AIRBAG ESTERNO È REALTÀ! PEDONI SALVI!

E se l’airbag fosse fuori? Immaginate una macchina che in caso di incidenti attivi automaticamente oltre agli airbag interni,  pensati evidentemente per i passeggeri, anche airbag esterni alla carrozzeria, per andare ad ammortizzare il più possibile l’urto tutelando, in parte, anche eventuali pedoni coinvolti.

Non è fantascienza, anzi. A voler essere precisi, si tratta di un’idea in circolo già da un po’ di tempo (almeno dal 2009) ma lasciata, in un certo qual modo, in disparte, in attesa, forse, di tempi tecnologici migliori. Ebbene, i tempi paiono maturi e i primi tentativi hanno creato spunti di riflessione sufficienti ad accrescere l’attesa per una vera e propria auto-revolution.

Protagonista assoluta di questa tentata innovazione è Volvo; la casa automobilistica svedese ha già presentato, infatti, (al salone di Ginevra dello scorso anno) un nuovo modello dotato di un sistema di airbag esterno, applicato sulla parte anteriore del veicolo, con il quale è riuscita, in breve tempo, a conquistare il favore della critica insieme con alcuni mercati esteri, in particolare quello australiano. Il modello in questione è l’ultima versione della V40, dotata appunto di un airbag a forma di ferro di cavallo, in grado di gonfiarsi in pochi millisecondi e di ammortizzare la zona anteriore della vettura, trovandosi, più precisamente, nello spazio compreso tra il cofano e il parabrezza. Una volta attivato, il pallone solleva il cofano allontanando, quindi, la lamiera dal motore per permetterle di deformarsi con maggiore facilità (deformandosi, la lamiera assorbe maggiormente gli eventuali impatti, trasmettendo in maniera smorzata le onde d’urto all’interno dell’abitacolo).

Per di più, la nuova Volvo V40 è altresì dotata di un insieme di sensori collegati al freno, atti a rilevare l’eventuale presenza di pedoni in rotta di collisione e a imporre, nel caso, una frenata di emergenza senza l’ausilio del guidatore (molto utile nell’eventualità che l’automobilista non sia abbastanza pronto).

Ma un ulteriore passo avanti è stato fatto da ZF TRW, il principale sviluppatore e rifirnitore di sistemi di sicurezza attiva e passiva per i maggiori produttori di veicoli a livello globale. Il colosso del Michigan, infatti, ha perfezionato il prototipo di un cuscino con capacità di circa 200 litri, in grado di avvolgere le automobili nelle parti laterali e che necessita di due dispositivi per il gonfiaggio anziché uno. Il principio alla base di questo cuscino, inoltre, è opposto a quello dell’airbag, per così dire, classico; mentre quest’ultimo scatta un millisecondo dopo l’impatto, il nuovo airbag esterno deve gonfiarsi, ovviamente,un attimo prima della collisione e deve essere, per questo, coadiuvato da un sistema molto complesso, chiamato pre-crash, che utilizzi sensori e telecamere.

“È un dispositivo molto interessante” ha dichiarato Steve Peterson, il direttore globale dei sistemi di sicurezza di ZF TRW “soprattutto per le auto più piccole e più basse, ma ci sono dei problemi da risolvere”. Uno di questi problemi  è l’usura causata dall’esposizione agli agenti atmosferici.

“C’è molto lavoro da fare” ha concluso Peterson “ma questa è una grande sfida e vogliamo portarla avanti”.

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COME LAVARE LA MACCHINA

Prima i fondamentali: LAVATE LA VOSTRA MACCHINA. Non è decisamente opportuno attendere mesi e mesi prima di dare una bella rinfrescata alla vostra auto, se non volete che lo sporco si incrosti ben bene e diventi parte integrante della vostra non più svavillante carrozzeria; fidatevi, non è che più aumentano le incrostazioni e più aumenta il valore dell’auto…

Detto ciò bisogna anche sapere come lavare la nostra amata 4ruote. Certo ci si può affidare a qualcuno, “portarla a lavare” come si suol dire, ma in quei casi non sempre si finisce per essere soddisfatti e l’opzione rimborsati non è neanche da considerare. Innanzitutto la frequenza: una volta al mese potrebbe essere eccessivo per alcuni, quindi potremmo proporre il compromesso a una volta ogni 6/7 settimane (va bene anche una volta ogni due mesi) ma ovviamente il tutto dipende dal tipo di uso e di cura che se ne ha. Per chi vive in campagna o per chi viaggia molto su sterrato potrebbe necessaria una frequanza maggiore.

Primo passo importantissimo è la scelta del luogo adatto. Stupiti? Ebbene, è consigliabile non lavare l’auto al sole in quanto col calore l’acqua si asciugherebbe subito lasciando aloni vistosi su tutta la carrozzeria (a saperlo prima… ecco come mai… eccetera eccetera…); quindi, macchina rigorosamente all’ombra!

Secondo, procuratevi secchiello, spugna, un tappo di shampoo… e acqua oviamente. Serve un getto d’acqua continuo per eliminare residui di sabbia o terra che, se sfregati, rischierebbero di rigare la macchina. Potrebbe essere utile fare una sorta di kombo: potreste portare la vostra auto in un centro lavaggi e usare le manichette messe a disposizione ma lasciare comunque i dettagli successivi alle vostre mani sicuramente più attente e più delicate. Eliminate i residui di terra e insaponate tutto per bene. Quindi, risciacquate velocemente. A questo punto subentra un particoare decisamente importante e spesso disatteso: ASCIUGATE LA VOSTRA MACCHINA! Non lasciate l’auto bagnata sempre per il solito discorso aloni. Usate un panno di pelle sintetica.

Per la cera ci sono varie scuole di pensiero… ovviamente il metodo migliore e stenderla ad auto asciutta e rigorosamente a mano ma è sicuramente faticoso, quindi chiudiamo gli occhi mentre vi appoggiate nuovamente alle manichette del centro lavaggi e facciamo finta di niente. Anche qui la frequenza è molto importante…. almeno due volte l’anno vi garantiranno una protezione adeguata contro i raggi del sole. Dopo aver steso la cera lasciatela asciugare e successivamente toglietela con uno straccio morbido.

Per le macchie che di solito si creano vicino alle ruote acqua e shampoo non bastano. Conviene affidarsi a prodotti specifici così come per i vetri (fate un piccolissimo investimento e procuratevi anche un semplice tergivetro per andare sul sicuro).

Per gli interni, la solita aspirapolvere (centro lavaggi tocca di nuovo a te) ma NON USATE prodotti per lucidare il cruscotto. Più che lucidarlo lo ungono e rendono la polvere successiva ancora più difficile da eliminare. Anche qui usate il panno di pelle sintetica leggermente umido e il gioco è fatto.

Infine, profumo allo specchietto e via

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APNEE NOTTURNE E COLPI DI SONNO: I DETTAGLI SULLE LIMITAZIONI

Ne abbiamo già parlato ma rinfrescare le idee non guasta mai… soprattutto in vista dei nuovi dettagli!

Ricapitolando: si è scoperto che molti degli incidenti sono causati nientemeno che da colpi di sonno (e sai che novità) e che i soggetti che soffrono di apnee notturne sono quelli più a rischio. Secondo alcuni studi, infatti, le apnee notturne non permettono di smaltire il sonno in maniera adeguata durante la notte, causando nei poveri malcapitati (spesso inconsapevoli) accumuli di stanchezza che possono tradursi in difficoltà a mantenere la concentrazione durante il giorno, quando non addirittura in veri e proprio colpi di sonno.

Ed è a questo punto che interviene lo Stato… da adesso in poi, chi soffre di apnee notturne si vedrà negata la patente.

Ma cosa significa concretamente?

È proprio questa la novità… abbiamo finalmente i dettagli relativi al sistema di controllo messo in atto in sede di esame. Vediamoli…

È ovviamente premesso il fatto che chi volesse prendere la patente (o rinnovarla) è in teoria tenuto a segnalare eventuali sintomi che lascino intendere possa esserci un eventuale problema di apnee notturne. In questo caso si procederà. In primo luogo, a un colloquio medico seguito da un questionario e da alcuni test atti a verificare reazioni a particolari stimoli visivi.

Il decreto in questione stabilisce la necessità di un colloquio iniziale che dovrà individuare le prime condizioni di rischio, come per esempio il russare di notte, l’obesità, l’ipertensione arteriosa farmaco-resistente, il diabete ma anche varie cardiopatie, eventi ischemici cerebrali e broncopneumopatie.

Una volta accertata la presenza di un caso sospetto tocca al questionario; questo verterà sulla sonnolenza diurna e anticiperà la serie di test per il controllo dei tempi di reazione. Durante questi test l’esaminato dovrà rispondere, premendo un pulsante, a una sequenza di stimoli luminosi rossi e arancioni. Al termine della visita il soggetto sarà sottoposto a un ulteriore questionario sulla sonnolenza (quello di Epworth).

Una volta attestato il rischio il soggetto potrà essere limitato per quanto riguuarda l’uso della patente o gli potrà essere imposto un controllo periodico più frequente rispetto alla norma. Chi rientrerà nei casi di “rischio medio-basso”, per esempio, dovrà sottoporsi a rinnovo ogni 3 anni, nel caso delle patenti A, B, B+E, ogni anno, nei casi delle patenti C, C+E, D, D+E.

Insomma, colpi di sonno? stanchezza diurna?

Fare più pennichelle potrebbe non essere la soluzione…

COME COMPILARE IL CID

Questo piccolo grande incompreso: se lo cerchi stai avendo una brutta giornata, non sai mai dov’è, se lo trovi non sai mai come usarlo; tre lettere…

CID

Si chiama constatazione amichevole ma nove volte su dieci l’amicizia non c’entra, anzi, in alcuni casi il fatidico modulo blu rischia di far scoppiare delle vere e proprie faide. Il motivo è semplice, spesso lo si sottovaluta e lo si compila in maniera impropria o imprecisa, perdendo eventuali vantaggi in sede di risarcimento o addirittura passando dalla ragione al torto se interviene la malafede della controparte (cosa che purtroppo accade).

Fondamentale, quindi, è capire bene come compilare il CID o il CAI o il modulo blu o chiamatelo come volete…

Innanzitutto, il modulo è fornito dalla propria compagnia assicurativa ma può anche essere scaricato in PDF da internet; in entrambi i casi è gratuito. Vi abbiamo detto chi lo fornisce ma sapere dove trovarlo spetta a voi: il mistero del CID scomparso è noto nel mondo auto e controllare il cruscotto a volte non basta… già, perché molte volte sparisce nel nulla proprio nel momento in cui serve di più (prima c’era, lo giuro!). Comunque, il modulo è formato da più fogli colorati e in copia carbone; questo perché in caso di incidente basta compilarne uno solo e dividersi le copie.

Data e ora. Nella parte superiore del foglio, in alto a sinistra, scrivete data e ora dell’incidente (non quello della compilazione)

Colonne blu e gialla. Non importa quale colore scegliate, ma sceglietene uno per voi e uno per la controparte. Se ci sono più veicoli incidentati, serviranno più moduli. Nelle sezioni 1, 2, 3, 4 e 5 bisogna indicare il luogo, la presenza di eventuali feriti, danni e testimoni (seguite le istruzioni per i dettagli).

Sezioni 6, 7 e 8. Dovete inserire, rispettivamente, i dati dell’assicurato, quelli del veicolo (compresi i dettagli del rimorchio se presente) e i dati dell’assicurazione presenti sul proprio certificato.

Sezione 9. Qua vanno inseriti i dati del conducente. Fate attenzione, non sempre i dati dell’assicurazione coincidono con quelli del conducente e spesso ci si confonde tra proprietario e conducente.

Sezioni 10, 11, 12, 13 e 14. In queste sezioni bisogna descrivere l’incidente. Nella sezione 12 ogni conducente può barrare una o più caselle.

Sezione 15. Questa sezione è riservata alla firma. Se uno dei due conducenti non concorda con la dinamica descritta nel modulo, può rifiutarsi di firmare ma deve comunque inserire i propri dati.

Una volta compilato il modulo si separano i fogli ed entrambe le parti coinvolte provvederanno a consegnarli alle rispettive compagnie assicurative.

Se non trovate il CID nel cruscotto segnatevi sempre data, luogo, generalità del conducente, tipo e targa del veicolo coinvolto, denominazione e numero di polizza dell’altra compagnia di assicurazione e generalità di eventuali testimoni.

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SALONE DI GINEVRA: ECCO I PROTAGONISTI

Tic tac tic tic tac… Le lancette corrono, il tempo passa…Quanto manca?

Poco!

A cosa?

Ma al Salone di Ginevra, ovviamente!

Giornate di stampa previste per il 1 e il 2 marzo 2016 (meno di un mese) come preliminari di un appuntamento che si prospetta, quest’anno, molto interessante e che avrà luogo a Ginevra (come sempre) al Palaexpo di Route François-Peyrot 30 (come sempre) dal 3 al 13 marzo (come sempre). Same old, same old direte voi, squadra che vince non si cambia diciamo noi, le novità sono all’interno dicono loro…Vediamole!

Ovviamente, non c’è bisogno di preamboli per mamma Fiat la quale si piazza lì, in bella vista, con il suo giocattolo nuovo di zecca, sberluccicante e pronto all’appello: “Nuova Fiat Tipo?” “Presente!”; in esposizione le versioni cinque porte e station wagon. Potrebbe, però, essere difficile mantenere lo sguardo fisso sul nuovo arrivo senza scattare automaticamente sull’attenti davanti all’intera gamma della Giulia (presentata, tra l’altro, anche in versione base) accompagnata (già che ci siamo) dai restyling di MiTo e Giulietta.

E la nuova 124 Spider? Quella presentata al Salone di Los Angeles a fine 2015?

Ci sarà anche lei, che domande…

Si fanno sotto anche gli inglesi con Range Rover Evoque Convertibile e, soprattutto, una new entry non ancora edita, non ancora vista ma di certo già sognata da tutti: Jaguar F-Type SVR (e continuiamo a sognare…).

Finalmente esposte la Maserati Levante e (per restare ai piani alti) la nuova BMW Serie 5 con la concorrente Mercedes Classe E (oltre che Classe C Cabrio).

Occhi a cuori? Aspettate non è mica finita…

Lamborghini Centenario, Porsche Panamera, il nuovo restyling della Golf, la nuova Ferrari California Handling Speciale e potremmo andare avanti ancora. Ultimo stuzzichino? Pininfarina ha annunciato che porterà un misterioso Concept… E non crediamo parli di biciclette…

Qualche dettaglio logistico può sempre servire, quindi ecco qua: il biglietto per l’evento costa 16CHF l’intero e 9CHF il ridotto (la riduzione è per i bambini dai 6 ai 16 anni, pensionati e disabili). Visite di gruppo con oltre 20 persone permettono di sfruttare un’ulteriore sconto e pagare solo 11CHF a persona. Entrando dopo le 16.00, si possono comprare biglietti col 50% di sconto.

Per raggiungere il luogo dell’evento in auto basta seguire le indicazioni stradali (molto puntuali) sull’autostrada Losanna Ginevra; è attiva, anche quest’anno, la promozione che permette di attraversare gratuitamente il Tunnel del Gran San Bernardo al ritorno dal Salone, presentando il biglietto d’andata e quello d’ingresso al Palaexpo. Saranno, inoltre, presenti numerosi parcheggi organizzati, serviti con navette dirette al Salone.

Che altro aggiungere? Ci vediamo all’ingresso…

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NUOVE MULTE “EN PASSENT”, TELECAMERE AL VIA…

Lasci la macchina un attimo, entri al bar e zac… multa ma di loro neanche l’ombra. Accosti un minuto in doppia fila (ovviamente con le doppie frecce), scendi per andare dal tabaccaio e zac… ti risiedi al volante e scopri che le sigarette ti sono costate più di quanto guadagni in un giorno. E di nuovo, loro non ci sono, neanche dietro l’angolo.Loro chi? Ma i vigili ovviamente… E chi se no?

Bene se questo quadretto non vi sembra familiare è solo perché non avete ancora sentito parlare del nuovo sistema Street Control, in grado di colpire, per così dire, al volo…

In che senso? Spieghiamo meglio.

È di recente stata emanata una circolare, direttamente dal Ministero dei Trasporti, che esprime parere favorevole all’utilizzo di particolari telecamere, installate sui mezzi in dotazione alla Polizia, in grado di registrare eventuali infrazioni relative alla sosta; in pratica sarà possibile essere multati en passant anche da un’auto della polizia (ovviamente niente foglio rosa svolazzante sotto il tergicristallo). Gli agenti, quindi, saranno in grado di riprendere, con un teleobiettivo, le targhe dei veicoli in divieto di sosta semplicemente percorrendo la strada a bassa andatura, per poi compilare le eventuali multe in un secondo momento e spedirle ai destinatari.

Non si tratta, in effetti, di un sistema automatizzato, in quanto gli agenti dovranno controllare personalmente le registrazioni e compilare manualmente i verbali, ma di sicuro il nuovo sistema sarà in grado di ottimizzare il lavoro dei vigili, aumentando il numero di automobilisti colti “in flagrante” col minor sforzo possibile… E c’è già chi va in giro sconsolato ripetendo “è finita la pacchia!”.

Ma attenzione… C’è sempre il trucco e in questo caso si chiama contestazione immediata. La legge, infatti, prevede che la contestazione della violazione delle norme del codice della strada sia valida solo se immediatamente comunicata al trasgressore, a meno che non vi sia un effettivo impedimento (come per esempio l’assenza del soggetto) il quale, in ogni caso, deve poi essere esplicitato nel verbale di accertamento. La contestazione accertata con il Street Control, quindi, è valida solo se il trasgressore non si trova all’interno del veicolo o nelle immediate vicinanze e che non sia quindi possibile comunicare immediatamente con lui; in caso contrario la multa è illegittima e può essere annullata in caso di ricorso.

Un dettaglio in più: il parere del Ministero è, in pratica, vincolante in quanto il sistema di sorveglianza così attuato rimane costantemente sotto il controllo degli agenti e non è per nulla automatizzato, quindi non serve alcun tipo di approvazione. Del resto il divieto di sosta non fa parte delle sanzioni che possono essere completamente automatizzate…

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… E meno male, pensate il caso in cui vi arrivasse in automatico una multa per aver parcheggiato la vostra auto davanti all’ingresso del vostro garage…

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