Questo sciopero…s’ha da fare!

Continua imperterrito il tira e molla tra sindacati dei benzinai e concessionari in merito agli affidamenti per la distribuzione di carburante nelle strade a collegamento rapido d’Italia: a questo punto, uno scontro in piena regola sembra essere inevitabile. Mesi di discussioni non hanno permesso una mediazione tra le parti che fosse in qualche modo soddisfacente a garantire una pacifica collaborazione per la produzione di un piano di razionalizzazione della rete autostradale; sembra, anzi, che la situazione, già preoccupante all’inizio della primavera, non abbia fatto altro che peggiorare (e non siamo ancora in estate…).

Sono, infatti, ben oltre 300 gli affidamenti in scadenza per il prossimo 31 dicembre, 230 dei quali, a oggi, hanno già goduto di proroghe nel 2014 e sono in attesa dell’approvazione di un insieme di norme che possa fungere da trampolino per nuovi bandi di assegnazione delle aree di servizio.

In poche parole?

gli appalti sono in scadenza, l’attuale sistema di assegnazione (…segue eufemismo…) non garantisce molta trasparenza, quindi scattano proroghe in attesa della riforma

“Piatto forte all’italiana”, “la solita vecchia solfa”, “Pizza Style”… chiamatela un po’ come volete…

Dopo lo sciopero annunciato per il mese scorso e sospeso all’ultimo minuto, ecco che ci risiamo: gli impianti di benzina delle aree autostradali chiuderanno i rubinetti dalle ore 22 di martedì 23 fino alle 22 di giovedì 25 giugno. O almeno così dicono.

A proclamare il tutto, i gestori di Faib Confercenti, Fegica Cisl e Anisa Confcommercio, dopo “lo strappo operato dai concessionari che hanno inteso unilateralmente di avviare le procedure di gara pubblicando i bandi” abbandonando così, di fatto, le trattative per una mutua collaborazione.

I dimostranti usano parole dure per descrivere il sistema vigente e parlano di “bandi di gara costruiti secondo schemi che contrastano con le norme vigenti e conservano privilegi di posizione che in questi anni hanno prodotto un decadimento della qualità del servizio offerto oltre che un livello dei prezzi dei carburanti che è uno dei più alti d’Europa”.

Ma non finisce qui, Fai, Fegica e Anisa hanno manifestato pubblicamente l’intenzione di impugnare i bandi già pubblicati presso il Tar.

Non manca, inoltre, un appello ai ministeri competenti per un’immediata sospensione delle procedure in atto, giudicate assolutamente non competitive e trasparenti.

Il problema è serio e dura da anni, come ha sottolineato la stessa industria petrolifera per mezzo del presidente dell’Unione Petrolifera Alessandro Gilotti il quale, nel mese di maggio, ha scritto una lettera al presidente dell’Aiscat Fabrizio Palenzona (inoltrandola anche ai ministeri dello Sviluppo economico e per gli Affari regionali oltreché all’Antitrust) nella quale ha espresso “forte preoccupazione”.

In attesa di sapere come andrà a finire (se mai finirà…) ricordatevi di fare il pieno, magari il giorno prima così evitiamo le code…

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