SISTEMI DI ASSISTENZA ALLA GUIDA SOTTO ESAME

Sistemi d’assistenza alla guida come ABS e ESP fanno da tempo parte dell’equipaggiamento di base di tutte le automobili nuove. Con una buona ragione: questi aiuti elettronici aumentano il confort di guida e la sicurezza stradale. Secondo i costruttori, i sistemi che mirano ad automatizzare in parte la guida offrono ancora più confort. Ma è veramente così? Non proprio, come rivela un test congiunto, eseguito dal Touring Club Svizzero e dall’Upi (Ufficio prevenzione infortuni).

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L’attuale livello dei sistemi di assistenza alla guida è noto come “SAE Level 2 – guida semiautomatizzata”: il conducente deve sorvegliare in permanenza il proprio veicolo, ma i sistemi di assistenza, in situazioni particolari, possono assumere il controllo della vettura e la guidano in modo autonomo. Per raggiungere questo risultato sono necessari vari sistemi d’assistenza. Il più conosciuto è il regolatore automatico della distanza, al quale si aggiunge l’assistente al mantenimento e al cambio di corsia, lo “stop & go” quando si è in coda, nonché il sistema d’adeguamento automatico della velocità in funzione della segnaletica stradale. A questo livello sarebbe in linea di principio possibile viaggiare “senza conducente” lungo tratte autostradali semplici (tuttavia, ciò è per il momento non è consentito).

Il test
I sistemi di assistenza sono stati suddivisi in sei gruppi: regolatore di velocità e distanza, mantenimento della corsia attivo, rilevatore di stanchezza, riconoscimento della segnaletica stradale, avviso della distanza e frenata d’emergenza autonoma da 50 km/h. La valutazione si è basata su criteri quali “utilizzo”, “funzione”, “comportamento stradale”, rispettivamente “contributo alla sicurezza stradale”, nonché “disponibilità” dei sistemi. Essendo presenti solo su vetture “premium”, i test sono stati effettuati solo su auto di alta gamma. Sul sito del TCS è possibile leggere le il dettaglio e le conclusioni delle prove effettuate.

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