Tanti auguri Alfa Romeo!

Si chiama Giulia.

È sinuosa, provocante. Fin dal primo sguardo.

Le è bastata una semplice apparizione pubblica per fare una vera e propria strage di cuori.

Cantante?

Attrice?

No, Alfa Romeo!

È stato un vero e proprio compleanno col botto, quello festeggiato dalla casa automobilistica lombarda, che invece di riceverli, i regali li fa. Nel centocinquesimo anniversario della sua nascita, infatti, l’Anonima Automobili ha presentato la sua nuova, strabiliante creazione: un misto di innovazione e ritorno al passato. Lanciata per la prima volta il 27 giugno del 1962, l’Alfa Giulia era un prodotto all’avanguardia: pensata per essere l’erede della Giulietta, essa fu riproposta in molteplici versioni negli anni successivi, sempre colpendo nel segno e passando alla storia come “l’auto disegnata dal vento”.

Ed ecco che, dopo quasi mezzo secolo, colpisce ancora il design, elegante e sportivo allo stesso tempo, manifestazione della volontà ferrea di impressionare il mercato e imporsi come concorrente capace, non solo sul piano nazionale.

ECCO IL VIDEO DI PRESENTAZIONE:


 

E adesso qualche dettaglio.

Presentata ad Arese, la nuova Giulia (nella versione Quadrifoglio) è un po’ più grande delle auto rivali marchiate Mercedes, Audi, BMW; parliamo, infatti, di circa 4,80 metri di lunghezza con passo di 282 cm, per una struttura creata ad arte con materiali leggeri, come fibra di carbonio per cofano e tetto, e alluminio per porte e parafanghi.

La trazione è tradizionale, posteriore con distribuzione dei pesi ripartita al cinquanta e cinquanta (nonostante per anni si sia parlato di una possibile trazione anteriore); per alcune versioni, comunque, è prevista la possibilità di introdurre la trazione integrale.

Dentro il cofano spicca un V6 biturbo d 510 CV in alluminio derivato dal motore Ferrari pensato per le Maserati Ghibli e Quattroporte, in grado, tra le altre cose, di disattivare automaticamente i cilindri a basso carico e garantire così consumi relativamente bassi. Rapporto peso/potenza di 2,99 kg/CV con velocità massima 320 km/h, poi, rendono il gioiellino un proiettile di stile, in grado di arrivare da 0 a 100 km/h in meno di 4 secondi.

Utilizzando una manopola è, poi, possibile intervenire direttamente sulla risposta del motore, dell’Esp, del servosterzo e del differenziale elettronico posteriore selezionando quattro modalità differenti: Natural, Advance Efficiency, Dynamic e Race.

E a condire il tutto…pulsante di avviamento sul volante, proprio come nelle Ferrari!

E adesso consigli per gli acquisti…

Bisognerà attendere la fine dell’anno per poterla ordinare; prima verrà presentata al grande pubblico, con tanto di fanfara, al Salone di Francoforte previsto per il prossimo settembre.

La messa in vendita, invece, è prevista solo per marzo-aprile 2016: versione base da 4 cilindri 2.0 turbo con tre livelli di potenza da 180, 250 e 350 CV; possibile anche il turbodiesel 3.0 a 6 cilindri, con doppio turbocompressore e nuova testata a 4 valvole per cilindro da 340 CV, e il 2.2 a gasolio con 4 cilindri a 135, 180 o 210 CV.

Non resta che aspettare…

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Conducenti Vs Autovelox 1-0. Gli apparecchi non sono a norma.

È iniziata l”estate e siamo ala resa dei conti: “Conducenti Vs Autovelox”, ultimo round e lo scambio si fa più serrato!

Dopo anni di multe e discussioni ecco che la neonata estate si preannuncia di fuoco. Sono migliaia, infatti, i ricorsi in arrivo dopo la drastica sentenza della Corte Costituzionale che ha sancito l’obbligo di controllare periodicamente le attrezzature autovelox pena la nullità delle multe: e siccome la maggior parte degli autovelox non è evidentemente a norma…

A spiegare nel dettaglio il problema in questione è il giudice Carosi, il quale ha sottolineato come l’ultima legge sul nuovo codice della strada dica espressamente che non è necessario controllare le apparecchiature di controllo della velocità: è proprio questo il punto principale su cui si è concentrata l’opposizione della Corte, la quale ha invece perentoriamente stabilito il contrario.

“Appare evidente che qualsiasi strumento di misura, specie se elettronico, è soggetto a variazioni delle sue caratteristiche e quindi a variazioni dei valori misurati dovute ad invecchiamento delle proprie componenti e ad eventi quali urti, vibrazioni, shock meccanici e termici, variazioni della tensione di alimentazione” dice la sentenza, la quale evidenzia anche come “l’esonero da verifiche periodiche, o successive a eventi di manutenzione, appare per i suddetti motivi intrinsecamente irragionevole” perché “i fenomeni di obsolescenza e deterioramento possono pregiudicare (…) la fede pubblica che si ripone in un settore di significativa rilevanza sociale, quale quello della sicurezza stradale”.

È chiaro come le conseguenze di questa decisione appaiano senza precedenti: le multe rilevate da apparecchi non sottoposti a manutenzione e taratura, infatti, potranno essere dichiarate nulle con un semplice ricorso. Per di più, i Comuni saranno costretti, da questo momento in poi, ad allegare ai verbali di multe sanzionate per mezzo di autovelox anche una attestazione che riporti la data esatta dell’ultimo controllo effettuato sull’apparecchio, pena la possibile impugnazione.

“Sarà possibile ora ottenere l’annullamento di migliaia e migliaia di multe per eccesso di velocità, laddove i Comuni non abbiano eseguito la manutenzione prevista dalla Corte Costituzionale” ha confermato infatti Carlo Rienzi, presidente della Codacons. Ma all’Adusbef vanno oltre e chiedono a tutti quelli che non hanno ancora pagato una multa di aspettare, in quanto sul sito dell’associazione verrà presto messo a disposizione degli utenti un modulo apposito che potrà essere scaricato e inviato all’autorità che ha emesso la multa chiedendo che la stessa sia annullata in autotutela.

Ma il discorso non vale solo per i dispositivi fissi. In precedenza, un decreto del Ministero dei lavori pubblici del 29 ottobre 1997 stabiliva che solo gli apparecchi automatici dovessero essere sottoposti a verifica metrologica presso la casa costruttrice e che per quelli mobili fosse responsabilità degli agenti vigilare su eventuali anomalie; con la stessa pronuncia, però, la Corte ha ora equiparato (per quanto riguarda il discorso manutenzione) tutti gli autovelox, anche quelli muniti di “meccanismi di autodiagnosi”.

È iniziata l’estate. È iniziata la stagione dei ricorsi…

L’auto telepatica. Da oggi ti legge nel pensiero…

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Pensa un numero da 0 a 100 ma non dirlo ad alta voce, la mia auto lo indovinerà perché la mia auto…LEGGE NEL PENSIERO!

No, non è la tag-line di un nuovo film di Michael Bay ma la nuova, strabiliante idea di Jaguar Land Rover che promette di rivoluzionare il mondo dell’automobile se non, addirittura, il mondo dell’interazione uomo-macchina in generale.

Pensate stia esagerando?

Credete sia un sensazionalismo?

Non è così.

Cominciamo con il descrivere la sezione cosiddetta “Mind Sense” (avete capito bene); si tratta di ciò che fisicamente permetterà alla vettura di leggere nella mente del conducente – da qui il nome. Quello che farà sarà captare e analizzare le onde cerebrali di chi siede al posto di guida per mezzo di sensori appositamente applicati al volante: la macchina sarà in grado, in pratica, di rilevare le onde attraverso le mani.

Sembra incredibilmente fantascientifico ma in realtà si tratta di una tecnologia già esistente e soprattutto già in uso…

Dove?

Alla Nasa, ovviamente, e dove se no…

Ma non solo, è intenzione dei ricercatori munire la vettura futuristica del “Wellness Seat”, uno speciale sedile sviluppato in precedenza su una Jaguar XJ, capace di misurare battito cardiaco e respiro, per anticipare situazioni di rischio.

“Anche se il suo sguardo è sulla strada” ha detto il director of Research and Technology di Jaguar Land Rover, Wolfgang Epple “il pilota può infatti distrarsi e non prestare alla guida la dovuta attenzione”. Eventuali segnali luminosi o sonori, già in dotazione in alcune vetture, potrebbero non essere sufficienti ad attirare l’attenzione del conducente; in questo caso vibrazioni attraverso il volante o la pedaliera potrebbero invece essere un buon punto d’inizio.

“Anche se stiamo sviluppando sempre più le tecnologie di guida autonoma dei veicoli” ha continuato Epple “si presenteranno situazioni nelle quali il veicolo autonomo deve restituire il controllo al pilota e per farlo, il veicolo deve capire se il pilota è attento e pronto a subentrare. Per questo, i nostri ricercatori studiano il potenziale di una gamma di tecnologie di controllo del pilota che forniscano al veicolo le necessarie informazioni. Se il sistema è in grado di rilevare importanti disturbi fisici del pilota o, semplicemente, il suo grado di attenzione, allora il veicolo può attivarsi per assicurare che questi sia effettivamente in grado di guidare”.

Come se non bastasse, poi, la Jaguar Land Rover sta studiando un modo per contrastare gli incidenti provocati dalla distrazione per l’utilizzo dei sistemi audio e di navigazione, del telefono cellulare e di tutto ciò che necessita di un’interazione. Ebbene, questa interazione sta per essere ridotta al minimo attraverso uno schermo touch “predittivo”. Si chiama “Predictive Infotainment Screen” e sarà in grado di leggere i movimenti del conducente il quale potrà inviare comandi con semplici gesti a mezz’aria.

“Riteniamo che alcune tecnologie della medicina aerospaziale possano migliorare la sicurezza e la guida. L’automobile sta diventando sempre più intelligente ed in grado di utilizzare sensori avanzatissimi. I nostri progetti di ricerca studiano come sfruttare tutto questo a vantaggio dei nostri clienti e degli altri utenti della strada”.

Altro che sensazionalismo, la tecnologia già esiste: l’idea è semplicemente quella di applicarla a veicoli più terra-terra.

Questo sciopero…s’ha da fare!

Continua imperterrito il tira e molla tra sindacati dei benzinai e concessionari in merito agli affidamenti per la distribuzione di carburante nelle strade a collegamento rapido d’Italia: a questo punto, uno scontro in piena regola sembra essere inevitabile. Mesi di discussioni non hanno permesso una mediazione tra le parti che fosse in qualche modo soddisfacente a garantire una pacifica collaborazione per la produzione di un piano di razionalizzazione della rete autostradale; sembra, anzi, che la situazione, già preoccupante all’inizio della primavera, non abbia fatto altro che peggiorare (e non siamo ancora in estate…).

Sono, infatti, ben oltre 300 gli affidamenti in scadenza per il prossimo 31 dicembre, 230 dei quali, a oggi, hanno già goduto di proroghe nel 2014 e sono in attesa dell’approvazione di un insieme di norme che possa fungere da trampolino per nuovi bandi di assegnazione delle aree di servizio.

In poche parole?

gli appalti sono in scadenza, l’attuale sistema di assegnazione (…segue eufemismo…) non garantisce molta trasparenza, quindi scattano proroghe in attesa della riforma

“Piatto forte all’italiana”, “la solita vecchia solfa”, “Pizza Style”… chiamatela un po’ come volete…

Dopo lo sciopero annunciato per il mese scorso e sospeso all’ultimo minuto, ecco che ci risiamo: gli impianti di benzina delle aree autostradali chiuderanno i rubinetti dalle ore 22 di martedì 23 fino alle 22 di giovedì 25 giugno. O almeno così dicono.

A proclamare il tutto, i gestori di Faib Confercenti, Fegica Cisl e Anisa Confcommercio, dopo “lo strappo operato dai concessionari che hanno inteso unilateralmente di avviare le procedure di gara pubblicando i bandi” abbandonando così, di fatto, le trattative per una mutua collaborazione.

I dimostranti usano parole dure per descrivere il sistema vigente e parlano di “bandi di gara costruiti secondo schemi che contrastano con le norme vigenti e conservano privilegi di posizione che in questi anni hanno prodotto un decadimento della qualità del servizio offerto oltre che un livello dei prezzi dei carburanti che è uno dei più alti d’Europa”.

Ma non finisce qui, Fai, Fegica e Anisa hanno manifestato pubblicamente l’intenzione di impugnare i bandi già pubblicati presso il Tar.

Non manca, inoltre, un appello ai ministeri competenti per un’immediata sospensione delle procedure in atto, giudicate assolutamente non competitive e trasparenti.

Il problema è serio e dura da anni, come ha sottolineato la stessa industria petrolifera per mezzo del presidente dell’Unione Petrolifera Alessandro Gilotti il quale, nel mese di maggio, ha scritto una lettera al presidente dell’Aiscat Fabrizio Palenzona (inoltrandola anche ai ministeri dello Sviluppo economico e per gli Affari regionali oltreché all’Antitrust) nella quale ha espresso “forte preoccupazione”.

In attesa di sapere come andrà a finire (se mai finirà…) ricordatevi di fare il pieno, magari il giorno prima così evitiamo le code…

Omicidio stradale. 27 anni ai pirati della strada.

È sì al Senato per il disegno di legge sull’omicidio stradale: con 163 voti a favore passa la proposta che intende inasprire le pene nei confronti di pirati del volante che causino incidenti – mortali e non – e fuggano senza prestare soccorso.

Ma attenzione, non è ancora legge: toccherà, infatti, alla Camera dei Deputati pronunciarsi in merito. Solo a quel punto, se approvata anche dal secondo Ramo del Parlamento, la riforma diventerà effettiva e inserirà nel codice i reati di omicidio stradale e lesioni stradali con pene fino a 27 anni di reclusione.

Presentato sotto forma di ddl, il progetto ha rischiato di essere cassato immediatamente per divergenze su alcuni particolari emendamenti considerati “un po’ troppo severi”; alcuni senatori, infatti, hanno subito additato il ddl come un tentativo di paragonare chi provoca un incidente a chi ha “comportamenti criminali anche ripetuti”.

Per spirito di chiarezza specifichiamo che la pena massima di 27 anni è prevista per chi causi la morte di più di una persona e abbandoni il luogo dell’incidente, il tutto sotto l’effetto di alcol e/o stupefacenti (tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro).

Diversamente, se a morire è una persona sola, il conducente/omicida che si dà alla fuga rischia 18 anni di carcere…se si ferma a prestare soccorso da 8 a 12 anni.

Inoltre è prevista la revoca della patente da 15 a 30 anni con possibilità di sospensione in via preventiva fino a 5 anni prima della condanna, in attesa degli esiti del processo (ovviamente se ci sono vittime o feriti). Non solo, gli anni della sospensione possono diventare 10 nel caso di condanna non definitiva. Se approvato, il nuovo reato di omicidio stradale verrà inserito tra quelli per cui è previsto l’arresto in flagranza.

Non è passata, invece, la proposta di estendere il discorso anche a chi causi un incidente mortale per colpa “a seguito di manovra di inversione del senso di marcia in prossimità o in corrispondenza di intersezioni, curve o dossi o a seguito di sorpasso di un altro mezzo in corrispondenza di un attraversamento pedonale o di linea continua”; un ulteriore intervento in sede di discussione ha escluso anche chi si renda responsabile passando col rosso o viaggiando contromano.

Per quanto riguarda il caso in cui la vittima non muoia ma subisca lesioni personali, si rischia dai 2 ai 4 anni.

Le pene previste sono le stesse anche nel caso in cui il conducente sia un professionista nell’attività di trasporto di persone e di cose: cambia il tasso alcolemico che scende a 0,8 grammi.

Criminale o non-criminale, chi uccide e scappa ora rischia grosso.

A Torino si va in auto al Valentino

Il capoluogo piemontese torna capitale dell’automobile per qualche giorno con una manifestazione degna di essere annoverata tra le più importanti del settore, certamente una delle maggiori previste per il 2015. L’occasione è ghiotta, con Torino Capitale dello Sport 2015 tutti gli occhi sono puntati sulla città della Mole, che ne approfitta e organizza il Salone & Gran Premio, il “salone dell’auto all’aperto”…

Dove?

…al Parco del Valentino, ovviamente!

Un omaggio che non passa inosservato dopo sessant’anni esatti dall’ultimo leggendario Gran Premio del Valentino, disputatosi il 27 marzo del 1955 (per chi se lo stesse chiedendo…primo posto, Alberto Ascari su un totale di 90 giri…).

Ben 25 Case automobilistiche tra le più rinomate al mondo esporranno le proprie concept car e i propri “assi pigliatutto” lungo il vecchio tracciato della corsa, in bella vista su pedane create appositamente per l’occasione; una manna per gli occhi, insomma, aperta a tutti gratuitamente in uno dei parchi simbolo della città che dell’automobile italiana è un po’ il simbolo.

Ecco l’elenco dei Brand presenti: Abarth, Alfa Romeo, Audi, Bentley, Bmw, Ferrari, Fiat, Jaguar, Jeep, Kia, Lamborghini, Lancia, Land Rover, Lexus, Lotus, Maserati, McLaren, Mercedes, Porsche, Pagani, Subaru, Suzuki, Tesla, Toyota e Volkswagen.

Ma non finisce qui; Parco Valentino riserverà, infatti, anche un’area specificamente riservata a Carrozzieri e Centri Stile dove potranno allestire esposizioni alcune delle più importanti firme del car style mondiale…

…un paio di nomi?

Subito! Centro Stile Ferrari, Fioravanti tanto per cominciare, ma anche Italdesign Giugiaro, Pininfarina, Spada Studiotorino, Torino Design, I.DE.A Insitute, Ied Torino e UP Design; lo sviluppo ingegneristico d’avanguardia sarà, inoltre, rappresentato dal Politecnico di Torino e da B-Tron. Da segnalare, ancora, due anteprime mondiali: la prima si chiama “Mole” ed è una costruzione artigianale in serie di Umberto Palermo, modello 001 firmato Up Design; la seconda è una Super Sport con motore a 12 cilindri, 800 cv e telaio in fibra di carbonio, di Torino Design.

L’esposizione aprirà i battenti giovedì 11 giugno e durerà quattro giorni; per l’occasione, domenica 14 giugno le auto da competizione accenderanno i motori e, per il piacere dei nostri occhi, chiuderanno la manifestazione con un percorso di 15 chilometri che partirà alle 10 dal Parco del Valentino fino a giungere ai Giardini della Reggia di Venaria, passando per via Roma, piazza San Carlo e piazza Castello.

Ecco la mappa del tragitto:

Un consiglio spassionato? Oltre a fare una passeggiata lungo il Po godendovi un doppio panorama, fermatevi a osservare un box in particolare, quello dedicato alla Lancia D-50, la mitica auto con la quale Ascari vinse il GP appena due mesi prima del fatidico incidente di Monza in cui perse tragicamente la vita il 26 maggio del 1955.

Noi di RiparAutOnline ovviamente ci saremo!

Favorisca tampone e libretto!

Favorisca tampone e libretto!

…come scusi?

Forse non ci crederete, ma questa potrebbe essere la vostra prossima conversazione con un poliziotto nel caso foste fermati per un controllo di routine mentre vi trovate alla guida di un’auto.

Spieghiamo meglio…

Prende il via un esperimento che ha come protagonisti Polizia di Stato, medici e personale di ruolo sanitario e che coinvolgerà una ventina di città sparse per l’Italia: a partire dal mese di giugno, infatti, agli agenti della stradale verrà affiancato personale medico-sanitario con il compito di effettuare droga-test ai conducenti in viaggio.

In pratica, le persone fermate potranno essere sottoposti in loco al prelievo della saliva per quello che viene definito un “controllo preliminare”. Sarà così possibile verificare l’eventuale presenza di particolari sostanze nella saliva, dette “precursori”, e quali possono indicare una precedente assunzione di stupefacenti da parte del soggetto in esame; in caso di riscontro positivo sarà responsabilità dei medici presenti procedere a un ulteriore prelievo che dovrà essere analizzato in un secondo momento dai laboratori di tossicologia forense della Polizia di Stato.

Insomma, oltre al palloncino ora c’è anche il tampone…

Il perché di una tale iniziativa è semplice: non esistono, per adesso, dati concreti che possano favorire una stima sui casi di “guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti”. E i numeri parlano chiaro…1milione e 600mila controlli con etilometri e precursori nel 2014 di cui 27mila “guida in stato di ebbrezza” e 2mila sotto l’effetto di droga; dall’inizio dell’anno corrente, poi, i controlli sono stati circa 500mila di cui solo 552 i riscontri per droga contro gli 8mila per alcol. Il problema è che le proporzioni finora analizzate non manifestano necessariamente la realtà, giacché è sempre stato difficile permettere il riscontro dell’abuso di droghe senza un esame specifico durante i controlli di routine degli agenti di Polizia.

Il motivo?

Capire come effettuare accertamenti (…a prova di ricorso) che richiederebbero l’intervento di personale medico, senza personale medico

…problema risolto…

A fornire gli agenti e i sanitari dei kit diagnostici portatili (…per intenderci, il tampone…) è stata la Fondazione Ania, per la Sicurezza Stradale la quale – come si legge chiaramente sul sito di riferimento – “è una onlus costituita nel 2004 dalle Compagnie di Assicurazione per contrastare il grave problema degli incidenti stradali attraverso progetti ed iniziative volti a ridurre l’incidentalità e a salvare vite umane.

L’esperimento avrà durata trimestrale: ad agosto si tireranno le somme e si deciderà se estendere il tutto su scala nazionale con proroga triennale.

Tutto chiaro?

Sì, ma manca la cosa più importante!

Tranquilli, niente paura…ecco l’elenco delle città: Novara, Bergamo, Brescia, Padova, Verona, Trieste, Savona, Bologna, Forlì Cesena, Ancona, Ascoli Piceno, Perugia, Roma, Pescara, Teramo, Napoli, Bari, Messina e Cagliari.

Volvo Supercar

Ok ragazzi, ci siamo! Il futuro è ora! Blade Runner ci fa un baffo… più o meno…

Slogan a parte, per quanti, come noi, da giovincelli guardavano a occhi sgranati gli inseguimenti mozzafiato di Supercar canticchiando contemporaneamente – e fino alla nausea – il “nanna na naaa…” della sigla iniziale (ammettetelo, lo facevate anche voi…), ecco un sogno che si avvera: no, purtroppo non riceverete in regalo una Pontiac Firebird Trans Am nera dotata di computer con intelligenza artificiale superiore, sintetizzatore vocale e senso dell’umorismo, rassegnatevi, ma potrete accontentarvi di un sistema di comunicazione uomo-auto all’avanguardia aggiornato al punto da poter essere scaricato e utilizzato – aprite bene gli occhi – con un OROLOGIO!!!!

Ebbene sì, Volvo ha aggiornato la sua app On Call per permetterne l’integrazione in dispositivi tablet e smartwatch targati Apple e Android così da rendere possibile un controllo remoto della nostra vettura attraverso il nostro orologio da polso…

…vi ricorda qualcosa?

Fatti salvi eventuali cambi di programma dell’ultimo minuto, la nuova applicazione sarà rilasciata a fine giugno e promette di potenziare ulteriormente un sistema che ha, già di per sé, rivoluzionato il rapporto tra conducente e macchina.

E adesso i soliti numeri: Volvo On Call è stata lanciata per la prima volta nel 2001 come uno dei primi sistemi telematici di bordo in grado di fornire servizi di comunicazione e localizzazione in caso di incidente, guasto della vettura o furto; negli ultimi 14 anni il sistema ha avuto un improvement a dir poco notevole, tanto che gli utenti in attivo hanno superato di molto i 200mila in tutto il globo – si contano, infatti, 21 Paesi nel mondo in cui è possibile usufruire del servizio.

Ma, andando al sodo, cosa permette di fare concretamente questo nuovo aggiornamento?

Per usare le parole del responsabile Prodotti e Servizi Connessi presso Volvo Cars, David Holecekpermette di tenere sotto controllo tutti gli aspetti quotidiani della propria Volvo. Per intenderci, tra le altre cose, si può impostare il clima all’interno dell’abitacolo prima di salire, verificare il livello carburante e il tipo di percorso da affrontare.

Non solo, sarà possibile aprire e chiudere le porte con un semplice click/touch del nostro wearable da polso e addirittura accendere e spegnere la macchina

…della serie VIENI A PRENDERMI KITT!

E se tutto ciò non fosse abbastanza, la nuova applicazione avrà anche un sistema GPS incorporato molto preciso che permetterà al conducente di localizzare la propria vettura con facilità in qualunque momento; il che significa, addio vagabondaggi senza meta sotto il sole cocente alla ricerca della macchina perduta nel solito parcheggio del supermercato (ovviamente col carrello pieno di surgelati).

Che dire ancora? Non resta che aspettare qualche settimana per saperne di più, fantasticando, nel frattempo, sulle innovazioni in serbo per gli anni a venire: oggi cominciamo a parlare alla macchina attraverso l’orologio; magari, domani, questa ci risponderà…