L’EVOLUZIONE DEI MATERIALI, PER AUTO SEMPRE PIÙ LEGGERE E SICURE

La produzione automotive assorbirà materiali sempre più leggeri e dalle caratteristiche tecniche più sofisticate con una spinta verso l’alleggerimento delle auto che arriverà dalle norme sulle emissioni, sempre più restrittive. A dirlo sono gli operatori della filiera che si sono riuniti a Torino per il convegno “Automobile: un futuro d’acciaio? Tendenze future nello sviluppo del settore automotive” organizzato da ANFIA e Siderweb.

“Il mondo dell’auto è sottoposto a molteplici pressioni e a forti spinte verso il cambiamento. Spinte che, spesso, sono guidate anche da esigenze di natura legislativa” ha ricordato Giuseppe Barile, Presidente del Gruppo Componenti ANFIA e Vice Presidente ANFIA. “Nel 2021, si dovranno portare le emissioni di anidride carbonica da 130 g/km, che era il target al 2015, a 95 g/km, con un calo del 27% nell’arco di sei anni”.

Vettura più leggera, infatti, vuol dire meno consumi e meno emissioni. Generalmente, oltre il 60% del peso è costituito dal telaio e dalla scocca. A giocare un ruolo chiave in questo processo di alleggerimento saranno quindi i materiali che compogono questi elementi, in particolare l’acciaio. “L’alleggerimento della vettura – ha spiegato Fabio D’Aiuto, Global Materials Labs, Metals Department Manager del CRF – è di primaria importanza per l’impatto sul consumo di carburante e quindi sulle spese relative ai veicoli commerciali. Il consumo di carburante e di conseguenza l’emissione di CO2 sono diventati due aspetti rilevanti negli ultimi due anni, a causa delle severe norme vigenti che prevedono limitazioni più restrittive negli anni successivi. Il peso di un veicolo commerciale ha ricadute pesanti sul costo del mantenimento della vettura da parte dell’utente (più peso vuol dire più denaro per ogni viaggio) quindi per tale categoria è presente un fattore moltiplicativo. Anche le prestazioni sono direttamente collegate al peso totale; le fasi di accelerazione e decelerazione sono più efficaci se il peso è minore”.

E in futuro? “L’alleggerimento del peso degli autoveicoli comporterà una sostituzione e un utilizzo combinato dell’acciaio con altri materiali (come alluminio, magnesio, polimeri compositi). Gli acciai tradizionali verranno sostituiti con gli acciai altoresistenziali (AHSS) e con gli acciai ultra altoresistenziali (UHSS)” è la previsione di Gianfranco Tosini, Responsabile Ufficio Studi Siderweb. A giovarne, inoltre, sarà anche la sicurezza. Se le elevate resistenze degli acciai AHSS garantiranno l’alleggerimento delle masse dei veicoli, le buone attitudini alla deformazione consentiranno di ottenere forme complesse ed aumentare la sicurezza delle persone.

bannerino promo blog

Annunci

CARROZZERIA AUTO E GRANDINE: QUALCHE CONSIGLIO PRIMA E DOPO

L’estate è la stagione del bel tempo e delle giornate soleggiate. In caso di afa, tuttavia, c’è chi spera sempre nell’arrivo di un temporale in grado di spezzare la canicola. In questa categoria non rientrano di certo gli agricoltori, timorosi che tuoni e fulmini possano essere accompagnati da una pioggia di “proiettili di ghiaccio” in grado di rovinare il raccolto.

La grandine, tuttavia, non è un flagello solamente per le coltivazioni. Ad essere esposte a questo fenomeno atmosferico ci sono anche le auto. I chicci e le sfere che cadono dal cielo, infatti, possono ammaccare visibilmente la carrozzeria richiedendo l’intervento di un professionista.

Ma come prevenire o ridurre questo rischio? Dal punto di vista meteo abbiamo poche possibilità: possiamo prestare molta attenzione alle previsioni ma le condizioni con cui si producono questi fenomeni a volte sono molto particolari e imprevedibili (può succedere che grandini in una zona della città mentre da altre parti no).

Un provvedimento che possiamo valutare per alleviare il peso economico in caso di danni alla carrozzeria, è quello di dotarci preventivamente di una copertura assicurativa aggiuntiva per gli eventi naturali. Pur avendo nella maggior parte dei casi uno scoperto (intorno al 10%), questa garanzia aiuterà ad alleggerire il costo dell’intervento dal carrozziere che, a seconda della grandezza del danno, può essere di migliaia di euro.

Come mai può costare così tanto? Per riparare i bolli da grandine c’è bisogno di tanta manodopera specializzata. E, soprattutto, di strumenti adatti. Ventose, leve, stucchi e vernice sono gli arnesi tradizionalmente utilizzati per riparare le ammaccature. Oggi, inoltre, esistono anche sistemi computerizzati in grado di scansionare il danno e riparare la lamiera attraverso la somministrazione di calore.

Tralasciando illusorie soluzioni “fai da te” presenti sul web, il consiglio finale è quello di rivolgervi a RiparAutOnline per la ricerca del carrozziere: potrete ottenere in pochi click diversi preventivi per la riparazione scegliendo la soluzione migliore in termini di qualità/prezzo.

bannerino promo blog

SERVOSTERZO AUTO: UN’INNOVAZIONE PER UNA GUIDA PIÙ CONFORTEVOLE E SICURA

Qualcuno di voi ha mai guidato un’auto senza servosterzo? I più giovani forse no. Oggi si tratta di un dispositivo montato di serie sulla maggior parte delle vetture. Una volta, invece, girare il volante, soprattutto in fase di parcheggio, era un modo per “farsi i muscoli”.

Ma come funziona questo meccanismo? Grazie all’utilizzo di una sorgente esterna di energia, il servosterzo riduce la forza che l’automobilista deve utilizzare per girare il volante durante la manovra della vettura sia da fermo che in marcia. Questo dispositivo può essere di tipo elettrico o idraulico. Nel primo caso è composto da un motorino elettrico, una centralina e un riduttore inseriti sullo sterzo. La centralina decodifica i segnali forniti dallo sterzo e fa partire il motorino quando è necessario fare manovra. Il servosterzo idraulico, invece, utilizza un sistema di pompe e ingranaggi azionati dal motore. Quando si gira il volante, la pressione dell’olio cambia e spinge sulla leva dello sterzo facilitandone il movimento.

Nel corso del tempo questi sistemi si sono evoluti. Nel caso della servoassistenza elettrica è stata introdotta la possibilità di scegliere un programma di taratura specifico. È il caso, ad esempio, della modalità “city” che permette di alleggerire ulteriormente lo sforzo allo sterzo durante le manovre urbane, come i parcheggi più stretti. Per attivare la funzione basta schiacciare un pulsante posizionato accanto al volante. A velocità superiori ai 50km/h, essendo in questo caso lo sterzo molto più leggero, questa modalità viene automaticamente disabilitata per non compromettere la precisione di guida e la tenuta di strada.

E se da fermo il servosterzo facilita i movimenti del volante poiché riduce l’effetto dovuto all’attrito degli pneumatici sull’asfalto, alle alte velocità può lavorare in modo opposto: lo sforzo da esercitare sul volante sarà maggiore che a bassa velocità. Come mai? Per una questione di sicurezza: serve a rendere la vettura più controllabile e ridurre gli errori di guida soprattutto in caso di curva. A proposito di sicurezza: dopo aver capito come funziona il servosterzo, non è arrivato il momento di osservare i comportamenti del nostro volante in marcia? Se notate qualche anomalia (gioco o vibrazione) non esitate a contattare un esperto!

bannerino promo blog

FUMO DALLA MARMITTA AUTO: COSA NON VA? QUESTIONE DI COLORE

Segnali di fumo. I film western e i fumetti hanno reso celebre questo mezzo di comunicazione utilizzato dai nativi americani. Riportando queste immagini al mondo automobilistico, possiamo dire che, in un certo senso, anche la nostra vettura, quando emette “segnali di fumo”, vuole comunicarci qualcosa. In linea di massima non sono buone notizie. Tuttavia, molto dipende dal colore.

Quando esce fumo bianco dalla marmitta potrebbe trattarsi, nel migliore dei casi, di condensa che si è formata nel tubo di scappamento. Questo accade spesso in inverno e alle basse temperature: occorrerà far girare qualche minuto il motore della macchina osservando se dalla marmitta fuoriescono goccioline bianche. Se le cose stanno così, l’umidità presente all’interno si esaurirà e la marmitta tornerà a funzionare regolarmente. Se invece il fumo bianco persiste ed è accompagnato da una perdita di prestazioni del motore, allora dobbiamo preoccuparci. Potrebbe esserci acqua laddove non dovrebbe trovarsi. O potrebbe essere un problema legato ai bulloni o alla guarnizione della testata. Soprattutto in quest’ultimo caso, meglio rivolgersi subito ad un’officina.

E se il fumo che esce dalla marmitta è di colore nero? In questo caso è molto probabile la presenza di un’anomalia nel processo di combustione. La prima cosa da fare è controllare lo stato di manutenzione dell’olio motore e dei filtri. Se questi dispositivi sono a posto e il problema persiste, allora sarà il caso di rivolgersi ad un meccanico.

C’è, infine, il caso del fumo blu (o azzurro). Questo tipo di alterazione si verifica maggiormente nelle auto più anziane. Il colore blu indica generalmente un eccessivo consumo di olio da parte del mezzo. Si tratta di una situazione molto rischiosa: la mancanza di olio potrebbe compromettere la corretta lubrificazione del motore con conseguenze gravi per l’auto (e il portafoglio). Anche in quest’ultimo caso, meglio ricorre ai ripari rivolgendosi ad un esperto.

bannerino promo blog

BAMBINI E SICUREZZA AUTO: GUIDA ALLA SCELTA DEL SEGGIOLINO GIUSTO

Per tutti noi, la sicurezza in auto passa per le cinture allacciate. Per il trasporto dei bambini, tuttavia, data la loro dimensione e la loro fragilità occorre dotarsi di accessori particolari per la loro protezione: seggiolini o adattatori. Questi sistemi, che devono essere usati fin dai primi giorni di vita del bambino, non sono tutti uguali e vanno scelti in base al peso del bambino. In linea generale, i dispositivi di ritenuta sono obbligatori fino al raggiungimento di 36 chili di peso: fino a 18 kg si possono usare solo i seggiolini, oltre questo peso si possono utilizzare anche gli adattatori. Quest’ultimi sono dei piccoli sedili che, sollevando il bambino, permettono di usare le cinture di sicurezza dell’auto che però vanno passate sotto le alette poste ai lati, in senso longitudinale al torace.

La Polizia di stato, sul proprio sito, riporta informazioni utili per la sicurezza dei bambini in auto: I sistemi di sicurezza presenti negli autoveicoli non sono adatti a persone inferiori a 1.50 metri di altezza. Fino a 9 chili di peso il bimbo deve essere trasportato in senso contrario alla marcia dell’auto. Attenzione mai mettere il bambino sul sedile anteriore se la macchina è provvista di airbag, a meno che non possa essere disattivato. Il posto più adatto è il sedile posteriore, al centro, che protegge anche da eventuali urti laterali. Dopo 10 chili si può cominciare a sistemare il seggiolino in senso di marcia. Lo schienale del seggiolino deve essere ben appoggiato al sedile della macchina e le cinture presenti sul dispositivo devono sempre essere allacciate, anche per brevi tragitti.

Un’altra raccomandazione è l’omologazione del seggiolino o dell’adattatore. I più recenti sono quelli appartenenti a uno dei 5 gruppi di dispositivi costruiti secondo la normativa europea che riportano sul contrassegno le sigle: ECE R44-02 oppure ECE R44-03.

Gruppo 0 Bambini di peso inferiore ai 10 kg

Vanno montati in senso contrario a quello di marcia o in avanti se il bambino pesa almeno 6 kg. In questo gruppo sono comprese anche le “navicelle”, da fissare con le cinture dell’automobile.

Gruppo 0+ Bambini di peso inferiore ai 13 kg

Hanno le stesse caratteristiche di quelli appartenenti al gruppo precedente ma offrono una protezione maggiore alla testa ed alle gambe.

Gruppo 1 Bambini di peso compreso tra 9 kg e 18 kg

Sono montati nel senso di marcia e fissati con la cintura di sicurezza del veicolo.

Gruppo 2 Bambini di peso compreso tra i 15 e i 25 kg

Cuscini con braccioli omologati (si usano le cinture del veicolo con l’aggiunta di un dispositivo di aggancio che si fissa nel punto in cui la cintura incrocia la spalla).

Gruppo 3 Bambini di peso compreso tra 22 e 36 kg

Cuscini senza braccioli da utilizzare sul sedile del veicolo per aumentare, da seduto, la statura del bambino affinché possa fare uso delle normali cinture di sicurezza.

bannerino promo blog

REVISIONE AUTO: DOVE, COME, QUANDO E PERCHÉ

Revisione. A qualche automobilista, con un veicolo in là con gli anni, questa parola potrebbe far venire una sensazione di “orticaria”. Può infatti capitare che la revisione faccia emergere qualche anomalia che porti al fatidico enigma: è giunta l’ora di cambiare vettura?

Occorre, tuttavia, vedere la revisione auto sotto un’altra ottica: si tratta di una misura pensata per mantenere in circolazione veicoli in condizioni di sicurezza sia per noi che per gli altri automobilisti. Come prevede il Codice della Strada, infatti, “i veicoli a motore e i loro rimorchi devono essere tenuti in condizioni di massima efficienza, comunque tale da garantire la sicurezza e da contenere il rumore e l’inquinamento entro i limiti stabiliti dalla legge”.

Ma quando bisogna fare la revisione? La prima è obbligatoria dopo 4 anni dalla prima immatricolazione entro il mese di rilascio della carta di circolazione. Le successive revisioni devono essere effettuate con cadenza biennale entro il mese corrispondente a quello in cui è stata effettuata l’ultima revisione. Queste scadenze si applicano per autovetture, autocaravan, autoveicoli adibiti al trasporto di cose o ad uso speciale di massa complessiva non superiore ai 3.500 Kg e dal 2003 anche per motoveicoli e ciclomotori.

E quali sono le parti e le funzioni che la revisione passa sotto la lente di ingrandimento? L’esame periodico del veicolo verifica lo stato e l’efficienza dei seguenti dispositivi:

dispositivi frenatura (freno a mano, di servizio)
sterzo (cuscinetti, fissaggio, stato meccanico)
visibilità (vetri, specchietti, lavavetri)
impianto elettrico (proiettori, luci, indicatori)
assi pneumatici sospensioni
telaio (carrozzeria, porte, serrature, serbatoio)
effetti nocivi (rumori, gas di scarico)
identificazione veicolo (targa, telaio)
altri equipaggiamenti (avvisatore acustico, cinture anteriori e posteriori ove sia presente predisposizione).

Se l’esame ha esito positivo viene rilasciata un’etichetta adesiva che riporta l’esito della revisione, da applicare sulla carta di circolazione. In caso di esito negativo può essere indicato il termine ripetere: si dovranno effettuare le opportune riparazioni degli impianti indicati come non efficienti presso un meccanico di fiducia ed effettuare una nuova revisione entro un mese. Se viene invece indicato il termine sospeso si dovranno effettuare le opportune riparazioni e presentare una nuova richiesta di revisione per poter circolare.

Dove si effettua la revisione? L’esame periodico del veicolo può essere effettuato presso gli uffici della Motorizzazione civile e presso le officine autorizzate. Riprendendo l’esempio iniziale, in caso di veicoli più datati, potrebbe essere utile effettuare la cosiddetta “pre-revisione” per scoprire eventuali anomalie prima dell’esame. Su RiparAutOnline è possibile ottenere preventivi per la revisione presso le officine autorizzate richiedendo eventualmente anche la pre-revisione o le riparazioni dopo esito negativo di una prima revisione.

bannerino promo blog

ALLA SCOPERTA DELLA TRASMISSIONE AUTO

Quando si parla di automobili sentiamo spesso parlare di trasmissione. Ci siamo però mai interrogati su cos’è esattamente questa parte meccanica e qual è il suo funzionamento? A prima vista sembrerebbe una cosa complicata, ma in realtà è molto più facile da capire rispetto a quello che appaia.

La trasmissione svolge un ruolo basilare nel funzionamento di un veicolo a motore. Senza di essa l’auto rimarrebbe ferma. Fondamentalmente, si tratta della parte meccanica che collega il motore e trasferisce la potenza da esso creata per muovere le ruote. Spetta infatti alla trasmissione, trasformare la velocità e la coppia in energia ed ottenere così il movimento dell’auto. Lo scopo principale della trasmissione è quindi far lavorare nel modo più efficiente possibile il motore, riducendo il consumo di carburante e ricevendo da esso il miglior valore di coppia. Il funzionamento ottimale di questo meccanismo porterà a migliori prestazioni del veicolo e a un maggiore comfort di guida.

Ma come si comanda questo congegno? Il funzionamento della trasmissione viene regolato dalle marce che vengono selezionate dal conducente del veicolo attraverso il cambio (manuale o automatico). Quest’ultima parte meccanica influisce sull’albero motore che, collegato al propulsore, determina le prestazioni e i livelli di coppia. È per questo che se inseriamo la marcia sbagliata, sentiamo il motore affaticarsi o, al contrario, andare “su di giri”. A quel punto sarà necessario cambiare rapporto senza dimenticare di… schiacciare la frizione! Nel caso di cambio manuale, infatti, solamente grazie a questo pedale potremo scalare o aumentare marcia.

E ora, capita l’importanza e il funzionamento della trasmissione, staremo più attenti all’utilizzo di frizione e cambio? E, soprattutto, se noteremo qualcosa di anomalo in uno di questi dispositivi (ad esempio il cambio che gratta) contatteremo subito un meccanico? Perché un corretto uso e una corretta manutenzione di queste parti sono fattori fondamentali per mantenere la trasmissione al meglio.

bannerino promo blog

L’AUTO COSTA? ECCO COME RISPARMIARE AGENDO SUI CONSUMI DI CARBURANTE

 

Tra le spese per mantenere un’auto, il carburante è per molti la voce che incide maggiormente sui costi. Ma come ridurre questo capitolo di spesa così pesante per il portafoglio? Se da un lato ci sono alcuni fattori sui cui non possiamo intervenire (il costo del petrolio, le accise…), dall’altro ci sono alcuni accorgimenti che potranno esservi utili per alleggerire un po’ la spesa, agendo in particolar modo sui consumi.

Non perdersi
Sembra ovvio, ma non sempre ci rendiamo conto che perdersi vuol dire anche consumare inutilmente benzina. Un accorgimento utile in questi casi, soprattutto quando siamo alla guida in una grande città sconosciuta, è l’uso di un navigatore satellitare (o uno smartphone) che ci aiuterà a risparmiare tempo e benzina. In alternativa, se non siamo amanti della tecnologia, potremo ricorre ad una tradizionale mappa in formato cartaceo.

Attenzione a non appesantire la vostra auto
Usare il bagaglio come un ripostiglio non è una scelta virtuosa. Più pesante è il mezzo, più carburante sarà necessario per il suo movimento. Il consiglio è quindi quello di caricare sulla propria auto, oltre agli accessori obbligatori per le emergenze, solo gli oggetti da trasportare per quella specifica occasione.

Pressione degli pneumatici sotto controllo
Viaggiare con le ruote sgonfie incide negativamente sui consumi di carburante: la mancanza di aria all’interno degli pneumatici riduce infatti la capacità di rotolamento. La mancanza di pressione, inoltre, aumenta la superficie della gomma a contatto con l’asfalto dando luogo a una maggiore usura del battistrada. Il consiglio, in questo caso, è di tenere periodicamente sotto controllo la pressione delle gomme.

D’estate aumentano i consumi
Con il caldo, per diminuire la temperatura all’interno del veicolo, si è generalmente portati ad aprire i finestrini o ad accendere l’aria condizionata. Due soluzioni che generano un impatto sui consumi. Ma quale delle due cose è più dispendiosa? In rete le discussioni su questo argomento si sprecano. Le variabili sono molte (in primis la velocità) e nel caso dell’aria condizionata, i consumi dipendono molto dal tipo di modello, cilindrata…
Una cosa certa, a prima vista banale, è quella di non adottare le due misure contemporaneamente (finestrini abbassati ed aria condizionata accesa): potrebbe accadere, in caso di auto rimasta al sole, di avere fretta che esca aria fredda dai bocchettoni. Meglio, allora, aerare l’abitacolo qualche minuto prima di partire.

Stile di guida
È un altro dei fattori che indice sul consumo di carburante. Uno stile di guida corretto ci aiuterà a risparmiare. Ma quali sono le accortezze da adottare in questo caso? Andatura costante (nei limiti di velocità), marce più alte, accelerazioni e frenate dolci sono alcuni accorgimenti che possono ridurre notevolmente i consumi. A ringraziare non sarà solamente il portafoglio ma anche l’ambiente: meno carburante consumato, infatti, vuol dire anche meno emissioni di inquinanti in atmosfera.

bannerino promo blog

PNEUMATICI AUTO: UNA PROPOSTA PER RENDERE IL CAMBIO GOMME ANCORA PIÙ ‘SOSTENIBILE’

Dal 2011 gli pneumatici sono accompagnati dall’etichettatura europea obbligatoria che mette a disposizione del consumatore un valido strumento oggettivo per fare scelte più consapevoli. A differenza di altri prodotti che valutano un solo aspetto, per le gomme, data la loro complessità, si è reso necessario che sull’etichetta fossero riportati tre parametri fondamentali per la scelta dello pneumatico giusto: frenata su bagnato (sicurezza stradale), resistenza al rotolamento (consumo carburante) e rumore da rotolamento (inquinamento acustico). Si tratta di tre parametri che apportano enormi vantaggi sia al singolo automobilista che all’intera collettività.

Ma come incentivare la dotazione di gomme sempre più performanti in termini di sicurezza ed efficienza energetica? Spesso capita che il legislatore concepisca gli incentivi solo nel caso di mezzi nuovi, tralasciando le possibilità che arriverebbero dalla fase post-vendita. Perché allora non creare dei vantaggi per le dotazioni acquistate in aftermarket, capaci di migliorare oggettivamente le caratteristiche complessive del mezzo? La stessa domanda se l’è posta recentemente Assogomma che ha lanciato la sua proposta per rendere l’acquisto degli pneumatici deducibile dalle tasse come si fa per per i mobili e i frigoriferi:

“Se il Governo consentisse, al pari dell’acquisto di arredi divani o sostituzione di sanitari di poter mettere in deduzione nella denuncia dei redditi il 50% della spesa per pneumatici più performanti, quelli con classi di etichettatura A , B o C, come prevede il Regolamento UE n.1222/2009 si otterrebbe un effetto sulla riduzione dei consumi di carburanti e quindi delle relative emissioni, garantendo al tempo stesso maggiore sicurezza stradale grazie a più ridotti spazi di frenata su bagnato. Un evidente vantaggio per la comunità”.

Visto il successo delle detrazioni in campo edilizio, la misura potrebbe essere una straordinaria leva per il rinnovamento degli pneumatici montati sulle auto in un’ottica di maggior sicurezza, efficienza e sostenibilità.

Nel frattempo, tuttavia, se le nostre gomme sono arrivate al capolinea, non possiamo aspettare. Sarebbe troppo rischioso viaggiare con dispositivi deteriorati. Se avete quindi bisogno di effettuare un cambio gomme non resta che suggerirvi RiparAutOnline, il portale che mette a confronto i preventivi delle officine per far risparmiare i consumatori senza rinunciare alla qualità.

bannerino promo blog