Heartbeat Car, l’auto che si illumina col battito del cuore!

Scienza o Fantascienza?

Un confine che diventa sempre più sottile ogni giorno che passa, visti gli incredibili balzi tecnologici oramai divenuti d’abitudine tanto che spesso non stupiscono neanche più. E in effetti sembra di assistere a una gara a chi riesce ancora, nonostante tutto, a sbalordire maggiormente, a strabiliare con innovazioni più o meno funzionali.

E queste innovazioni, per quanto diverse, hanno tutte lo stesso “minimo comun denominatore”, ovverosia una semplicissima parola in grado di descriverle appieno e, allo stesso tempo, far comprendere in maniera diretta ed essenziale l’impatto che le stesse hanno sul pubblico:

SPETTACOLO

E lo spettacolo, (questo è assicurato) continua…

La novità, per questa volta, arriva da Lexus Australia. La nota azienda leader del settore ha deciso di attirare l’attenzione in un modo alternativo, concentrando le proprie energie per rivoluzionare l’aspetto e l’idea stessa di automobile mirando (e colpendo in pieno) al “cuore” stesso degli appassionati…

Ebbene, obiettivo raggiunto, appassionati colpiti e affondati con la nuova Lexus RC F Coupé elettro-luminescente, nome in codice: Heartbeat Car!

Si tratta di un’auto in grado di modificare in corsa il proprio aspetto esteriore con una dinamicità tale da surclassare i migliori film futuristici in circolazione.

Spieghiamo meglio…

La carrozzeria di questo nuovo gioiellino è completamente rivestita da alcuni strati di una particolarissima vernice in grado di reagire alle diverse frequenze cardiache del pilota, animandosi e modificando il proprio colore. Si tratta di una tinta luminescente, il Luminor, spalmata all’esterno del veicolo dove sono presenti dei sensori che ricevono segnali da un particolare dispositivo funzionale al controllo del battito cardiaco di chi si trova al volante; a seconda delle pulsazioni e dello stress del guidatore la macchina reagirà illuminando i pannelli verniciati di Luminor, seguendo il ritmo più o meno accelerato del muscolo cardiaco.

“Quest’ultimo concept segue altri progetti innovativi che abbiamo sviluppato quest’anno, inclusi dei cartelloni pubblicitari che reagiscono all’auto che si guida e il nuovo fantastico Lexus Hoverboard […] La Heartbeat Car è anche collegata a una parte chiave di Lexus, i veicoli ad alte prestazioni, attraverso i nostri modelli marchiati F, e la reazione emotiva che un’auto come la RC F può infondere in una persona”…parole di Sean Hanley, Chief Executive di Lexus Astralia.

Il progetto è stato realizzato con la collaborazione di M&C Saatchi, mentre la vernice luminescente che rende tutto possibile è stata fornita da un’azienda americana.

Non c’è che dire, l’effetto è a dir poco stupefacente…per un’auto che non ha bisogno di abbaglianti…

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Smartcar in arrivo… non è oro tutto ciò che luccica!

Non è un segreto, la tecnologia ormai avanza a balzi ed è sempre più difficile star dietro alle mille e una novità che si affacciano sul mercato del consumo e che cambiano (spesso radicalmente) il modo di concepire interi aspetti delle nostre vite: vent’anni fa la maggior parte dei telefoni presenti nelle case degli italiani aveva il filo, oggi la quasi totalità non ha neanche i tasti…tecnologia “smart”, uno di quei “balzi” per l’appunto, applicabile in teoria a ogni apparecchio elettronico anche, per esempio, alla nostra macchina…

Auto smart per tutti allora! …perché no? Perché alcuni avvertono: problemi e rischi sono molti e in alcuni casi superano i benefici.

Cominciamo dall’inizio: Chevrolet (parte di General Motors) e Hyundai hanno realizzato e immesso nel mercato americano automobili dotate di software che permettono il controllo diretto di applicazioni e funzioni Apple e Google da parte del conducente, attraverso il touchscreen o attraverso comandi vocali; i due software si chiamano, appunto, Apple CarPlay e Android Auto.

Per adesso il costruttore americano e quello sudcoreano sono gli unici (oltre a Ferrari California e FF) a offrire programmi di questo genere, ma tra la fine del 2015 e il 2016 anche molte case automobilistiche europee si lanceranno a capofitto nell’impresa che promette di cambiare il rapporto uomo-auto.

I problemi ci sono, però, e non sono pochi.

Sembra un paradosso ma uno di questi problemi è proprio il balzo tecnologico senza freni che la nostra società sta vivendo: i tempi di sviluppo di nuovi modelli d’auto sono maggiori rispetto a quelli dell’elettronica…è semplice, se ogni anno esce un nuovo cellulare con tecnologia avanzata, non è detto che la macchina (magari comprata solo l’anno prima) possa reggere il passo e interfacciarsi in maniera adeguata. La vita media delle auto, poi, rende spesso obsolete le tecnologie a bordo se paragonate alle nuove offerte di mercato o ai nuovi mezzi di attacco informatico.

Per questo motivo, in effetti, la decisione di Chevrolet e Hyundai sembra essere stata quella di procedere a piccoli passi: i sistemi CarPlay e Android Auto non sono, in realtà, veri e propri sistemi operativi in grado di controllare l’auto nella sua totalità ma, piuttosto, dei software aggiornabili che replicano sullo schermo della plancia alcune applicazioni degli smartphone relative soprattutto alla messaggistica, all’ascolto di musica in streaming, alla navigazione internet, ecc… le funzioni più “tradizionali” come l’aria condizionata, e i dispositivi di sicurezza restano isolate dai nuovi software in quanto integrate nel sistema operativo proprio dell’auto. A prova di hacker, quindi. Perlomeno si spera.

Non bisogna dimenticare, poi, la privacy: l’interazione tra smartphone e “smartcar”, per quanto sia tanto agognata, rimane una questione molto delicata per la mole di informazioni condivise che diventerebbero proprietà dei costruttori e che potrebbero essere usate in qualunque modo. Non è un caso, infatti, che la maggior parte delle case automobilistiche mondiali abbiano rivelato di non voler condividere i dati riguardo gli utenti – uno dei motivi principali sembrerebbe essere, appunto, a scopo di lucro, data la possibilità di vendere tali informazioni.

Per comprendere meglio il discorso ci appoggiamo alla stima effettuata dalla società di consulenza AlixPartners, la quale ha previsto che nel 2018 il business della cosiddetta “connected car” varrà la modica cifra di 40miliardi di dollari. Un bel gruzzoletto, non c’è che dire.

 

 

Supercar punta al bis, dal 9 all’11 ottobre

E via col bis… repetita iuvant dicevano i latini, e in questo caso non può che essere così…

Dopo lo strepitoso successo del 2014 eccoci qua, pronti per un altro evento mozzafiato: cresce l’attesa per la seconda edizione di Supercar, il salone delle super-mobili organizzato da Fiera Roma, che sarà aperto al pubblico dal 9 all’11 ottobre e avrà luogo, ovviamente, nella nostra capitale.

Chi volesse rifarsi gli occhi e magari sbavare un po’ non deve far altro che mettersi in fila…la sfilata di lusso vanta infatti una passerella niente male davvero con protagonisti da capogiro, i quali presenteranno auto di lusso di ogni tipo, da quelle non convenzionali a quelle “fatte in casa” con spazi dedicati anche a vetture da competizione.

Parliamo di prodotti marchiati Casa Ferrari, Lotus, Lamborghini, Jaguar, Maserati, McLaren e chi più ne ha più ne metta!

Non a caso gli organizzatori sperano di ripetere (se non addirittura superare) il grande successo ottenuto con la prima edizione del 2014, quando all’appello hanno risposto ben 42mila appassionati, i quali hanno preso letteralmente d’assalto i padiglioni adibiti all’esposizione che si sviluppavano su uno spazio di 35mila mq e oltre 40mila mq di aree esterne.

Testimonial dell’evento è ancora una volta il pilota Giancarlo Fisichella che i visitatori potranno incontrare allo stand Ferrari. “Siamo solo alla seconda edizione e Supercar è già un punto di riferimento per Roma” ha dichiarato il noto piota “si sentiva la mancanza di un evento di questo tipo: i fan e gli appassionati sono tantissimi e il successo della prima edizione ne è stata la prova”.

Pista da competizione, drifting e spettacoli con stuntmen sono solo un assaggio di ciò che sarà la Supercar del 2015 per la quale, oltretutto, è stata confermata l’iniziativa della Driving Experience che metterà a disposizione dei visitatori le ultime novità sul mercato.

Da non dimenticare, poi, gli incontri previsti, con temi quali l’eco-mobilità, la tecnologia e la sicurezza, e le numerose attività organizzate dal MES, il Polo Innovativo della Mobilità e Sicurezza Stradale di Fiera Roma, in collaborazione con l’Assessorato della Mobilità del Comune di Roma, le quali si occuperanno di formazione alla guida sicura per studenti delle scuole medie e superiori.

A proposito è intervenuto Marco Galletti, di Roma Auto Show, che organizza Supercar insieme a Fiera Roma : “Da mesi stiamo lavorando per offrire uno spettacolo ancora più ricco e un parterre di vetture emozionanti […] supercar, macchine d’epoca, vetture ecosostenibili ed elaborate. Non solo, il pubblico potrà provare l’adrenalina della drift experience, le auto nei test drive o semplicemente godersi gli stunt show e le esibizioni in pista”.

Gomme giuste al momento giusto!

Vacanze o non vacanze?

Ci sono i fortunati, i meno fortunati, quelli dell’ultimo minuto e infine loro, gli ultimi, i condannati ai lavori forzati, quelli che “tranquilla tesoro, tanto poi si va fuori stagione”. Intanto a tutti viene lo stesso inesorabile dubbio: …aereo? …treno? …e se andassimo in macchina?

Vada per l’auto! Controllati i freni? Olio? Acqua? …gomme?

Suvvia, i pneumatici!

Prima cosa da fare quando si parte per un lungo viaggio è un controllo totale e approfondito della propria auto: un check-up completo insomma (nessuno ama le brutte sorprese), e per quanto riguarda le gomme, è assolutamente necessario assicurarsi di aver effettuato il cambio da invernali a estive (obbligatorio per legge dal 2013).

Al di là del rischio multa a cui si potrebbe incorrere, è bene sapere, infatti, che con temperature elevate i tempi di frenata sono differenti a seconda della gomma che si veste; le stime sono notevoli, si parla infatti di una maggiorazione del 25% per le ruote invernali ad asfalto asciutto e del 18% in caso di pioggia. In pratica, con gomme invernali la macchina rischia di slittare sull’asfalto caldo a causa di una minore aderenza.

Fatto il cambio? Stretti i bulloni?

Bene…

Vediamo ora un paio di accorgimenti in più che permettono di stare tranquilli sulle prestazioni delle gomme in nostro possesso e che possono fungere da segnali per capire quando l’usura ha colpito nel segno ed è il momento giusto per passare allo shopping…

Facciamo innanzitutto una premessa: gli specialisti del settore concordano nel consigliare una sostituzione delle gomme in media ogni 6 anni.

Dopodiché…

  • un elemento fondamentale è l’altezza del battistrada che deve essere di almeno 3 millimetri. Tranquilli non dovete infilare un centimetro nel battistrada, basta una moneta da un euro… se riuscite a vedere la parte dorata è tempo di shopping.
  • se sentite vibrazioni o strani rumori fate subito controllare le ruote, potrebbe esserci un problema di allineamento o di bilanciamento dovuto all’usura… potrebbe essere tempo di shopping.
  • se sullo pneumatico appaiono delle crepe il rischio è che fuoriesca dell’aria con conseguente sgonfiamento della ruota; una gomma sgonfia da un lato influenza la manovrabilità del veicolo, dall’altro potrebbe esplodere ad elevate velocità. Se vedete delle crepe… è tempo di shopping.
  • Ricordatevi di controllare anche la parte interna dello pneumatico… chinarsi un attimo per dare uno sguardo alle ruote non è abbastanza. Una convergenza mal registrata o la semplice usura potrebbero causare un consumo differente sulla superficie della gomma la quale potrebbe presentarsi perfetta sul bordo esterno ed essere invece di molto consumata verso l’interno. Ebbene sì, anche in questo caso (repetita iuvant) è tempo di shopping.

Ma in fin dei conti perché rischiare? Se non siete sicuri è sempre meglio un occhio esperto… e per questo eccoci qua, pronti per voi con RiparAutOnline!

Infradito alla guida? Liberi ma col condizionale…

Mare profumo di mare!

Tutti pronti? Spiagge, sole, abbronzature… infradito… fermi tutti! Domanda da un milione di euro: guidare con le infradito si può?

Siate onesti, quante volte vi è capitato? E quante volte vi siete chiesti se fosse contrario o meno al Codice della Strada?

Ebbene, cercheremo di rispondere una volta per tutte a questo importante quesito…

Innanzitutto bisogna specificare una cosa: pur essendo questa una domanda semplice che dovrebbe avere una risposta altrettanto semplice, la questione appare leggermente più complicata. Come mai? Semplice, perché siamo in Italia e, in Italia, il noto adagio “a domanda rispondo” non fa testo. Qui, nel Bel Paese, ci piacciono le leggi ambigue e l’estrema discrezionalità, insomma, le strade tortuose.

Ma entriamo un po’ nei dettagli; per prima cosa è importante sottolineare il fatto che dal 1993 è stata annullata ogni specifica restrizione sul tipo di calzatura da indossare alla guida di un’autovettura.

Ecco fatto, problema risolto.

Magari…

Leggendo nel dettaglio la disposizione in questione sul sito della Polizia di Stato, infatti, si evince che “non esiste più alcun divieto dal 1993 circa l’uso di calzature di tipo aperto (ciabatte, zoccoli, infradito) durante la guida di un veicolo né è vietato guidare a piedi nudi” ma (e sottolineo il ma…) “il conducente deve autodisciplinarsi nella scelta dell’abbigliamento e degli accessori al fine di garantire un’efficace azione di una guida con i piedi (accelerazione, frenata, uso della frizione)”… ed ecco il problema discrezione.

Il discorso si fa ancora più complesso se si prendono a esame gli articoli 140 e 141 del Codice della Strada, i quali prescrivono rispettivamente che “gli utenti della strada devono comportarsi in modo da non costituire pericolo o intralcio per la circolazione e che in ogni caso sia salvaguardata la sicurezza stradale” e che “il conducente deve sempre conservare il controllo del proprio veicolo ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza, specialmente l’arresto tempestivo del veicolo entro i limiti del suo campo di visibilità e dinanzi a qualsiasi ostacolo prevedibile”.

Bene, tante belle parole, ma il succo qual è? In pratica, se decide che le infradito non danno un completo controllo sul veicolo dovremmo “autodisciplinarci” non indossandole alla guida, in caso contrario via libera.

Già, ma chi decide? A questo punto si aprono due strade…

Da un lato, questo ensemble di disposizioni permetterebbe di vincere un eventuale ricorso al Giudice di Pace contro una semplice multa ma, dall’altro, potrebbe essere utilizzato dalla compagnia assicurativa contro il guidatore in caso di incidente: senza una stipula della clausola di rinuncia di rivalsa nel contratto RC Auto, infatti, l’assicurazione potrebbe rivalersi per parte del risarcimento facendo leva sul discorso dell’autodisciplina nella scelta dell’abbigliamento… già… permetterebbe, potrebbe, in questo caso sottolineo il condizionale…

Ed eccoci di nuovo punto a capo… si possono indossare le infradito alla guida?

Certo, ma potreste beccarvi una multa che potreste vedere annullata in caso di ricorso o potreste non essere coperti dall’assicurazione in caso di incidente senza una rinuncia di rivalsa… oppure no…

…chiaro no?

Surriscaldamento globale…dell’auto!

Bene ragazzi, se non ve ne foste accorti… è arrivata l’estate! In pratica, ciò che è successo è che una mattina di luglio qualcuno si è svegliato e ha deciso di volerci croccanti e cotti a puntino, così ha acceso un enorme falò sotterraneo e ha cominciato a cuocerci lentamente dal basso, come si fa con i polli arrosti…

“È l’effetto serra!” gridano alcuni, “è l’umidità!” gridano altri, ma in realtà, segretamente, tutti pensano di nascosto la stessa cosa… non ci sono più le mezze stagioni…

La lancetta, intanto, sale e non si ferma: 25°, 30°, 35° mentre molti si preparano ai pochi giorni di vacanza strappati con i denti al datore di lavoro e a quel primo tuffo in acqua salata dopo un’interminabile epopea autostradale – un pensiero a tutti quelli che, come me, arrivati a Salerno decideranno di continuare imperterriti verso sud (chiunque tu sia, ti capisco…).

Ed ecco che nascono i problemi… caldo Sahariano, viaggi lunghi in macchina e si rischia un surriscaldamento globale… dell’auto!

Attenzione, segue un’immagine forte…

conducente fermo in autostrada, sulla corsia d’emergenza (…a 10 km dalla più vicina area di sosta) con il cofano aperto mentre sventola un giornale sul radiatore invaso dal fumo

NOOOOOOOOO!

Cosa fare per evitare di rendere l’incubo realtà?

Semplice…

Consiglio numero uno: per prima cosa bisogna sempre, obbligatoriamente, senza eccezioni, controllare attentamente i componenti del sistema di raffreddamento PRIMA di mettersi in viaggio. Un check generale dell’auto è comunque consigliato con scadenze costanti e regolari, ma in previsione di una partenza estiva, un occhio di riguardo non guasta, anzi.

Consiglio numero due: una volta in viaggio, mantenere la distanza di sicurezza – è vero, bisognerebbe mantenere una distanza opportuna in ogni caso ma come direbbero Ciccio e Franco “soprassediamo” – un’opportuna distanza dall’auto che ci precede eviterà che il fumo di scarico (sicuramente caldo) della stessa finisca proprio sul nostro radiatore contribuendo a innalzarne ulteriormente la temperatura.

Consiglio numero tre: Se il traffico è intenso è opportuno spegnere il motore nei momenti di statico incolonnamento… lo so, il clima! il clima! …poche storie, spegnete il clima e abbassate il finestrino…

Consiglio numero quattro: non perdere di vista l’indicatore della temperatura sul quadro dell’auto. Sembra un consiglio scontato ma non lo è, in quanto l’intervento è opportuno PRIMA che l’indicatore raggiunga i livelli critici e per questo va tenuto costantemente sotto controllo. Se la lancetta comincia a salire è consigliabile spegnere il condizionatore; sembrerà strano ma alcuni consigliano addirittura di accendere il riscaldamento per pochi minuti per incanalare l’aria calda del motore nell’impianto di riscaldamento interno all’auto e ridurre la temperatura dell’impianto.

Consiglio numero cinque: se la temperatura del motore ha raggiunto livelli critici, fermarsi il prima possibile e SPEGNERE IL MOTORE. Con attenzione, aprite il cofano per disperdere più velocemente il calore.

DA NON FARE ASSOLUTAMENTE: non cercate di svitare il tappo del radiatore, in quanto la temperatura elevata del motore può avere aumentato la pressione interna per l’espansione del vapore: rischiereste di farvi molto male.

Per immettere nuovo liquido refrigerante, aspettate che la macchina si raffreddi (potete usare anche acqua distillata, l’importante è che non sia acqua fredda).

Detto ciò resta un ultimo accorgimento, forse il più importante… non dimenticare di caricare il cellulare…

… e se ormai il peggio è successo … potete chiedere preventivi di riparazione su www.RiparAutOnline.com

Nuova Fiat 500, aspettando il 4 luglio…

Nata il 4 luglio!

Un annuncio, semplice e diretto…

No, non si tratta di un sequel del noto film di Oliver Stone ma di uno slogan tutto italiano, pieno di aspettative, in previsione di un compleanno molto speciale. A poco più di una settimana dalla presentazione della nuova Alfa Romeo Giulia, ecco che la regina indiscussa dell’automobile italiana scende in campo (questa volta direttamente) per prepararsi al reboot più esaltante dell’anno: la nuova Fiat 500.

Presentata per la prima volta, appunto, il 4 luglio del lontano 1957, l’utilitaria più famosa al mondo ha cambiato radicalmente il modo di pensare il rapporto uomo-auto, contribuendo in modo significativo alla notorietà internazionale del marchio italiano di eccellenza; oggi, a 58 anni dal quel memorabile giovedì d’estate, Fiat festeggia con un aggiornamento in grande stile dell’ultima citycar lanciata nel 2007.

E per l’occasione la nota Casa del Lingotto non bada a spese, annunciando un sabato da leoni…

Per quanto riguarda gli eventi in programma è importante segnarsi questo indirizzo: Piazza Riccardo Cattaneo 9, 10137 Torino…il Mirafiori Motor Village!

In programma una festa (a dir poco) esplosiva: esterni riorganizzati in grande stile con attrezzature e spazi pic-nic per chi vorrà godere dell’allettante sfilata in programma; i fortunati potranno infatti osservare 500 di ogni epoca e di ogni età raccogliersi per dare il benvenuto alla nuova arrivata, mettendo in scena un vero e proprio tuffo nell’esaltante passato del più grande successo della casa automobilistica italiana. Sono previste, anche, esibizioni mozzafiato da parte del FMX MotoCross Freesyle e del Fiat Professional Enduro Team.

Come partecipare?

Semplice, bisogna registrarsi all’evento sul sito motorvillageitalia.it o presentarsi al desk di accoglienza il giorno dell’evento, che ovviamente sarà sabato 4 luglio: in omaggio kit da pic-nic con cestino, posate, panino di M**Bun e Molecola!

Ma non finisce qui, anche Milano parteciperà alla festa in programma, organizzando un evento simile a quello previsto a Torino. Anche nella città della moda è in programma un pic-nic sull’erba per il “500-Day”. L’iniziativa si concentrerà intorno all’Arco della Pace e in piazza del Cannone, dove con il patrocinio dell’Expo 2015 e del Comune verranno messe in atto numerose iniziative…incredibilmente anche un tentativo di Guinnes! Alle 11.30 di mattina, 500 persone riprodurranno la più grande immagine umana di auto posizionandosi all’interno di una struttura sagomata in modo tale da riprodurre le sembianze del nuovo gioiello Fiat.

Noi ci saremo e voi?

Audi punta in alto, vuole andare sulla Luna!

Fermi tutti! Audi tenta il colpaccio!

La nota casa automobilistica tedesca andrà nello Spazio!

Forse…

A stuzzicare l’immaginario comune ci pensa Google con un progetto decisamente interessante che prevede l’allestimento di un contest da 30 milioni di dollari di montepremi. L’obbiettivo è presto detto: la Luna!

Google Lunar Xprize (http://lunar.xprize.org), questo il nome del concorso che premierà chiunque riesca a realizzare una macchina in grado di raggiungere il satellite più amato del nostro Sistema Solare e percorrerne almeno 500 metri in sicurezza mantenendo un contatto con la Terra.

Per macchina, ovviamente, si intende un robot…

Ma Audi dice “perché no?”; del resto se si sceglie di puntare in alto perché fermarsi al cielo quando si può mirare alla Luna?

Letteralmente, in questo caso…

L’idea di base è semplice ma efficace: Google intende stimolare con una sana competizione vecchio stile i privati, in modo tale da favorire lo sviluppo, in un futuro non troppo remoto, di metodi low-cost per l’esplorazione spaziale.

Il problema principale che determinò un drastico stop alle toccate e fughe passate, infatti, fu il costo (esorbitante per ogni operazione effettuata). L’ultima discesa effettuata sulla Luna (dall’uomo) risale al dicembre del 1972, con protagonisti il Comandante Eugene A. Cernan, il pilota del Modulo di Comando Ron Evans e il pilota del Modulo Lunare Harrison H. Schmitt a bordo dell’Apollo 17. Da allora…nada, no mas

È chiaro che in più di 40 anni la tecnologia ha fatto passi da gigante, e non è un caso se negli ultimi tempi le aziende automobilistiche si sono avvantaggiate sempre più di innovazioni del settore ingegneristico applicate all’esplorazione spaziale; sembra, più che altro, arrivato il momento di ricambiare il favore…

E ci pensa Audi a ingranare la marcia e a puntare al primo premio.

Aspettate a esultare, però… purtroppo dobbiamo abbandonare l’idea di una due-posti volante.

Il progetto della casa tedesca ha l’aspetto di un robot semovente; denominato Audi Lunar Quattro, è equipaggiato con 4 motori elettrici (applicati uno per ruota) alimentati da pannelli in grado di immagazzinare l’energia solare e fornire potenza a tutto, anche alle telecamere scientifiche che dovranno trasmettere immagini in alta definizione. La velocità massima su terra è di 3,6 chilometri l’ora per un peso totale di 35 chilogrammi.

A collaborare con Audi è il team Part Time Scientists, che fa sapere che il progetto è quasi al termine e che la casa automobilistica è stata fondamentale per le competenze acquisite sulla guida autonoma – notevole la prova di un’auto A7 negli Usa, in grado di percorrere senza autista ben 130 km. Da sottolineare la collaborazione di Jack Crenshaw, responsabile dei calcoli delle traiettorie per il programma Apollo negli anni d’oro della corsa spaziale alla Nasa.

Se il progetto dovesse andare in porto, Audi percorrerebbe 380mila km per tentare l’allunaggio proprio in prossimità della zona di atterraggio utilizzata in passato dagli astronauti.