MOTORI DIESEL: LE CANDELETTE PER L’ACCENSIONE

Avviare un motore diesel durante l’inverno può risultare difficile. Cilindri freddi e basse temperature rappresentano un ostacolo. Per questo serve un ulteriore contributo in termini di calore. Questa funzione è assolta dalle cosiddette candelette che forniscono energia supplementare per l’accensione. In concreto, come spiega NGK, azienda di componentistica specializzata, “prima dell’avviamento del motore viene applicato un voltaggio e la punta della candeletta si riscalda ad oltre 800°C. Il calore così generato migliora considerevolmente le caratteristiche di avviamento a freddo del motore. Il calore sviluppato dalla candeletta ottimizza la combustione con una conseguente riduzione dello sviluppo di fumi ed emissioni nocive.

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Ora NGK ha presentato nuove candelette NHTC2, frutto dello sviluppo OE con Mercedes-Benz e Fiat Chrysler Automobiles, disponibili ora anche sul mercato aftermarket che “rappresenta la più recente evoluzione nel campo della tecnologia dell’accensione a freddo per i motori diesel”. Si tratta di prodotti, fa sapere l’azienda, “in grado di raggiungere la temperatura di 1.000° C in un solo secondo e può avere una post accensione di oltre 10 minuti fino alla temperatura di 1350° C. In questo modo, permette un’accensione a freddo rispettosa dell’ambiente, ed il minimo regolare anche a basse temperature. Questa tipologia di candelette favorisce le case automobilistiche, attraverso la collaborazione con i reparti ricerca e sviluppo, nell’adempimento delle sempre più stringenti normative sulle emissioni”.

La nuova candeletta NHTC2, con il codice CZ553 (Numero ordine NGK 92397) è equivalente alla candeletta NGK CZ503 (codice FCA 68286210AA) disponibile in OE, che NGK ha sviluppato per i motori 2.2 multijet II di Fiat Chrylser Automobilies, il motore diesel installato sulla Jeep Cherokee. NGK Spark Plug è fornitore esclusivo OE e Aftermarket di questo motore. Analogamente, la seconda candeletta NHTC2, CZ554 (Numero ordine NGK nr. 90769) è stata sviluppata per i motori Mercedes-Benz presenti sullo Sprinter 311, 311 CDI, 411 e 411 CDI, indicata in OE con il codice CZ504 (codice Mercedes-Benz nr 0011596501)

La terza candeletta NGK introdotta in Aftermarket è la Y1010AS. Il suo corpo metallico è lungo 166 mm ed ha un diametro di soli 4 millimetri, permettendo alla candeletta di raggiungere la temperatura di esercizio di 1000° in soli 3 secondi. Inoltre, la candeletta è in grado di generare una post accensione di eguale temperatura fino a 60 secondi dopo l’avviamento del motore, garantendo così un contributo fondamentale sia nell’accensione a freddo anche in caso di temperature molto basse, sia nella riduzione di emissioni di gas inquinanti nei primissimi metri di marcia. E’ la candeletta perfetta per 1,6 milioni di veicoli circolanti in Europa, coprendo circa 50 applicazioni. Tra queste, Mercedes-Benz C180 e C200, Nissan Vito, Qashqai e X-Trail, Opel Vivarro e Renault Espace, Fluence, Grand Scenic e Megane.

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AUTO: NUOVE LAMPADE ALOGENE EXTRA DURATA

Nuove lampade alogene Night Breaker Laser, la rielaborazione dell’alogena Ultra Life e la nuova gamma Xenarc Ultra Life. Sono le recenti novità targate OSRAM che, come evidenzia l’azienda, vantano una durata più lunga e prestazioni superiori. “Questi prodotti sottolineano il nostro ruolo pionieristico nella produzione dei sistemi di illuminazione automotive, evidenziando l’impegno costante nel mercato delle parti di ricambio e nelle tecnologie tradizionali” ha dichiarato Terje Noevig, Head of Automotive Aftermarket in OSRAM.

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Di seguito riportiamo la presentazione dei prodotti avvenuta in occasione di Automechanika 2016, il salone internazionale dell’aftermarket automobilistico che si è svolto a Francoforte.

OSRAM Night Breaker Laser: ancora più luce
Grazie alla combinazione di design innovativo e tecnologia di punta, la lampada OSRAM Night Breaker Laser genera un flusso luminoso particolarmente elevato, migliorando ulteriormente le prestazioni delle lampade alogene OSRAM. In fase di produzione si utilizza un processo noto come “ablazione laser”, che permette di realizzare con estrema accuratezza una finestra sul bulbo della lampada per consentire il passaggio del flusso luminoso. Questo processo, insieme alla precisione del posizionamento del filamento e all’elevata qualità del gas xeno di riempimento, garantisce la massima luminosità. Rispetto alle lampade alogene standard, OSRAM Night Breaker Laser proietta fino al 130% di luce in più, con una tonalità del 20% più bianca e un fascio luminoso fino a 40 metri più lungo, per una migliore visibilità della strada. La calotta argentata e l’incisione “Night Breaker” rendono ancora più esclusivo il design della nuova lampada. Come tutti i prodotti della gamma Performance, OSRAM Night Breaker Laser è disponibile nei punti vendita in un packaging rosso, che ne facilita l’individuazione.

OSRAM alogena Ultra Life: durata extra lunga
In città o in autostrada, per tragitti brevi o viaggi lunghi, la nuova gamma di lampade alogene OSRAM Ultra Life permette di risparmiare denaro e tempo preziosi grazie alla straordinaria longevità. In seguito alla riprogettazione, le lampade per proiettore OSRAM Ultra Life hanno una durata fino a quattro volte più lunga rispetto alle lampade alogene standard ed emettono una luce ottimale fino a 100.000 chilometri percorsi. La calotta argentata, molto decorativa, le rende perfette per i proiettori con vetro trasparente dei modelli H1, H4, H7 e H11. La gamma OSRAM alogene Ultra Life nel packaging verde, caratteristico della gamma Comfort, è coperta da una garanzia OSRAM di quattro anni.

OSRAM Xenarc Ultra Life: 300.000 chilometri con una sola lampada
Anche la nuova serie OSRAM Xenarc Ultra Life vanta una durata straordinaria, quattro volte più lunga rispetto alle lampade allo xeno tradizionali, per un totale di 300.000 chilometri percorsi. Poiché, quindi, non servono lampade di ricambio, si risparmia denaro, si produce una quantità minore di rifiuti e si protegge l’ambiente. La durevole tecnologia OSRAM Xenarc Ultra Life è disponibile per la prima volta per i proiettori allo xeno nei modelli D1S, D2S, D3S e D4S e comprende un’esclusiva garanzia OSRAM di dieci anni.

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CAR DESIGN: LE CREAZIONI DI GIUGIARO

Da molti è stato definito “il più importante Car Designer del Novecento”. Stiamo parlando di Giorgetto Giugiaro, personalità che ha sicuramente fatto storia nel mondo dell’automobilismo. Il suo genio creativo ha dato forma ad oltre 200 vetture, dalle utilitarie più spartane a sportive mozzafiato e concept car, e ha saputo fondere una forte vena artistica con una rigorosa cultura ingegneristica.

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Dal 25 novembre 2016 al 26 febbraio 2017 il Museo Nazionale dell’Automobile “Avv. Giovanni Agnelli” di Torino, in corso Unità d’Italia 40, celebra lo stilista piemontese nella mostra “Giugiaro e il suo percorso”. Curata da tre personalità di spicco del mondo dell’Automotive, il giornalista Giosuè Boetto Cohen, lo storico dell’auto Giuliano Molineri e il direttore del MAUTO Rodolfo Gaffino Rossi, la mostra, come si legge nella presentazione, ripercorre le tappe della carriera di Giorgetto Giugiaro:

Se quella di Giugiaro è infatti un’esperienza professionale che ha attraversato la storia e il successo dei tutti i più grandi marchi automobilistici, la vicenda dell’uomo inizia a Garessio, piccolo paesino tra Cuneo e la Liguria, dove nel 1938 nasce Giorgetto. È a partire da qui che si sviluppa l’esposizione che ripercorre l’infanzia e il forte legame con la famiglia. In particolare con il padre Mario che gli trasmette la passione per il disegno e la pittura, la scelta di intraprendere una formazione artistica a cui si va ad affiancare lo studio della progettazione tecnica. Poi il trasferimento a Torino e l’esperienza della scuola per “figurinisti” di Eugenio Colmo, in arte Golia. La prima parte del percorso è così dedicata a inediti bozzetti giovanili, dipinti ad olio e caricature di personaggi famosi fino ai primi figurini di automobili. A metà degli Anni Cinquanta attireranno l’attenzione di Dante Giocosa, direttore tecnico della Fiat e considerato uno dei maestri della scuola motoristica italiana. Si prosegue poi nella sezione “Ghiribizzi” che racconta gli anni da apprendista nel Centro Stile Fiat e i primi modelli del ventunenne Giugiaro per la carrozzeria Bertone. Per arrivare all’impresa di Italdesign, fondata insieme all’amico tecnologo Aldo Mantovani nel 1968 e sviluppata in crescente simbiosi con il figlio Fabrizio, entrato in azienda nel 1990 fino ad assumere la responsabilità dell’Area Stile. La concept-car Testudo (su meccanica Chevrolet Corvair) e gli studi per la Aztec sono il preludio della “Gallery” che raccoglie dieci delle vetture più celebri disegnate da Giorgetto: auto da sogno accanto a geniali utilitarie. Il resto è storia: dalla Golf lanciata nel 1974 alla Ferrari GG50, passando per la Panda e l’Alfa Brera, la Maserati Ghibli e la berlina extralusso Bugatti, fino all’Alfa 2600 e la Brivido, concepita in Italdesign da Fabrizio Giugiaro, per concludere con la DeLorean, resa celebre dal film “Ritorno al futuro”.

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CALANO I DISTRIBUTORI DI CARBURANTE IN ITALIA

Calano i distributori di carburante in Italia. Al 1° gennaio 2016 la rete contava circa 21.000 impianti. Rispetto al 2007, quando la rete di distributori era costituita da 22.239 impianti, vi è stato un calo del 5,6%. In particolare, sono fortemente diminuiti gli impianti convenzionati (-20,3%), vale a dire i distributori appartenenti ad operatori indipendenti che espongono marchi delle compagnie petrolifere. Anche i cosiddetti impianti sociali, ovvero gli impianti di proprietà delle compagnie petrolifere, hanno registrato un netto calo (-13,5%). In parallelo a questa diminuzione, si assiste alla diffusione degli impianti “no logo” (+183,3%), detti anche pompe bianche, cioè gli impianti che fanno capo ad operatori indipendenti che espongono esclusivamente il proprio marchio. A tracciare questa fotografia, con dati di fonte Unione Petrolifera, è l’Osservatorio Autopromotec, struttura di ricerca di Autopromotec, rassegna espositiva internazionale delle attrezzature e dell’aftermarket automobilistico.

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Ma cosa ha influito su questa nuova geografia dei benzinai? Secondo l’Osservatorio Autopromotec, sono state le ripetute liberalizzazioni attuate sul mercato della distribuzione carburanti in Italia negli ultimi anni che hanno modificato l’assetto concorrenziale del settore, promuovendo la crescita degli operatori “no logo” nel quadro di un maggior equilibrio di mercato. Allo stesso tempo è da sottolineare, inoltre, come la rete di distribuzione carburanti stia proseguendo il suo processo di razionalizzazione. Tale fenomeno, sottolinea ancora l’Osservatorio, rientra nel quadro di un più ampio disegno teso a ridurre l’elevato numero di distributori nel nostro Paese (l’Italia è infatti il Paese con il maggior numero di distributori di carburante in Europa), chiudendo soprattutto gli impianti obsoleti o incompatibili sotto il profilo della sicurezza stradale allo scopo di riqualificare il sistema distributivo.

Alla base della riduzione del numero delle stazioni di rifornimento, evidenzia infine l’Osservatorio, vi è anche la necessità di ridare sostenibilità economica al settore. Se da una parte, infatti, la capillarità del sistema distributivo rappresenta senza dubbio un vantaggio per l’automobilista, dall’altra proprio il numero eccessivo delle stazioni di rifornimento grava sull’efficienza generale del sistema, generando forti diseconomie tra cui gli elevati prezzi dei carburanti alla pompa.

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SISTEMI DI ASSISTENZA ALLA GUIDA SOTTO ESAME

Sistemi d’assistenza alla guida come ABS e ESP fanno da tempo parte dell’equipaggiamento di base di tutte le automobili nuove. Con una buona ragione: questi aiuti elettronici aumentano il confort di guida e la sicurezza stradale. Secondo i costruttori, i sistemi che mirano ad automatizzare in parte la guida offrono ancora più confort. Ma è veramente così? Non proprio, come rivela un test congiunto, eseguito dal Touring Club Svizzero e dall’Upi (Ufficio prevenzione infortuni).

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L’attuale livello dei sistemi di assistenza alla guida è noto come “SAE Level 2 – guida semiautomatizzata”: il conducente deve sorvegliare in permanenza il proprio veicolo, ma i sistemi di assistenza, in situazioni particolari, possono assumere il controllo della vettura e la guidano in modo autonomo. Per raggiungere questo risultato sono necessari vari sistemi d’assistenza. Il più conosciuto è il regolatore automatico della distanza, al quale si aggiunge l’assistente al mantenimento e al cambio di corsia, lo “stop & go” quando si è in coda, nonché il sistema d’adeguamento automatico della velocità in funzione della segnaletica stradale. A questo livello sarebbe in linea di principio possibile viaggiare “senza conducente” lungo tratte autostradali semplici (tuttavia, ciò è per il momento non è consentito).

Il test
I sistemi di assistenza sono stati suddivisi in sei gruppi: regolatore di velocità e distanza, mantenimento della corsia attivo, rilevatore di stanchezza, riconoscimento della segnaletica stradale, avviso della distanza e frenata d’emergenza autonoma da 50 km/h. La valutazione si è basata su criteri quali “utilizzo”, “funzione”, “comportamento stradale”, rispettivamente “contributo alla sicurezza stradale”, nonché “disponibilità” dei sistemi. Essendo presenti solo su vetture “premium”, i test sono stati effettuati solo su auto di alta gamma. Sul sito del TCS è possibile leggere le il dettaglio e le conclusioni delle prove effettuate.

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MOTOR SHOW 2016: GLI EVENTI PER LE OFFICINE E IL SETTORE AFTERMARKET

Il Motor Show si rinnova e allarga i suoi orizzonti. Nell’ambito dell’edizione 2016, che si svolge dal 3 all’11 dicembre presso il Quartiere Fieristico di Bologna, arriva il primo Grand Prix del Network e degli Autoriparatori, evento organizzato dalle riviste de Il Giornale del Meccanico e GA-il giornale dell’aftermarket, in collaborazione con BolognaFiere e Autopromotec, che riunirà officine e network all’interno del padiglione 31. “Un’occasione unica – sottolineano gli organizzatori – per affrontare tutte le tematiche chiave del settore con interessanti approfondimenti sull’andamento dell’industria dell’aftermarket grazie ad una serie di appuntamenti imperdibili”.

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Venerdì 2 dicembre, alle ore 14.00 all’interno del padiglione 36, si terrà la convention “L’aftermarket incontra il primo impianto”, con la partecipazione dei principali player di settore: distributori, ricambisti e componentisti. L’evento inizierà nella mattinata con i test drive su pista e prove di guida sicura. Tutti coloro che si pre-registreranno sul sito www.ilgiornaledelmeccanico.it – fino ad esaurimento disponibilità – avranno la possibilità di correre su vetture sportive all’interno della pista del campionato superturismo, realizzata nella mitica area 48.

Domenica 4 dicembre, dalle ore 9.00, appuntamento con “I° Grand Prix dei Network e degli Autoriparatori” all’interno del padiglione 31. Durante la manifestazione, oltre alle gare tecniche su pista, svolte da team composti da autoriparatori appartenenti alle reti e da indipendenti, ci sarà la possibilità di partecipare al meeting “Il Futuro dell’Autoriparazione” alle ore 15.30 presso l’ammezzato pad 25/26 con l’intervento anche di Dekra Revisioni.

Sabato 3 dicembre, presso la sala Sinfonia del pad 36, si terrà il convegno “La Scuola Incontra il mondo del Lavoro”, a cura del Programma GM-Edu. Interverranno le aziende partner, gli studenti, i professori e i dirigenti scolastici aderenti al programma organizzato da Duessegi Editore. All’incontro saranno presentati anche i progetti 2016 realizzati dagli alunni di meccanica e meccatronica specializzati nelle due e quattro ruote.

Per tutta la durata del Motor Show, inoltre, sempre all’interno del padiglione 31, in programma anche tanti workshop tematici gratuiti con prove di manualità organizzati interamente dalle aziende sponsor e rivolti agli esperti dell’autoriparazione e agli utenti finali.

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PNEUMATICI SOTTO CONTROLLO E ‘INVERNO IN SICUREZZA’

Colonnina intorno allo zero in molte località e dal 15 novembre su oltre il 30% delle strade italiane è scattato l’obbligo di circolare con pneumatici invernali o con catene a bordo. Anche l’auto va preparata per circolare nelle migliori condizioni di sicurezza durante i mesi invernali che tipicamente riservano i maggiori rischi. Freddo, brina, umido, pioggia fino ad arrivare alla neve possono compromettere la circolazione. La nostra auto poggia su 4 pneumatici ciascuno dei quali ha una impronta a terra grande come il palmo della mano. L’uso di gomme invernali offre vantaggi in termini di sicurezza stradale, durante tutta la stagione fredda, grazie alla composizione della loro mescola battistrada ed al disegno costituito da fitte lamelle che insieme permettono una migliore aderenza al suolo.

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A ricordare l’importanza delle dotazioni invernali, sono Assogomma e Federpneus che anche quest’anno promuovono la campagna “Inverno in sicurezza”, patrocinata dal Ministero dell’Interno, dei Trasporti, Aci, AISCAT, Ania, Aniasa, UNASCA, attraverso un volantino con i consigli distribuito su tutto il territorio nazionale e con il sito www.pneumaticisottocontrollo.it.

Tutti neri e tondi, sembrano uguali, ma il contenuto tecnologico che li contraddistingue è molto diverso. Per questo motivo Assogomma e Federpneus consigliano di montare in inverno pneumatici marcati con il simbolo M+S, che per legge è sufficiente, con anche il pittogramma alpino: un simbolo che rappresenta una montagna a 3 picchi con all’interno un fiocco di neve. Questo marcaggio identifica i prodotti a più alte prestazioni che permettono una sicurezza ed una motricità ottimale anche in caso di neve.

Una raccomandazione ulteriore delle associazioni riguarda il montaggio/smontaggio che deve essere effettuato da un professionista dotato di tutte le necessarie strumentazioni, verificate periodicamente. Soprattutto oggi che i veicoli sono obbligatoriamente dotati di TPMS: dispositivi che segnalano sul cruscotto l’eventuale perdita di pressione dei pneumatici. È possibile che un soggetto non qualificato possa compromettere irrimediabilmente la funzionalità di tali strumenti fondamentali viaggiare più sicuri. Un rivenditore specializzato, cioè il gommista che fa del montaggio/smontaggio dei pneumatici la sua attività esclusiva o prevalente ha anche la competenza per consigliare il miglior prodotto in funzione delle esigenze di ciascun automobilista nel rispetto delle norme di legge e quindi verificando correttamente la rispondenza sia ai parametri riportati nella carta di circolazione dell’auto, sia a quelli relativi al gonfiaggio presenti sul libretto di uso e manutenzione del veicolo.

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#SMARTROAD: COSÌ LE AUTOSTRADE DIVENTANO INTELLIGENTI

Smart Road è un progetto targato Anas ad alto contenuto innovativo, tra i primi al mondo nel settore stradale e prevede l’integrazione di tecnologie per infrastrutture, avendo come focus l’automobilista e la sua tutela. L’obiettivo è di fornire a chi si mette in viaggio numerose informazioni sulle condizioni ambientali e di traffico, grazie a tecnologie avanzate che consentiranno una migliore connessione tra i clienti e l’infrastruttura stradale. La prima smart road della rete Anas sarà l’Autostrada A3-Salerno Reggio Calabria la cui gara, bandita a giugno 2016, è in fase di aggiudicazione.

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Dopo quello per l’A3, l’Anas ha pubblicato altri quattro bandi di gara telematici, del valore complessivo di 140 milioni di euro, per una procedura di Accordo Quadro relativa alla fornitura ed installazione di sistemi tecnologici avanzati per l’infomobilità e la sicurezza lungo circa 2.500 km di rete Anas distribuiti su tutto il territorio nazionale. Nel dettaglio, i quattro bandi di gara prevedono un investimento di 60 milioni di euro per l’implementazione tecnologica di circa 1.500 km distribuiti su tutta la rete Anas, a cui si aggiungono – fino ad arrivare ad una copertura di circa 2.500 km – 30 milioni di euro per gli interventi sul Grande Raccordo Anulare di Roma e sull’Autostrada A91 Roma-Fiumicino; 30 milioni di euro per la dotazione tecnologica lungo l’itinerario “Orte – Mestre” della E45 ed E55 e 20 milioni di euro per quella dell’Autostrada A19 “Palermo- Catania”.

L’investimento sulle Smart Road, sottolinea Anas, permetterà di garantire autostrade ancora più Sicure, Multimediali, Aperte, Rinnovabili e Tecnologiche. Il conducente che percorrerà l’autostrada, infatti, sarà informato in tempo reale sulle condizioni dell’arteria e sugli eventuali percorsi alternativi che dovessero rendersi necessari in caso di incidenti o di chiusure improvvise di tratte. Tutto ciò sarà possibile grazie a sistemi di connessione radio, come il wi-fi ‘in motion’ che permetterà una continuità del segnale ai veicoli in movimento anche a velocità massime consentite sulla arteria. Il progetto prevede anche un nuovo standard (Dedicated Short Range Communications – DSRC) che consentirà in un prossimo futuro l’implementazione di servizi innovativi ed interattivi di infomobilità, sicurezza e connettività, nell’ottica della gestione intelligente di tutte le infrastrutture stradali e lo sviluppo di servizi orientati al ‘dialogo’ veicolo – infrastruttura e tra i veicoli stessi (Vehicle-to-Infrastructure e Vehicle-to-Vehicle). Il progetto prevede, infine, la realizzazione di sistemi di comunicazione a lunga distanza attraverso la posa di fibra ottica compatibile anche con le esigenze del ‘piano banda larga’ del Governo.

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DAL RECUPERO DEGLI PNEUMATICI FUORI USO UN ASFALTO CHE RIDUCE LA RUMOROSITÀ

Un abbattimento della rumorosità da traffico veicolare di circa 5 decibel. È quanto registrato, previa misurazione scientifica, su un tratto di strada di 7000 mq realizzato nel 2016 a Rimini, in via Marecchiese, con asfalto in gomma riciclata da PFU ottenuto recuperando 1200 pneumatici giunti a fine vita.

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In questa via, dove il traffico è molto intenso, sono state effettuate indagini mirate a valutare le prestazioni acustiche della pavimentazione realizzata con il polverino di gomma. In collaborazione con Ecopneus e lo spin-off del CNR di Pisa iPOOL Srl, sono state realizzate due campagne di misurazione: la prima antecedentemente alla realizzazione della pavimentazione in polverino, allo scopo di caratterizzare lo stato ante-operam; la seconda invece, dopo circa tre mesi dalla stesa ed è stata utile per verificare le prestazioni acustiche. In questo modo è stato possibile quantificare sia la parte di beneficio acustico dovuta alla semplice riasfaltatura sia il reale contributo della pavimentazione a basso impatto acustico, misurato rispetto alla pavimentazione precedente e ad una realizzata contestualmente con asfalto normale. I risultati hanno confermato che, nei casi in cui il traffico è intenso e idealmente a velocità costante, si apprezzano particolarmente i benefici delle pavimentazioni a basso impatto acustico con polverino di gomma.

Le misurazioni infatti hanno confermato innanzitutto un abbattimento della rumorosità a bordo strada dei veicoli in transito a 50 km/h di circa 5 dB(A) tra lo stato anteoperam e la pavimentazione in polverino di gomma, riscontrato grazie al metodo SPB (Statistical Pass By, normato dalla ISO 11819-1) che verifica la rumorosità a bordo strada del transito dei veicoli a velocità costante. Analogo beneficio acustico si verifica anche per i risultati con il metodo CPX (Close ProXimity index, normato dalla ISO 11819-2) che si basa sull’utilizzo di due microfoni posti in prossimità del punto di contatto tra la pavimentazione e uno pneumatico standard del laboratorio mobile, per valutare direttamente e unicamente l’emissione acustica dovuta al rotolamento. Con questa misurazione si è registrato che per la pavimentazione in polverino di gomma c’è un’emissione da rotolamento a 50 km/h di circa 4 dB(A) inferiore allo stato anteoperam, contro la pavimentazione comune e coeva che riscontra un abbattimento di soli 2.5 dB(A).

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