COME COMPILARE IL CID

Questo piccolo grande incompreso: se lo cerchi stai avendo una brutta giornata, non sai mai dov’è, se lo trovi non sai mai come usarlo; tre lettere…

CID

Si chiama constatazione amichevole ma nove volte su dieci l’amicizia non c’entra, anzi, in alcuni casi il fatidico modulo blu rischia di far scoppiare delle vere e proprie faide. Il motivo è semplice, spesso lo si sottovaluta e lo si compila in maniera impropria o imprecisa, perdendo eventuali vantaggi in sede di risarcimento o addirittura passando dalla ragione al torto se interviene la malafede della controparte (cosa che purtroppo accade).

Fondamentale, quindi, è capire bene come compilare il CID o il CAI o il modulo blu o chiamatelo come volete…

Innanzitutto, il modulo è fornito dalla propria compagnia assicurativa ma può anche essere scaricato in PDF da internet; in entrambi i casi è gratuito. Vi abbiamo detto chi lo fornisce ma sapere dove trovarlo spetta a voi: il mistero del CID scomparso è noto nel mondo auto e controllare il cruscotto a volte non basta… già, perché molte volte sparisce nel nulla proprio nel momento in cui serve di più (prima c’era, lo giuro!). Comunque, il modulo è formato da più fogli colorati e in copia carbone; questo perché in caso di incidente basta compilarne uno solo e dividersi le copie.

Data e ora. Nella parte superiore del foglio, in alto a sinistra, scrivete data e ora dell’incidente (non quello della compilazione)

Colonne blu e gialla. Non importa quale colore scegliate, ma sceglietene uno per voi e uno per la controparte. Se ci sono più veicoli incidentati, serviranno più moduli. Nelle sezioni 1, 2, 3, 4 e 5 bisogna indicare il luogo, la presenza di eventuali feriti, danni e testimoni (seguite le istruzioni per i dettagli).

Sezioni 6, 7 e 8. Dovete inserire, rispettivamente, i dati dell’assicurato, quelli del veicolo (compresi i dettagli del rimorchio se presente) e i dati dell’assicurazione presenti sul proprio certificato.

Sezione 9. Qua vanno inseriti i dati del conducente. Fate attenzione, non sempre i dati dell’assicurazione coincidono con quelli del conducente e spesso ci si confonde tra proprietario e conducente.

Sezioni 10, 11, 12, 13 e 14. In queste sezioni bisogna descrivere l’incidente. Nella sezione 12 ogni conducente può barrare una o più caselle.

Sezione 15. Questa sezione è riservata alla firma. Se uno dei due conducenti non concorda con la dinamica descritta nel modulo, può rifiutarsi di firmare ma deve comunque inserire i propri dati.

Una volta compilato il modulo si separano i fogli ed entrambe le parti coinvolte provvederanno a consegnarli alle rispettive compagnie assicurative.

Se non trovate il CID nel cruscotto segnatevi sempre data, luogo, generalità del conducente, tipo e targa del veicolo coinvolto, denominazione e numero di polizza dell’altra compagnia di assicurazione e generalità di eventuali testimoni.

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SALONE DI GINEVRA: ECCO I PROTAGONISTI

Tic tac tic tic tac… Le lancette corrono, il tempo passa…Quanto manca?

Poco!

A cosa?

Ma al Salone di Ginevra, ovviamente!

Giornate di stampa previste per il 1 e il 2 marzo 2016 (meno di un mese) come preliminari di un appuntamento che si prospetta, quest’anno, molto interessante e che avrà luogo a Ginevra (come sempre) al Palaexpo di Route François-Peyrot 30 (come sempre) dal 3 al 13 marzo (come sempre). Same old, same old direte voi, squadra che vince non si cambia diciamo noi, le novità sono all’interno dicono loro…Vediamole!

Ovviamente, non c’è bisogno di preamboli per mamma Fiat la quale si piazza lì, in bella vista, con il suo giocattolo nuovo di zecca, sberluccicante e pronto all’appello: “Nuova Fiat Tipo?” “Presente!”; in esposizione le versioni cinque porte e station wagon. Potrebbe, però, essere difficile mantenere lo sguardo fisso sul nuovo arrivo senza scattare automaticamente sull’attenti davanti all’intera gamma della Giulia (presentata, tra l’altro, anche in versione base) accompagnata (già che ci siamo) dai restyling di MiTo e Giulietta.

E la nuova 124 Spider? Quella presentata al Salone di Los Angeles a fine 2015?

Ci sarà anche lei, che domande…

Si fanno sotto anche gli inglesi con Range Rover Evoque Convertibile e, soprattutto, una new entry non ancora edita, non ancora vista ma di certo già sognata da tutti: Jaguar F-Type SVR (e continuiamo a sognare…).

Finalmente esposte la Maserati Levante e (per restare ai piani alti) la nuova BMW Serie 5 con la concorrente Mercedes Classe E (oltre che Classe C Cabrio).

Occhi a cuori? Aspettate non è mica finita…

Lamborghini Centenario, Porsche Panamera, il nuovo restyling della Golf, la nuova Ferrari California Handling Speciale e potremmo andare avanti ancora. Ultimo stuzzichino? Pininfarina ha annunciato che porterà un misterioso Concept… E non crediamo parli di biciclette…

Qualche dettaglio logistico può sempre servire, quindi ecco qua: il biglietto per l’evento costa 16CHF l’intero e 9CHF il ridotto (la riduzione è per i bambini dai 6 ai 16 anni, pensionati e disabili). Visite di gruppo con oltre 20 persone permettono di sfruttare un’ulteriore sconto e pagare solo 11CHF a persona. Entrando dopo le 16.00, si possono comprare biglietti col 50% di sconto.

Per raggiungere il luogo dell’evento in auto basta seguire le indicazioni stradali (molto puntuali) sull’autostrada Losanna Ginevra; è attiva, anche quest’anno, la promozione che permette di attraversare gratuitamente il Tunnel del Gran San Bernardo al ritorno dal Salone, presentando il biglietto d’andata e quello d’ingresso al Palaexpo. Saranno, inoltre, presenti numerosi parcheggi organizzati, serviti con navette dirette al Salone.

Che altro aggiungere? Ci vediamo all’ingresso…

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NUOVE MULTE “EN PASSENT”, TELECAMERE AL VIA…

Lasci la macchina un attimo, entri al bar e zac… multa ma di loro neanche l’ombra. Accosti un minuto in doppia fila (ovviamente con le doppie frecce), scendi per andare dal tabaccaio e zac… ti risiedi al volante e scopri che le sigarette ti sono costate più di quanto guadagni in un giorno. E di nuovo, loro non ci sono, neanche dietro l’angolo.Loro chi? Ma i vigili ovviamente… E chi se no?

Bene se questo quadretto non vi sembra familiare è solo perché non avete ancora sentito parlare del nuovo sistema Street Control, in grado di colpire, per così dire, al volo…

In che senso? Spieghiamo meglio.

È di recente stata emanata una circolare, direttamente dal Ministero dei Trasporti, che esprime parere favorevole all’utilizzo di particolari telecamere, installate sui mezzi in dotazione alla Polizia, in grado di registrare eventuali infrazioni relative alla sosta; in pratica sarà possibile essere multati en passant anche da un’auto della polizia (ovviamente niente foglio rosa svolazzante sotto il tergicristallo). Gli agenti, quindi, saranno in grado di riprendere, con un teleobiettivo, le targhe dei veicoli in divieto di sosta semplicemente percorrendo la strada a bassa andatura, per poi compilare le eventuali multe in un secondo momento e spedirle ai destinatari.

Non si tratta, in effetti, di un sistema automatizzato, in quanto gli agenti dovranno controllare personalmente le registrazioni e compilare manualmente i verbali, ma di sicuro il nuovo sistema sarà in grado di ottimizzare il lavoro dei vigili, aumentando il numero di automobilisti colti “in flagrante” col minor sforzo possibile… E c’è già chi va in giro sconsolato ripetendo “è finita la pacchia!”.

Ma attenzione… C’è sempre il trucco e in questo caso si chiama contestazione immediata. La legge, infatti, prevede che la contestazione della violazione delle norme del codice della strada sia valida solo se immediatamente comunicata al trasgressore, a meno che non vi sia un effettivo impedimento (come per esempio l’assenza del soggetto) il quale, in ogni caso, deve poi essere esplicitato nel verbale di accertamento. La contestazione accertata con il Street Control, quindi, è valida solo se il trasgressore non si trova all’interno del veicolo o nelle immediate vicinanze e che non sia quindi possibile comunicare immediatamente con lui; in caso contrario la multa è illegittima e può essere annullata in caso di ricorso.

Un dettaglio in più: il parere del Ministero è, in pratica, vincolante in quanto il sistema di sorveglianza così attuato rimane costantemente sotto il controllo degli agenti e non è per nulla automatizzato, quindi non serve alcun tipo di approvazione. Del resto il divieto di sosta non fa parte delle sanzioni che possono essere completamente automatizzate…

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… E meno male, pensate il caso in cui vi arrivasse in automatico una multa per aver parcheggiato la vostra auto davanti all’ingresso del vostro garage…

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Niente più patente a chi soffre di apnea notturna

Colpo di sonno, il terrore di ogni automobilista.

Per definizione si tratta di una momentanea perdita dello stato di veglia, capace di manifestarsi in maniera del tutto improvvisa. Nonostante ciò, l’evento è solitamente preceduto da segnali che potrebbero, in potenza, mettere sull’attenti il guidatore, anche se spesso, questi non è in grado di percepirli o crede (sbagliando) di riuscire a controllarsi.

Eppure a tutti è capitato almeno una volta di trovarsi al volante di un veicolo e rendersi conto di non riuscire a tenere gli occhi aperti: si abbassa il finestrino (aria in faccia così mi sveglio un po’), e si accende l’autoradio… il canto a squarciagola è un classico. Capita a tutti, certo, ma ad alcuni più spesso che ad altri. Si tratta, in questo caso, di soggetti che soffrono di apnee notturne, ossia di disfunzioni respiratorie mentre dormono e che possono, per questo, svegliarsi anche decine di volte in un’ora, accumulando sonno represso: il tutto senza neanche rendersene conto.

L’accumulo di stanchezza, ovviamente, può influire notevolmente sulle capacità di concentrazione e il rischio è più che concreto: si stima, infatti, che almeno un quarto degli incidenti gravi, in Italia, sia causato proprio da colpi di sonno e che il 5% della popolazione soffra di apnee notturne. Per questo motivo, il Governo ha emanato, per mezzo del ministero delle Infrastrutture, un decreto che impedisce di prendere la patente a chi soffra di SAHS (acronimo per sleep apnea-hypopnea syndrome). In particolare, “la patente non deve essere né rilasciata né rinnovata a candidati o conducenti affetti da disturbo del sonno causati da apnee ostruttive notturne che determinano una grave e incoercibile sonnolenza diurna, con accentuata riduzione delle capacità dell’attenzione”. Il decreto è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 22 dicembre 2015 a seguito del recepimento di una direttiva comunitaria sulle patenti di guida.

Adesso resta solo da stabilire le modalità per i test: non esiste ancora, infatti, un protocollo medico unificato in Europa che sia in grado di valutare con efficacia il problema. A questo proposito si è attivato il Ministero della Salute incaricando ben due commissioni tecniche di esperti. Purtroppo, però, sono già sorti alcuni inconvenienti: il primo incontro, infatti, era in programma già per la prossima settimana ma è slittato a data da definirsi.

“Forse non hanno capito quanto sia importante agire subito” ha commentato Pierluigi Innocenti, presidente dell’Associazione per i disturbi del sonno, “era ora che l’Italia si mettesse in regola, adesso però il ministero deve sbrigarsi a indicare le modalità per i test”.

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LA VUOLE FULL OPTIONAL? SÌ, NON DIMENTICHI I TAVOLINI DA PICNIC… 

Mai pensato di modificare l’auto? O magari di ‘truccarla’? Ma perché limitarsi ai soliti vecchi spoiler e alle care e dolci minigonne?Senza puntare troppo in alto… gli optional: chi dice che dobbiamo accontentarci delle offerte vecchio stile quando possiamo avere di più… molto di più…

Detto fatto!

Bando ai cerchi in lega e ai mini estintori. Niente più controlli radio sul volante e perché no, addio anche alla ruota di scorta. Spulciando ben bene gli elenchi dei prodotti messi a disposizione dalle più importanti case automobilistiche (e non solo), possono saltare agli occhi alcune aggiunte opzionali decisamente poco convenzionali, in alcuni casi utilissime, in altri casi capaci di strappare un sorriso (se non addirittura qualcosa di più).

Tanto per fare un esempio, basti pensare alla Skoda Superb e alla sua pila asportabile con base magnetica, in grado di restare appesa alla portiera e illuminare il fianco dell’auto nel malaugurato caso in cui ci si debba prestare a un cambio ruota notturno in solitaria… Ma le idee geniali (e in alcuni casi davvero strane) non si fermano assolutamente qui. Già per la ricordata autovettura Ceca ci si potrebbe, infatti, soffermare anche sui portaombrelli, previsti di serie per entrambe le portiere anteriori (un grazie sentito da parte di quelli che, come me, si ostinavano a inzuppare il sedile del passeggero).

Ma è, ovviamente, dalle case automobilistiche cosiddette ‘nobili’ che arrivano le novità più particolari (a tratti addirittura ‘strane’)…

Partiamo con la nuova moda d’oltremanica di proporre come optional, per la Bentley Mulsanne, un intero set di “Picnic Tables in radica” (notare il plurale) per la modica cifra di 2mila e cinquecento euro. Avete capito bene, tavoli da picnic come optional auto. Per una Bentley. Certo, in molti andranno a fare picnic al parco in Bentley. Meno bizzarre, comunque, sembrano essere le tende nere (sempre per la Mulsanne) a soli 6mila euro… beh, forse…

Ma nell’era del ‘Touch’ e dei viaggi su Marte non potevano mancare i raggi laser, previsti come fari alternativi per la BMW i8 a 10mila euro (tranquilli, la coppia). Identica cifra chiede, invece, la Abarth per inserire il cambio a innesti frontali nella sua 695 Biposto, mentre è sempre la Bentley ad alzare il tiro con il Breitling Mulliner Tourbillon, orologio da 200mila euro che può accompagnare (su richiesta speciale, ovviamente) l’acquisto di una Bentayaga.

In Italia, infine, ci accontentiamo di poco: 14mila euro per la vernice Tristrato (quella che dà l’impressione della profondità).

Ferrari, ovviamente.

Abbiamo davvero scritto “senza puntare troppo in alto”?

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LA MACCHINA SI PARCHEGGIA DA SOLA

Slogan ovunque, frasi a effetto che mirano ad attirare l’attenzione, quando non addirittura a sbalordire, con doppi sensi, insinuazioni, suggerimenti e, in alcuni casi, veri e propri miraggi.”Il futuro è oggi”, tanto per restare sul banale…

Ma quando leggiamo “Parking Assistent” il dubbio ci viene: è un’iperbole? Magari una piccola esagerazione per attirare clienti, della serie “…ti mette le ali…” (tanto per fare un esempio). Sarà sicuramente uno di quei miraggi, quelle insinuazioni, quei doppi sensi…

E invece no! L’auto si parcheggia da sola! O quasi…

Come funziona?

L’auto in questione è munita di particolari sensori a ultrasuoni che analizzano l’ambiente circostante, rilevando la distanza fra i veicoli parcheggiati, mentre ci si accosta per iniziare la manovra. Tutto avviene in pochi istanti, il computer calcola lo spazio tra le vetture e valuta se questo è sufficiente per ospitare la nostra macchina, dopodiché basta inserire la retromarcia e agire sui pedali del freno e dell’acceleratore: al resto ci pensa il sistema di parcheggio automatico, il quale si occupa di girare il volante nel modo più opportuno. E grazie tante.

Unico limite: lo spazio a disposizione deve essere di almeno 80 cm superiore alla lunghezza della macchina che si vuole parcheggiare.

E per i parcheggi a lisca di pesce?

Niente paura, fa anche quelli.

È presente, in particolare, una funzione denominata “Side Distance Warning” che è in grado di rilevare gli ostacoli intorno e segnalarli, riconoscendo corrimano, pilastri o muretti. Ma vero e proprio fulcro della rivoluzione risiede nell’invenzione della servoassistenza elettrica e cioè di quella particolare funzione in grado di trasferire i comandi della centralina al motorino elettrico che fa girare il volante.

L’innovativo sistema è stato sviluppato da Bosch, azienda tedesca leader nel settore dei componenti per autovetture, la quale ha condotto, oltretutto, una particolare indagine di mercato, rivelando come, in Germania, addirittura metà degli incidenti con danni materiali siano, in effetti, dovuti a manovre di parcheggio (i dati esaminati sono quelli di AZT, istituto di ricerca).

Certo, si tratta ancora di apparati semi-automatici ma la Volkswagen sta mettendo a punto un nuovo, incredibile sistema di assistenza al parcheggio, in grado di scannerizzare i posti in cui una vettura viene più spesso parcheggiata e creare una banca dati dalla quale attingere, in un secondo momento, per effettuare le manovre, lì registrate, senza guidatore.

Basta a sbalordire? No? Allora aggiungiamo che Il nuovo “Parking Assistent” sa anche uscire dal parcheggio e sa muoversi con rimorchio al seguito
Tutto in solitaria, ovviamente.

COME MONTARE LE CATENE

Ok, chi doveva fare il cambio gomme l’ha già fatto (almeno si spera) e gli altri? Tutti gli altri usano le catene.

Già, le catene… ma come si usano le catene?

Fermi tutti, cominciamo dall’inizio…

Innanzitutto è bene specificare che le direttive non sono uguali per tutto il Paese e che è sempre meglio informarsi adeguatamente sulle disposizioni locali: detto questo, in realtà, l’obbligo di circolare con pneumatici invernali o con catene a bordo è scattato, dal 15 novembre scorso, un po’ dappertutto, quindi, se ancora non avete provveduto, fatelo.

Facile a dirsi ma come provvedere? Pneumatici o catene? In generale possiamo dire che, se da un lato il costo più contenuto delle catene può allettare ed essere, di per sé, motivo sufficiente a indirizzare la nostra scelta, dall’altro le possibilità di utilizzo delle stesse, decisamente più limitate rispetto alle gomme invernali, ne aumentano gli svantaggi.

Perfetto. Ma se scelgo le catene…

Quando le monto?

In caso di neve alta, di forti pendenze o di ghiaccio.

Dove le monto?

Essendo funzionali a una maggiore aderenza, si montano sulle ruote davanti, in caso di vettura a trazione anteriore, dietro, se la trazione è posteriore. Se abbiamo una macchina a doppia trazione, possiamo montare due paia di catene o un solo paio sulle ruote davanti.

Come le monto?

Sarebbe opportuno mantenere, durante l’operazione, le ruote diritte ma nel caso in cui lo spazio di manovra (delle mani) sia troppo limitato, potrebbe essere d’aiuto ruotare leggermente lo sterzo. Iniziamo dalla ruota che punta verso l’esterno, solleviamo la maglia metallica il più possibile e cerchiamo di infilarla verso l’interno. Cerchiamo di far combaciare la catena alla gomma un poco alla volta, fino ad agganciare il primo cavo sul retro della rete; a questo punto fissiamo anche gli altri cavi e controlliamo che ci sia abbastanza gioco tra la ruota e la catena. Nel caso in cui stiamo utilizzando delle catene autotensionanti, il gioco è fatto, altrimenti è necessario fermarsi dopo una cinquantina di metri per tensionarle a mano.

Attenzione, montare le catene nel caldo del proprio garage è una cosa, farlo al freddo, nella neve, magari al buio, è un’altra: se avete dei guanti potete indossarli ma avrete meno sensibilità al momento dell’aggancio (il che è un problema, fidatevi).

Dopo averle montate?

Guidare con le catene richiede prudenza e velocità moderata. La migliore trazione non esclude automaticamente difficoltà in frenata o in pendenza a favore; per questo motivo non si devono superare i 50 chilometri orari ed è meglio evitare sterzate brusche e spinte eccessive sul pedale del freno. Resta sempre preferibile l’uso del freno a motore.

È molto importante, poi, togliere le catene non appena cambino le condizioni della strada: con assenza di ghiaccio o strato di neve inferiore a 10 cm, c’è il rischio di rovinare asfalto e sospensioni (senza parlare dei semiassi).

Dopo l’uso, lavare con acqua e lasciare asciugare a temperatura ambiente.

CONSIGLI PER GLI ACQUISTI…

Siete stufi della vostra auto? Volete cambiarla? Cercate il meglio nel rapporto qualità-prezzo?Tranquilli, non è un annuncio di vendita ma un insieme di consigli per effettuare un acquisto consapevole nel mondo dell’usato.

Effettivamente, il mercato dell’usato ha raggiunto, negli ultimi anni, un’importanza sempre maggiore, dovuta anche all’impiego di strumenti di acquisto, fino a pochi anni fa, inimmaginabili: un esempio fra tutti, la rete internet. Impossibile negarlo, comprare da casa, seduti nella comodità del proprio studio-salotto, è diventata, ormai, un’abitudine tanto diffusa quanto irrinunciabile. Se da un lato, però, sono aumentate comodità e velocità, dall’altro sono aumentati anche i rischi.

Ma quali sono questi rischi? Più precisamente, quali sono i rischi più comuni in cui si incorre acquistando un’auto usata?

• Innanzitutto, il contachilometri manomesso.

Quante volte ne abbiamo sentito parlare? Il quadro modificato a indicare una percorrenza inferiore a quella effettiva, per aumentare il prezzo di vendita. Ma come riconoscere la frode?
Le condizioni generali della macchina possono essere un importante indizio. Controlliamo attentamente lo stato di usura del volante, dei sedili, del cambio, dei pedali, insomma, di tutto ciò che potrebbe darci un’idea dell’effettivo stato del veicolo, compresa carrozzeria e parti meccaniche. I documenti relativi alle manutenzioni precedenti possono contenere dettagli sul reale chilometraggio dell’auto, su eventuali incidenti non segnalati così come su difetti meccanici; per converso, la loro assenza può essere un serio campanello d’allarme.

• Un secondo rischio è costituito dai cosiddetti annunci-truffa.

Attenzione a non sottovalutare il problema. Spesso ci sentiamo sicuri delle nostre capacità e siamo convinti che certe cose accadano solo agli altri e non a noi… Le ultime parole famose…

Cerchiamo di non farci attrarre troppo da un prezzo eccessivamente basso, poiché potrebbe essere proprio questo un segnale di allarme per un’eventuale truffa. E poi, mai, mai, ma proprio mai fidarsi ciecamente di annunci che richiedono versamenti prima della consegna. Da non sottovalutare, oltretutto, il problema dell’incauto acquisto, della compravendita, cioè, di un bene nonostante il sospetto di una provenienza dubbia (quando non propriamente illecita): si rischia un’accusa di complicità.

• Attenzione alla garanzia, anche se comprate in concessionaria.

Secondo la norma del Codice del consumo, l’applicazione della garanzia è irrinunciabile e non limitabile, nel caso di un privato che acquisti da un professionista. La cosiddetta Garanzia Legale prevede differenti casi ma di solito la durata minima è di 12 mesi. In generale, comunque, è possibile avvisare il commerciante di eventuali guasti fino a due mesi dalla data di acquisto.

Oltre ai soliti controlli sulla vettura, poi, è consigliabile (in caso di acquisti a rischio) controllare che il numero di telaio, la targa e il numero del motore corrispondano a quelli riportati nel libretto di circolazione e che sul certificato di proprietà non siano indicate ipoteche o fermi amministrativi.

In caso di truffa i soggetti chiamati in causa possono essere molteplici: il Giudice di pace della città di residenza del consumatore si occupa della maggior parte dei problemi. Anche l’Antitrust può essere chiamato in causa per vendite scorrette mentre un ricorso al Garante della concorrenza non comporta costi aggiuntivi per il consumatore.

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Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio.

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MISSION IMPOSSIBLE: CAMBIARE UNA RUOTA

Altro che “Mission Impossible”! Non serve mica Tom Cruise per cambiare una ruota dell’auto.

Certamente, alcune cose è meglio lasciarle fare a chi se ne intende davvero, senza improvvisarsi meccanici, col rischio di far più danni che altro (del resto le macchine d’oggi sono più elettroniche che meccaniche) ma saper cambiare una ruota, in caso di emergenza, può sempre tornare utile.

Premesso che farlo nel caldo del proprio garage o al freddo e al buio in autostrada da soli siano due cose completamente diverse, vediamo insieme quali sono i passi necessari…

  • Se ci si accorge di aver forato, la prima cosa da fare è anche la più semplice, FERMARE L’AUTO: bisogna accostare segnalando tutto con frecce e quant’altro; niente scene di panico, stile ‘mani strette al volante e occhi spalancati immobili a fissare il parabrezza’ né, tantomeno, sterzate brusche accompagnate da spinte feroci sul pedale del freno. Ecco, soprattutto il freno, usatelo con dolcezza ed evitate di inchiodare.
  • Controllare che la macchina sia in piano. Evitate di adoperare il crick nel caso in cui la macchina sia in pendenza… il rischio, in quel caso, potrebbe davvero essere da “Mission Impossible”.
  • Ovviamente… inserite il freno a mano e spegnete il motore.
  • Prendete il crick dal portabagagli e posizionatelo con cura. Il trucco è tastare con la mano lungo il fianco e al di sotto della macchina: in prossimità delle 4 ruote sentirete 4 scanalature (sono a circa una spanna dalle ruote) che indicano i 4 punti da far combaciare con la testa del crick. Dopodiché azionate lo strumento facendo attenzione a non sollevare troppo la macchina: una spanna da terra è più che sufficiente. Potrebbe essere utile, a questo proposito, effettuare l’operazione di sollevamento in due momenti: azionate il crick una prima volta fino ad alleggerire il peso dalla ruota che intendete sostituire; a questo punto allentate i bulloni senza toglierli. Azionate il crick una seconda volta fino a che la ruota perda il contatto col terreno; finite di svitare i bulloni.
  • La chiave per svitare i bulloni dovrebbe trovarsi anch’essa nel kit fornito insieme al ruotino (controllare, comunque, non ha mai fatto male a nessuno). Alcune macchine, le più recenti, potrebbero avere anche un bullone di sicurezza; questo ha la testa scanalata in maniera diversa rispetto agli altri bulloni presenti sulla stessa ruota. Oltre alla chiave, in questo caso, dovrebbe esserci anche un dado corrispondente: per il bullone in questione, utilizzate il dado applicandolo con cura alla chiave.
  • Una volta tolta la ruota, infilate il ruotino facendo attenzione a far combaciare perfettamente i fori; avvitate nuovamente i bulloni e abbassate la vettura azionando nuovamente il crick. A vettura a terra, stringete con forza i bulloni, magari aiutandovi col piede.
  • Ultimo consiglio: non avvitate seguendo un senso orario o antiorario ma incrociate i bulloni (primo in alto, secondo in basso e così via). In questo modo la ruota è stretta al disco in maniera più omogenea.

Alcune auto non hanno in dotazione il ruotino di scorta ma un kit per gonfiare temporaneamente la ruota bucata… come fare in quel caso?

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Lo saprete nelle prossime puntate…

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