VW Italia: 645mila das-auto richiamate per un “controllo di manutenzione”

Alcuni dicono che sia l’inizio della fine.

Cominciano ad arrivare i numeri, quelli neri, quelli capaci di far affondare del tutto una nave per metà già capovolta. Stiamo parlando del gruppo Volkswagen, ovviamente, e i numeri in questione sono quelli relativi alle auto compromesse anche nei mercati estranei a quello Usa. Solo in Italia, per entrare nel dettaglio, sono più di 645mila le vetture che saranno richiamate per un controllo definito “di manutenzione”, e questo numero è destinato a salire.

Così come pare destinato a salire il numero dei procedimenti: l’Antitrust, l’Autorità garante della concorrenza e del Mercato, ha deciso di avviare un procedimento istruttorio nei confronti della società Volkswagen AG e della sua filiale per la distribuzione di autoveicoli del Gruppo Italia. L’ipotesi è di “pratiche commerciali scorrette”.

E l’onda, anche in questo caso ha oltrepassato le Alpi… si è fatta sotto anche la Procura di Parigi. È stata aperta un’inchiesta, per ora preliminare, con l’ipotesi di truffa aggravata. A far scattare il procedimento francese è stata la segnalazione di un amministratore locale della regione parigina l’Ile-de-France.

Tornando in Italia, comunque, a settembre è stata segnata una crescita del 17,2 % con 130mila nuove immatricolazioni e un totale dall’inizio dell’anno di 1.196.270 consegne, prova che le conseguenze del cosiddetto “Diesel gate” non sono poi così semplici da prevedere. “Non vi sono ragioni” spiega infatti Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studio Promotor” per ritenere che nell’ultimo trimestre dell’anno il mercato italiano possa rallentare nel recupero a due cifre iniziato nel 2015” anno che, per ora, ha segnato un più 15,3% rispetto all’analogo periodo del 2014.

Ottimismo e pessimismo giocano a giorni alterni.

Intanto 361.432 Volkswagen, 197.421 Audi, 35.348 Seat, 38.966 Skoda e 15.291 Volkswagen Veicoli Commerciali vengono ritirate dal mercato italiano e il Financial Times annuncia un allargamento dei controlli dell’EPA, nel cui mirino finiscono adesso altri 28 modelli a motore diesel (sotto esame Chrysler, Bmw, Genral Motors, Land Rover e Mercedes-Benz). Il tutto mentre sul gruppo Vw pende una ghigliottina da 80milardi di euro.

“Sono arrivati i dati dell’azienda” ha fatto sapere il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio “si procede. Ritireranno i veicoli. Mi pare che le cose vadano nella direzione giusta”.

Direzione giusta o meno, l’allarme iceberg lampeggia ancora e lo scafo galleggia per miracolo.

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