AUTO ELETTRICHE: IL CASO NORVEGIA

Tra i paesi europei Norvegia e Italia sono quelli che hanno un mercato ad alimentazione alternativa che pesa di più: in Norvegia il 51,5% delle nuove auto vendute ha alimentazione alternativa, in Italia il 10,2%. In termini di volumi per la Norvegia si tratta di 19.094 autovetture, per l’Italia di oltre 53mila. Alla Norvegia, tuttavia, spetta il primato nel campo dell’elettrico. Un terzo del mercato europeo di questo tipo di auto è immatricolato in Norvegia e il trend continua a crescere, +71% nel 1° trimestre 2016.

Ma la Norvegia come ha raggiunto questo primato? Nel paese scandinavo, l‘imposizione fiscale sulle auto tradizionali è molto pesante, e gli sgravi fiscali, quali Iva e imposte sull’acquisto, azzerati insieme all’esenzione dal pedaggio per l’ingresso nei centri urbani e alla disponibilità gratuita di parcheggi e colonnine di ricarica, hanno convinto un gran numero di automobilisti ad acquistare un modello elettrico: ogni cento auto vendute a livello nazionale, 41 sono a zero emissioni a gennaio-marzo 2016 (erano 22 nel 2015). In Norvegia è disincentivato con decisione l’acquisto di auto alimentate a benzina e gasolio attraverso un’imposizione fiscale punitiva a partire da una ‘supertassa’ sull’acquisto (nominalmente una tassa di importazione) il cui costo può essere pari o superiore al prezzo dell’auto stessa, tanto che una berlina compatta in Norvegia può costare il doppio rispetto ad altri paesi europei, su veicoli particolarmente potenti la tassa può essere anche superiore.

Il gran numero di auto elettriche starebbe però portando alcuni problemi: colonnine di ricarica che è difficile trovare libere (negli ultimi anni il numero di colonnine è cresciuto solo linearmente secondo quanto riportato dal sito EVNorway), corsie degli autobus affollate di veicoli elettrici e forse anche un calo di introiti per le casse del governo che incameravano le entrate derivanti dall’imposizione fiscale sui veicoli convenzionali. Cosa fare? Il governo norvegese ha quindi pianificato una serie di provvedimenti che riguardano la durata delle esenzioni fiscali per le auto elettriche prolungate solo fino al 2017; dal 2018, inoltre, anche le emissioni zero dovranno pagare l’imposta annuale applicata a tutti i veicoli circolanti su strada, inizialmente per la metà dell’importo fino al 2020, poi per intero. Alle amministrazioni locali verrà invece lasciata la decisione sulla gratuità dei parcheggi per i veicoli elettrici e sulla circolazione nelle corsie dedicate ai mezzi pubblici.

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