LA PAURA DI GUIDARE L’AUTO DI NOTTE

Quanti di voi temono la guida notturna? Secondo gli esperti, la paura del buio, o nyctophobia, deriverebbe dai nostri antenati, che sin dall’Era Preistorica, trascorrendo le loro vite all’interno delle caverne, sarebbero stati esposti alla paura degli attacchi dei predatori notturni.

Oggi è più probabile che il pericolo si verifichi, invece, mentre ci si trova al volante. Stando ad uno studio condotto da Ford (su un campione di 5.030 automobilisti in Italia, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito) in vetta alle preoccupazioni legate alla guida durante le ore notturne ci sarebbero il timore dell’oscurità e il terrore di investire pedoni, ciclisti o animali di grande taglia presenti sul percorso del veicolo. Tra le migliaia di conducenti intervistati in tutta Europa, l’81% ammette di temere particolarmente la guida nelle ore notturne. Più della metà, dichiara che la poca visibilità è fonte di stress, e più di un terzo teme l’eventualità di essere coinvolto in un incidente. Dei conducenti intervistati, 1 su 5 ha manifestato timori per l’investimento di un pedone.

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Nel 2014, in Europa, oltre il 20% degli incidenti stradali fatali ha coinvolto pedoni, dei quali oltre il 50% sono deceduti in seguito ad incidenti verificatisi dopo il tramonto. Per tutelare l’incolumità dei pedoni, l’Ovale Blu ha sviluppato un sistema di frenata automatica d’emergenza con assistenza pre-collisione e riconoscimento dei pedoni (Pre-Collision Assist with Pedestrian Detection) che fa arrestare il veicolo automaticamente in caso di mancata reazione da parte del conducente agli avvisi di pericolo, in modo da funzionare anche di notte.

Per lo sviluppo della tecnologia di riconoscimento dei pedoni, ora in grado di funzionare anche di notte, gli ingegneri dell’Ovale Blu hanno prima testato il sistema su circuiti chiusi con impianti dotati di manichini a grandezza naturale. Il team di sviluppo ha poi trascorso mesi testando e perfezionando il sistema sulle strade di città ad alta densità pedonale, come Parigi e Amsterdam, per verificare l’affidabilità di questo tipo di tecnologia in condizioni reali, percorrendo oltre 10.000 chilometri di guida cittadina.

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Ecco come funziona il sistema. La tecnologia di riconoscimento dei pedoni si avvale di un radar installato nel paraurti frontale e di una telecamera integrata nel parabrezza, che grazie a un database di forme ‘pedonali’ permettono al sistema di distinguere con precisione le persone dagli altri oggetti presenti sulla e ai bordi strada. La telecamera riesce a ‘catturare’ oltre 30 fotogrammi al secondo, più rapida di un proiettore cinematografico. Il flusso video in tempo reale e l’ampio angolo di visuale consentono al sistema di individuare i pedoni, anche in condizioni di scarsa illuminazione, ad esempio illuminati solo dai fari.

In caso di possibile impatto, il sistema avverte il guidatore, e in assenza di una reazione agli avvisi di pericolo, se la collisione diventa imminente l’auto frena automaticamente. La versione più avanzata del Pedestrian Detection sarà introdotta a bordo della prossima generazione di Ford Fiesta, in arrivo presso gli showroom all’inizio della prossima estate.

In conclusione, oltre al prezioso supporto della tecnologia, ecco alcuni consigli utili per guidare con maggiore sicurezza nelle ore notturne:

– Assicurarsi che i finestrini e gli specchietti siano puliti e privi di ghiaccio o condensa

– Assicurarsi che i fari siano puliti e tenere sempre a bordo le lampadine di ricambio

– Sulle strade non illuminate, utilizzare i fari abbaglianti ricordandosi di abbassarli al sopraggiungimento degli altri veicoli (se non si dispone di abbaglianti automatici)

Non guidare se ci si sente stanchi ed evitare di farlo per oltre 2 ore senza fermarsi

– Programmare regolarmente controlli della vista

ADDIO LIBRETTO E CERTIFICATO: VERSO UN DOCUMENTO UNICO DI PROPRIETÀ DEGLI AUTOVEICOLI

Verso l’integrazione tra Pubblico Registro Automobilistico (PRA) gestito dall’Aci e Motorizzazione. Le competenze dovrebbero confluire in un’agenzia unica presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Una riforma che tradotta in soldoni dovrebbe portare ad documento unico di proprietà degli autoveicoli al posto dei due attuali: libretto di circolazione e certificato di proprietà dell’auto. Secondo il viceministro ai Trasporti Riccardo Nencini ”per i cittadini ci sarà un risparmio di 39 euro”. Il costo per ogni pratica di immatricolazione o passaggio di proprietà dovrebbe scendere a 61 euro contro gli attuali 100.

Si tratta di una riforma che metterebbe fine ad un’anomalia “tutta italiana”, come ricordato dall’agenzia Ansa: L’integrazione tra le competenze dei due Enti, oltre che ridurre i costi correlati alla gestione dei dati, metterebbe fine anche ad una anomalia tutta italiana. Infatti, se la carta di circolazione emessa dalla Motorizzazione e’ l’unico documento valido per la circolazione dei veicoli in tutti i Paesi, per l’ordinamento italiano c’e’ anche la necessita’ di iscrivere il veicolo al PRA gestito dall’Aci. Solo attraverso questa iscrizione, infatti, l’intestatario del veicolo diventa proprietario.

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Di seguito pubblichiamo la nota del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dello scorso 23 febbraio che annuncia l’integrazione tra Pra e Motorizzazione:

Razionalizzazione dei processi di gestione dei dati di circolazione e di proprietà di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi, finalizzata al rilascio di un documento unico ai sensi dell’articolo 8, comma 1, lettera d), della legge n. 124 del 2015

Il decreto razionalizza i processi di gestione dei dati di circolazione e di proprietà di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi. A tal fine si prevede che la carta di circolazione, redatta su modello europeo, diventi il documento unico di circolazione e di proprietà degli autoveicoli, dei motoveicoli e dei rimorchi ricadenti nel regime dei beni mobili registrati.

Il rilascio del documento unico, che sostituisce i due documenti attualmente previsti, è effettuato dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ferma restando la responsabilità, in capo a ciascuna amministrazione (Ministero e Pubblico registro automobilistico-PRA) dei dati in esso contenuti. Le carte di circolazione e i certificati di proprietà, anche in formato elettronico, già rilasciati mantengono la loro validità fino a che non intervenga una modifica dei dati dei veicoli che richieda l’emissione di una nuova carta di circolazione.

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GOMMA PER PNEUMATICI RICAVATA DALLE RADICI DEL DENTE DI LEONE

Passo in avanti per l’impiego industriale della gomma di tarassaco (o dente di leone) per la produzione di pneumatici. Taraxagum, progetto che prende il nome dalla denominazione botanica del tarassaco (Taraxacum), è portato avanti da Continental con i suoi partner, il Fraunhofer Institute for Molecular Biology and Applied Ecology IME di Münster, il Julius Kühn-Institute di Quedlinburg e gli esperti di selettocoltura di ESKUSA a Parkstätten.

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Gli esperti considerano l’industrializzazione della gomma naturale ricavata dalle radici di dente di leone un’innovazione molto promettente, già premiata negli anni scorsi. In rappresentanza dei suoi partner, Continental ha ricevuto di recente l’Innovation Award 2016, presentato alla fiera internazionale Automechanika. Nel 2015 Continental e il Fraunhofer Institute for Molecular Biology and Applied Ecology IME, avevano ottenuto il prestigioso premio “Joseph von Fraunhofer” e nel 2014 il progetto si era aggiudicato il GreenTec Award.

Recentemente Continental ha annunciato di aver ottenuto l’approvazione, da parte dell’amministrazione cittadina di Anklam (Meclemburgo – Pomerania Anteriore, Germania) dei piani per la realizzazione di un centro ricerche per il progetto Taraxagum. Dopo questa notizia, i prossimi step, ha annunciato Continental, consistono nell’acquisto, da parte dell’azienda, di circa 30.000 m² di terreno all’interno del parco industriale di Lilienthalring, a seguito dell’ottenimento del permesso per realizzare il primo edificio da parte del Comune.

“Siamo molto grati al consiglio municipale per l’approvazione dei piani progettuali di lungo termine” commenta Burkhardt Köller, presidente del Management Board di Continental divisione pneumatici. “I prossimi step del progetto per il Taraxagum Lab Anklam, che saranno implementati uno alla volta, sono chiaramente definiti. Come annunciato nell’agosto 2016, nei prossimi cinque anni investiremo 35 milioni di euro per esplorare ulteriormente i processi di produzione della gomma, attualmente consolidati su scala di laboratorio e per trasferirli su scala industriale, passando dai grammi ai chili e alle tonnellate”.

Ulteriori dettagli sul Taraxagum sono disponibili su www.taraxagum.com.

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I DISCHI FRENO DELLA MOTOGP 2017

Lo sapeta che nella stagione motociclistica 2017 tutte le Case impegnate nella classe MotoGP utilizzano gli impianti frenanti di un’azienda italiana? Si tratta della Brembo e sono due le tipologie di pinza in alluminio disponibili per la stagione 2017: light duty, progettata ed ottimizzata per l’utilizzo con pastiglie standard, e heavy duty, specificatamente concepita per l’impiego con pastiglie ‘high mass’.

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In riferimento al materiale d’attrito, sono disponibili dischi in carbonio con diametro di 320mm e con diametro di 340mm, a fascia alta (35mm) e bassa (27mm), per garantire in ogni tracciato il corretto range di funzionamento in termini di temperatura. In particolare i dischi da 340mm a fascia bassa hanno un comportamento termico simile ai dischi da 320mm a fascia alta, ma, variando il diametro del disco, danno la possibilità di generare coppie frenanti superiori a pari pressione di esercizio.

Diversi sono poi i tipi di pompe freno a disposizione dei team, sia in termini di diametro del pistone sia di interasse. Quest’ultima caratteristica permette di adattare sia la corsa sia la “reattività” del comando in funzione del feeling del pilota. Su ogni moto è inoltre presente il remote adjuster, utilizzato dal pilota con la mano sinistra per regolare la posizione della leva freno, anche a moto in movimento.

Per i dischi da bagnato, grazie all’esperienza derivante dal Campionato Superbike, Brembo propone fasce frenanti in acciaio con diametri e spessori differenti, che sono utilizzabili senza richiedere la sostituzione della pompa freno utilizzata in condizioni d’asciutto. Differenti sono invece le pinze freno utilizzate in condizioni di bagnato, appositamente progettate per garantire al pilota il corretto feeling, anche in caso di scarsa aderenza. Nel corso del 2016, in condizioni di bagnato, alcuni piloti hanno utilizzato i dischi in carbonio, una soluzione che, grazie al lavoro svolto nella ricerca e sviluppo dei materiali d’attrito, è ora percorribile a condizione che le temperature del materiale d’attrito rimangano all’interno del corretto range di funzionamento.

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MERCATO AFTERMARKET IN CONTRAZIONE DEL 3,6% NEL 2016

Secondo i dati del Barometro Aftermarket – rilevazione statistica interna al Gruppo Componenti ANFIA che fornisce un trend indicativo dell’andamento del mercato dei ricambi automotive su base mensile, sia a livello consolidato, sia a livello di singole famiglie prodotto – il fatturato aftermarket registra un decremento del 3,6% nel 2016 rispetto all’anno precedente, che era risultato in crescita del 4,3%.

Ad un primo trimestre negativo (-2,8%), ha fatto seguito un secondo trimestre stabile (+0,03%), mentre nella seconda parte dell’anno si sono susseguiti un terzo trimestre in calo del 5% e un quarto trimestre ulteriormente in flessione del 6,4%. Guardando all’andamento delle singole famiglie prodotto, riportano la crescita maggiore i componenti elettrici ed elettronici (+4,7%), che recuperano il calo del 7,4% registrato nel 2015. Seguono i componenti di carrozzeria e abitacolo, in rialzo del 2,8% dopo un 2015 che aveva chiuso a +13,4%, e i componenti motore, che riportano una crescita del 2,5% (+9,4% nel 2015), mentre i componenti undercar chiudono a +1,4% (+4,6% nel 2015). L’unica categoria in calo è quella dei materiali di consumo, con una contrazione a due cifre del 10,7% contro il risultato positivo del 2015 (+2,5%).

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Riportiamo di seguito il commento di Paolo Vasone, Coordinatore della Sezione Aftermarket del Gruppo Componenti ANFIA secondo cui il dato è da leggere con preoccupazione, piuttosto come un fenomeno congiunturale e legato ad un comparto dall’andamento ciclico:

Nel 2016 riscontriamo un andamento positivo per tutte le famiglie prodotto eccetto i materiali di consumo, che avevano già evidenziato una contrazione dell’11,1% nel primo semestre dello stesso anno

Guardando al trend di mercato delle nuove auto, il 2016 ha proseguito sulla scia di un 2014 considerato come anno di svolta – il primo in crescita dopo 6 consecutivi in flessione – e un 2015 proiettato in avanti verso la ripresa. Con 1.825.210 immatricolazioni e una crescita del 16% rispetto al 2015, che a sua volta aveva riportato un aumento analogo rispetto al 2014, infatti, lo scorso anno ha fatto avvicinare l’Italia – quarto mercato dell’UE dopo Germania, Regno Unito e Francia – a volumi di immatricolazioni adeguati alle potenzialità di sviluppo del Paese, un target che si colloca tra 1,8 e 1,9 milioni di immatricolazioni annuali.

Questo processo di progressivo svecchiamento del parco circolante, la sempre più agguerrita concorrenza con la rete autorizzata delle Case auto – decisamente orientate a proporre ai clienti contratti di manutenzione ed estensioni della garanzia – e la crescente diffusione dei fenomeni di condivisione dell’auto, che può aver influito sul ribasso delle percorrenze chilometriche di una parte dei veicoli privati, sono gli elementi che, probabilmente, hanno inciso sfavorevolmente sulla sostituzione di alcuni prodotti.

La flessione del mercato aftermarket nel 2016, comunque, non è da leggere come un fenomeno preoccupante, bensì congiunturale e legato ad un comparto dall’andamento ciclico. Il settore dei ricambi, di per sé, è in forte evoluzione e mantiene un elevato grado di innovazione e di qualità dei prodotti, come richiesto dall’elevata competitività del suo mercato.

Ricordiamo, a questo proposito, che l’orientamento alla qualità, all’efficienza e all’affidabilità dei prodotti, caratterizza, in primis, l’approccio delle Case costruttrici, a cui è conseguito un allungamento del ciclo di vita di alcuni componenti. L’innovazione tecnologica e il ruolo sempre più centrale dell’elettronica e della telematica, inoltre, hanno contribuito a ridurre il margine d’errore umano negli interventi di manutenzione e riparazione o montaggio, implicando anche un importante adeguamento delle competenze del mondo dell’autoriparazione, sempre più impegnato nel posizionamento su un alto livello di servizio per la fidelizzazione dei clienti.

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20 ANNI DI CRASH-TEST EURO NCAP

Più di 78.000 vite umane salvate, 1.800 i veicoli testati, 630 le valutazioni di sicurezza, 160 i milioni di euro investiti dal 1997 ad oggi. E’ il bilancio che l’European New Car Assessment Programme traccia da quando vent’anni fa, grazie a questo programma europeo di valutazione dei nuovi modelli di automobili, vennero introdotti severi crash test sulla sicurezza delle autovetture nuove.

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Fino al 4 febbraio 1997 – quando, per la prima volta in Europa, Euro NCAP diffuse i primi risultati di crash test realistici e confrontabili da parte di esperti indipendenti – era impossibile per i consumatori confrontare i livelli di sicurezza dei diversi modelli di autovetture. Le industrie automobilistiche, infatti, erano tenute al solo rispetto di requisiti di legge minimi per l’esecuzione dei crash test sui veicoli nuovi, i cui risultati non venivano resi pubblici.

I primi test evidenziarono carenze nella sicurezza delle autovetture più diffuse, costringendo a ripensare il modo in cui i veicoli venivano progettati, per prevenire gli incidenti e salvare vite umane. Dopo vent’anni, 9 auto su 10 tra quelle vendute nel mercato europeo dispongono di una valutazione Euro NCAP e l’industria automobilistica supporta attivamente lo sviluppo di nuovi requisiti che consentano di raggiungere le massime valutazioni di sicurezza. Alcune tecnologie per la sicurezza, che non esistevano o costituivano al più dotazioni opzionali – airbag per guidatore e passeggeri, airbag laterali, segnalatori di mancato utilizzo delle cinture e dispositivo di controllo elettronico della stabilità – sono ormai standard di serie in tutte le vetture vendute in Europa.

I test Euro NCAP sono divenuti ancora più severi e i veicoli oggi possono raggiungere una valutazione massima di 5 stelle, attribuita non soltanto per la capacità di proteggere gli occupanti del veicolo e i pedoni, ma anche rispetto alla capacità di evitare in primo luogo la collisione. I test riproducono le condizioni reali di un incidente che potrebbero portare al decesso o al ferimento delle persone coinvolte. I veicoli che ottengono le valutazioni massime, devono dimostrare di essere dotati di tecnologie di serie che consentono di evitare o almeno ridurre la violenza degli impatti, e che, in caso di impatto inevitabile, offrono adeguate protezioni agli occupanti e agli altri utenti della strada.

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“Siamo molto fieri – ha dichiarato Michiel van Ratingen, Segretario Generale Euro NCAP – che il nostro programma di test abbia portato a miglioramenti importanti nei veicoli e abbia reso l’Europa l’area mondiale con il più basso tasso di incidenti mortali”.

“Euro NCAP ha permesso a milioni di consumatori di scegliere con consapevolezza e fiducia la vettura più sicura disponibile sul mercato. Tuttavia, negli anni più recenti, abbiamo assistito ad un rallentamento nel ritmo di miglioramento, quindi, non dobbiamo abbassare la guardia. Vogliamo far sì che, nei prossimi 20 anni, le strade d’Europa divengano ancora più sicure, non solo per gli occupanti degli autoveicoli ma per tutti gli utenti della strada. Già ora sottoponiamo a test molti più aspetti della sicurezza dei veicoli di quanto non facessimo nel 1997 e siamo intenzionati a proseguire in questa direzione. Il prossimo anno – ha concluso Michiel van Ratingen – sottoporremo a test i sistemi che riconoscono ed evitano l’impatto con i ciclisti e stiamo pianificando una roadmap particolarmente impegnativa per il periodo 2020-2025”.

‘SCOOTER SERVICE’ PER VELOCIZZARE IL SOCCORSO STRADALE IN CITTÀ

Per i mezzi di soccorso in città è sempre più difficile muoversi in modo tempestivo ed efficace tra divieti, parcheggi selvaggi e incolonnamenti. E così c’è chi ha pensato di rendere più agevoli e veloci gli interventi di assistenza stradale in città. In che modo? Con il motorino.

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E’ nato infatti “Scooter Service”, servizio di intervento stradale veloce dove il tecnico arriva in scooter rendendo più rapida l’assistenza. L’innovativo servizio coprirà le aree metropolitane di Milano e Roma ed è rivolto a tutti i Clienti LeasePlan (operatore di noleggio auto a lungo termine a privati e aziende) ed Europ Assistance.

La Compagnia del Gruppo Generali metterà a disposizione veloci mezzi a due ruote per raggiungere l’automobilista in difficoltà. Il tecnico a bordo della moto potrà effettuare interventi immediati sul posto come, ad esempio, riavviare la batteria con il booster. Il servizio, attivo nei giorni feriali dalle 8:00 alle 19:00 ed il sabato dalle 8:00 alle 14:00, sarà gestito dalla Centrale Operativa di Europ Assistance che, in base ad alcune veloci domande, deciderà volta per volta se attivare lo “scooter service” o l’intervento del carro attrezzi.

“Un servizio che va incontro anche alle esigenze di riduzione del traffico dei mezzi pesanti e che rappresenta una efficace e concreta iniziativa per il rispetto ambientale” ha dichiarato Alfonso Martinez, AD di LeasePlan. “Sviluppare soluzioni innovative per i business partner fa parte del nostro dna e, soprattutto in tema di mobilità, siamo da sempre molto attenti a soddisfare e superare le aspettative dei Clienti” ha concluso Bruno Scaroni, CEO di Europ Assistance Italia.

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AUTO E INVERNO: DISPOSITIVI CONTRO IL FREDDO

Questo post è dedicato in particolar modo agli automobilisti più freddolosi. Avete mai immaginato di guidare d’inverno avendo volante e sedili riscaldati? O di poter sbrinare il parabrezza al mattino senza “congerlarvi” le dita? In tempi di auto sempre più tecnologiche e innovative, quello che un tempo era impensabile può diventare realtà.

Un esempio è la nuova Opel Insignia. La nuova ammiraglia della Casa di Rüsselsheim dispone di una serie di dispositivi contro il freddo, tra cui, i sedili anteriori e posteriori riscaldati e il parabrezza riscaldabile. Invece di congelarsi le dita grattando il ghiaccio, il parabrezza viene sbrinato silenziosamente e comodamente premendo un tasto, grazie a invisibili resistenze elettriche filiformi. Il parabrezza riscaldabile impedisce inoltre che i vetri si appannino, migliorando ulteriormente visibilità e sicurezza. Il riscaldamento si spegne automaticamente e può essere riattivato in caso di necessità premendo nuovamente il tasto.

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Oltre al parabrezza riscaldabile, nuova Insignia Grand Sport offre a guidatore e passeggeri molti altri modi per viaggiare al caldo. Chi guida può godere di una funzione di lusso come il volante riscaldato, mentre i sedili riscaldati sono disponibili non solo per guidatore e passeggero anteriore, ma anche per i passeggeri seduti sui sedili posteriori esterni. Il riscaldamento dei sedili anteriori è regolabile e con la funzione di riscaldamento automatico a richiesta può essere impostato anche attraverso il menu di personalizzazione presente sullo schermo.

Il riscaldamento dei sedili e del volante resta operativo anche quando il motore viene temporaneamente spento dal dispositivo Start/Stop. Accendendo il lunotto termico si attiva anche il riscaldamento degli specchietti retrovisori esterni, che migliorano ulteriormente la visibilità posteriore. Per avere i massimi livelli di wellness e di comfort termico, inoltre, il sedile ergonomico lato guidatore dispone anche delle funzioni di massaggio e ventilazione.

“Non è mai stato così facile sentirsi caldi e comodi dentro un’automobile di questa categoria come su nuova Opel Insignia” ha concluso Peter Christian Küspert, Vice Presidente Sales e Aftersales di Opel “e la migliore visibilità garantita dal parabrezza riscaldabile aumenta la sicurezza di tutti gli utenti della strada”.

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AUTOMOTORETRÒ E AUTOMOTORACING DAL 3 AL 5 FEBBRAIO 2017 A TORINO

Si aprono le porte della 35esima edizione di Automotoretrò, rassegna motoristica che si svolgerà dal 3 al 5 febbraio al Lingotto Fiere di Torino, Via Nizza 294. Oltre alla Lancia Delta campione del mondo rally, fiore all’occhiello di questa edizione (di cui via abbiamo già parlato), numerose sono le case automobilistiche ufficiali che parteciperanno ad Automotoretrò, andando così a soddisfare la curiosità dei visitatori. Tra le tante ricordiamo: FCA (il cui spazio espositivo si rifà a un’officina storica) che esporrà otto preziosi esemplari di Alfa Romeo, Fiat, Lancia e Abarth. Ogni marchio verrà rappresentato da due auto d’epoca secondo un criterio che prevede l’abbinamento di un modello di produzione standard accanto a un prototipo o a un esemplare unico legato alla vettura prodotta in serie. Nello specifico gli spettatori potranno ammirare un’Alfa Romeo 2600 Sprint, un’Alfa Romeo 2600 SZ Prototipo, una Fiat 1100, una Fiat 700 Prototipo, una Lancia Flaminia Coupé, una Lancia Flaminia Loraymo, un’Abarth 1000 Bialbero, una Fiat Abarth 1000 Monoposto Record ed un’Alfa Romeo 4C Spider.

Il Marchio Porsche sarà, invece, rappresentato da Erre Esse S.p.A. che per l’occasione esporrà una 356 C color blu «Bali», classe 1964, uno degli ultimi esemplari della serie che lasciò il passo alla 911 rappresentata nello stand da una sportivissima 911 di ultima generazione. Non mancheranno poi i registri storici come Jaguar e Land Rover che esporranno alcuni dei modelli più significativi. In rappresentanza dei club storici, quest’anno ci sarà il Jensen Owners Club, direttamente dall’Inghilterra, che ha scelto questa manifestazione per festeggiare il 50esimo anniversario della Jensen Interceptor e della Jensen FF. La prima, progettata e costruita in Italia, più precisamente a Torino dalla Carrozzeria Vignale, fece la sua prima uscita ufficiale al Salone di Torino nel novembre 1966, mentre la Jensen FF, presentata nel 1968, ruppe ogni schema suscitando molto scalpore: si trattava della prima autovettura a trazione integrale non fuoristrada prodotta in serie.

Gli amanti delle due ruote potranno, invece, ammirare negli oltre 16 stand a loro dedicati, alcuni dei modelli più interessanti delle più famose case motociclistiche nazionali ed internazionali, quali Ducati, Aprilia, MV Agusta, Gilera, Moto Guzzi Team Taurus, accompagnato da alcuni piloti, BMW, Triumph (presente con il Registro Storico), Royal Enfield e Norton. Largo spazio al tema della “regolarità”: saranno presenti numerose motociclette da Cross ed Enduro della famosa Casa motociclistica tedesca Maico. Si celebreranno poi i 70 anni della Lambretta con un mostra tematica dedicata. Con oltre 20 modelli gli spettatori potranno riviere gli anni in cui lo storico scooter italiano, prodotto dalla Innocenti di Milano, faceva sognare milioni di persone. Questa sarà anche l’occasione per festeggiare il trentennale del Registro storico FMI – Federazione Motociclistica Italiana.

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In parallelo ad Automotoretrò, si riaccendo i motori di Automotoracing che dal 3 al 5 febbraio, allʼOval di Torino, è pronta ad accogliere i numerosi appassionati delle “alte prestazioni” e della velocità in tutte le sue forme: dalle vetture fuori serie costruite appositamente per affrontare le gare in pista o nei rally, a quelle di serie opportunamente modificate attraverso l’impiego di componenti specifici per incrementarne le prestazioni o per migliorarne estetica e funzionalità.

Tra le tante novità che attendono il pubblico, vi è il completo rinnovamento della pista esterna dell’Oval, che ospiterà numerosi piloti pronti a sfidarsi in varie specialità: drifting, derapate controllate; rally, un misto tra gara di regolarità e gare di velocità a cronometro, rally storico, quaddrift. Tra i tanti campioni che si esibiranno, ricordiamo Graziano Rossi, padre del nove volte campione del mondo Valentino Rossi, con il suo Daba Team e Paolo Diana, funambolico pilota che entusiasma il pubblico con le sue acrobazie al volante. Sempre nell’area esterna, per tutte e tre le giornate, i dj Wender, Paolo Noise e Pippo Palmieri dello Zoo di 105 coinvolgeranno i partecipanti con la loro musica e simpatia.

Tra i numerosi stand, pronti a mostrare al pubblico tutte le ultime novità nel mondo delle due e quattro ruote, largo spazio alle Case ufficiali. Saranno presenti non solo OZ Racing, azienda italiana produttrice di cerchi in lega per automobili, impegnata da anni nel settore della Formula 1 e del Rally, ma anche la Sparco, azienda specializzata nella produzione e distribuzione di componenti automobilistici e abbigliamento che veste la maggior parte dei piloti di Formula1, la MAK, produttrice di cerchi, e P1 abbigliamento. Non mancheranno poi Alfa Romeo, Abarth, Jeep, Mazda, Renault e WRT che presenterà nel proprio stand una Peugeot 208 R2, una Renault Clio R3 ed una Suzuki Swift. Per il pubblico saranno, inoltre, a disposizione due simulatori professionali capaci di far vivere un’esperienza di guida a 360° . Nella giornata di sabato saranno presenti Simone Tempestini (campione in carica, vincitore del Campionato Mondiale WRC3), Riccardo Canzian (vincitore Trofeo Twingo) ed Enrico Brazzoli (protagonista al rally di Montecarlo 2017).

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