Audi punta in alto, vuole andare sulla Luna!

Fermi tutti! Audi tenta il colpaccio!

La nota casa automobilistica tedesca andrà nello Spazio!

Forse…

A stuzzicare l’immaginario comune ci pensa Google con un progetto decisamente interessante che prevede l’allestimento di un contest da 30 milioni di dollari di montepremi. L’obbiettivo è presto detto: la Luna!

Google Lunar Xprize (http://lunar.xprize.org), questo il nome del concorso che premierà chiunque riesca a realizzare una macchina in grado di raggiungere il satellite più amato del nostro Sistema Solare e percorrerne almeno 500 metri in sicurezza mantenendo un contatto con la Terra.

Per macchina, ovviamente, si intende un robot…

Ma Audi dice “perché no?”; del resto se si sceglie di puntare in alto perché fermarsi al cielo quando si può mirare alla Luna?

Letteralmente, in questo caso…

L’idea di base è semplice ma efficace: Google intende stimolare con una sana competizione vecchio stile i privati, in modo tale da favorire lo sviluppo, in un futuro non troppo remoto, di metodi low-cost per l’esplorazione spaziale.

Il problema principale che determinò un drastico stop alle toccate e fughe passate, infatti, fu il costo (esorbitante per ogni operazione effettuata). L’ultima discesa effettuata sulla Luna (dall’uomo) risale al dicembre del 1972, con protagonisti il Comandante Eugene A. Cernan, il pilota del Modulo di Comando Ron Evans e il pilota del Modulo Lunare Harrison H. Schmitt a bordo dell’Apollo 17. Da allora…nada, no mas

È chiaro che in più di 40 anni la tecnologia ha fatto passi da gigante, e non è un caso se negli ultimi tempi le aziende automobilistiche si sono avvantaggiate sempre più di innovazioni del settore ingegneristico applicate all’esplorazione spaziale; sembra, più che altro, arrivato il momento di ricambiare il favore…

E ci pensa Audi a ingranare la marcia e a puntare al primo premio.

Aspettate a esultare, però… purtroppo dobbiamo abbandonare l’idea di una due-posti volante.

Il progetto della casa tedesca ha l’aspetto di un robot semovente; denominato Audi Lunar Quattro, è equipaggiato con 4 motori elettrici (applicati uno per ruota) alimentati da pannelli in grado di immagazzinare l’energia solare e fornire potenza a tutto, anche alle telecamere scientifiche che dovranno trasmettere immagini in alta definizione. La velocità massima su terra è di 3,6 chilometri l’ora per un peso totale di 35 chilogrammi.

A collaborare con Audi è il team Part Time Scientists, che fa sapere che il progetto è quasi al termine e che la casa automobilistica è stata fondamentale per le competenze acquisite sulla guida autonoma – notevole la prova di un’auto A7 negli Usa, in grado di percorrere senza autista ben 130 km. Da sottolineare la collaborazione di Jack Crenshaw, responsabile dei calcoli delle traiettorie per il programma Apollo negli anni d’oro della corsa spaziale alla Nasa.

Se il progetto dovesse andare in porto, Audi percorrerebbe 380mila km per tentare l’allunaggio proprio in prossimità della zona di atterraggio utilizzata in passato dagli astronauti.

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