GUARNIZIONI AUTO: COSA FARE QUANDO INIZIANO A CEDERE

Il tempo passa e tutti invecchiano, anche i veicoli. E così, come succede alle persone, le auto dopo una certa età, iniziano ad avere i primi acciacchi. Una delle componenti più soggette all’invecchiamento sono le guarnizioni in gomma collocate intorno alle porte: con il passare del tempo diventano più deboli e smettono di lavorare in maniera efficiente.

In alcuni casi, i segni dell’invecchiamento diventano evidenti. La guarnizione inizia a perdere frammenti, lasciando spazio tra il telaio della porta e l’isolamento stesso. A farne le spese sarà il comfort dell’abitacolo. Se le porte non sono sigillate correttamente, l’aria esterna (calda o fredda) potrà entrare all’interno della vettura. Stesso discorso per il rumore. Danni però ancora più gravi potranno venire dall’acqua: in caso di guarnizioni difettose, il bagnato (ad esempio, in caso di piogge di forte intensità), potrà causare gravi danni agli interni dell’auto.

Come risolvere il problema delle guarnizioni che cedono? In rete, nell’epoca dei tutorial, le soluzioni rapide e “fai da te” abbondano. Ma non sono le più consigliate. La colla, ad esempio, non risolverebbe il problema. Molti sono portati a pensare che in fase di produzione le guarnizioni siano state incollate al telaio. Le cose non stanno così: le guarnizioni su un’auto nuova sono fissate attraverso un sistema a pressione. La colla, quindi, oltre a non risolvere il problema, presenta delle controindicazioni legate alle variazioni di temperatura: l’adesivo si espande e si contrae a seconda se faccia caldo o freddo. Tradotto: la guarnizione incollata potrebbe cambiare forma a seconda della temperatura.

C’è, infine, chi propone il “rattoppo” attraverso l’utilizzo di una vecchia guarnizione. Ma come spesso accade, quello che sembra facile sulla carta, al momento di essere messo in pratica non lo è, e ci si rende conto che certe operazioni richiedono le competenze e la manualità di un esperto. A questo punto, in caso di guarnizioni da sistemare, non resta che rivolgersi ad un carrozziere. E se nella ricerca del professionista, volete risparmiare tempo e denaro senza rinunciare alla qualità, bastano pochi su click su RiparAutOnline.

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FRENI AUTO: OCCHIO AL LIQUIDO (E ALL’UMIDITÀ)

Se parliamo di sicurezza stradale, i freni sono una delle parti meccaniche fondamentali in un’automobile. Senza di loro, non c’è modo di fermarsi rapidamente. Quanto detto può sembrare un’ovvietà, tuttavia è meglio ribadire il concetto, soprattutto per coloro che tendono a trascurare la manutenzione dell’impianto frenante.

Oltre alle pastiglie, ai dischi, uno degli elementi fondamentali dei freni è il liquido (spesso chiamato erroneamente “olio”). Anche se la strumentazione in dotazione alle automobili, soprattutto quelle di ultima generazione, offre indicazioni sulla sua mancanza e sulla presenza di anomalie nel sistema frenante, è consigliato tenere sotto controllo il livello del fluido. Per effettuare questa operazione, come prima cosa, sarà opportuno consultare il libretto di manutenzione del proprio mezzo e scoprire la posizione esatta del serbatoio. Una volta individuata la collocazione della vaschetta, noterete che il controllo sarà essenzialmente di tipo visivo. Il serbatoio, infatti, è generalmenre trasparente onde evitare l’apertura del tappo.

E cosa succederebbe se aprissimo la vaschetta? Il nemico numero uno del liquido freni è l’umidità. Si tratta infatti di una sostanza particolarmente “igroscopica” che tende ad assorbire umidità dall’aria circostante. La contaminazione del liquido tenderebbe a compromettere la sua funzionalità con conseguenze molto serie sull’impianto frenante. Il controllo del liquido freni, inoltre, è di tipo visivo perché è possibile riconoscere la sua alterazione attraverso la colorazione: nel caso il liquido si presenti “bruno” vuol dire che è entrato in contatto con agenti esterni.

Ma può accadere che il liquido freni si deteriori pur essendo stati attenti a non aprire il tappo della vaschetta? Può succedere che la presenza di microfori nel serbatoio permetta al liquido di entrare in contatto con l’esterno. Se constatiamo la presenza di questa problematica non servirà a nulla il classico rabbocco. Se vogliamo infatti evitare che ad un certo punto il pedale del freno non risponda più alla pressione del piede sarà meglio rivolgersi ad uno specialista. Perché come detto all’inizio, dai freni dipende la nostra sicurezza, ma anche quella altrui.

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IMPIANTI GPL E METANO: INCENTIVI 2016 PER AUTO E VEICOLI COMMERCIALI

Sono tornati gli incentivi per la trasformazione delle auto a Gpl e metano. Il 22 marzo sono state riaperte sul sito del Consorzio Ecogas, le prenotazioni degli incentivi Icbi (Iniziativa Carburanti a Basso Impatto), frutto dell’Accordo di Programma tra Ministero dell’Ambiente e una Convenzione tra Comuni, della quale Parma è Comune Capofila. Gli incentivi avranno a disposizione un residuo di fondi non utilizzati dalle precedenti edizioni dell’iniziativa (€ 1.807.669,05) e prevedono tre tipologie di interventi, come riportato sul sito:

Incentivi alle trasformazioni a GPL e Metano dei veicoli Euro 2 e Euro 3 immatricolati dopo il 01/01/1997, appartenenti a persone fisiche o giuridiche con sede legale o operativa in uno dei Comuni aderenti alla Convenzione. Il sistema prevede la prenotazione cronologica dei contributi on-line, l’anticipazione del contributo da parte dell’installatore e il rimborso diretto dell’incentivo all’officina da parte del Comune di Parma, per mezzo del Referente tecnico amministrativo.

Incentivi denominati BI-FUEL rivolti alle trasformazioni a GPL e Metano dei veicoli commerciali inferiori a 3,5t di categoria da Euro 2 in poi immatricolati dopo il 01/01/1997. L’importo delle agevolazioni è di € 750 per le trasformazioni a GPL e di € 1.000 per quelle a metano. Non è previsto lo sconto da parte dell’installatore. Il sistema di assegnazione del contributo è uguale a quello degli incentivi ai veicoli non commerciali e sarà attivato sul sito internet un apposito programma per le prenotazioni.

Incentivi denominati DUAL-FUEL rivolti alle trasformazioni diesel/GPL e diesel/METANO con uso combinato dei due carburanti. Il progetto è la vera novità che permetterà di sperimentare questo nuovo tipo di alimentazione e soprattutto di eseguire prove di emissioni che potranno essere utilizzate dagli amministratori per i blocchi della circolazione.

Si stima che le conversioni a gas incentivate saranno un numero ridotto, circa 4.500. Se non sarete tra i fortunati che potranno accedere agli incentivi potrete sempre valutare successivamente questa forma di conversione che apporta vantaggi sia in termini economici che ambientali: in questo caso, RiparAutOnline potrà essere lo strumento ideale per trovare, comodamente on-line, un installatore in grado di offrirvi il miglior rapporto tra qualità e prezzo.

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PNEUMATICI AUTO: HAI ANCORA GLI INVERNALI? E’ TEMPO DI CAMBIO GOMME

Il cambio gomme invernali/estive è ormai diventato un appuntamento obbligatorio per molti, con cadenza stagionale e diffusione su quasi tutto il territorio italiano. Durante l’inverno, l’utilizzo degli appositi pneumatici ci ha garantito una funzionalità continua alle basse temperature: sotto i 7°C le gomme pensate per la stagione fredda consentono di avere una migliore aderenza, indipendentemente dal fatto che l’asfalto sia bagnato, ghiacciato, innevato o asciutto.

Ma cosa succede se lasciamo le gomme invernali quando arriva la bella stagione? Le temperature superiori ai 7°C incidono negativamente sulle prestazioni degli pneumatici invernali che non sono pensati per essere utilizzati durante la stagione estiva. Il primo elemento che viene intaccato dal caldo è la mescola, progettata per le basse temperature. In secondo luogo c’è il battistrada che con il suo disegno decisamente lamellato risulta soggetto a notevoli deformazioni in caso di alte temperature.

Fatte queste osservazioni, cosa ne consegue? Utilizzando le gomme invernali durante la bella stagione si assiste ad un generale calo delle prestazioni di sicurezza, come ad esempio tenuta di strada e frenata. Concentrando l’attenzione invece sullo pneumatico, assisteremo ad un’evidente deterioramento del battistrada, che avrà come conseguenza una durata minore dello stesso in termini di chilometri.

Dopo aver letto questo avvertenze, molto probabilmente, chi non ha ancora provveduto al cambio gomme stagionale, sarà spinto a farlo il prima possibile (nel rispetto, tuttavia, di eventuali ordinanze che regolano la circolazione con dotazioni invernali fino al 15 aprile). In questo caso è possibile approfittare dell’offerta cambio gomme (da 19,90 euro) su RiparAutOnline.

Cosa offre la promozione?

Smontaggio di 4 pneumatici invernali e montaggio dei pneumatici estivi  o viceversa (i pneumatici li porti tu)
Equilibratura delle 4 ruote

Per tutti i dettagli sull’offerta vai su: http://www.riparautonline.com/promozioni.html

 

PASQUA 2016: CONTROLLO AUTO PRIMA DELLA PARTENZA E BUON VIAGGIO

Il conto alla rovescia è iniziato: mancano pochi giorni alla domenica di Pasqua e, soprattutto, al lunedì di Pasquetta, tradizionale giornata per la prima gita fuoriporta dell’anno (e primo ponte per i più fortunati). Ma da automobilista meticoloso sorge una domanda: la mia vettura sarà pronta per affrontare un viaggio?

Allora, per rispondere a questa domanda, vi sarà utile qualche consiglio per un veloce controllo del veicolo prima della partenza:

Controlla la pressione e il livello di usura degli pneumatici (incluso quello di scorta) per una buona tenuta di strada del veicolo. In particolare, in caso di auto a pieno carico e di percorsi in autostrada, la pressione degli pneumatici potrebbe variare rispetto al normale ciclo urbano.

Verifica il livello dell’olio motore. L’olio serve ad evitare attriti tra le parti meccaniche in movimento, limitando così il consumo delle parti stesse. Oltre a dover essere cambiato nelle scadenze previste, il suo livello va controllato periodicamente. Se risulta sotto il minimo dell’asticella, va rabboccato.

Monitora il liquido di raffreddamento che deve rimanere nei valori indicati sulla vaschetta. Se necessario aggiungi refrigerante. Potrebbe essere utile conservarne una piccola quantità in auto per eventuali rabbocchi.

Controlla le pastiglie dei freni. Il loro corretto stato di utilizzo, oltre a garantire la massima efficacia in frenata, evita di intaccare il disco, la cui sostituzione è molto onerosa.

Verifica il livello del liquido lavavetri e le spazzole tergicristallo. È necessario che queste ultime non siano usurate in modo da garantire il loro corretto impiego in caso di pioggia.

Monitora lo stato delle luci. Il malfunzionamento di anche solo uno dei fari, potrebbe compromettere la sicurezza in quanto diminuisce la nostra visibilità alla guida e la possibilità di essere visti correttamente dagli altri veicoli.

Ultimo consiglio, con l’auspicio che non ce ne sia bisogno nel corso di queste vacanze, vi ricordiamo la copertura per il soccorso stradale. Oggi molte compagnie assicurative, oltre all’RCA, lo includono nel prezzo. Per una partenza in tranquillità vi consigliamo di verificare la presenza di questa copertura e le clausole che la regolano. Insieme a questo particolare, controllate anche la presenza nel vostro veicolo del triangolo di segnalazione e del giubbotto/bretelle riflettenti.

E ora, non resta che augurarvi buon viaggio!

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OLIO MOTORE AUTO: QUANDO FARE CONTROLLO E CAMBIO?

Ci sentiamo spesso ripetere che l’olio è un ingrediente molto importante per la salute del proprio veicolo ed è fondamentale per il corretto funzionamento del motore. Ma a cosa serve esattamente? L’olio circola all’interno del propulsore per lubrificare le differenti parti meccaniche di cui è composto (ad esempio i pistoni) e allo stesso tempo ne permette la corretta pulizia portando via gli scarti della combustione. Un po’ come fa il sangue all’interno del corpo umano…

E adesso che conosciamo la sua funzione vitale, possiamo anche intuire l’importanza di tenere sotto controllo questo lubrificante e di sostituirlo al momento opportuno. E quali sono le tempistiche che regolano verifica e cambio olio? La regola generale è quella di controllare regolarmente il livello dell’olio nel motore ogni 2.000 km viaggiati. Se si utilizza l’auto principalmente per tragitti brevi, come gli spostamenti in città, è meglio aumentare il numero di controlli e fare una verifica ogni 1.000 km percorsi.

Per quanto riguarda la sostituzione, sul libretto di uso e manutenzione di ogni veicolo sono riportate la tipologia di olio consigliato e l’indicazione di quando è richiesto il cambio dell’olio. A questa operazione è consigliabile abbinare sempre la sostituzione del filtro: questo elemento serve a tenere pulito il lubrificante e per questo motivo si consiglia di cambiare entrambi gli elementi assieme.

A questo punto, a qualcuno potrebbe sorgere la domanda: vado in officina o mi sostituisco l’olio autonomamente? In questo secondo caso, è importante sottolineare che “la dispersione di olio usato danneggia l’ambiente” come ricorda il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati. “Attraverso la pratica del fai da te, il cittadino si ritrova ad essere detentore di un rifiuto pericoloso: bastano 4 chili di olio usato – il normale cambio di un’automobile – a inquinare una superficie di acqua grande come un campo da calcio”. È per queste ragioni che il COOU raccomanda di far svolgere il cambio dell’olio nelle autofficine o nelle stazioni di servizio in cui sono rispettate tutte le regole di sicurezza e dove lo smaltimento dell’olio usato viene gestito correttamente.

In linea con quanto consigliato dal COOU, se la vostra idea “fai da te” era dettata dall’esigenza di risparmiare, il suggerimento finale, è quello di fare una comparazione per il cambio olio su RiparAutOnline, il modo più semplice e veloce per trovare un’officina conveniente sia in termini di qualità che di prezzo, oppure approfittare dell’offerta valida ancora per pochi giorni, che potete trovare qui http://www.riparautonline.com/promozioni.html

COME MONTARE IL PORTAPACCHI

Italia, patria dei viaggi della speranza!

Quante volte abbiamo intrapreso traversate memorabili a bordo della nostra auto, magari per andare “al sud”, magari portandoci dietro mezza casa o magari portandone una nuova al nostro rientro… Ebbene, quante problematiche, quante ore perse a montare il fatidico portapacchi, cercando al contempo di far stare tutto in ordine in modo stabile. C’è chi lo chiamerebbe “un gioco da ragazzi” ma in realtà, segretamente o no, tutti lo temiamo…Come montare e caricare il portapacchi!

Innanzitutto specifichiamo… Di portapacchi ne esistono molti e, chiaramente, alcuni montano su auto diverse; è sempre consigliabile acquistarne uno specifico per la propria macchina nonostante anche altri possano essere compatibili (come quelli universali). Il prezzo non è, in questo caso, un ostacolo… Per essere un accessorio così utile, resta decisamente alla portata di tutti ed è acquistabile praticamente ovunque.

Prima di montare l’accessorio si dovrà pulire bene il tettuccio della macchina per evitare danni alla carrozzeria, ruggine, scrostamenti e quant’altro. C’è chi applica anche delle strisce di gomma, non in dotazione, per evitare il contatto tra le superfici.

Una volta terminata la pulizia si dovrà procedere col fissaggio il quale dipenderà dal tipo di struttura. Di solito i più semplici sono quelli posteriori: quelli da collegamento vanno fissati al gancio di traino mentre quelli muniti di cinghia vanno montati avvolgendo il nastro attorno al bagagliaio.

Diversa cosa per i portapacchi “normali”…

Sebbene i dettagli varino a seconda dell’auto e dell’accessorio, in generale potremmo dire che: conviene segnare subito con un pennarello i 4 punti dove si andranno a posizionare i quattro ganci in dotazione (i punti dipendono dalla grandezza) per poi fissarli adeguatamente con le apposite viti, controllandone la stabilità. Dopodiché si fissa il portapacchi ai ganci, e qui dipende dal modello, alcuni hanno delle viti, altri vanno a incastro.

Ecco qua, semplice no? Già, a parole… Ma una volta montato quanto posso caricare?

Di norma il peso massimo consigliato non deve superare i 50 chili ed è sempre opportuno distribuire il peso in modo omogeneo.

Le barre di fissaggio, poi, possono essere usate anche per sostenere portabici per due o tre cicli, facendo attenzione, però, che il carico non sporga lateralmente o in avanti oltre il muso della macchina; posteriormente, invece, un oggetto può sporgere fino al 30% oltre la lunghezza del veicolo ma deve essere comunque segnalato con un pannello a strisce diagonali bianche e rosse.

Per la stabilità dei pacchi, inoltre, sono sempre meglio le cinghie degli elastici (o meglio, dei soli elastici); questi, infatti, sono ottimi per fissare un carico all’interno di un bagagliaio con sponde ma non sono in grado di trattenerlo adeguatamente in frenata.

Qualche suggerimento, inoltre, per i carichi interni al veicolo: la distribuzione omogenea del peso è fondamentale per evitare di condizionare l’assetto dell’auto ed è, altresì, opportuno controllare che i bagagli nel vano posteriore non blocchino la visuale del conducente.

Ah! Ovviamente, VELOCITÀ MODERATA!

ATTENTI ALLE SOSPENSIONI!

Strade dissestate, dossi che sembrano rampe di carico, buche con la pioggia e buche con il sole… La manutenzione stradale italiana – diciamolo – non è delle migliori e spesso questo influisce sullo stato del nostro veicolo, nuovo o vecchio che sia, soprattutto dal punto di vista delle sospensioni; si tratta di una delle parti più importanti di un automobile e non è un caso che alcune case automobilistiche ne abbiano fatto un loro cavallo di battaglia investendo in ricerca e sviluppo.L’usura, però, è costantemente un rischio e, anche se a volte bastano piccoli interventi banali, la manutenzione delle sospensioni non è cosa da prendere sottogamba.

Vediamo insieme alcuni dei più comuni problemi relativi a questa componente fondamentale e ai rispettivi rimedi…

• Prima di tutto, bisogna sempre controllare lo stato dei pneumatici; a volte basta semplicemente regolare la pressione dei pneumatici per eliminare il problema. Nel caso in cui la vettura risulti inclinata da un lato, per esempio, è possibile che la ruota corrispondente sia leggermente sgonfia e che basti un refill per risolvere il problema. In caso contrario potrebbe essere trattarsi di un problema alla molla della sospensione che sarà necessario sostituire insieme a quella della ruota opposta, in quanto non è mai consigliabile sostituirle singolarmente. In casi più rari potrebbe aver ceduto una barra di torsione.

• Se si percepisce una vibrazione nel volante il problema potrebbe essere dovuto a un non corretto allineamento delle ruote anteriori o a un problema nel meccanismo dello sterzo. Potrebbe trattarsi della barra di accoppiamento o di una boccola nei bracci di controllo.

• Se a vibrare è il sedile, il problema viene dalla parte posteriore. In questo caso il rischio è che si siano danneggiati i cuscinetti delle ruote posteriori o le rispettive gomme.

Scarsa tenuta di strada e rumorosità sono, di solito, sintomo di ammortizzatori scarichi – ciò vale sia per le ruote davanti che per quelle dietro. Quando si è in dubbio è bene testare l’auto da ferma e in movimento: per il test da fermi, provate a spingere con il peso del corpo sugli angoli della vettura, se questa fa più di un rimbalzo c’è qualcosa che non va; per comprendere meglio le reazioni della macchina, però, conviene sempre testarla in movimento, perciò mettetevi al volante e provate a guidare su un rettilineo. Affidatevi ai vostri sensi per quanto riguarda la tenuta, i suoni e le eventuali vibrazioni; provate ad accelerare e a diminuire la velocità ripetutamente per valutare eventuali cambi di rotta non desiderati.

Per ogni cosa, ovviamente, affidatevi a un buon meccanico. Spesso una buona manutenzione non è abbastanza e diventa, allora, necessario intervenire attivamente per sostituire le parti danneggiate. In questo caso non fissatevi sul prezzo… A volte spendere un po’ di più significa garanzia di durata, oltre che di prestazioni, e può tramutarsi in un effettivo risparmio a lungo termine. Per di più non intervenire o intervenire in maniera non adeguata comporta il rischio di maggiori danni dovuti a un cattivo funzionamento di componenti fondamentali.

Per ogni cosa, ovviamente, affidatevi a RiparAutOnline e richiedete preventivi!

LA FRIZIONE FA I CAPRICCI

Cambio che gratta? La vostra macchina non risponde adeguatamente? Avete dubbi sul corretto funzionamento della trasmissione? Vediamo insieme quali sono i problemi più comuni e come affrontarli.

Innanzitutto è utile una precisazione: le componenti fondamentali della trasmissione di un’auto sono cinque, la frizione, la scatola del cambio, l’albero di trasmissione, il differenziale e le gomme; alcuni sintomi possono essere di per sé indicativi per individuare quale delle componenti sta facendo “i capricci” mentre altri necessitano di un’indagine più approfondita.

Al primo posto c’è il fastidiosissimo…

  • CAMBIO CHE GRATTA. Difficoltà nell’innesto o nel cambio di una marcia possono essere sintomi di una certa usura dei sincronizzatori. A volte la difficoltà si traduce in vera e propria impossibilità a mantenere una marcia innestata, in quanto la leva non riesce a restare in posizione, o addirittura nell’impossibilità a inserire marce specifiche, di solito la prima o la retromarcia. Un modo per capire se il problema è dovuto ai sincronizzatori è usare la doppietta in cambiata. Se non riuscite a cambiare marce o avete problemi di innesto di questo genere, portate immediatamente la vostra auto dal meccanico o rischiate una parcella salata.
  • FRIZIONE ALTA. Se notate un cambio di altezza della frizione della vostra auto (più in alto ma anche più in basso) il problema potrebbe risiedere nei dischi della frizione. Anche qui si tratta spesso di semplice usura e anche qui… meccanico!
  • FRIZIONE CHE STRAPPA. Se la frizione strappa o vibra al momento dell’innesto il problema potrebbe derivare da una deformazione dello spingidisco o da un indebolimento della molla a diaframma.
  • LIVELLO DELL’OLIO BASSO. È necessario controllare periodicamente il livello dell’olio nella scatola del cambio; se troppo basso potrebbe causare danni anche ingenti ai dispositivi delle marce. Un danno alla scatola del cambio potrebbe causare un abbassamento repentino e inaspettato del livello ed è proprio per questo motivo che sono consigliati controlli frequenti.
  • AUMENTO DEI GIRI SENZA ACCELERARE. Può succedere che la nostra amata macchina decida di aumentare i giri del motore senza che si sia premuto il pedale dell’acceleratore. In quel caso la frizione potrebbe non essere ben regolata o potrebbe esserci dello sporco sul disco condotto che diventa materiale di attrito e causa il problema. Correre dal meccanico prima che si danneggi il volano!
  • FRIZIONE DURA. Se il pedale della frizione diventa molto duro il problema potrebbe derivare dal cavo o dal leveraggio di azionamento. Potrebbe bastare una semplice lubrificazione del cavo, dell’asta e delle varie articolazioni di comando ma se il problema persiste… contattare il medico – pardon – meccanico.

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