EQUIP AUTO 2015

Equip Auto è una fiera internazionale di prodotti e servizi per veicoli dedicata all’aftersale giunta ormai alla sua ventiduesima edizione.

L’esposizione si svolgerà da martedì 13 ottobre a sabato 17 a Parigi e ospiterà oltre 1,500 espositori dei vari settori, che comprendono:

• Attrezzatura e accessori;
• Rete assistenza post-vendita;
• Body work and paint;
• Riparazione e manutenzione:
• Lavaggio e area di servizio;
• Lubrificanti e prodotti auto;
• Pneumatici, cerchi e accessori;
• Sistemi informativi e servizi per i professionisti.

Equip Auto si presenta come una delle più importanti fiere del settore (si prevedono oltre 100,000 visitatori da tutto il mondo per questa edizione), che in 40 anni ha aiutato le compagnie e le startup che si dedicano all’aftersale ad incrementare il proprio business e a farsi conoscere anche al di fuori del proprio paese.

La fiera parigina sarà animata da svariati eventi e iniziative durante i 5 giorni di apertura: interviste, broadcast e dirette tv  dalla fiera e vari workshop e dimostrazioni che terranno impegnati i visitatori e i partecipanti. Ogni giorno ci saranno conferenze e dibattiti sul mondo dell’aftersale tenute da ospiti ed esperti internazionali.

Anche noi di RiparAutOnline saremo ovviamente della partita e avremo un nostro spazio alla kermesse parigina.

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VW: Das Auto “truccata”

Scandalo! Scandalo! Scandalo! Questa la parola più utilizzata al momento per descrivere la controversa vicenda che vede protagonista Volkswagen e, con essa, praticamente l’intera Germania.

Sottotitolo? Auto truccate… fermi tutti però! Prima di immaginare spoiler, minigonne, neon e marmittoni è forse opportuno spiegare meglio di cosa si sta parlando…

La nota casa automobilistica tedesca, leader nel settore – almeno fino a pochi giorni fa – è stata (come si suol dire) beccata con le mani nel sacco, o meglio, nel cofano; secondo un’accusa mossale dalla United States Environmental Protection Agency, infatti, la “Das Auto” avrebbe presentato valori falsati mascherando così i dati reali sull’inquinamento dei propri modelli con motore Diesel.

Ok, d’accordo, ma è solo un’accusa… già, peccato che l’attuale amministratore delegato della VW, Martin Winterkon, abbia pubblicamente accettato le responsabilità e ammesso il fatto.

Lo (e diciamolo anche noi…) “scandalo” ha messo in luce delle vere e proprie falsificazioni sui test con cui negli Stati Uniti sono state misurate le emissioni dei Diesel 2 litri della nota casa tedesca, perpetrate grazie all’installazione consapevole, sui motori delle auto, di un software in grado di riconoscere la situazione di test e modificare, per l’occasione, la tossicità dei veicoli, abbassandola a livelli accettabili.

Secondo le prime stime, tra l’altro diffuse dalla stessa Vw, sarebbero addirittura 11milioni le automobili incriminate, diffuse ormai in tutto il mondo; la vendita dei modelli oggetto di falsificazione è stata immediatamente sospesa – si tratta di Golf, Jetta, Passat, Maggiolino e Audi A3 – in attesa di capire cosa accadrà in futuro. L’Epa, intanto, ha anche disposto il ritiro dal mercato di tutte le vetture che rientrano nelle categorie a rischio, vendute dal 2008 a oggi, e si dice pronta a multare Vw di una cifra che potrebbe anche raggiungere i 18miliardi di euro.

Ingenti e fulminei anche i danni in borsa, dove è inarrestabile il crollo del titolo che rasenta a tratti anche il 20%, con una perdita sul capitale dell’azienda di circa 25 miliardi di euro.

Già soprannominato “Dieselgate”, lo scandalo ha proporzioni immense e c’è già che annuncia la fine del colosso tedesco. Pur non potendo prevedere l’evoluzione della vicenda è chiaro però il rischio non solo sul mercato americano ma anche a livello globale, per non parlare dei dipendenti – 273mila solo in Germania e almeno altrettanti nel resto del mondo – e dei subfornitori che vedranno sicuramente ridimensionata la domanda. E infatti Berlino teme conseguenze dure per l’intero export, con pericoli, addirittura, per l’intera economia europea. A questo proposito il ministro dei trasporti Alexander Dobrindt ha annunciato la creazione di una commissione d’inchiesta ad hoc.

Le preoccupazioni, intanto, superano i confini tedeschi e sbarcano anche in Italia, dove il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha chiesto di “conoscere se il medesimo illecito, avvenuto negli Usa dove vigono però regole differenti per la omologazione, risulti essere praticato su omologazioni della stessa autorità tedesca per l’Europa e se i veicoli sono stati commercializzati in Italia”. Nel frattempo, il direttore generale di Volkswagen Italia, Massimo Nordio, chiede di valutare lo stop delle vendite e il ritiro delle vetture anche nella Penisola, nel caso emergessero ulteriori dati alterati.

Per avere un’idea delle cifre, solo nel 2015 il colosso tedesco ha venduto in Italia più di 114mila auto, incrementando le vendite del 10% rispetto al 2014…

Nuova Giulia Quadrifoglio: parte la sfida alle auto tedesche

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La protagonista indiscussa dello stand Alfa Romeo all’ultimo salone di Francoforte è sicuramente la nuova Giulia nella sua versione top di gamma: la Giulia Quadrifoglio.

Questo gioiello made in Italy è davvero dotato di caratteristiche stupefacenti; i modelli esposti sono dotati di un motore turbo benzina 6 cilindri 2.9 da 510 CV di derivazione Ferrari. Con questo equipaggiamento la nuova Giulia potrà assicurare delle prestazioni di tutto rispetto, con una velocità di punta pari a 307 Km/h e tempi di 3,9” per andare da 0 a 100 Km/h.

Top di gamma anche per quanto riguarda le emissioni: 198  grammi di  CO2 per chilometro.

Per garantire queste straordinarie prestazioni Alfa Romeo ha utilizzato materiali ultra leggeri, quali fibra di carbonio, alluminio e materiale plastico, raggiungendo così un peso a vuoto di 1.524 Kg.

Durante la presentazione a Francoforte è stato più volte ribadito l’obiettivo della casa del Biscione, ovvero porre il guidatore al centro. Gli interni della nuova Giulia, semplici e minimalisti lo dimostrano con i loro due comandi principali: il selettore DNA per impostare le modalità della dinamica di guida e la manopola dell’infotainment. Molto bello anche il volante a tre razze con il comando di accensione/spegnimento e il tasto per il cruise control di tipo adattivo.

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La sfida di Alfa Romeo è chiaramente rivolta alle auto tedesche e anche i prezzi saranno in linea con le vetture Bmw e Audi.

Nei giorni immediatamente successivi al salone sarà possibile ordinare la versione sportiva per 95.000 euro, mentre la versione di serie sarà disponibile a partire dal 2016 ad un prezzo di 79.000.

Pare anche che la nuova Giulia sia l’auto preferita di coloro che hanno visitato la kermesse tedesca; secondo il magazine inglese “Autoexpress”, la nuova creatura della casa del Biscione sarebbe la più gradita con il 40% delle preferenze, staccando nettamente la Jaguar F-Pace che si colloca al secondo posto con circa il 20% dei voti.

Ottimo inizio per questa vettura che promette di essere davvero strabiliante.

Salone di Francoforte: un inizio da “capogiro”

210 debutti mondiali, 1.103 espositori provenienti da 39 Paesi diversi… pronti ad accendere i motori?

Di cosa stiamo parlando? Del Salone dell’automobile di Francoforte, uno degli eventi internazionali più attesi e più rinomati di sempre, organizzato ad anni alterni fin dal 1897 e stabilitosi nella celebre città sul Meno nel 1951.

Dopo uno sprint con i rappresentanti degli organi stampa, tenutosi il 15 e il 16 settembre, la 66esima edizione dell’IAA apre i battenti sabato 19 e promette sensazionali novità anche a seguito delle presentazioni già effettuate nei mesi scorsi. Tra i grandi marchi presenti all’appello autunnale ricordiamo Cina, Corea del Sud, Francia, Gran Bretagna, Germania e, ovviamente, Italia, protagonista assoluta con Giulia, il nuovo gioiello firmato Alfa Romeo già presentato alla stampa lo scorso 24 giugno e finalmente pronto al primo incontro col grande pubblico, ma non solo: a sfilare in ghingheri saranno anche la nuovissima 488 Spider della Ferrari (mostrata su internet a luglio ma ancora mai toccata con mano), la Nuova Fiat 500 e la nuova Lancia Ypsilon.

Ma vediamo qualche dettaglio…

L’Alfa Romeo Giulia, presentata nella versione Quadrifoglio Verde è il primo di otto modelli che, nelle previsioni stimate, avranno il compito di innalzare le vendite del marchio dalle 68mila unità dello scorso anno alle 400 mila auspicate per il 2018. Il prezzo varia da 79mila a 95mila euro a seconda della versione, ha 510 CV e può raggiungere i 307 km/h.

Il cavallo di battaglia marchiato Audi ha, invece, due teste… da un lato la nuova A4 (berlina e station wagon) più grande rispetto alla versione precedente con interni completamente rinnovati – da segnalare l’Audi Virtual Cockpit, uno schermo al posto del quadro strumenti in grado di visualizzare mappe e informazioni provenienti dal sistema multimediale MMI plus – dall’altro un nuovo crossover completamente elettrico che promette di far concorrenza alla Tesla Model X americana.

Ma i padroni di casa non si fermano qui e colpiscono anche con BMW e la nuova berlina marchio Serie 7. Segnaliamo anche la nuova X1, crossover a trazione anteriore/integrale con una fisionomia più massiccia rispetto ai modelli precedenti.

Non è mancato neanche il colpo di scena adrenalinico, con il mancamento del CEO della BMW, Harald Krueger, il quale ha perso i sensi durante una conferenza stampa. Soccorso immediatamente dagli addetti alla sicurezza, il nuovo amministratore BMW ha lasciato immediatamente il palco e disdetto le interviste che aveva ancora in programma. Niente paura, Krueger si è ripreso e tornerà a breve al lavoro.

Insomma, un inizio da capogiro…

TERRAFUGIA TF-X: IL PROTOTIPO DELLA MACCHINA VOLANTE

 

Le macchine volanti fanno parte del nostro immaginario collettivo ormai da anni, se non da decenni.

Si parla di prototipi e della loro commercializzazione da tanto, ma di concreto non si era ancora visto nulla.

Fino ad oggi almeno.

Terrafugia, nota società aeronautica americana, ha reso disponibili da qualche giorno i render 3d del suo progetto: una macchina volante a decollo verticale, Terrafugia TF-X,  che secondo i progetti dell’azienda potrebbe entrare in commercio fra circa 8-10 anni.

Il design del veicolo è stato accostato da alcuni alla famosa De Lorean, macchina resa celebre dalla trilogia fantascientifica di Ritorno al Futuro.

Indubbiamente l’aspetto della Terrafugia TF-X è molto ricercato e futuristico, scelta sicuramente voluta dai suoi produttori.

Terrafugia-TF-X

Perché futuro è esattamente ciò che ci viene in mente dopo aver visto le immagini e il video a corredo della presentazione di questo progetto.

Un futuro immaginato anni or sono da celebri registi e scrittori di fantascienza, complici di aver creato il mito dell’auto volante, mito che potrebbe presto trasformarsi in realtà.

La Terrafugia TF-X avrebbe un’autonomia di circa 800 km e sarebbe in grado di raggiungere la velocità di 300 km/h.

A stupire è però la facilità di guida; l’azienda assicura che per imparare a manovrare il veicolo sono necessarie poche ore e che il sistema computerizzato di bordo sarebbe in grado di gestire le manovre più impegnative, evitando quindi le collisioni con altri mezzi.

I circa dieci anni che ci separano dalla commercializzazione del veicolo non sono certo pochi, ma l’azienda pare intenzionata a proseguire lo sviluppo nel minor tempo possibile, cercando investitori che possano velocizzare la produzione ed abbassare i costi.

Si parla già anche di prezzi: sicuramente più alti di una macchina “normale”, che si avvicinerebbero di più ad una auto di lusso.

Fantasia estiva o possibile realtà?

Il progetto è sicuramente interessante e visionario, ma i dubbi, per ora, sono certamente di più rispetto alle certezze.

Bocciare all’estero… procedimenti più semplici per i risarcimenti!

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Una delle più grandi paure degli automobilisti bocciare con l’auto (peggio se nuova, ancora peggio se appena uscita dal carrozziere). Ma una delle più grandi paure di chi boccia, il peggio del peggio, resta sempre e comunque bocciare all’estero

…fino a ora…

Alcune novità, infatti, renderanno molto più semplice (per nostra fortuna) ottenere risarcimenti a seguito di incidenti stradali con macchine straniere avvenuti in territori all’interno dei Paesi membri dell’Unione Europea, anche in caso di contenzioso.

A rinnovare il discorso è stata nientemeno che la Corte Suprema, con una sentenza che promette di alzare il tiro su un argomento di sempre maggiore attualità; il pronunciamento in questione stabilisce che, nel caso in cui il danneggiato non trovi un accordo riguardo il risarcimento con l’assicurazione italiana mandataria di quella straniera coinvolta nel sinistro, avrà facoltà di adire a vie legali in Italia citando direttamente la mandataria. Se si volesse intentare un’azione civile, poi, questa potrà essere proposta nel tribunale competente nel proprio luogo di residenza, come specifica il Regolamento europeo 44/2001.

In pratica, da adesso in poi, in caso di ragione, la liquidazione potrà essere richiesta direttamente nel nostro Paese…

La decisione della Corte ha riguardato un incidente avvenuto in Spagna, alle Canarie ed è stata emessa il 18 maggio di quest’anno dalla Terza Sezione Civile con il codice 1021. L’argomento, lungi da essere di nuovo interesse, ha visto prese di posizione differenti negli anni passati, in alcuni casi anche con orientamenti diametralmente opposti rispetto a quelli previsti dallo stesso ordinamento comunitario. L’Unione Europea, infatti, per quando riguarda le proprie normative prevede che l’assicurazione straniera coinvolta nomini una compagnia in Italia che funga da mandataria, col compito di raccogliere informazioni e adottare misure necessarie a liquidare i danni causati dal proprio assicurato a un cittadino italiano, con veicolo immatricolato nell’Unione Europea ma incidentato al di fuori del territorio nazionale italiano. Per di più, già per la Cassazione, nel caso in cui manchi un accordo tra le parti è possibile, per il danneggiato, convenire l’assicurazione mandataria in vece della compagnia mandante.

Il Codice delle Assicurazioni, inoltre, all’articolo 298, prevede che gli aventi diritto possano richiedere un risarcimento direttamente alla Consap, l’organismo di indennizzo italiano che dal 2003 gestisce il Fondo di garanzie per le vittime della strada, “nel caso in cui l’impresa di assicurazione non abbia designato un mandatario per la liquidazione dei sinistri nel territorio della Repubblica”.