebbe accadere, in caso di auto rimasta al sole, di avere fretta che esca aria fredda dai bocchettoni. Meglio, allora, aerare l’abitacolo qualche minuto prima di partire.

Stile di guida
È un altro dei fattori che indice sul consumo di carburante. Uno stile di guida corretto ci aiuterà a risparmiare. Ma quali sono le accortezze da adottare in questo caso? Andatura costante (nei limiti di velocità), marce più alte, accelerazioni e frenate dolci sono alcuni accorgimenti che possono ridurre notevolmente i consumi. A ringraziare non sarà solamente il portafoglio ma anche l’ambiente: meno carburante consumato, infatti, vuol dire anche meno emissioni di inquinanti in atmosfera.

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PNEUMATICI AUTO: UNA PROPOSTA PER RENDERE IL CAMBIO GOMME ANCORA PIÙ ‘SOSTENIBILE’

Dal 2011 gli pneumatici sono accompagnati dall’etichettatura europea obbligatoria che mette a disposizione del consumatore un valido strumento oggettivo per fare scelte più consapevoli. A differenza di altri prodotti che valutano un solo aspetto, per le gomme, data la loro complessità, si è reso necessario che sull’etichetta fossero riportati tre parametri fondamentali per la scelta dello pneumatico giusto: frenata su bagnato (sicurezza stradale), resistenza al rotolamento (consumo carburante) e rumore da rotolamento (inquinamento acustico). Si tratta di tre parametri che apportano enormi vantaggi sia al singolo automobilista che all’intera collettività.

Ma come incentivare la dotazione di gomme sempre più performanti in termini di sicurezza ed efficienza energetica? Spesso capita che il legislatore concepisca gli incentivi solo nel caso di mezzi nuovi, tralasciando le possibilità che arriverebbero dalla fase post-vendita. Perché allora non creare dei vantaggi per le dotazioni acquistate in aftermarket, capaci di migliorare oggettivamente le caratteristiche complessive del mezzo? La stessa domanda se l’è posta recentemente Assogomma che ha lanciato la sua proposta per rendere l’acquisto degli pneumatici deducibile dalle tasse come si fa per per i mobili e i frigoriferi:

“Se il Governo consentisse, al pari dell’acquisto di arredi divani o sostituzione di sanitari di poter mettere in deduzione nella denuncia dei redditi il 50% della spesa per pneumatici più performanti, quelli con classi di etichettatura A , B o C, come prevede il Regolamento UE n.1222/2009 si otterrebbe un effetto sulla riduzione dei consumi di carburanti e quindi delle relative emissioni, garantendo al tempo stesso maggiore sicurezza stradale grazie a più ridotti spazi di frenata su bagnato. Un evidente vantaggio per la comunità”.

Visto il successo delle detrazioni in campo edilizio, la misura potrebbe essere una straordinaria leva per il rinnovamento degli pneumatici montati sulle auto in un’ottica di maggior sicurezza, efficienza e sostenibilità.

Nel frattempo, tuttavia, se le nostre gomme sono arrivate al capolinea, non possiamo aspettare. Sarebbe troppo rischioso viaggiare con dispositivi deteriorati. Se avete quindi bisogno di effettuare un cambio gomme non resta che suggerirvi RiparAutOnline, il portale che mette a confronto i preventivi delle officine per far risparmiare i consumatori senza rinunciare alla qualità.

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TERGICRISTALLI CHE GRATTANO? ECCO COSA FARE

Il fastidio è indescrivibile, per alcuni è addirittura peggio delle unghie sulla lavagna. Quando piove, poi, diventano una vera e propria tortura (e finisce pure che vedi peggio di prima). Come evitare che accada? E cosa fare se già ci siamo, se il danno è fatto? Se i tergicristalli grattano sul parabrezza?
Innanzitutto, non esiste un solo metodo per far fronte al problema ma bisogna adattarsi alle varie situazioni che si presentano:

1. buona cosa è sicuramente pulire a fondo il parabrezza, questo potrebbe addirittura essere sufficiente a eliminare del tutto il problema. Per far ciò è consigliato usare dei prodotti appositamente creati per il vetro dell’auto ma anche l’aceto o il bicarbonato sparso su di un panno asciutto o leggermente umido. Cosa da non fare assolutamente, pulire il parabrezza con cere e oli, in quanto lo renderebbero troppo scivoloso creando non pochi problemi ai tergicristalli.

2. Bisogna cambiare regolarmente i tergicristalli. Non costano molto e, come sempre, una spesa maggiore sul prodotto, oltre che essere garanzia di qualità, si traduce spesso in garanzia di durata e, quindi, in un effettivo risparmio sul lungo periodo. È consigliata una frequenza annuale, tendenzialmente prima delle piogge.

3. Cercare di tenere sempre pieno il serbatoio del liquido lavavetri. Anche qui, meglio i prodotti specifici e, comunque, non usare il detersivo per i piatti perché sgrasserebbe troppo il vetro impedendo ai tergicristalli di scivolare adeguatamente.

4. Rimuovere con del semplice polish eventuali prodotti idrorepellenti applicati in precedenza sul parabrezza.

Si può anche intervenire direttamente sulle spazzole

Sollevate le spazzole e date un’occhiata alle lame: se sono rotte sono, chiaramente, da sostituire altrimenti, se il problema è un semplice indurimento, potete prendere un po’ di aceto, versarlo su un panno pulito e strofinare delicatamente le lame. Dopodiché prendete un altro panno (sempre pulito, ovviamente) e imbevetelo nell’acqua, strofinando nuovamente le lame per togliere, questa volta, l’aceto precedentemente applicato. Ora potete usare un po’ di vaselina, applicandola con un altro panno e lasciando, poi, asciugare per una decina di minuti; questo dovrebbe rinvigorire notevolmente i vostri tergicristalli.

Un altro metodo prevede l’utilizzo di olio: applicate dell’olio sulle gomme e lasciate agire per tutta la notte, la mattina togliete i residui dalle spazzole e spruzzate acqua… Come nuovi…

Terzo metodo… Alcol denaturato, quello usato per disinfettare. Applicate e aspettate, dovrebbe ammorbidire ben bene la gomma delle vostre spazzole.

Resta comunque il fatto che la migliore cura è sempre, in ogni caso, la prevenzione. Una buona manutenzione permette di ammortizzare costi e limitare eventuali interventi di recupero: si tratta di sicuro del miglior tipo di investimento a nostra disposizione… Il nostro tempo, le nostre cure, la nostra attenzione!

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AUTO E ANIMALI DOMESTICI: ACCESSORI PER TRASPORTARE IN SICUREZZA I ‘PASSEGGERI’ A QUATTRO ZAMPE

Il mondo degli accessori auto è un mercato molto vasto. A seconda dell’automobilista, o della famiglia che usa un veicolo, cambiano le necessità. C’è, per esempio, il caso di coloro che possiedono un animale domestico e hanno la necessità di viaggiare con lui in auto. Quali precauzioni bisogna prendere in questi casi?

Iniziamo vedendo qual è la norma che regola il trasporto di animali domestici. Si tratta dell’articolo 169 del nuovo Codice della strada (Trasporto di persone, animali e oggetti sui veicoli a motore) che recita: “(…) È vietato il trasporto di animali domestici in numero superiore a uno e comunque in condizioni da costituire impedimento o pericolo per la guida. È consentito il trasporto di soli animali domestici, anche in numero superiore, purché custoditi in apposita gabbia o contenitore o nel vano posteriore al posto di guida appositamente diviso da rete od altro analogo mezzo idoneo che, se installati in via permanente, devono essere autorizzati dal competente ufficio provinciale della Direzione generale della M.C.T.C”.

tasto

In tema di animali, tuttavia, soprattutto nel caso di cani di grossa taglia, entra in gioco la questione dimensioni. Quali accorgimenti (e accessori) servono per viaggiare in tutta sicurezza con il nostro amicone a quattro zampe? Ecco qualche esempio che potrebbe esservi utile.

Bagagliaio con rete divisoria. È forse la modalità più diffusa. Il cane si abitua abbastanza facilmente a questa sistemazione: uno spazio dove può accomodarsi trovando una coperta o un cuscino “tutto suo”. Viaggiare nel bagagliaio, tuttavia, non è detto che sia la modalità più sicura. In alternativa, esistono accessori che permettono un viaggio più sicuro all’interno dell’abitacolo ma che richiedono una certa collaborazione da parte dell’animale.

Cintura di sicurezza per cani. Si tratta di imbracature che vengono agganciate alle cinture già presenti sulle vetture attraverso delle chiusure universali che si adattano a seconda della tipologia di auto. Sono sistemi molti versatili: nella maggior parte dei casi possono essere utilizzati anche agganciandoli al collare o alla pettorina.

Kennel o trasportino. Forse più adatta ad animali di piccola taglia, si tratta di una soluzione che garantisce l’incolumità del passeggero a quattro zampe in caso di incidente o frenate brusche. In questo caso, la grande sfida sarà quella di far abituare il cane (o il gatto) a star chiuso in una struttura di questo tipo. L’animale dovrà familiarizzare con il kennel finché percepirà la nuova sistemazione come un posto senza pericoli. Sarà poi nostro compito renderlo effettivamente sicuro attraverso il corretto fissaggio del trasportino all’interno dell’auto.

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GUARNIZIONI AUTO: COSA FARE QUANDO INIZIANO A CEDERE

Il tempo passa e tutti invecchiano, anche i veicoli. E così, come succede alle persone, le auto dopo una certa età, iniziano ad avere i primi acciacchi. Una delle componenti più soggette all’invecchiamento sono le guarnizioni in gomma collocate intorno alle porte: con il passare del tempo diventano più deboli e smettono di lavorare in maniera efficiente.

In alcuni casi, i segni dell’invecchiamento diventano evidenti. La guarnizione inizia a perdere frammenti, lasciando spazio tra il telaio della porta e l’isolamento stesso. A farne le spese sarà il comfort dell’abitacolo. Se le porte non sono sigillate correttamente, l’aria esterna (calda o fredda) potrà entrare all’interno della vettura. Stesso discorso per il rumore. Danni però ancora più gravi potranno venire dall’acqua: in caso di guarnizioni difettose, il bagnato (ad esempio, in caso di piogge di forte intensità), potrà causare gravi danni agli interni dell’auto.

Come risolvere il problema delle guarnizioni che cedono? In rete, nell’epoca dei tutorial, le soluzioni rapide e “fai da te” abbondano. Ma non sono le più consigliate. La colla, ad esempio, non risolverebbe il problema. Molti sono portati a pensare che in fase di produzione le guarnizioni siano state incollate al telaio. Le cose non stanno così: le guarnizioni su un’auto nuova sono fissate attraverso un sistema a pressione. La colla, quindi, oltre a non risolvere il problema, presenta delle controindicazioni legate alle variazioni di temperatura: l’adesivo si espande e si contrae a seconda se faccia caldo o freddo. Tradotto: la guarnizione incollata potrebbe cambiare forma a seconda della temperatura.

C’è, infine, chi propone il “rattoppo” attraverso l’utilizzo di una vecchia guarnizione. Ma come spesso accade, quello che sembra facile sulla carta, al momento di essere messo in pratica non lo è, e ci si rende conto che certe operazioni richiedono le competenze e la manualità di un esperto. A questo punto, in caso di guarnizioni da sistemare, non resta che rivolgersi ad un carrozziere. E se nella ricerca del professionista, volete risparmiare tempo e denaro senza rinunciare alla qualità, bastano pochi su click su RiparAutOnline.