RC AUTO, QUANDO NON SCATTA LA COPERTURA

Rc auto, sappiamo tutti cos’è e come funziona… siamo proprio sicuri?

Prima di tutto le cose scontate: la Rc auto è obbligatoria per legge e serve nella malaugurata ipotesi di causare danni a terzi con il nostro veicolo assicurato; nel caso di un incidente, per esempio, la compagnia assicuratrice della vittima del sinistro rimborserà il proprio cliente salvo poi rivalersi sulla compagnia del responsabile che coprirà i danni e le eventuali spese accessorie.

In realtà, le cose non vanno sempre così…

Innanzitutto per poter beneficiare del risarcimento bisogna essere considerati “terzi“, e questo non accade nel caso in cui siate considerati responsabili del sinistro in questione: ogni danno alla vostra persona non verrà risarcito se non nel caso di un’ulteriore copertura assicurativa ottenibile con una seconda polizza, la Garanzia del conducente (che ovviamente si paga a parte).

Sempre nel caso di responsabilità accertata, poi, il proprietario o il locatario del veicolo con colpa non vengono in alcun modo risarciti, neanche se al volante, al momento dell’incidente, ci fosse un’altra persona.

Gli altri casi previsti in cui non scatta la Rc auto sono molto precisi e riguardano i casi di discendenza e di legami famigliari: non è previsto alcun risarcimento a beneficio di un coniuge non legalmente separato e di un convivente more uxorio (coppia di fatto), oltre che di ascendenti e di discendenti  legittimi o naturali,  degli affiliati e altri parenti affini fino al terzo grado del guidatore e del proprietario del veicolo responsabile, quando convivano con questi o siano a loro carico. Il motivo? perché si presume che i soggetti elencati siano mantenuti dal conducente (o dal proprietario) e potrebbe esserci, quindi, il rischio di frode: l’assicurato potrebbe infatti mettersi d’accordo col parente e fingere l’incidente per ottenere il risarcimento.

ABOLIZIONE BOLLO AUTO CON PIÙ ACCISE SUI CARBURANTI: A CHI CONVIENE?

Fa sempre più discutere l’idea di eliminare il bollo auto sostituendolo con un incremento delle imposte sui carburanti. Ma chi ci guadagnerebbe e chi ci rimetterebbe se la proposta andasse in porto? A questa domanda ha provato a rispondere la CGIA (Associazione Artigiani Piccole Imprese) di Mestre.

Dalla CGIA osservano che i 6,1 miliardi di euro di mancato gettito dovuti all’abolizione del bollo auto verrebbero interamente compensati con un sensibile aumento delle accise sui carburanti pari a 0,16 euro al litro.

In linea generale ad avvantaggiarsene sarebbero gli automobilisti che posseggono una vettura di grossa cilindrata e percorrono mediamente pochi chilometri. A rimetterci, invece, sarebbero coloro che, indipendentemente dalla cilindrata, percorrono più di 20.000 chilometri all’anno.

Tenendo conto che l’aumento dell’accisa comporterebbe anche un aumento del gettito Iva, la CGIA ha calcolato il nuovo prezzo alla pompa che un ipotetico automobilista sarebbe costretto a sostenere a seconda dei consumi e del numero di chilometri percorsi, così come riportato dalle statistiche di settore. Inoltre, il costo annuo del bollo preso in esame in queste simulazioni corrisponde agli importi applicati con maggiore frequenza dalle Regioni italiane per le rispettive classi di cilindrata.

Ebbene, per un’auto a gasolio di 1.900 cc che attualmente paga 227 euro all’anno di bollo, il proprietario perderebbe il beneficio dell’abolizione solo dopo aver percorso più di 20.000 chilometri. La stessa cosa si verificherebbe per un’auto a benzina di 1.600 cc che ora paga 199 euro di bollo auto. Con la cancellazione di quest’ultimo, il vantaggio economico si esaurirebbe con il raggiungimento dei 20.000 chilometri.

Sebbene i consumi siano più contenuti dei due casi precedenti, per un’auto a benzina di piccola cilindrata (1240 cc) il risparmio terminerebbe con il raggiungimento dei 15.000 chilometri all’anno, questo perché il costo del bollo auto è mediamente inferiore agli esempi analizzati in precedenza.

Questa proposta, segnala la CGIA, rischia comunque di penalizzare chi utilizza l’auto per ragioni professionali, come i taxisti, gli autonoleggiatori, gli agenti di commercio e i piccoli trasportatori. Nonostante l’abolizione del bollo auto, questi operatori economici ci rimetterebbero, visto l’elevato numero di chilometri che percorrono ogni anno.

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AUTO IBRIDE: DUE MOTORI PER MENO CONSUMI E BASSE EMISSIONI

Sentiamo sempre più parlare di auto ibride. Ma sappiamo esattamente cosa sono? Per capirlo partiamo dall’aggettivo: ibrido, secondo il dizionario, indica qualcosa, in natura, nato dall’incrocio di specie affini o di razze diverse della stessa specie. Lo stesso concetto, applicato in campo automobilistico, indica vetture che hanno due motori: uno elettrico e uno a combustione. Tradizionalmente, in questo tipo di vetture, il motore elettrico supporta principalmente quello a benzina per abbassare i consumi e migliorare le prestazioni. Esistono poi le cosiddette ibride plug-in, vetture capaci di muoversi a zero emissioni per percorrenze già significative ma dotate di un secondo motore a combustione per coprire le medie e le lunghe distanze.

Una delle case automobiliste che ha puntato molto su questo tipo di vetture è Toyota. Nelle auto prodotte dalla multinazionale giapponese il motore elettrico, si legge sul sito, entra in funzione nelle partenze da fermo con l’energia accumulata nelle batterie e dà la spinta necessaria per raggiungere basse velocità. Superata una certa velocità e nei momenti in cui c’è bisogno di maggior potenza, parte il motore a benzina. Da lì in poi, i due motori sono in grado di funzionare insieme con la regia elettronica del sistema Hybrid Synergy Drive che ne modula l’interazione in ogni istante. L’unico intervento del guidatore è quando decide di andare in modalità solo elettrica, ma solo per brevi tragitti.

E quanto sono diffuse le auto ibride? Queste vetture, e più in generale le cosiddette “ecologiche”, sono una gamma di auto che si sta sempre più consolidando sul mercato europeo. Stando agli ultimi dati dell’ACEA (Associazione Europea dei Costruttori di Autoveicoli), le ibride tradizionali nell’Unione hanno raggiunto 69.530 consegne nei primi tre mesi del 2016, con una variazione del +30,1%. Positivo anche l’andamento delle ibride plug-in (+23,5%) e delle elettriche pure (+33,9%).

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POLLINI, ALLERGIE E AUTO: PRIMO CONSIGLIO LE PULIZIE

Chi soffre di allergie sa molto bene che la primavera è un periodo complicato: con l’arrivo della bella stagione, infatti, aumentano i sintomi e i fastidi. Anche l’auto, come altri ambienti, è uno dei luoghi dove prestare attenzione, onde evitare la concentrazione di allergeni. Vale quindi la pena dare qualche consiglio, soprattutto per coloro che trascorrono molto tempo in macchina.

Iniziamo dall’igiene. L’auto è un po’ come l’abitazione. E anche se appaiono noiose, le pulizie vanno fatte. In casa, polvere e muffa sono due nemici da combattere per evitare l’insorgere di allergie. La stessa cosa dovremmo fare in macchina. Se in un ambiente domestico si consiglia di riporre gli oggetti in scatole chiuse, in auto potremmo evitare di trasformare l’abitacolo in un ripostiglio. Allora, iniziamo a liberarci degli oggetti superflui, limitandoci a trasportare gli accessori strettamente necessari. Eliminiamo volantini, ricevute del parcheggio, involucri delle caramelle… Sono cose che terreste appoggiate sulla mensola del televisore o sul divano?

In casa, per prevenire la polvere è preferibile avere pavimenti in ceramica o legno piuttosto che moquette e tappeti. Un’indicazione, questa, che non può valere per l’auto. E allora? Manteniamo puliti i sedili e aspiriamo i tappettini. Così come faremmo con il nostro divano.

A questo punto c’è chi penserà: “Ho ragione a demandare le pulizie di casa a qualcun’altro”. Va bene, allora per la pulizia della vettura potrete rivolgervi ad un autolavaggio. Ma attenzione, le cose da tenere in ordine non sono finite qui. Anzi. Ora arriviamo a una delle parti più importanti: il filtro antipolline (anche conosciuto come filtro abitacolo). In questo caso vale la pena andare a ripassare i consigli sull’argomento pubblicati in un precedente post. Indicazioni molti utili, soprattutto per coloro che in questo periodo riprendono ad utilizzare in modo massiccio il climatizzatore: a questi ultimi, e non solo, il consiglio di non perdere la promozione “Ricarica del climatizzatore dell’auto” presente su RiparAutOnline. E ora, buon viaggio a tutti (senza starnuti).

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