AUTO E CINEMA: LE ‘MOVIE CARS’

Quanti di voi si sono innamorati di un’auto vedendo un film? Motori e cinema è un binomio che ha reso celebri molte pellicole, o marchi, che grazie alla presenza delle quattro ruote sul grande schermo sono diventati famosi. Ricordare però tutte le pellicole che hanno un’auto come protagonista è un’impresa. A questo scopo chiediamo aiuto al MAUTO, Museo dell’Automobile di Torino, che fornisce una panoramica di quelle che sono state le principali “movie cars” che hanno fatto la storia del cinema.

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Come in tanti linguaggi artistici, anche nel cinema l’auto ha recitato il ruolo di protagonista. Le auto hanno sempre riflesso i costumi e le epoche di riferimento, i gusti e gli status sociali dei propri guidatori. È il caso, ad esempio, dei film dedicati a James Bond, l’agente segreto più famoso della cinematografia mondiale, dove il fascino del protagonista è indissolubilmente legato alla sua Aston Martin DB5 che ricompare in numerosissime pellicole dedicate allo 007 (Missione Goldfinger – 1964, Si Vive Solo Due Volte – 1966, Operazione Tuono – 1965, per citarne solo alcuni).

In alcuni casi le auto sono diventate vere e proprie protagoniste all’interno della narrazione: in Italian Job (Un colpo all’italiana, 1969), inserito nel 1999 dal British Institute al 38° posto nella lista delle cento migliori pellicole della storia del cinema britannico, le tre Mini Cooper mostrano una Torino futuribile appena restaurata per il centenario dell’Unità. La Delorian di Ritorno al Futuro (Back to the Future, 1985), la Ectomobile dei Ghostbusters (Ghostbusters, Gli Acchiappafantasmi, 1984), Herbie, il Maggiolino tutto matto (The Love Bug) dell’omonimo film Disney del 1969, Benny il taxi di Roger Rabbit di Chi ha incastrato Roger Rabbit (Who Framed Roger Rabbit, 1988), la Gran Torino del burbero Walt Kowalsky, reduce della Guerra in Corea ed ex operaio Ford, dell’omonima pellicola interpretata e diretta da Clint Eastwood (Gran Torino, 2009), sono tra le auto più antropomorfe presenti nella storia del dialogo tra l’arte cinematografica e l’universo dei motori: veri personaggi dei loro film.

Attraverso il ruolo affidato all’automobile all’interno della pellicola cinematografica è anche possibile cogliere gli aspetti distintivi di una società e i suoi cambiamenti (o il suo immobilismo). Si pensi ad esempio all’estrema attualità della storia del brusco e doloroso passaggio all’età adulta narrata in Gioventù Bruciata (Rebel Without a Cause, 1955), il documento sui riti della generazione post-bellica nella provincia statunitense, con le sue corse clandestine in automobile, l’abuso di alcool e le bande criminali.

Ultimo esempio sono gli affreschi cinematografici rappresentativi del benessere e del miracolo economico degli anni “ruggenti” del cinema italiano, come quello dipinto ne Il Sorpasso, il film di Dino Risi del 1962, manifesto della cosiddetta commedia all’italiana.

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